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LE BAMBINE DI PIAZZA DEL POPOLO

Si parla di: attualità, donne

“Tutti insieme contro la violenza alle donne”

 

Le donne sono giunte di fronte ad un bivio: c’è “Via della Rassegnazione”;  imboccarla, le porterebbe per inerzia ad accontentarsi di piccole “concessioni”, di passi avanti microscopici e fonte di umilianti sottolineature. E c’è il “Viale dell’Autoaffermazione” che darebbe loro una corsia preferenziale da cui poter interloquire con la metà, finora imperante, del cielo, affinché sia possibile un duopolio che dia prosperità alla società composta da uomini e da donne.
Rappresentavo nella mia mente questa immagine metaforica così significativa Domenica scorsa, in Piazza del Popolo, mescolata all’eterogeneo popolo delle donne convenuto in occasione della manifestazione “Se non le donne, chi”, auto-organizzata e così pacifica e colorata da allargare il cuore alla speranza.
Mi guardavo intorno e coglievo tante sfumature, tanti messaggi, non semplicemente racchiusi in cartelli e striscioni. Il linguaggio del corpo, la presenza – anche di molti uomini – completavano le parole e le note che venivano dal palco; e poi c’era quell’importante presenza di bambine che, mano nella mano con le loro mamme, erano la rappresentazione vivente di un messaggio di continuità positiva.
Quelle bambine, spontanee e interessate, che ascoltavano intente e sorridevano; che, con la loro partecipazione, stavano ad indicare che il discorso è tramandato e radicato, come tutto ciò che, trasversalmente, lega le generazioni, costituiscono l’autentica novità di una manifestazione che, dal nucleo di protesta del 13 febbraio, si è trasformata nella raggiera di proposta, rispetto ad un cambiamento radicale del contesto politico e sociale, avveratosi in appena 9 mesi – potrebbe non essere casuale che si tratti dello stesso arco di tempo necessario a concepire e far venire al mondo un essere umano -.
Le bambine di Piazza del Popolo sono una task force “speciale”, che, come lievito, porteranno dentro di sé il pensiero della parità e dell’azione femminile a sostegno di una società di eguali. E’ loro l’orizzonte che si apre più libero e luminoso, nonostante le contingenze sfavorevoli del momento, e che dovranno imparare a costruirsi, tassello dopo tassello, coi loro talenti mai più repressi o misconosciuti, con una condivisione di ideali che non si zavorra rasoterra ad una parapolitica che avvilisce le individualità e le omologa a modelli femminili subalterni e colpevolizzati nel loro desiderio di “equità”.
Perché non esiste soltanto un’equità riconducibile a discorsi meramente economici; c’è, ad un livello più alto, quell’equità che non riguarda il ventaglio delle classi sociali, bensì l’equilibrio fra i sessi, finora pesantemente sbilanciato verso quello maschile. Ed è da quell’equità aprioristica che discende l’equità economica e sociale oggi invocata, piuttosto riduttivamente, allorché si valuta la manovra finanziaria che dovrebbe servire a non far precipitare l’economia nazionale nel baratro del default.
Che è un default tutto maschile, visto che da sempre hanno tenuto fra le mani le leve del comando; ed è grazie a loro che il bad-fare in cui si è ridotto il potenziale e buona-volontaristico wel(l)fare, ritenuto uno spreco di risorse, priva il mondo, il nostro mondo delle risorse inespresse del femminile.
Quest’alleanza fra i talenti femminili rappresentata dall’incontro di oggi, sia battistrada affinché tutta la società si permei del soffio vitale del Genio delle donne: Roma, il cui nome è così chiaramente donna (pensiamo ai suoi mitici primordi, alle donne anche umili che le diedero vita, da Acca Larentia, a Rea Silvia, dalle Sabine rapite a Virginia oltraggiata, alla grande Cornelia) qui ed ora è Capitale del grande capitale umano finora poco rappresentato e utilizzato ma che potrebbe fare la differenza per una nuova Era di concordia e pace per l’Umanità.  

Maria Rita Parsi

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Care amiche,

il mondo ha capito che questo è il secolo delle donne.

Ovunque cresce il potere femminile.

Ovunque tranne che in Italia.

Le donne cambierebbero quel metodo di gestione del potere maschile che ci ha portato al disastro:
_perché l’esperienza femminile nasce dalla concretezza della gestione della famiglia
_perché le donne sanno stabilire le vere priorità della vita in comune
_perché sono trasversali e fanno alleanze con le avversarie pur di portare a casa il risultato

VOTATE SU Donna MOderna, la Vostra candidata: http://www.donnamoderna.com/attualita/primarie-donne-dm47/foto-1#dm2011_dilatua

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Care amiche,

mi scrive Federica, una cara lettrice, e mi pone tanti questiti sulle sue non appaganti e, talvolta, non fortunate storie d’amore, trasformatesi in alcuni momenti in veri e propri saccheggi di emozioni e di cose materiali.

Spesso, si  paga lo scotto del disagio che le persone generose suscitano negli altri.

