Voglia di…cibo!

Categorie: Economia domestica

pornolamponePer la serie: anche l’occhio vuole la sua parte.
Sul forum già vi è stata fatta la domanda “fotografi mai i tuoi piatti?”, allora che aspettate? Andate qui e inserite le vostre immagini migliori magari potremmo battere anche foodgawker.com, il sito che consiglio a tutte: per rifarvi gli occhi, prendere spunto su inquadrature, luci e punti di vista, ma anche per farvi venire una fame pazzesca.
Come spiega Chuck (colui che ha realizzato questo sito): Foodgawker è una galleria di piatti inseriti dai blogger, una vetrina di esperimenti culinari. E’ un luogo dove scoprire nuovi siti e nuove ricette.

Anche qui chiunque può inviare le immagini, ma vanno seguite alcune regole:

  • Non rubate immagini da altri siti.
  • Non violate il copyright di nessuno! Tutti i post con le violazioni saranno rimossi immediatamente
  • Dovete registrarvi al sito per pubblicare le immagini
  • Inserite delle belle immagini e linkate le ricette a cui fanno riferimento.
  • Le foto devono essere tagliate, la misura è 250×250 pixel.
  • Foodgawker si riserva il diritto di rimuovere i post in qualsiasi momento.
  • Le iscrizioni sono soggette a moderazione.

A Foodgawker è associato un altro sito FoodPornDaily fatto solo per impazzire, è il sito porno per i feticisti del cibo: cliccate sulle gigantografie e scoprite quanto riuscite a resistere prima di fiondarvi nel vostro frigorifero!

(foto di gierszewski)

 

 

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La lista della spesa…

Categorie: Economia domestica

grocery listSegnarsela sul palmo della mano (a volte su tutti e due), scriverla sul cellulare e magari rimandarsela via SMS, inviarsela via e-mail, segnarla sulla lavagnetta di casa o semplicemente su un post-it: la lista della spesa, soprattutto per chi lavora, è un vero rompicapo. Tutte le volte che manca qualcosa in casa ci ricordiamo di segnarlo da qualche parte poi finisce sempre scritto sull’angolo alto della pagina di una rivista che non ritroveremo più oppure ricordiamo al nostro convivente di ricordarcelo sperando che due menti siano meglio di una…grosso sbaglio!
Sono giorni che cerco un programma che mi aiuti a creare la lista della spesa perfetta e non basta un semplice programma di scrittura perché una volta salvata non è detto che mi ricordi di averla scritta e messa da parte. Penserete che sono una smemorata, non è così lo giuro: è la lista della spesa che crea disturbi della memoria.
Durante la mia ricerca ho trovato un sito che dimostra come le liste non siano tutte uguali, ma sicuramente il 90% delle donne ha bisogno di scriverne una.

The grocery list collection è la più grande raccolta di liste della spesa trovate in giro: il progetto è stato realizzato da Bill Keaggy che ha  raccolto fino ad oggi circa 1900 liste. Sul sito Keaggy, il quale sulla raccolta ha pubblicato anche il libro Milk eggs vodka: grocery list lost and found, dichiara: “le liste degli altri sono affascinanti e internet è il posto più vasto per fare cose stupide e interessanti“.
Ora che sappiamo di non essere le uniche al mondo a scrivere lunghe, inutili, liste della spesa e, soprattutto, non siamo le sole a comprare al supermercato tutto tranne quello di cui avevamo bisogno possiamo scambiarci un po’ di consigli e vedere se almeno una di noi, voglio la prova scritta, è riuscita a fare una spesa completa comprando solo quello che realmente mancava in casa (in periodi di crisi potrebbe essere un piccolo passo verso il risparmio). Mentre cerco di ripulire il mio computer dai post-it sotto ai quali è seppellito vi passo questo curioso suggerimento: adesivi per la mano!

Come compilate la vostra lista? Raccontamelo e carica una foto nella nostra community, potremmo battere Bill Keaggy!

Ecco come dovete fare:

  • Entrate nella sezione album, caricate le foto e inseritele nell’album IL MIO SHOPPING con la tag LISTA.
  • Se sei già registrata a Donnamoderna.com, comincia a caricare le foto e aggiungi nuove immagini all’album.
  • Se invece non sei ancora registrata: che aspetti?! Inizia cliccando qui: scegli la tua password, scegli il tuo nickname, in pochi minuti sarai iscritta e potrai iniziare a giocare con gli album di foto on line.

(foto di Bill Keaggy)

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Che pizza!

