Care Amiche,

un piccolo pensiero che alcune amiche hanno stampato ed appeso all’albero… l’anno scorso, ma valido anche per NATALE 2011.

 

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Buon Natale a TUTTI VOI

Si parla di: famiglia

Cari genitori,

Auguri di Buon Natale a TUTTI VOI e ricordate sempre che il

mondo è un mondo possibile se è a misura di bambino.

Prof.ssa Maria Rita Parsi

Presidente, Fondazione Movimento Bambino

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Cari genitori,

sapete qual’è il dono più grande che un genitore possa fare al proprio figlio?

La CULTURA.

Credo che di fronte a tutto il male che ci circonda non abbiamo risorse più importanti di questa.

Basti pensare al risultato di un’indagine condotta dalla FAO ( 2005) fra bambini del Sud del mondo: è emerso che la cosa che desiderano di più è la scuola, più di ogni giocattolo, più di qualunque altra cosa considerata di primaria importanza.
I bambini del terzo mondo chiedono di imparare.

Da soli hanno capito che anche il piatto di riso dipende dalla cultura.

Allora per NATALE regaliamo  … tante cose belle, ma non dimentichiamo i LIBRI

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La Favola di Natale

Si parla di: bambini, natale, nonni, varie

C’era una volta un nonno che amava molto i suoi nipotini: Cris sette anni, Giulio cinque, Caterina quattro. E i nipotini lo amavano moltissimo.
Da quando erano nati, il nonno aveva sempre giocato con loro, li aveva fatti sorridere e ridere, li aveva portati al parco. Aveva insegnato a Cristina come andare in bicicletta senza le rotelline laterali  e a Caterina che aveva paura degli animali, a tenere con sé un piccolo gattino di nome “Pico”, tutto bianco, con una macchia rossa in mezzo alla fronte.
Giulio, invece, la prima parola che aveva detto era  stata: “Nonno”. E il nonno Arturo, questo era il suo nome, per questa meraviglia era andato in solluchero. Del resto era il solo nonno che i tre bambini avessero accanto. Infatti, nonno Arturo era  vedovo ed era il papà della loro mamma.
La nonna Virginia, sua moglie una mattina di tanti anni prima, non si era più svegliata. Era andata vita nel sonno, nel posto dove abitano anche gli angeli oltre che le anime. Da tanti anni, purtroppo, il cuore della Nonna Virginia batteva in modo pericolosamente irregolare. Così irregolare che, a volte, pulsava di più, a volte quasi si fermava. Ma batteva sempre, però! Invece, quella volta, il cuore si fermò  e non tornò più a battere.
I bambini ricordavano la nonna Virginia morta sei anni prima, ogni domenica, prima di andare a Messa con la mamma e il nonno, disegnavano cuori e fiori per lei. Il nonno, nella sua stanza, aveva anche una grandissima scatola di plastica trasparente (plexiglass) per raccogliere i cuori e i fiori dedicata alla nonna Virginia. Lì i nipotini deponevano i loro affettuosi disegni colorati.  Ma, chiederete voi, gli altri nonni, i nonni paterni di Cristina, Caterina e Giulio, dov’erano? Erano molto, molto lontani. Infatti, il papà era nato in Cina e i suoi genitori, ovvero i nonni paterni di Cristina, Caterina e Giulio, vivevano a Pechino.
Facevano i contadini ed erano persone molto semplici, coraggiose e povere. Per questo e anche per altri motivi, difficilmente essi avrebbero potuto lasciare la Cina e venire a conoscere i loro nipoti in Italia. Per fortuna, con i nonni cinesi, tutta la famiglia si metteva in comunicazione , ogni settimana, attraverso  Skype.
Così Cristina, Caterina e Giulio, a segni e suoni, parlavano spesso con i nonni cinesi. I nonni cinesi, comunque, avevano una  religione, il buddismo, diversa da quella dei loro nipotini italiani e inoltre  avevano letto e straletto “Il libretto rosso di Mao”, un grande rivoluzionario di quelle parti che era diventato importante per miliardi di cinesi, soprattutto poveri, perché aveva cercato di cambiare, in meglio, la loro vita. Così i nonni cinesi non celebravano il Natale via Skype.
Il nonno Arturo, invece, ogni anno, preparava il presepio, costruendo, a mano, con la cartapesta e i colori, la grotta, la stella cometa e molte figurine  di pastori, contadini, animali. Inoltre preparava l’Albero di Natale con i suoi nipotini e, in tutta la casa, appendeva festoni, stelle di Natale rosso ed oro, ghirlande verde mela e nastrini di colore argento. Poi, sul grande cammino del salone , tre lunghe calze per la festa della Befana. Insomma da Natale alla Befana, in casa di Cristina, Caterina e Giulio, c’era sempre festa e si aspettavano sorprese  e doni. Una sorpresa, infine, che ogni anno nonno Arturo preparava per i suoi nipotini, per sua figlia e suo genero, era quella della notte di Natale.