Da ciò che mi ha detto, ho potuto azzardare una considerazione: forse lei è “troppo” e chi l’avvicina teme il confronto, l’impegno, l’ansia da demerito. Ognuno ha poi la propria modalità d’amore, spesso legata all’infanzia, e molti uomini collegano all’amore la protettività verso la donna, ritenuta più fragile ed esposta; protettività di cui lei pare 
non aver bisogno dal momento che, al contrario, protegge. Da qui una sorta di sgrammaticatura rispetto ai convenzionali rapporti uomo-donna.

Ma quante donne affrontano così l’amore?

Inoltre, Federica pone il problema dell’invidia delle amiche . Ed anche qui, è vero che l’invidia è un male diffuso ma se si ci guarda in giro si troveranno persone che non ne soffrono perché hanno autostima.

Talvolta il bisogno di proteggere qualcuno ci porta verso persone più insicure.

Maria Rita Parsi

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Allarmismo, sì certamente. Direi anche igenismo eccessivo.

Questi atteggiamenti sono inutili e a volte fanno perdere di vista i pericoli veri.

Frutta e verdura se lavati sotto l’acqua corrente possono essere tranquillamente consumati, non è necessaria amuchina o simili che risultano comunque sostanze chimiche. Evitiamo piuttosto di lasciare nel acqua le verdure tagliate perchè si comportano come fiori e assorbono loe sostanze che liberano nell’acqua di lavaggio.

Preoccupiamoci della qualità degli alimenti che mangia una mamma: evitiamo i grassi idrogenati, contenuti negli gli oli vegetali usati dall’industria nei prodotti da forno o nel olio diverso da quello extravergine di oliva. Sono dannosi per la salute di mamma e feto.

Salumi e affettati non sono di certo alimenti idispensabili, anzi! Solo il prosciutto crudo dorebbe trovare posto sulla tavola. In commercio ce ne sono ormai di garantiti a tal punto che possono essere consumanti anche in gravidanza. Gli altri insaccati contengono conservanti, nitriti, sali, lattosio e sono privi di valenza nutrizionale.

Evitiamo i prodotti in scatola e quelli pronti preparati con materie prime scadenti, margarine vegetali, surrogati di latte e uova, antiossidanti e conservanti.

Attenzione ai metalli tipo alluminio e piombo degli scatolami, padelle e alimenti che ne contengono come i pesci grassi, il tonno per primo. Limitarne al minimo l’impiego. Il pericolo dei crostacei è in primis l’infezione da virus epatitici, ma solo se consumati crudi o poco cotti. In pratica vongole, cozze e altri molluschi potrebbere essere consumati, ma si preferisce evitarne l’uso perchè sono comunque pesci spazzini, di dubbia provenienza. Pangasio, persico, gamberi pescati nell’oceano e alle foci di fiumi indiani non sono di certo tra i pesci da preferire per lo scarso controllo delle condizioni igenico-sanitarie della pesca in quelle zone.

Dott.ssa Sara Farnetti

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L’alimentazione per mamme in attesa

Si parla di: cibo

Alimentazione per donne in attesa

Care Amiche,

rendiamo più nostra la giornata mondiale dell’alimentazione, regaliamoci qualche consiglio prezioso…
Per tutte le mamme in dolce attesa, ecco le indicazioni della Dott.ssa Sara Farnetti. Ascoltiamo il nostro corpo, ricordando sempre che siamo ciò che mangiamo.
Nei prossimi giorni parleremo anche dei bimbi; la loro alimentazione è l’asse portante del corretto sviluppo del triangolo della salute.

L’alimentazione in gravidanza deve garantire un adeguato apporto proteico, lipidico e glucidico ma sono altrettanto importanti minerali, ferro e calcio, i micronutrienti e le vitamine. Chi meglio della natura può fornirceli attraverso gli alimenti?

  • Variare sempre gli alimenti. Inserire un frutto e una verdura cruda sempre diversa tra pranzo e cena.
  • La verdura cruda è essenziale, ben lavata può essere consumata con tranquillità. Associamola sempre alle proteine, carne e pesce, per facilitare il lavoro del rene.
  • Se la digestione è lenta evitare le verdure bollite, meglio se saltate in olio caldo per accelerare la funzione del fegato e i processi digestivi.
  • Le verdure migliori ricche di calcio e ferro sono tutti i broccoli, le cicorie, la rucola, gli agretti. Un pugno tra olive, mandorle e pinoli non tostati sono ottimi per integrare i minerali e gli acidi grassi essenziali. Il calcio si trova anche nei pesci, preferire quelli bianchi e sempre cotti.
  • La carne, specie rossa, meglio a pranzo. Evitarla a cena, come pure il pesce, se è presente insonnia. La pasta a cena, circa 60-70 gr, con verdure, concilia il riposo notturno, è digeribile, non sovraccarica il rene e favorisce la risoluzione degli edemi alle gambe.
  • Il menù del pranzo deve prevedere proteine, 70 pane tostato o 50 pasta, verdure crude e un frutto
  • A cena, se la mamma è in sovrappeso, meglio evitare il frutto se il piatto di pasta è un po’ più abbondante, associare invece sia la verdura cruda che quella cotta.
  • Se l’intestino è pigro consumare un kiwi a colazione e, se necessario, uno prima dei pasti.
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