Categorie: Roma-Milano A/R

dsc03759_2.JPGUn classico che non muore mai e rinasce sempre: la pizza. Alta, bassa, bianca, rossa, soffice o croccante. Buona.
Una delle questioni culinarie su cui discuto spesso con il Convivente è proprio la pizza, il mio è problema di forma. Non vi preoccupate, non si tratta di buona educazione: la pizza è fatta per essere mangiata con le mani. Mi riferisco proprio alla forma che viene data all’impasto, il suo spessore… insomma non sopporto la pizza alta e purtroppo a Milano, ma quasi in tutto il nord Italia direi, si trova solo quella. Alta, molto alta, troppo. Affondare i denti in quel soffice impasto, lo ammetto, è un vero piacere per il palato, ma il sapore della “pizza al taglio” è imbattibile. Quando parlo di “pizza al taglio” il Convivente non mi capisce, non sa cosa sia. E pensare che quella semplice pizza tagliata con le forbici, spessa al massimo un centimetro e condita in tutti i modi possibili, è stata un supporto fondamentale negli anni del liceo e dell’università.
La mia preferita è la pizza al taglio con le patate…che apporta il fabbisogno calorico previsto per un’intera settimana per un uomo adulto.

Si sa, non c’è alcun gusto senza senso di colpa!
La vera pizza al taglio a Roma la trovate un po’ ovunque, vi consiglio vivamente, almeno una volta nella vita, di entrare in un forno romano, farvi tagliare un bel pezzo di pizza bianca e farcirlo con tanta mortadella: l’olio vi ungerà le mani, il sale vi pizzicherà sulla lingua e l’incontro con la mortadella sin dal primo morso vi lascerà sorpresi.
Ecco! Ora ho l’acquolina in bocca, l’unico modo per soddisfare questa voglia di pizza è prepararsela.

  • Per la pasta base potete seguire questa ricetta.
  • Per la pizza bianca classica “alla romana” vi consiglio di seguire questa ricetta di “Anice&Cannella” e poi di farcirla con dell’ottima mortadella con i pistacchi.
  • Per quella al taglio invece date un’occhiata ai suggerimenti di “Tarallucci &…
  • Infine, se volete fare prima e ottenere comunque un buon risultato potete comprare la pasta per la pizza già pronta (non surgelata, vi prego!), stenderla nella teglia unta con un filo d’olio extravergine d’oliva e condirla come preferite. Vi avverto: litigherete a lungo con la consistenza della pasta e ogni volta che sarete certe di averla stesa bene tornerà indietro come un elastico; il mio consiglio è di stenderla prima con un mattarello, poi prenderla tra le mani e tenerla come se voleste stenderla, cambiando lato ogni volta facendo attenzione a non romperla.

Pizza con patate e pancetta della Signorina Fiamma
Ingredienti: pasta per la pizza, 4 patate medie, 8 fette di pancetta tagliata fine, sale, pepe e rosmarino.
Preparazione: pelate le patate e lessatele in acqua salata per 10 minuti al massimo, poi tagliatele a fette abbastanza alte. Stendete la pasta della pizza in una teglia unta, versate un filo d’olio e un pizzico di sale sulla pizza, disponetevi sopra le patate, un po’ di rosmarino e infine stendete le fette di pancetta. Cuocere in forno a 200° per circa 15 minuti. Se vi sembra che la pizza sotto non sia cotta bene trasferitela su un foglio di carta da forno e lasciatela in forno altri 5 minuti. Tagliatela con le forbici e servite!

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Chiacchiere sulle frappe

Categorie: Roma-Milano A/R

Una delle prime cose che ho imparato di Milano è che non è Roma. Sembra piuttosto stupido detto così, ma credetemi è destabilizzante trasferirsi e scoprire che sapori, odori e specialità a cui eri abituata e consideravi familiari non esistano. E se esistono hanno un altro nome.Proprio l’altro giorno ripensando al Carnevale (dopo l’assurda chiacchierata con il Convivente) mi sono ricordata di quando ero entrata in un forno/pasticceria milanese per comprare qualcosa per festeggiare il mio primo Carnevale ambrosiano con le nuove coinquiline: ho curiosato e capito cosa fosse nascosto al di là del bancone, oltre le ceste piene di panini, le crostate e i muffins al cioccolato, così quando è arrivato il mio turno:
- Vorrei un vassoio di frappe, per favore?
- Scusi, cosa?
- Le frappe, quelle lì.
- Dice le chiacchiere?”
- No, le frappe! Ah, a ragione qui le chiamate così. Mi scusi, sono romana non lo sapevo”.