Bisogna sapere, infatti, che nonno Arturo era un collaboratore, affezionato e molto esperto, di Babbo Natale e, ogni anno, già ad ottobre, gli scriveva una lettera per ottenere da lui il permesso di poterlo sostituire per portare a casa dei suoi nipotini i regali che loro gli avrebbero richiesto, nelle loro letterine, a mezzanotte in punto del 24 dicembre. Allora, Babbo Natale gli inviava il suo permesso con un piccione viaggiatore, raccomandandogli sempre di fare ogni cosa in maniera perfetta.
Il che voleva dire, mezzora prima della mezzanotte del 24, indossare,anzitutto, la divisa da Babbo Natale . Poi, mettersi la barba bianca e dei caldissimi scarponi. Infine, caricarsi la gerla con i doni sulle spalle e, dopo che tutti in casa erano andati a letto, così vestito, depositare i regali sotto l’albero di Natale, accanto al  camino.
Durante tutto quell’anno, però, il nonno non era stato bene. Infatti, già  prima dell’estate aveva, un po’ alla volta, iniziato a dimenticare , con evidenza, le cose. Era come se perdesse, con i capelli, brani della sua memoria, gli avvenimenti della sua vita passata e il ricordo del colore del grano.
I tre nipotini ma, soprattutto, la mamma e il papà erano molto dispiaciuti. Il dottore, infatti, aveva detto loro che il nonno si era ammalato di Alzaimer, una malattia che fa perdere, giorno dopo giorno, la memoria alle persone. Come se, insomma, chi si ammala di Alzaimer se ne andasse, un po’ alla volta, con la sua memoria.
Gli ammalati di Alzaimer, poi, non riconoscono, anche le persone più care.
Se non a momenti e, man mano che la malattia avanza, vivono in un mondo tutto loro, senza più contatto con la realtà. Il nonno Arturo, purtroppo, peggiorava a vista d’occhio: se ne stava ore in silenzio, seduto sulla sua poltrona, come perso in un sogno ad occhi aperti. Poi, però, all’improvviso, urlava e gettava a terra le cose, quasi fosse arrabbiato con il mondo. Così, nessuno in famiglia, già alla fine del mese di novembre, avrebbe mai pensato che, anche quell’anno, il nonno Arturo avrebbe fatto, come l’anno prima, prima il collaboratore di Babbo Natale. Infatti, a malapena, a volte, il nonno riconosceva i suoi tre nipotini e, spesso, poi, chiamava uno con il nome dell’altro. Insomma, una pena. I bambini, poi, erano veramente tristi. Pertanto, quell’anno,  il loro papà decise che i suoi genitori, ovvero i nonni cinesi, sarebbero venuti da Pechino a conoscere, in carne ed ossa e non in Skype, i loro tre nipotini. Allora, mise insieme i soldi  per il costoso viaggio aereo e, il 23 dicembre, due giorni prima di Natale, i nonni cinesi arrivarono.
Per i nipotini fu una gioia, una scoperta, una grande novità e, per un giorno, almeno, furono meno tristi del solito.
Il 24 dicembre, però, la giornata passò con dolorosa lentezza. Il nonno Arturo, i nonni cinesi, i bambini, la mamma e il papà cenarono tutti insieme. Ma era,però, come se, il nonno Arturo, con la sua aria totalmente assente,  non ci fosse già più! Alle 10 di quella sera, infine, i bambini andarono,assai  tristi, a dormire e anche il nonno Arturo fu messo a letto.
Gli altri rimasero in piedi, aspettando, insieme, la mezzanotte. Ma ecco che, quando mancava mezzora alla nascita del Bambino Gesù,  si sentì un gran rumore provenire dalla camera di nonno Arturo. Il nonno  aveva, chissà come, ricordato che quello era il giorno e quella era l’ora di portare i doni. La sua mente si era illuminata di ricordi! Perciò, aveva indossato l’abito di Babbo Natale ed ora cercava, facendo un gran baccano, i regali per i nipotini proprio nel suo armadio dove, gli anni passati, era solito nasconderli.
Il papà e la mamma compresero  al volo quel che stava accadendo e, perfino, i nonni cinesi si accorsero che qualcosa di bello, magico, santo stava avvenendo nella casa del loro figliolo e della sua famiglia. Il papà e la mamma, infatti, corsero a tirar fuori i doni che avevano preparato  per i bambini e li misero nella gerla che nonno Arturo teneva chiusa in una delle ante del suo enorme armadio. Così lui se la caricò sulle spalle, attraversò la casa fino al salone e andò a depositare tutti quei doni davanti al camino.
I nipotini, Cristina, Guido e Carlo che erano stati svegliati da tanto improvviso movimento, andirivieni, rumore, accorsero in pigiama, per cercare di scoprire cosa  fosse mai  successo.  E così, tutta la famiglia si trovò radunata intorno al cammino e intorno a nonno Arturo, vestito da collaboratore di Babbo Natale.
Vero è, però, che si era dimenticato la barba bianca e così si vedeva benissimo che era lui! Ma poco importava di questo a nessuno dei suoi familiari che, intorno al nonno Arturo, facevano festa: nipotini, nonni cinesi, papà, mamma. In una parola: la famiglia a Natale.

