“IN FORMA PER LA VITA”  e  “MODELLA OGGI IN FORMA”

                                                                  CONTRO L’ANORESSIA

 

     Dal 23 al 26 Novembre si svolgerà a Roma “IN FORMA PER LA VITA”- ‘settimana inno’ alla Bellezza in carne, dedicata alla lotta contro l’Anoressia-  in contemporanea e in collaborazione con la Finale Nazionale del Concorso “MODELLA OGGI IN FORMA” -Concorso etico che sin dagli anni ’90 sostiene la lotta contro l’anoressia-.

     “IN FORMA PER LA VITA” nasce nell’intento di mantenere alta l’attenzione dei media, dell’opinione pubblica, delle Istituzioni, del mondo della moda, della pubblicità, della danza classica, ecc., e di sensibilizzare TUTTI, su un problema così diffuso, ma ancora sottovalutato come quello dell’Anoressia, accertato come prima causa di morte di giovani ragazze tra i 15 e i 25 anni.

     Una settimana dedicata appunto a questa causa sociale che in contemporanea e in collaborazione con la Finale Nazionale del Concorso “MODELLA OGGI IN FORMA” vedrà, attraverso incontri, testimonianze e dibattiti, a cui prenderanno parte le concorrenti stesse finaliste del Concorso, la partecipazione di noti esponenti della Medicina, della Psicologia, della Moda e dello Spettacolo, oltre che delle Istituzioni e di Associazioni e Fondazioni dedite alla cura, alla riabilitazione e al reinserimento delle persone con disturbi alimentari.

Perché in contemporanea e in collaborazione con la Finale del Concorso “MODELLA OGGI IN FORMA” ?

Perché il Concorso “MODELLA OGGI IN FORMA”, durante il suo svolgimento in Italia, avendo a che fare con diverse migliaia di giovani ragazze aspiranti modelle, le sensibilizza fortemente sul problema trattato:

-          applicando le regole del ‘Manifesto della Moda Italiana contro l’Anoressia’ promosso, nel 2006, dall’allora Ministro Giovanna Melandri, dalla Camera Nazionale della Moda Italiana e da AltaRoma, dall’allora Presidente Stefano Dominella;

-          effettuando un talk-show sull’Anoressia, con medici, psicologi, nutrizionisti, ecc., nelle varie manifestazioni preliminari che vengono organizzate;

-          selezionando le candidate  che più rispecchiano i canoni di una nuova bellezza sana, solare, generosa e non sottopeso. Elementi che contribuiscono anche a riformulare la visione del canone estetico nella nuova equazione: “Salute + Benessere = Bellezza”.

  Sono questi i requisiti essenziali richiesti, insieme alla taglia rigorosamente 42, per partecipare al Concorso.

        La settimana di “IN FORMA PER LA VITA” si conclude con la Finale Nazionale del Concorso, in una serata di spettacolo dedicata alla Moda, alla Bellezza e al Benessere, che vede la partecipazione delle future modelle taglia 42   e l’elezione delle vincitrici.

     La Finale del Concorso è anche un’occasione di incontro e di scambio tra le giovani partecipanti e le loro famiglie provenienti dalle varie regioni d’Italia.

     Tutta la Manifestazione ha lo scopo di mantenere vivo l’interesse di TUTTI sul problema dei disturbi alimentari, soprattutto tra i giovani, quali Anoressia e Bulimia e di sensibilizzare giovani e giovanissimi ma anche famiglie, oltre che di richiamare l’attenzione sui pericoli cui va incontro chi antepone un ideale estetico estremizzato al benessere e alla salute fisica e psichica.

La manifestazione è patrocinata da Roma Capitale, dalla Regione Lazo, dalla Provincia di Roma, dal Ministero della Gioventù, da  Alta Roma e da S.I.S.A..

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Da un papà …

Si parla di: bambini, bellezza

Dal primo momento che la vidi, una creaturina rossa illuminata dal chiarore irreale della sala operatoria, la amai con un’intensità alla quale, la vita, fino ad allora, non mi aveva preparata.

(S.Cheever)

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LETTERA ALLE MISS …

Si parla di: attualità, bellezza

Carissime ragazze,

nei giorni trascorsi insieme, abbiamo imparato a conoscerci ed a dialogare, con la consapevolezza che l’ascolto e la giusta rappresentazione del proprio io, di sogni, aspirazioni, obiettivi sono la via maestra nella conquista dell’equilibrio interiore e della sintonia con il mondo circostante.

Di tutte voi ho stimato la voglia di mettersi in gioco e di accettare che questo concorso cerchi sempre più di stimolare in voi, ma anche nel pubblico, un concetto di bellezza che, come nell’antichità, nella saggia antichità dove gli esseri umani erano visti nella loro globalità di estetica ed etica, desse un’immagine a tutto tondo delle competitrici.