La commessa mi guardò davvero male, neanche fossi stata un extraterrestre.
- Basta così?
- No, vorrei anche qualche bignè.
- Dove li vede?
- Davanti a lei, quelli con la crema.
- Questi sono tortelli.- N
o, non quelli salati. Voglio i bignè, proprio quelli accanto alle frappe, cioè le chiacchiere…insomma, quelli.
- Si chiamano tortelli, ma lei è romana!
- Già sono romana e noi quei cosi li chiamiamo bignè.
Appena uscita da quel posto carica di tortelli e chiacchiere (o li chiamavo così o non sarei mai più uscita dalla pasticceria) mi venne in mente quell’anno alle elementari: la maestra ci insegnò a fare i dolci di Carnevale e le finì uno schizzo d’olio bollente nell’occhio mentre preparava le castagnole. Altro che bignè o tortelli, a Roma si mangiano le castagnole!

Vi siete mai ritrovate a discutere sul nome di una ricetta? Parliamone sul forum.

Questa è la ricetta che ho ritrovato nei vecchi quaderni di scuola quando ero solo la piccola Fiamma.
Ingredienti: 4 uova, 400gr di farina, 50gr di zucchero, 100gr di burro,1 bicchierino di rhum, 1 limone, 250dl di olio d’oliva, 100gr di zucchero semolato e sale.
Preparazione: impastate la farina, le uova, il rhum e il burro, aggiungete la scorza di limone tritata e un pizzico di sale. Intanto scaldate l’olio sul fuoco facendo attenzione a non farlo fumare. Con l’aiuto di un cucchiaio prendete un poco di impasto alla volta e fatelo cadere nell’olio bollente. Friggete le castagnole finché non prenderanno un bel colore dorato. Scolate le palline ottenute e lasciatele intiepidire in una ciotola con la carta assorbente. Rotolatele nello zucchero e godetevele. Una dopo l’altra.

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cosacco conviventeSignorina Fiamma - Ti piace il carnevale?
ConviventeChiacchiere, tortelli…mi piace tutto.
SF – Non stavo pensando al cibo, almeno questa volta. Mi chiedevo solo se ti piace il Carnevale: sai maschere, stelle filanti, coriandoli.
C – No, quello no. Ho da fare adesso, scusami.
SF – Che succede? Non stai facendo nulla, sei sul divano, bevi un caffè e stai con gli occhi chiusi. Cosa hai da fare? Ho detto qualcosa di male?
C È solo che non mi piace quella roba lì.
SF  – “Quella roba lì“. Ma di cosa stai parlando? E poi perché mi stai dando le spalle?
CIl Carnevale, lo odio!
SF -  Va bene, va bene. Come sei suscettibile. Chissà che ti sarà successo, al massimo ti avranno vestito da principe azzurro o da uomo ragno.
C – Da cosacco.
SF – Cosa?
C – Cosacco.
SF - Scusa, stai bisbigliando: che dici?
C – Ho detto COSACCO! E poi non sono mai stato un principe, volevano farmi fare la principessa.
SF – Amore, ma dai non è mica una tragedia.


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Un armadio è per sempre.

Come sarà la nostra casa? Come sarà vivere in una casa costruita insieme al Convivente? Come sarà la mia cucina? Dove metterò le scarpe?
Queste e non solo sono le domande che mi attraversano la mente da quando ho deciso di andare a vivere con il Convivente.
Abbiamo una bella casa, ma stiamo pensando di allargarci per fare un po’ di spazio al futuro. E a qualche altra persona.
Ovviamente sono tutte fantasie per ora, ma intanto ci divertiamo a confrontare i progetti che abbiamo in mente.
Convivente: “Vorrei allargare lo studio per metterci due televisori, magari comprare un proiettore. Potrei farmi una stanza multimediale.”
Signorina Fiamma: “Scusa, ma non ti bastano le tre consolle, i due schermi per il computer, sei hard disk e quattro webcam? Più multi di così”.
C: “Ma tu non volevi una cabina armadio, come quella del film di Sex & the City? Quando sei tornata dal cinema mi hai fatto una testa così.”
SF: “Ah, sì. Hai ragione, può essere un’idea…”

Mai far notare quanto possa essere importante per te avere tre pareti attrezzate piene di grucce e scaffali.
Dopo questo scambio di battute mi sono chiusa in bagno, mi sono guardata allo specchio e poi “Evvai!” ho sussurrato con tutto il fiato che avevo in gola.