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Fiabe: Zahra e il Natale

Si parla di: fiabe, natale

Nella sacra magia che avvolge il miracolo della vita che nasce, nel silenzio dell’attesa, nella promessa di pace, l’umanità intera si riconosce.

Riconosciamoci, nelle nostre individualità, ricordando sempre il valore di ciò che nel profondo unisce.

Una fiaba di Natale per tutti. Da Fondazione Movimento Bambino un Augurio dai mille colori.

Clicca sulla copertina per scaricare la fiaba:

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A Natale … cosa mangio?

Si parla di: cibo, natale

Cosa mangiare a Natale?

Pranzi e cene natalizie: mangiare con furbizia

- Il pasto migliore è a base di proteine (antipasti e secondi piatti) e verdure crude senza pomodori o mais, con eventualmente mezza porzione di primo piatto.
- Evitare di mescolare nello stesso pasto carne, pesce e formaggi.
- Se si vuole consumare il dolce a fine pasto evitare di assumere patate, frutta e pane.
- Attenzione alle bruschette, rustici, tartine, pizzette, suppli, crocchette: sono comunque carboidrati, cioè ricchi di zuccheri.
- Anche la frutta fresca e disidratata (fichi, prugne, datteri secchi) contiene molti zuccheri.
- Vino, spumanti e super alcolici sono ricchi di zuccheri. Limitarne l’assunzione e preferire il vino rosso (un bicchiere a pasto).

Inoltre…


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Tavola a Natale

Care Amiche,

una provocazione… oppure una riflessione da condividere…

Le grandi tavolate del periodo di Natale e Capodanno mi portano alla mente una sagace osservazione contenuta nel Nicholas Nickleby di Charles Dickens, dove il grande scrittore inglese afferma che “è preferibile considerare la vita con le persone per le quali daresti il sangue piuttosto che con coloro nelle cui vene scorre il tuo sangue”.

Ovvero amici buoni e sinceri che, naturalmente, rendono il piacere della tavola soltanto uno degli aspetti dell’ottima compagnia e non il baricentro della riunione.

Sono convinta che la lievitazione del peso registrata in questo periodo clou sia l’effetto di un’iperalimentazione indotta da forzose riunioni familiari, in cui i silenzi da incomunicabilità sono riempiti grazie a un nevrotico assalto agli immancabili manicaretti tradizionali.

Chi, invece, ha il privilegio di mettersi a tavola con persone con le quali condivide affetto ed apprezzamento, potrebbe scoprire che la buona conversazione funge da automatica autolimitazione alla gola: la bilancia ne guadagna e l’energia “buona” che si mette in circolo potrebbe persino farvi … dimagrire!

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Perché ogni regalo va scelto con cura?

Si parla di: natale

Regali di Natale

Care Amiche,

proviamo a rispondere ad una semplice domanda: perché ogni regalo va scelto con cura?

Perché questo modo di agire aggiungerebbe al dono fatto un altro dono ancora più prezioso: il dono del tempo.

Il tempo impiegato a pensare “empaticamente” all’altro , calandosi nei panni dell’altro, ovvero pensando a cosa l’altro potrebbe desiderare di ricevere in dono; aggiungerebbe il tempo speso ricercando il dono stesso e il luogo dove poterlo acquistare, se non addirittura il tempo speso per “confezionare” personalmente il dono da fare alla persona che lo attende.

Ci sono mamme, ad esempio, che confezionano ancora a mano le bambole di pezza che regalano alle loro bambine e nonne che fanno all’uncinetto i vestiti che le bambine metteranno agli orsacchiotti.

Ci sono aziende di giocattoli che la pensano come le mamme e le nonne e che, molto intelligentemente, insieme ai giochi nuovi e nuovissimi del mondo virtuale, lasciano spazio a giochi antichi e a doni che sembrano fatti “a mano”. Ovvero come se la persona che ha fatto il dono avesse speso del tempo per confezionarlo personalmente . Come se quel dono oltre ad essere un dono avesse anche il “dono del tempo”.

Proviamo a raccontarci quali regali creati o confezionati da voi ci saranno la notte di Natale ad aspettare i bambini…

Immagine: ChrissyMorin

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Babbo Natale? Deve essere una donna

Si parla di: natale

Care Amiche,

un piccolo pensiero che alcune amiche hanno stampato ed appeso all’albero…

Un abbraccio.

(clicca sull’immagine per scaricarla in formato pdf)

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Giocattoli e regali: tutto superfluo?

Si parla di: natale

Regali di Natale

Care Amiche,

ormai ci siamo, le letterine sono pronte, in alcuni casi già spedite…

In molte mi chiedono di parlare del Natale, e di tutto ciò che lo avvolge; ne parleremo insieme nei prossimi giorni.

Vorrei iniziare da qualcosa che so interessa molte mamme:  Giocattoli e regali: tutto superfluo?


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