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Viaggiare con i bambini

Si parla di: viaggiare

Viaggiare con i bambini

 Le vacanze possono rappresentare l’occasione, da tempo attesa, di intensificare il rapporto con i propri figli, un tempo per riconquistare spazi di intimità e dialogo trascurati durante l’anno di lavoro. Proprio per favorire tutto ciò dovrebbero essere programmate insieme ai ragazzi evitando che “l’itinerario” scelto rappresenti per loro soltanto una scelta obbligata, imposta senza tener conto delle loro esigenze e dei loro desideri.

Un viaggio, una gita, una semplice passeggiata in città tra monumenti, vicoli e piazze, possono divenire l’occasione di incontro tra due modi differenti, quello adulto e quello bambino, di osservare e sperimentare l’ambiente o la natura. Proprio questa complementarietà di vedute, se accolta come risorsa, può rendere più interessante, stimolante e piacevole ogni nuova esplorazione e ogni nuova ricerca. Se negati, o addirittura temuti, le diverse esigenze e i diversi ritmi biologici, in vacanza, possono trasformarsi in ostacoli e motivi di scontro. Molto spesso, infatti, gli adulti dimenticano che quel che è interessante o piacevole per loro può essere, invece, poco interessante o addirittura stressante per un bambino.

Dovremmo tener conto del fatto che i più piccoli hanno ritmi e bisogni specifici che vanno rispettati. In caso contrario, il disagio dei bambini può esprimersi attraverso disturbi del comportamento (aggressività, smania, noia, sonnolenza, irrequietezza …) o somatizzazioni.

Qualche consiglio:

  • Specie se i bambini sono piccoli, optare per luoghi in cui ci siano spazi di gioco e di svago a loro dedicati.
  • Organizzare il viaggio insieme ai bambini, coinvolgendoli, facendoli partecipare attivamente ai preparativi, anche mostrando sulle cartine la geografia dei luoghi che si andranno a visitare.
  • Preparare l’itinerario del viaggio prevedendo tappe e momenti di sosta durante il tragitto. Fare in modo che i bambini possano vivere il viaggio come un percorso, segnato da passaggi, attraverso il quale raggiungere la “meta”, come una vera e propria caccia al tesoro. In questo modo diventerà meno faticoso, più comprensibile e, di conseguenza, più interessante e gestibile.
  • Quando si è in viaggio e si raggiungono le mete è importante festeggiare l’arrivo e scambiarsi le impressioni. Serve a dare un senso ad ogni tappa del “percorso”.
  • Fare in modo che la vacanza sia sempre un’occasione per fare acquisire ai bambini nuove informazioni e arricchirli con nuove esperienze e scoperte.
  • Organizzare, fin dal primo giorno di vacanza, una scatola dei ricordi e/o un album fotografico che possano aiutare i bambini a rivisitare, anche visivamente, le esperienze fatte. E’ possibile scrivere insieme anche un “diario di bordo”, nel quale ciascuno possa commentare le impressioni e le emozioni suscitate dal viaggio.

La vacanza diventerà, così, non solo un momento per conoscere ed esplorare nuovi luoghi, ma si trasformerà, anche, nella possibilità, per adulti e bambini, di conoscersi meglio e sperimentare, ludicamente, la magia del dialogo e dello stare insieme.

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Gioco … con poco

Si parla di: giocare

 

I bambini e il gioco

Gli elementi della natura sono aria, acqua, terra e fuoco. Noi siamo fatti di aria, acqua, terra e fuoco.

Per conoscerci e crescere armoniosamente dobbiamo giocare soprattutto con questi elementi, perché giocare è la palestra delle emozioni del crescere.

Entrare nell’aria, sentirla sul viso e sul corpo come sperimentano nel volo gli uccelli, ci unisce al cielo.

Immergerci nell’acqua, nuotare da giù a su come un tempo eravamo immersi nel liquido amniotico della madre, ci fa sentire liberi e vivi.

Accenderci con le idee che bruciano come il fuoco, sperimentare che la vita si consuma giorno dopo giorno, come ogni cosa, e diventa cenere per poi risorgere dalle ceneri, vivificata e forte, ci rende consapevoli che il fuoco scalda il mondo.

Scavare la terra, seminare, scoprire che è feconda,  perché è con la terra che si costruisce, si edifica, sono modalità dell’essere veramente umani.

Educare i bambini con l’aria, l’acqua, la terra e il fuoco, farli giocare con gli elementi, con i giocattoli della natura, con l’ambiente che li circonda, che è da esplorare e rispettare, è educarli all’arte del vivere.

Perché l’ambiente li accoglie e li contiene, perché è imparando a sperimentare, a governare l’ambiente che i bambini imparano a vivere; del resto se un bambino non ha giocato con questi giocattoli, se un bambino non possiede aria, acqua, terra e fuoco, se è preda soltanto di prodotti e non di processi, è un bambino menomato nella creatività.

Creare con gli elementi è possedere il pensiero creativo. Ed è all’immaginario creativo dei bambino che è affidato il potere creativo del mondo.

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