A quanto pare tra le cose che desiderano ricevere le donne dal proprio uomo al primo posto sale la cabina armadio. Guardate un po’.

E voi cosa mettete in cima alla vostra lista dei desideri? Rispondete al sondaggio

P.S. Se poi non avete ancora una “wishlist” cliccate qui: cominciate a mettere da parte un po’ di desideri e rendeteli ben visibili al vostro uomo così non avrà più scuse e saprà sempre cosa regalarvi.

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Continuano i consigli per il brunch, domani è sabato e spero possiate sfruttarli al massimo.

Quarto consiglio: i french toast di Dustin Hoffman.
Da qualche settimana ho cominciato a cimentarmi in questa specialità americana, anche se le origini della ricetta sono un po’ confuse. I french toast sono stati un’idea del Convivente (anche se era convinto che fossero salati) dopo una chiacchierata su vecchi film da Oscar come “Kramer contro Kramer”: Dustin Hoffman appena separatosi dalla moglie (Meryl Streep) prepara questi toast per il figlio, con scarsissimi risultati.

“Cosa vuoi per colazione? Voglio i french toast.” Ecco la scena (purtroppo l’ho trovata solo in inglese).

Ed ecco la vera ricetta dei french toast. Non credo infatti sia il caso che seguiate quella di “papà” Dustin Hoffman!


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uova al baconUna delle passione del Convivente sono le uova e una delle mie più grandi passioni è fare la colazione, in qualunque modo venga servita: colazione a letto, al bar, all’autogrill, un bel brunch. Unendo queste due passioni abbiamo preso l’abitudine di goderci il weekend svegliandoci il più tardi possibile e rimediando al languorino del sabato con un ricco brunch di mezzogiorno.

Continuano i miei consigli per un brunch perfetto, voi però suggeritemi come arricchirlo.

Terzo consiglio: le uova col bacon.
Ingredienti: 2 uova, 6 fettine di bacon (ho scoperto la pancetta della Tulip, si trova al supermercato ed è davvero ottima), sale, pepe e burro.
Preparazione: in un padellino antiaderente lasciate friggere a fuoco medio-alto il bacon, non versate nessun condimento, il grasso del bacon è già abbastanza; una volta soffritto spostatelo in un piatto coperto con la carta assorbente. Scolate l’unto del bacon dal padellino e rimettetelo sul fuoco a fiamma bassa, lasciatevi sciogliere dentro un cucchiaino di burro e, quando comincerà a colorarsi, rompetevi dentro le uova. Spruzzate di sale e pepe e, dopo circa un minuto, aggiungete il bacon croccante. Completate la cottura delle uova e servite.

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Signorina Fiamma:«Sabato prossimo è San Valentino!»
Il Convivente: «Sai che bello…una festa per spendere soldi e finire in uno dei tanti ristoranti con il menù dedicato.»
La penserei così anche io se non fosse che:
A. Adoravo San Valentino quando ero una ragazzina alle prese con i primi amori, in attesa dell’ultima confezione di Baci.
B. C’è stato un tempo in cui io in quei ristoranti con il menù dedicato ci andavo davvero: risotto alle fragole, insalata con la melagrana, fragole al cioccolato (tutto cibo fuori stagione, ora che ci penso).
C. Ho maledetto diversi San Valentino in compagnia della mia migliore amica, tra un bicchiere di vino e una manciata di noccioline.
D. Io e il Convivente ci siamo dati il primo bacio proprio qualche anno fa la notte del 14 febbraio, da quel momento San Valentino ha assunto tutto un altro significato.

E voi come e con chi trascorrerete questa giornata? Raccontatelo nel forum.

Ad ogni modo, avendo passato le varie fasi descritte in diversi periodi della vita, come credo sia capitato ad ognuna di voi, sono arrivata alla conclusione che la cosa migliore da fare nel giorno degli innamorati (single, fidanzati o sposati) sia partire bene. Quest’anno il calendario ha voluto che il 14 febbraio cadesse di sabato e molte avranno tutto il tempo di godersi la giornata e festeggiare. Per farlo dovrete realizzare i vostri sogni culinari, quelli più calorici e proibiti, che evitate di concedervi durante la settimana o magari durante tutto l’anno. Preparate un ricco brunch e innamoratevi del vostro cibo. Buon San Valentino!

