Cari Mamme e papà,

vi è capitato di sentire la fatidica frase: “Mi fa male la pancia (ovvero non voglio andare a scuola) …”

E vi sarete chiesti “Qual è l’atteggiamento corretto da parte dei genitori? “

Quasi sempre basta dimostrare tranquillità nel gestire il problema, non mostrandosi allarmati, ma ascoltando e rassicurando il bambino sulla normalità di tali sensazioni che possono essere affrontate e superate.

Occorre avere fiducia nella capacità del bambino di affrontare la ripresa, interpretando anche la sua possibilità di sostenere i piccoli dolori come momento di crescita individuale.

Ma non deve naturalmente mancare la vigilanza da parte di genitori e insegnanti per essere certi che non ci siano fattori stressanti associati alla frequenza scolastica, come difficoltà legate all’apprendimento o alle relazioni sociali del bambino, che possano generare senso di inadeguatezza o stato di ansia.

Ecco 5 suggerimenti  (Manuale anti-ansia per genitori), per aiutare i bambini a inserirsi (o reinserirsi) bene a scuola:

  • Evitate i predicozzi di inizio anno, specialmente se i figli sono reduci da un anno scolastico fallimentare o poco brillante. Capire invece le ragioni degli insuccessi;
  • Organizzate visite a musei e a città d’arte, gite in campagna, cinema e teatro per ragazzi, laboratori, letture … in altre parole favorire l’amore per la cultura e lo studio;
  • Mantenete un dialogo costante con gli insegnanti;
  • Organizzate una grande festa a casa o se possibile a scuola per celebrare l’inizio di un nuovo anno scolastico. Ogni inizio richiede un rito di iniziazione;
  • Fate in modo che l’acquisto di oggetti e gadget pr la scuola (zainetti, quaderni, astucci …) non sia l’unico momento di gratificazione o di allegria collegato alla scuola.
  • http://www.nostrofiglio.it/7-13-anni/scuola/mamma-mi-fa-male-la-pancia-ovvero-non-voglio-andare-a-scuola.html

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    La funzione della Scuola?

    Si parla di: attualità, scuola

    Care mamme e care amiche,

    vorrei condividere con VOI una frase di Victor Hugo che racchiude, secondo me, il significato profondo, antico, eppure così moderno, della SCUOLA:

    CHI APRE LA PORTA DI UNA SCUOLA, CHIUDE UNA PRIGIONE.

    Spero Vi piaccia, se è così condividetela con tutti.

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    BUON PRIMO GIORNO DI SCUOLA

    Cari bambini e bambine,

    Cari ragazzi e ragazze,

      … segue …

    Non pensate, vi prego, ai voti, non pensate mai nient’altro che al coraggio, alla bellezza, al coinvolgimento dell’impresa quotidiana.

    Si cresce giorno per giorno ed ogni giorno, ragazzi, vittorie e sconfitte segnano un punto e fanno il punto nella conquista di diventare se stessi.

    Noi che portiamo nel cuore la scuola, noi che siamo stati bambini e ragazzi, perfino, insegnanti, e per la scuola abbiamo combattuto anche, perché sia un luogo di confronto, di crescita, di esperienze, di dignità; a noi che vi amiamo anzitutto perché siete ragazzi e ragazze ed avete diritti e doveri.

    Noi che siamo da sempre con voi, perché crediamo nelle famiglie, comunque esse mutino, nella scuola, nel valore delle istituzioni,l nell’importanza del mondo della comunicazione e soprattutto nella comunicazione virtuale che appartiene alla vostra generazioni, Vi auguriamo certamente un buon primo giorno di scuola ma anche, soprattutto, un BUON OGNI GIORNO DI SCUOLA.

    E scuola per sempre, sapere per sempre. Come valore e continuità.