Purtroppo, a quei tempi si trattava, per lo più, di uomini; il potere economico e sociale ai tempi relegava le donne e la loro individualità in luoghi non toccati dalla memoria storica e, dunque, il pensiero al femminile ha lasciato solo tracce recenti nell’evoluzione dell’umanità.

Fra miti, fiabe e letteratura, però, c’è un filo conduttore sulla bellezza che la avviluppi saldamente all’anima. Ed allora, care amiche, ho pensato di proporvi una riflessione, quello che i francesi chiamano un jeu de l’esprit, su tre elementi appartenenti a tre mondi diversi e persino lontani nel tempo, che ci aiutano a  percorrere un itinerario di consapevolezza.

Colleghiamo fra loro un mito, espressione dell’età dell’oro, ma anche profonda metafora che fa riflettere sul ruolo della bellezza; una fiaba, la cui portata allegorica ha una funzione altrettanto esemplare; un romanzo, la cui simbologia chiude il cerchio del mio pensiero.

Il mito è quello di Narciso. Si ferma all’apparenza chi lo identifica ad un messaggio che collega la vanità alla punizione celeste. Narciso, nella versione mitologica romana, respinse la Ninfa Eco, ma, raggiunto dalla maledizione di Nemesi per il suo egocentrismo, s’innamorò della propria immagine riflessa in una pozza d’acqua e, volendo raggiungere l’apparente oggetto del suo amore, annegò.

Il racconto degli antichi rivela preziosi sensori sull’animo umano, denunciando la profonda solitudine di Narciso, la mancanza di un’altra persona, accanto a sé, che gl’impedisse di scambiare un semplice riflesso per un essere in carne ed ossa. Siamo esseri socievoli, dunque il rapportarci con gli altri sconfigge ogni solitudine la cui paura, di contro, induce, quale autodifesa, il ricorso ad un’eccessiva autovalorizzazione.

Passiamo alla fiaba che è portatrice di un altro messaggio, quella di Biancaneve. Non a caso, i fratelli Grimm descrivono la bellezza di Biancaneve come composita di bellezza esteriore e bontà interiore. Nei confronti della matrigna che è “solo” bella esteriormente, lei ha il vantaggio competitivo dell’anima. Anche qui è in scena l’allegoria: non c’è come co-protagonista una mamma, dolce e comprensiva, ma un’invidiosa matrigna che vuole sgombrare il campo da colei che, ai suoi occhi, appare come una rivale. E, traslando, potremmo intendere anche la rivalità con una mamma di sangue come quella che si risolve con una sorta di proiezione, nella figlia, dei propri desideri autoaffermatori frustrati. Ed in questa involuzione dei rapporti verso una strumentalizzazione del frutto del proprio grembo, la madre diventa in sostanza una vera e propria estranea, una matrigna, appunto.

Infine, nella letteratura, una vicenda paradigmatica, che esemplifica il nostro ragionamento, è il capolavoro di Oscar Wilde “Il Ritratto di Dorian Gray”. Una storia cupa ed emblematica che si allontana dalla vostra frequente citazione dei Promessi Sposi (anche se Don Rodrigo è una specie di Dorian Gray senza specchio: il finale del romanzo lo trova deturpato dai bubboni della peste) e che, come in Biancaneve e Narciso, trova egualmente lo specchio protagonista. Quello specchio che ci riproduce unidimensionali e, dunque, senza rappresentare di noi il nostro bagaglio di spirito e di cultura. Dorian Gray si rassicura che il male che coltiva non lasci traccia sul suo bell’aspetto. Solo al termine di un itinerario di depravazione, ritrova tatuato sul volto il processo di crescente malvagità in cui si è gradualmente immerso.

Queste considerazioni non perseguono un intento moraleggiante; sono riflessioni che condivido con voi, belle dentro e fuori, affinché coltiviate i tesori che la vita vi offre: la sintonia fra amiche, senza farvi sviare dal falso mito dell’Eva contro Eva, la quale è un patrimonio che illumina anche i momenti più bui; un sano rapporto madre e figlia, in cui la bellezza della seconda non diventi una sorta di riscatto dalle amarezze della vita per la prima; infine, siate le ambasciatrici di un antico binomio valorizzato dalla filosofia greca, il kalòs kai agatòs (bello e buono) che si arricchisca anche del terzo elemento, la sofìa, ovvero la sapienza.

Questa di Miss Italia deve essere per voi un’importante esperienza per crescere ed acquistare autocontrollo, autoironia, desiderio di approfondire, coraggio, gioia e cultura. Tutti ingredienti per gettare le fondamenta di un futuro radiosamente equilibrato.

