Questa storia ci dimostra chiaramente quanto ognuno di noi può fare per salvare un bambino.

DA LEGGERE E DIFFONDERE.

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Maria Rita Parsi ci spiega la “rivoluzione” in corso del rapporto padri e figli:

Ultima generazione di uomini per un nuovo rapporto padri e figli

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( segue …)

É un dovere, per i bambini, fare i compiti e imparare a stare con gli altri, confrontarsi, interrogare, invece di aggredire, e pretendere.

E se lo vedono fare agli adulti, in particolare ai genitori, lo fanno anche loro.

Anche i piccoli sacrifici sono e forniscono esempio.

E quando tutto ciò non funziona, vuol dire che qualcuno, un adulto, un genitore si è distratto.

É attraverso il fluire ininterrotto di esempi, affetti, sostegni, responsabilità e richieste di aiuto  che i grandi passano il testimone ai piccoli e i piccoli ai grandi.

E da questo punto di vista l’impresa di educare, di essere genitori ci appare ancora più grandiosa.

 

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Essere genitori (2)

(segue …)

Se un adulto conosce i diritti dei bambini, mette a fuoco i propri doveri.

Un bambino ha diritto:

  • Ad avere una famiglia tradizionale, di fatto, adottiva, mononucleare, ma che tenga sempre conto che è una persona da quando viene concepito.

  • E come tale va amato, curato, istruito.

  • E agevolato nel gioco con i coetanei.

Ma quelli che per i grandi sono diritti, per i piccoli diventano doveri. ( segue …)

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Per essere Buoni Genitori l’amore non basta!

Se volete fare di vostro figlio un uomo, una donna con alto senso etico e un giusto livello di autostima, dovete sentirvi parte di un circuito di diritti e doveri che abbraccia l’arte di fare il genitore e la volontà di crescere del bambino.

Mettere al mondo una creatura è come mettere insieme tutti i capolavori dell’umanità, le opere d’arte più belle, i paesaggi più suggestivi, le scoperte scientifiche più importanti.

Un universo di meraviglie.

E da come i genitori le custodiscono, dipende il modo in cui un figlio si inserirà nella vita. ( segue …)

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Care Amiche,

separazioni, attesa di riappacificazione: un tema che a Natale coinvolge sempre più famiglie e bambini.

Vorrei parlare a tutti coloro che sono interessati a far cambiare le cose nel senso di non coinvolgere i ragazzi nei problemi di separazione dei genitori e di conflitto tra parenti.

Infatti, non soltanto per i bambini, ma anche per gli adolescenti che sono cresciuti vivendo sulla propria pelle le rabbie ingestibili degli adulti, genitori e parenti, in guerra tra loro, è indispensabile salvare il valore degli affetti, dei legami familiari. Il tentativo di molti di loro, infatti, è talvolta, perfino, quello di “sacrificarsi” affinché i parenti tornino a dialogare tra loro. Così, assai spesso, si ammalano e/o manifestano disagio e sofferenze, per offrire ai parenti in lite l’occasione di unirsi per portare loro soccorsi.

I ragazzi sperano nella pace. Sperano che, ad un certo punto, le incomprensioni possano finire e che la loro famiglia possa riunirsi. E a questa speranza non rinunciano neppure nelle situazioni più gravi. Anzi, si fanno messaggeri di pace; cercano di diventare un “ponte” tra le parti opposte. In molti casi, con il loro comportamento, anche ambivalente, anche contradditorio, ora a favore di uno ora a favore dell’altro dei parenti in lite, cercano di indicare una possibile strada per il ricongiungimento familiare. Ma gli adulti spesso non ascoltano la loro sapienza del cuore. E continuano a negare la possibilità di un accordo che troppi rancori rendono apparentemente impossibile.

Ahimè come somiglia ogni piccola tragica storia del microcosmo familiare alle tragiche storie di guerra del mondo.

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E’ possibile trovare un elemento coagulante, che leghi passato, presente e futuro nell’ambito della molecola-famiglia di cui si compone l’organismo società?

A mio avviso c’è: sta in un patto di amore, conoscenza, rispetto, condivisione; di reciproco riconoscimento. E acquista la fisionomia di famiglia quando si realizzano le condizioni che sono alla base di una unità sociale denominata “famiglia”, che, per conquistare tale nome ha bisogno di persone responsabili, amorose, desiderose di dare radici forti alla loro relazione, condividendo rischi e fatiche, gioie e dolori, con la visione di un progetto di continuità.

Charles Dickens ha modernamente tracciato le coordinate della famiglia, probabilmente valide in tutti i tempi, scrivendo:
“I miei familiari non sono “soltanto” quelli nelle cui vene scorre il mio stesso sangue, ma le persone per le quali sarei disposto a dare il mio sangue”.

E nelle famiglie di oggi, purtroppo, la patologia dei rapporti porta più a versare il sangue (spesso di donne e bambini) che a darlo.

Un argomento, questo, intorno al quale interrogarsi, anche pubblicamente.

Qual è la vostra opinione?

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In vacanza con il fidanzato di mamma o la fidanzata di papà

Vorrei affrontare insieme a voi un tema che coinvolge sempre più famiglie e che d’estate sviluppa sfaccettature delicate. Sto parlando delle vacanze per i bambini delle coppie separate.

In queste situazioni, anche le vacanze rappresentano un momento nel quale condividere, un po’ con mamma e un po’ con papà, il tempo della pausa estiva. E se la mamma o il papà hanno un nuovo compagno o una nuova compagna, la situazione si complica. Soprattutto se quel compagno o quella compagna prima non erano stati presentati “ufficialmente” ai bambini. E, soprattutto, se il fidanzato di mamma o di papà non ha mai dormito prima a casa, non ha mai condiviso periodi d’intimità con i bambini tali da far comprendere loro la nuova unione che si è creata nella vita dei loro genitori.

I genitori dovranno essere molto attenti a non permettere che i nuovi partner adottino atteggiamenti sostitutivi di ruoli materni e paterni. Oppure che vengano presentati in modo sconsiderato, all’improvviso, senza i necessari passaggi emotivi, approdando nella stanza da letto dell’albergo delle vacanze per dormire con la mamma o con il papà senza graduali passaggi di conoscenza, comprensione, accettazione della situazione da parte dei ragazzi.

Parliamone insieme, cerchiamo di capire meglio il problema… anche attraverso le vostre storie personali. Le vostre  domande e storie saranno raccolte nei commenti e nel forum alla sezione Viaggiare con i bambini.

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