      Maria Rita Parsi

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    BUON PRIMO GIORNO DI SCUOLA

    Cari bambini e bambine,

    Cari ragazzi e ragazze,

      … segue …

    A scuola ascolterete lezioni di ogni materia, disegnerete, vi misurerete con i numeri, esprimerete le vostre idee nei temi, leggerete poesie e racconti per imparare a farne di vostri, farete laboratori di ogni disciplina ed educazione fisica, arte e musica, sperando che ogni disciplina creativa sia stata non soltanto conservata, a tutela della vostra crescita, ma che altri ne siano state aggiunte, ad integrazione, per favorire il vostro ulteriore sviluppo.

    E nelle pause giocherete, anche se il gioco più bello è quello del sapere,  ovvero fare domande e ricevere risposte ai propri perché.

    Salutate, allora, con gioia il ritorno a scuola, sia che si tratti della scuola della vostra infanzia, del nido intendo, dove giocare è una palestra di emozioni che aiuta a crescere ogni giorno di più e ancora non si sa leggere e perciò questa lettera Ve la leggeranno mamma e papà; sia che siate alle elementari, scuola primaria, ed inizia per voi il percorso di autonomia che quando saprete leggere, scrivere,  fare i conti vi condurrà a trovare un modo che vi auguro sia costante e piacevole per ricercare il sapere ed avere curiosità di conoscere ogni realtà che vi circonda; sia che siate alle medie, ovvero la scuola secondaria, e siate, preadolescenti, alle prese non solo con il mondo della scuola ma anche con le grandi esperienze delle prime amicizie, dei primi sentimenti, delle prime scoperte del corpo, dei primi bisogni di autonomia, dei primi innamoramenti, dei primi modelli e delle prime mode da seguire “fuori casa”, provando ad imitare il mondo dei grandi anche se grandi ancora non siete; sia che siate arrivati alle superiori, che siate, dunque,  adolescenti,  e stiate intraprendendo, si spera, proprio il corso di studi  che darà un orientamento, anche nel senso di ciò che vi piacerà fare, come lavoro, al futuro  della vostra vita.

      … segue …

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    Buon PRIMO GIORNO di Scuola

    Si parla di: attualità, bambini, scuola

    BUON PRIMO GIORNO DI SCUOLA

    Cari bambini e bambine,

    Cari ragazzi e ragazze,

    Buon primo giorno di scuola, ricordate sempre che la scuola è Vostra.

    E’ stata costruita per voi, perché voi possiate passare tante ore della vostra giornata di bambini e bambine, di ragazzi e ragazze  insieme.  Insieme ai vostri compagni, insieme ai maestri e alle maestre, ai professori e alle professoresse che speriamo abbiano letto e compreso la lettera di don Milani (intendo “Lettera ad una Professoressa” del 1967 – Libreria Editrice Fiorentina).

    Mi auguro che la vostra scuola sia un edificio ben costruito, non cadente e bello a vedersi perché la bellezza, la pulizia, l’armonia sono educative e terapeutiche di per loro…. segue

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    ( segue …)

    É un dovere, per i bambini, fare i compiti e imparare a stare con gli altri, confrontarsi, interrogare, invece di aggredire, e pretendere.

    E se lo vedono fare agli adulti, in particolare ai genitori, lo fanno anche loro.

    Anche i piccoli sacrifici sono e forniscono esempio.

    E quando tutto ciò non funziona, vuol dire che qualcuno, un adulto, un genitore si è distratto.

    É attraverso il fluire ininterrotto di esempi, affetti, sostegni, responsabilità e richieste di aiuto  che i grandi passano il testimone ai piccoli e i piccoli ai grandi.

    E da questo punto di vista l’impresa di educare, di essere genitori ci appare ancora più grandiosa.

     

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    Essere genitori (2)

    (segue …)

    Se un adulto conosce i diritti dei bambini, mette a fuoco i propri doveri.

    Un bambino ha diritto:

    • Ad avere una famiglia tradizionale, di fatto, adottiva, mononucleare, ma che tenga sempre conto che è una persona da quando viene concepito.

