Le ricerche condotte in Italia sui rapporti tra genitori e figli evidenziano quanto ogni bambino rispecchi, nel suo comportamento e nelle sue scelte, il modello famigliare a cui appartiene.

In particolare, i nuovi modelli emergenti pongono il bambino al centro della vita famigliare, protagonista delle dinamiche relazionali e, quindi, più esposto, sia in senso positivo ma anche negativo, alle pressioni affettive e ai bisogni emotivi, spesso compensatori dei genitori.

L’adesione al modello testimonia la capacità adattiva e di apprendimento del bambino ma rappresenta anche la generosa risposta affettiva alla richiesta genitoriale: “Ti ameremo a patto che tu sia come noi”.

La cultura che accompagna la famiglia bambino-centrica vede i piccolo “soggetto e oggetto” di puntuali attenzioni e meticolose cure. Ciò che spinge i genitori ad adottare un programma educativo indirizzato alla sicura “riuscita” sociale è spesso il bisogno di realizzare le proprie aspirazioni anche attraverso i figli.

Alcuni adulti poi delegano, soprattutto ai propri bambini, il compito di trasformare in realtà i sogni e le aspettative della propria infanzia o giovinezza che possono essere stati ostacolati dai loro genitori poco attenti o autoritari.

Questi genitori credono fermamente di aiutare i propri bambini nella realizzazione di se stessi, perchè consentono loro di “fare tutto cio che essi non hanno potuto fare”. Non si rendono conto invece che, nell’identificarsi pienamente con i figli, nel rivedere acriticamente riflesse in loro le proprie necessità infantili, perdono completamente di vista i reali bisogni dei figli e l’unicità della loro identità.

Immagine: dulcelife

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9 Commenti a “Le aspettative dei genitori per un figlio “perfetto””

  1. 1

    Mi piacerebbe che realizzassero i loro sogni senza dipendere da me…soprattutto come mia figlia maggiore che ha solo 10 anni ed è molto introversa quindi ha difficoltà di socializzare!

  2. 2

    sono pienamente d’accordo con Lei, Prof.ssa Parsi… forse dai figli ci si aspetta troppo, nn si guarda più le loro aspettative, i loro desideri. Secondo un mio punto di vista bisogna lasciarli liberi di vivere serenamente anche le più piccole cose, anche quelle più dolorose. Da adulti sapranno cavarsela al meglio, nn rimpiangeranno mai nessuna esperienza! grazie ! La seguo spesso! Lisa da Treviso

  3. 3

    penso che ogni genitore ha delle aspettative per un figlio, è normale, basta pero’ non imporgliele.secondo me è giusto dare degli stimoli, ad esempio la mia bambina ha 4 anni, ed è vivacissima, è un vulcano a casa, e pure a scuola, è un leader, ha gia’ il suo gruppetto di amiche.le maestre mi dicono che è simpatica, e molto attenta ai dettagli, ed è leader perchè sa attirare con il suo entusiasmo, e la sua curiosita’, ed è un bene che ci siano bambini cosi’ nel gruppo;sono da stimolo a quelli piu’ tranquilli e piu’ chiusi.fanno la musica quest’anno, e a febbraio hanno chiesto chi vuole fare un corso di ceramica, entro le ore scolastiche,un’ora la settimana, naturalmente l’ho iscritta.in questo senso dico c’è bisogno di allargare i loro orizzonti, ha fatto un corso di nuoto l’anno scorso, e forse glielo faro’ fare a primavera, perchè me lo chiede ogni tanto.un giorno scegliera’ la sua strada, io cerco solo di fargliene conoscere un po’, poi si vedra’, io sono qui.

  4. 4

    Accettare i figli per quello che sono richiede l’accettazione di noi stessi, dei nostri fallimenti, ammettendo le nostre responsabilità: questo equivale a fare pace con la parte di noi stessi che ci piace meno, a perdonare i nostri difetti. Si guarda così ai figli da una posizione di umiltà, senza la presunzione di sapere sempre più di loro. Non sempre quello che piace a noi corrisponde ai loro desideri.

  5. 5

    Care Amiche
    c’e molto di vero e condiviso in tutto ciò che scrivete, in fondo il cuore di una mamma conosce verità profonde, che leggono nelle pieghe più nascoste dei nostri piccoli.
    Umiltà, amore, condivisione, ma anche sogni di creare, colorare, costruire INSIEME…
    Vi abbraccio,
    Maria Rita

  6. 6

    Riuscire ad essere distaccati forse ci aiutarebbe a non investire totalmente i ns figli delle ns aspettative!
    Un abbraccio
    Valeria

  7. 7

    La esperienza mia e di molti genitori che conosco è invece la tendenza dei figli ad emulare gli altri, i compagni di classe e non i genitori.
    Molti figli di laureati non hanno alcuna voglia di studiare.
    Molti figli di persone colte ed istuite hanno voti terribili e passano pomeriggi a bighellonare.
    Molti figli di artisti non prendono in mano pennello o pianoforte per evitare il confronto col padre,,,,
    Non so se è proprio cosi vero che si emula il genitore…durante la adolescenza credo proprio di no!
    Ciaoe

  8. 8

    Il figlio perfetto non può esistere,come non può esistere il genitore perfetto.
    Io nel mio piccolo cerco di trasmettere alle mie due bambine(di 9 e di quasi 3 anni) l’importanza di due valori per me fondamentali:la libertà e l’indipendenza,cercando di non dimenticare che il mio ruolo sarà quello di accompagnarle e sostenerle sempre per realizzare i loro sogni..e non i miei!

  9. 9

    mio figlio e’ ancora troppo piccolo eppure ha gia’ una sua personalità bella spiccata certo coem mamma voglio il meglio .ma il meglio che desidera per se stesso.voglio che sia felice nel fare quello che sceglie sempre con la testa sulle spalle io insieme a mio marito non possiamo che appogggiarlo nelle sue scelte ed aiutarlo SEMPRE.saremmo genitori e non amici almeno questo vale per me ,nulla togliendo che ogni età va rispettata per crescere sano e indipendente .dottoress a Parsi concorda?

...

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