Care amiche e mamme,

vorrei parlare della differenza dei ruoli rispetto alle funzione.

I ruoli sono fissi mentre le funzioni sono intercambiabili.

La MADRE.

La madrea ha l’importante ruolo di accogliere, portare in grembo il bimbo e di allattarlo e tutto ciò  ( unito alle quotidiane esperienze della madre nell’incontro con altre persone, nell’ascoltare la musica, dell’essere felice … ) dà vita ad una serie di reazioni biochimiche che il bimbo recepisce.

Il PADRE.

Quanto al padre il suo ruolo è quello di contenimento e rassicurazione della compagna nella gestazione e di cura del bimbo.

In particolare, quest’ultimo aspetto è davvero importante perchè rappresenta “l’altro” nel rapporto tra madre e figlio, utile all’uno e all’altra nella loro apertura al mondo esterno.

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Care amiche,

attenzione particolare all’educazione dei pre-adolescenti e degli adolescenti va posto subito, comprendendo quali sono le dinamiche tipiche di qeusta età.

Per i giovani di oggi è faticoso capire che nella vita  ci sono passaggi che debbono essere fatti, che non è tutto così immediato, così di corsa.

Gli episodi di violenza tra i giovani ne sono spesso un esempio: la violenza è un messaggio immediato, dirompente, che individua subito chi domina e fa paura, è una prevaricazione che non esige sforzo.

La violenza è un codice di comunicazione che si utilizza se non c’è contatto e dialogo tra le persone e le punizioni non vanno imposte ma condivise, speigate, concordate.

Questo è un modo armonico di rapportarsi agli altri, un modo che esige fatica, dove ogni componente ha il suo ruolo ma anche le sue competenze, quindi il suo potere, che sono messe al servizio di tutti senza prevaricazioni.

E l’insieme delle competenze e dei poteri che fornisce un tessuto protettivo importante per i ragazzi.

Nel prox post parliamo dei ruoli all’interno della famiglia …

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Che cos’è, oggi,  per Voi la FELICITA’?

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Quante volte ci è capitato di dire ai nostri figli:
“Penso che dovresti ripassare la lezione!”
Vorrei proporvi un analisi di questa frase.
Innanzitutto: Pensare non significa riflettere.
‘uso frequente del verbo pensare è un segno di sottomissione al pensiero unico prevalente. “Penso che tu debba studiare un po di piu”.
I pensatori sono attori sterili.
A forza di “pensare che” dimentichiamo “agire per”.
Se sono i genitori a farlo, se i genitori a forza di “pensare” dimenticano di “agire per” , appesantiscono i figli con una forza di inerzia senza prospettive per il futuro.
Il potere del pensiero è tale da ipotecare qualsiasi passaggio all’atto e qualsiasi cambiamento.
Il pensiero è comodo e rassicurante, perchè non obbliga mai il pensatore ad agire se non nel pensiero.
Penso, dunque sono”, capolinea, scendete tutti: i genitori che si limitano a “pensare che”  …  non sono attori.

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( segue …)

É un dovere, per i bambini, fare i compiti e imparare a stare con gli altri, confrontarsi, interrogare, invece di aggredire, e pretendere.

E se lo vedono fare agli adulti, in particolare ai genitori, lo fanno anche loro.

Anche i piccoli sacrifici sono e forniscono esempio.

E quando tutto ciò non funziona, vuol dire che qualcuno, un adulto, un genitore si è distratto.

É attraverso il fluire ininterrotto di esempi, affetti, sostegni, responsabilità e richieste di aiuto  che i grandi passano il testimone ai piccoli e i piccoli ai grandi.

E da questo punto di vista l’impresa di educare, di essere genitori ci appare ancora più grandiosa.

 

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Essere genitori (2)

(segue …)

Se un adulto conosce i diritti dei bambini, mette a fuoco i propri doveri.

Un bambino ha diritto:

  • Ad avere una famiglia tradizionale, di fatto, adottiva, mononucleare, ma che tenga sempre conto che è una persona da quando viene concepito.

  • E come tale va amato, curato, istruito.

  • E agevolato nel gioco con i coetanei.

Ma quelli che per i grandi sono diritti, per i piccoli diventano doveri. ( segue …)

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Per essere Buoni Genitori l’amore non basta!

Se volete fare di vostro figlio un uomo, una donna con alto senso etico e un giusto livello di autostima, dovete sentirvi parte di un circuito di diritti e doveri che abbraccia l’arte di fare il genitore e la volontà di crescere del bambino.

Mettere al mondo una creatura è come mettere insieme tutti i capolavori dell’umanità, le opere d’arte più belle, i paesaggi più suggestivi, le scoperte scientifiche più importanti.

Un universo di meraviglie.

E da come i genitori le custodiscono, dipende il modo in cui un figlio si inserirà nella vita. ( segue …)

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“Sbrigati a finire la colazione!

Sbrigati altrimenti perderai l’autobus!

Sbrigati a vestirti o farai tardi a scuola!
 
Sbrigati dobbiamo tornare a casa!”
 
 

 

Il signor Papà Fatto In Fretta e la signora Mamma Fatta Male hanno avuto un figlio ed  hanno il piacere di annunciarvi, con estrema urgenza,la nascita del loro figlio:
 ”SBRIGATI!“.
Quando bisogna fare in fretta non si è molto precisi, e in genere, si fanno male le cose.
I genitori frenetici sono genitori stressati.
Hanno tagliato il traguardo ancora prima di iniziare la corsa, in cui sono gli unici partecipanti.
Con loro, bisogna sempre sbrigarsi a essere in orario per non essere in ritardo.
A forza di fare in fretta, si dimentica sempre qualcosa di importante.
I genitori “fatto in fretta, fatto male” sono degli orologi umani. Sempre in ritardo, di solito temono di non arrivare puntuali.
I genitori che sanno gestire il loro tempo non hanno mai bisogno di mettere premura ai loro figli. Sono previdenti e si concedono sempre un margine di manovra.

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Abbiamo letto, in questi giorni, di tutto sulle relazioni; studiosi che ricercano il quoziente di compatibilità per affermare una sorta di affinità elettiva, attori che pensano al matrimonio dopo lunghe convivenze per esaudire una richiesta dei figli.
In tutto questo di fiorire di espressioni perchè non ritornare alla poesia….
Solo chi rimane completamente se stesso si presta alla lunga a venire amato,perchè solo cosi nella sua pienezza vitale, può simboleggiare per l’altro, la vita, essere avvertito come una potenza di essa.
Non vi è errore piu grande nell’amore dell’adattarsi timorosamente l’uno all’altro e di uniformarsi a vicenda.
Un eterno amore estraneo nell’eterna vicinanza è dunque il segno più pertinente e inalienabile
di ogni amore in quanto tale, non solo bel disprezzo o nell’amore non ricambiato, infatti,
ma dappertutto, ovunque dove ci si ama, l’uno sfiora l’altro lasciandolo poi a se stesso.
E’ sempre una stella irraggiungibile che noi amiamo.
E  ogni amore è sempre nella sua profonda essenza una segreta tragedia, ma proprio per il fatto di esserlo, riesce ad avere effetti cosi potentemente produttivi.
(Lou Andres-Salome)

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