    • E come tale va amato, curato, istruito.

    • E agevolato nel gioco con i coetanei.

    Ma quelli che per i grandi sono diritti, per i piccoli diventano doveri. ( segue …)

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    Lettera da un’amica

    Si parla di: maternità

    Care Amiche,

    l’esperienza di questo blog passa attraverso il confronto e la condivisione.

    Un’amica mi ha inviato questa toccante e commovente lettera.

    Quante esperienze così vivide e toccanti abitano l’animo umano; è importante trovare il tempo, il coraggio, la volontà di un’introspezione che si amplifica molto spesso attraverso il più naturale e primordiale istinto, la maternità.


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    Il decalogo per la scelta dell’asilo

    Si parla di: scuola

    Care Amiche,

    la vicenda dell’asilo di Pinerolo sollecita una riflessione utile per i genitori alle prese con la scelta della scuola dell’infanzia a cui affidare il proprio bene più prezioso: i bambini.

    Si tratta di tracciare per loro la strada verso la socialità che rinsaldi le radici nei rapporti interpersonali lungo l’intero arco della vita e, dunque, occorre operare una scelta che tenga presenti una serie di fattori fondamentali.

    Purtroppo, la convergenza di un welfare depauperato di risorse e di famiglie il cui potere di acquisto è indebolito dalla crisi economica impoverisce il circuito pubblico delle scuole per la prima infanzia e rende inaccessibile a molti nuclei familiari il settore privato più costoso e, si presume, in grado di garantire servizi a più alto livello.

    Molte volte i genitori non hanno scelta, se non affidare i propri bambini a strutture alla portata del proprio bilancio familiare. E, se con sacrificio si riesce ad accedere scuole più care, non è neanche detto che il maggiore costo sia garanzia di eccellenza di servizi.

    Ecco allora un decalogo per supportare i genitori nella scelta della migliore struttura possibile per i nostri bambini:


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    Cuore di maestri… maestri del cuore

    Si parla di: maestri

     

    I maestri e le maestre del cuore

     

    Nella filiera dell’educazione uno dei principali anelli è rappresentato dagli insegnanti. Interpreti, a volte loro malgrado solitari, di uno spartito ricco di armonie e melodie che i nostri ragazzi sanno creare mescolandosi, fondendosi tra loro. Direttori d’orchestra, lasciati spesso troppo soli ad interpretareun ruolo di riferimento che rimane imprescindibile anche per le famiglie.

    Tutti noi portiamo nel cuore un insegnante, che ci ha accolto, dal nostro nido focolare domestico, al nido rappresentato dalla struttura scolastica, illuminandoci e arricchendoci con l’ardere della fiamma del conoscere, che illumina il cammino del vivere.

    Siamo molto vicini a tutti quegli insegnanti che aspettano… in attesa che si compia il loro destino di precari. Siamo però altrettanto vicini e preoccupati per tutti i bambini a cui verrà negato il diritto di avere un riferimento certo, una solida presenza che li accompagni per mano, lungo il percorso del conoscere per crescere. Siamo preoccupati perchè la loro fiducia non venga tradita, da quei visi che gli hanno insegnato a famigliarizzare con la matematica, spiegato la grammatica, scoperto la geografia. Quei visi di precari che non potranno riprendere ciò che avevano iniziato e che speravano di proseguire, concludendo un ciclo che è per i bambini, un fondamentale passo verso la crescita.

    I bambini hanno diritto di avere un maestro, nel cuore, i maestri hanno diritto di essere maestri del cuore.

    Care amiche parliamo insieme dei nostri maestri, ricordiamo quello che rappresentano e che hanno rappresentato, perchè dal ricordo emerga un’esigenza genitoriale che ci spinga a tutelare la filiera educativa.

    Aspetto i vostri racconti di madri, di donne, di insegnanti, di studentesse.

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