                                               Maria Rita Parsi

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Nella mente delle Miss …

Si parla di: attualità, bellezza

 ”Quello che non farò mai? Vendermi, e farmi mantenere”. Hanno le idee chiare le sessanta finaliste di Miss Italia 2011 che non ci stanno a cadere nei luoghi comuni di ragazze pronte a tutto pur di fare carriera.

“Ciò che loro desiderano di più è la fedeltà“, racconta la professoressa Maria Rita Parsi, psicoterapeuta e scrittrice.

Con la sua équipe la professoressa Parsi ha sottoposto le sessanta aspiranti Miss ad un questionario, composto da domande, disegni e dialoghi con l’obiettivo di aiutare le ragazze a riflettere sulla personalità e consapevolezza di sé. “Abbiamo utilizzato il questionario di Proust – spiega la psicoterapeuta – ampliandolo ed inserendo domande relativa agli odori, ai sapori, al rapporto col cibo e con i suoni per far vivere a queste ragazze un’esperienza non di conflitto o di esibizione ma densa di emozioni“.

Conoscersi meglio attraverso disegni, idee, fantasie. “Molte ragazze hanno disegnato il proprio corpo senza testa - spiega Maria Rita Parsi - e con loro abbiamo lavorato per far capire che la parte mentale non è meno importante di quella fisica”.

Le sessanta finaliste sono state ascoltate in gruppi da 20, e poi singolarmente. “Abbiamo chiesto alle ragazze di raccontare la loro vita in dieci frasi importanti, che possano far emergere il loro senso della vita e a dirci come si vedono e come vorrebbero essere”. Dal risultato dell’indagine nascerà un book, intitolato “Miss Italia Mind”.

“I concorsi di bellezza – spiega Parsi – coinvolgono ogni anno, ufficiosamente, quasi 50 mila giovani e sono un fenomeno che merita di essere analizzato da vicino”.

 Il progetto è iniziato con la realizzazione del film “Le ali e le radici”, con la regia di Claudio Camarca e premiato nello scorso Festival del Cinema di Roma. In questo film sono i giovani a parlare di se stessi e delle loro ansie, paure, delusioni. “Per realizzarlo siamo andati nei luoghi frequentati dai giovani – racconta la professoressa Parsi – tra cui delle sfilate fatte in Abruzzo per un concorso di bellezza. Ed abbiamo scoperto che per tutte i concorsi erano un’esperienza da fare, per avere visibilità e guadagnarsi qualcosa, ma non un punto di arrivo”.

Spesso le Miss sono spinte ad iscriversi dai genitori e dagli amici, rivela la psicoterapeuta. “E da quando l’organizzazione è passata nelle mani di Patrizia Mirigliani – continua Parsi – si nota il tocco femminile. Sfilare e mostrarsi non è più l’obiettivo principale. Ma è importante anche dare spazio alle loro aspirazioni e intelligenza”.

Tante le curiosità nate dagli identikit delle sessanta ragazze, che saranno presentati anche durante le due serate finali. “Quali sono i primi versi che ti vengono in mente?”, era ad esempio una delle domande del questionario. “M’illumino d’immenso”, la risposta più frequente.

Fonte: http://firenze.repubblica.it/cronaca/2011/09/13/news/nella_mente_delle_miss_con_disegni_e_questionari-21398995/

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Per essere Buoni Genitori l’amore non basta!

Se volete fare di vostro figlio un uomo, una donna con alto senso etico e un giusto livello di autostima, dovete sentirvi parte di un circuito di diritti e doveri che abbraccia l’arte di fare il genitore e la volontà di crescere del bambino.

Mettere al mondo una creatura è come mettere insieme tutti i capolavori dell’umanità, le opere d’arte più belle, i paesaggi più suggestivi, le scoperte scientifiche più importanti.

Un universo di meraviglie.

E da come i genitori le custodiscono, dipende il modo in cui un figlio si inserirà nella vita. ( segue …)

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Abbiamo letto, in questi giorni, di tutto sulle relazioni; studiosi che ricercano il quoziente di compatibilità per affermare una sorta di affinità elettiva, attori che pensano al matrimonio dopo lunghe convivenze per esaudire una richiesta dei figli.
In tutto questo di fiorire di espressioni perchè non ritornare alla poesia….
Solo chi rimane completamente se stesso si presta alla lunga a venire amato,perchè solo cosi nella sua pienezza vitale, può simboleggiare per l’altro, la vita, essere avvertito come una potenza di essa.
Non vi è errore piu grande nell’amore dell’adattarsi timorosamente l’uno all’altro e di uniformarsi a vicenda.
Un eterno amore estraneo nell’eterna vicinanza è dunque il segno più pertinente e inalienabile
di ogni amore in quanto tale, non solo bel disprezzo o nell’amore non ricambiato, infatti,
ma dappertutto, ovunque dove ci si ama, l’uno sfiora l’altro lasciandolo poi a se stesso.
E’ sempre una stella irraggiungibile che noi amiamo.
E  ogni amore è sempre nella sua profonda essenza una segreta tragedia, ma proprio per il fatto di esserlo, riesce ad avere effetti cosi potentemente produttivi.
(Lou Andres-Salome)