starbuks coffeePrimo consiglio: il caffè.
Regola base del brunch è il caffè americano (mi raccomando, non si tratta solo di allungare con l’acqua il solito espresso), anche se non vi convince provatelo almeno una volta; la tazza piena di caffè caldo è rassicurante e dona al brunch quell’atmosfera da viaggi all’estero, colazione in albergo e eterne discussioni sul perché non si riesca mai a bere un espresso decente fuori dall’Italia. A New York basta entrare da Starbuks (foto di ohdearbarb) per ritrovarsi in mano un bicchierone di cartone bollente con su scritto il proprio nome oppure comprare una delle tante varietà (la mia preferita è Chock full o’Nuts); in Italia, se vi fornite in una torrefazione, potete farvi macinare il caffè appositamente per le macchine da caffè americano oppure cercare al supermercato le ditte che lo producono (io alterno la Corsini alla Molinari).
Per ottenere un ottimo caffè lungo vi consiglio di comprare una macchina elettrica con il filtro oppure una di quelle manuali. Ognuno poi dovrà capire quale combinazione di caffè e acqua preferisce, di solito per ogni tazza d’acqua metto un cucchiaio di caffè, niente zucchero, solo una spruzzata di cannella (la mia passione).

smoothie.JPGSecondo consiglio: lo smoothie.
Le altre bevande per il brunch: caffè espresso, cioccolata calda, succo di mela,  spremuta d’arancia e acqua con ghiaccio e una fettina di limone, magari un freschissimo smoothie (non un frullato, non una centrifuga, non un frappè ma il meglio dei tre messi insieme!).
E questa è la mia ricetta per lo smoothie al pompelmo e frutti di bosco (foto di terriseesthings).
Ingredienti: 300 gr di frutti di bosco (vanno benissimo anche quelli surgelati), 2 pompelmi rosa, 1 bicchiere di succo di mela, ghiaccio q.b.
Preparazione: Mettete nel frullatore la polpa dei pompelmi e il loro succo, i frutti di bosco, il succo di mela e un po’ di ghiaccio. Mixate al massimo della potenza, se la consistenza è quella di un frullato denso servite, altrimenti aggiungete altro ghiaccio.

Siamo solo all’inizio…nei prossimi giorni altri consigli per il vostro brunch di San Valentino.

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Vi chiede le ricette che faceva per lui sua mamma e non vi sentite all’altezza? Non c’è da disperare…fagiolini aglio e olio

Una delle tante cose che ho imparato velocemente a cucinare per il Convivente sono stati i fagiolini aglio e olio che gli faceva sempre sua mamma.
Presentati così sembrano la cosa più semplice al mondo, ma ci sono volute bene sette volte per riuscire a ricreare quel sapore, quel non so che di bruciacchiato, quella croccantezza che rende dei semplici fagiolini i veri fagiolini di mia suocera.

 

Come conquistare definitivamente la gola del proprio convivente? Dandogli modo di esclamare molto spessosono proprio come li fa la mia mamma!”.

Se non vi piace cucinare arrendetevi alla cucina della madre, non c’è niente di male, anche se il più delle volte ne risente la linea.
Se vi piace cucinare:
1.    Basterà, nei primi mesi di convivenza, cercare di studiare le facce del vostro uomo davanti ai piatti; esaminare quei “mmh, buono!” o “cosa c’è dentro?”, che vi aiuteranno a capire il suo gusto.
2.    Non abbiate paura di essere insistenti: chiedetegli sempre, ad ogni piatto che gli presentate se gli piace e cosa c’è che non lo convince.
3.    Andate almeno una volta al mese a cena a casa di sua madre (sempre che la conosciate già e abbiate buoni rapporti con lei altrimenti meglio il  ristorante tutta la vita!) e assaporate ogni piatto cercando di scoprirne i segreti, facendo domande tra una portata e l’altra e, ovviamente, complimentandovi a fine pasto.

Non è detto che dobbiate fare proprio le stesse ricette di sua madre, ma ho diverse amiche con fidanzati/mariti piuttosto mammoni e le sento spesso lamentarsi, quindi vi consiglio di impararne almeno due o tre.

Con un pizzico di fortuna arriverà il giorno in cui sentiremo il nostro compagno bisbigliare ai nostri bambini seduti a tavola, in attesa della cena: “state composti, ora arrivano i fagiolini, quelli della mamma!”.
Quella volta, quella mamma sarai tu.

Continua a leggere e troverai la ricetta.

P.S. La discussione continua sul Forum. Rispondi al sondaggio.


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