ribollita.jpgÈ arrivato l’inverno. O meglio, siamo ancora in autunno, ma a casa i termosifoni sono ormai accesi da una settimana. Quando comincia a fare quel freddino che ti punge il viso e la pelle delle mani comincia a chiederti un po’ di crema e dei guanti caldi è proprio il momento di tirare giù il plaid per il divano e preparare una bella zuppa.
Questo weekend ho fatto una cena autunnale per alcuni amici, con tanto di mini zucche ornamentali  e melograni vermigli ad abbellire la tavola, e come sempre il sabato l’ho trascorso a ripassarmi un po’ di libri di cucina per scegliere il menù adatto. Mi sono imbattuta in alcuni volumi sul cibo toscano e all’improvviso mi sono ricordata degli splendidi fagioli “scritti” che avevo comprato a Lucca qualche mese fa.
Il destino ha scelto per me la ricetta seguendo semplici ingredienti di stagione: freddo, fagioli toscani, cena tra amici, zucca e cavolo (sì, il destino si era accorto prima di me che in frigo avevo un cavolo verza). Tutto ciò a casa mia significa solo una cosa: ribollita!

Prima di darvi la ricetta volevo ricordarvi di inviare le vostre ricette per il libro “Due cuori e un fornello” al forum di donnamoderna.com e, inoltre, che sulla pagina di Facebook dedicata a questo blog trovate anche qualche foto e dei piccoli video (fatti in casa come la pasta!) della signorina Fiamma alle prese con i fornelli.

La Ribollita

Ingredienti: un bicchiere di olio extravergine d’oliva, due fette di cotenna (o lardo tagliato spesso), 3 porri, 2 finocchi, 3 coste di sedano,un cavolo verza medio, 10 foglie di cavolo nero, 2 patate, 800 gr di zucca, 1 kg di fagioli borlotti (circa 500 gr secchi), sale, zenzero,  salvia, basilico, rosmarino, 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro.
Preparazione: prima di tutto dovete ricordarvi di mettere a mollo i fagioli già dalla sera prima. La mattina dopo mettete i fagioli in acqua fredda (che ricopra i fagioli di almeno tre dita) e lasciate cuocere sobbollire per tre ore circa con qualche foglia di salvia e 2 spicchi d’aglio, ma non salate. Per la zuppa ci vuole circa un’ora e mezza quindi regolatevi bene, per non rischiare di arrivare all’ora di cena con la zuppa ancora sul fuoco. Mettete in una pentola molto capiente l’olio, il lardo, e le foglie di salvia, basilico e rosmarino. Fate prendere sapore per circa 10 minuti, poi unite i porri e i finocchi  affettati. Dopo circa 15 minuti aggiungete il cavolo verza, il sedano e il cavolo nero (questa verdura non facile da trovare, ma in questo periodo dovreste essere più fortunate), aggiungete un cucchiaio di concentrato di pomodoro diluito in un bicchiere d’acqua,  un cucchiaino di zenzero macinato e lasciate insaporire bene a fuoco medio per mezz’ora. Nel frattempo fate a tocchetti la zucca e le patate che aggiungerete passati i trenta minuti. Quando avrete aggiunto le patate e la zucca lasciate insaporire per dieci minuti. Intanto, passate i fagioli (tutti tranne un mestolo che lascerete interi) e la loro acqua in un passa verdure creando così una crema che andrete ad aggiungere alla zuppa. Aggiungete anche i fagioli interi. Coprite e lasciate cuocere a fuoco basso per 40 minuti. Quando la zuppa sarà pronta servitela con dei crostini di pane caldo (ho usato un pane alle castagne per rimanere in tema autunnale) e un filo d’olio a crudo.

18 commenti

  1. 1.

    ma io che nn sono toscana ma risiedo in toscana;bella terra gustosa,a chi devo credere?vorrei cucinare questo piatto speciale ma mi avete confuso le idee!!!!!allora?grazie bimbe

  2. 2.

    Vorrei precisare: la zuppa che io ho qui chiamato Ribollita, è meglio conosciuta in lucchesia come Zuppa alla Frantoiana e, come dice la parola, l’elemento fondamentale è l’olio.

  3. 3.

    La ricetta della ribollita è proprio quella di Fiorella,non ci sbagliamo con zuppe varie o minestroni vari…..la faccio abitualmente e va mangiata il giorno dopo…..infatti è veramente gustosa quando viene ribollita ed i sapori si amalgamano. Era una zuppa povera fatta con gli avanzi di pane che le mogli portavano ai loro uomini dopo le otto di mattina dopo che erano nel campo da almeno tre ore. Quando la servite, aggiungete un po’ di olio crudo di quello toscano …è l’ultimo tocco.

  4. 4.

    Il nostro minestrone,(Abruzzo)è molto simile,noi adoperiamo la verza che hà un sapore piu’ d0lce. Le zuppe invernali di qualsiasi regione siano, sono sempre molto buone.

  5. 5.

    quella che ho descritto sopra è la versione invernale (che è la più buona)cè poi quella estiva dove si aggiungono zucchine e altre verdure dell’orto, per quanto riguarda l’aggiunta delle cotenne di maiale qui da noi non si fa,(nel grossetano e in altre zone si faceva) ma la famosa ribollita è fiorentina. L’altra è una zuppa e basta.

  6. 6.

    Penso che non sia così a classica ribollita, comunque sarà senz’altro una zuppa squisita

  7. 7.

    sono fiorentina e vi posso assicurare che la ribollita è tutta un’altra cosa!!!diamo il nome giusto alle cose, questo descritto lo si può chiamare minestrone ricco, ma mai mai e poi mai ribollita!!!

  8. 8.

    Grazie a tutti per i commenti. Un paio di precisazioni: la ricetta è nata da un mix degli appunti di mia nonna (è lì che ho trovato la “chicca” dello zenzero) e la ricetta che trovate nel libro “Il fornello racconta: la cucina della Lucchesia” (edito da pacin Fazzi). Le mie origini sono lucchesi e so bene che questo piatto povero toscano trova poi diverse varianti muovendosi su e giù per la Toscana. È prima di tutto un piatto dell’orto e di stagione quindi, a parte il cavolo nero e i fagioli, potete trovarci un po’ di tutto, qualunque ortaggio venisse coltivato dalle famiglie poteva finire nel pentolone. L’importante, credo, è sapere che è buonissima, scalda il cuore e fa subito inverno.

  9. 9.

    buona ma non credo che lo zenzero faccia parte degli ingredienti tradizionali.. proverò

  10. 10.

    buonissima

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