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“Ma tu, da quando sei diventata mamma, sei cambiata?”
La risposta di Claudia De Lillo ci ha particolarmente fatto sorridere….solidali…
  • “Cambiata?!?
  • Ho imparato a maneggiare cacca e vomito senza cadere a pezzi per l’orrore, ho imparato a non dormire per un tempo infinito e poi andare in ufficio e dire “buon giorno a tutti!”, fingendo di aver conservato il senno, ho imparato a fare il poliziotto buono ed il poliziottocattivo senza soluzione di continuità e ho imparato a tenere in mano i vermi, ragni e bacherozzi senza scompormi.
  • Ho imparato il distacco ascetico, quello per cui quando un nano lancia le polpette al sugo contro il muro della cucina appena imbiancato o, sempre il nano, ricopre Batman con la crema anti-età all’acido ialuronico che costa quanto un week end al mare in quattro, invece di scoppiare in singhiozzi isterici, pensi che le cose veramente importanti sono altrove; pur non avendo ancora localizzato esattamente quell’altrove.
  • Ho trovato il coraggio di uscire di casa con i capelli a carciofo, i sandali da tedesca e le occhiaie e ho scoperto che fregarsene di quello che pensa il prossimo è sano e liberatorio.
  • Ho imparato a non sentirmi in colpa ad avere una fame da lupi e ad avventarmi con voluttà su un gelato al cioccolato, perchè l’amore per i figli è amore per la vita, cibo compreso.
  • Ho imparato a conoscere gli X-man, i Gormiti ed il Signore degli Anelli, a calciare il pallone, a fare la lotta.
  • Ho scoperto quanto un cucciolo maschio puo essere spavaldo e indifeso, virile e delicato, semplice e sottile.
  • Ho imparato a riconoscere chi c’è e chi non c’è, a fare da sola, a essere forte, ad avere una soluzione ad ogni problema, o almeno a fingere di averla.
  • Ho imparato a contenere, a disarmare a costruire e a camminare sul filo ad occhi chiusi, sorridendo.
  • Ho conosciuto l’ansia e la paura e non mi hanno piu abbandonato, ho conosciuto la felicità ed il terrore di perderla, ho conosciuto la vertigine dell’eternità che da un senso agli anni che passano.

Se sono cambiata? Cambiare è un verbo piccolo quanto ti passa sopra un tir.”

 
E voi siete cambiate :) ?
 

BUONA FESTA DELLA MAMMA

 
 

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 Cerca la divina che è in te!

Care amiche,

in questi giorni di eventi,  feste all’aperto,  fiere in molte citta,  passeggiando

allegramente all’aperto,  potreste incrociare,  BAMBINE tra i 6 e i 14 anni addobbate

con cappellini luccicanti, truccate con lucidalabbra scintillanti, in atteggiamento da giovani STAR….

Se pensate di essere sul set di un film, oppure di esservi mancate un colpo di coda di carnevale….siete in errore. Trattasi semplicemente di fan in erba, in delirio per la Divina Antonella.

Ho dovuto faticare davvero poco per capire “Chi” fosse questa Divina Antonella….Mamme in adorazione, in pieno stupore per la mia ignoranza sul tema, mi hanno raccontato di questa serie TV trasmessa ormai non solo sul digitale….”Il mondo di Patty”.

Una sorta di telenovela dai contenuti poco infantili, in cui viene regalato al mondo delle fanciulle uno spaccato di vita idealmente suddiviso tra “popolari e divine”.

Prima di commentare quello che appare evidente, vorrei conoscerne un po di piu, cosi mi affido alla vostra conoscenza/esperienza per chiacchierare insieme…nel frattempo ho trovato un vademecum, mi pare una buona base di apertura per un dibattito….
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Specchio, specchio delle mie brame…

Ricordo fiabesco d’infanzia, amico-nemico che ci accompagna nel quotidiano, rammentandoci ad ogni sguardo che abbiamo un aspetto estetico che si interfaccia con la realtà della vita…

Come viviamo il nostro rapporto con il nostro aspetto, che valore attribuiamo alla bellezza? Proviamo a scoprirlo ed a scoprirci un po’ di più.
Come? Abbiamo preparato per voi un veloce test. Provate a rispondere e confrontiamoci sul risultato ottenuto…

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