Ballarini iloveSono diversi anni che la Ballarini realizza una linea speciale di padelle associate a prodotti gastronomici di ottima qualità, il tutto ben confezionato all’interno di una grossa scatola che recita “iLove…”
Che si tratti di pasta, pizza, crêpes, risotto poco importa, l’importante è amare la buona cucina, o almeno provarci.
Mi ricordo che regalai la scatola “iLoveCrêpes” (la prima ad uscire nei negozi) a mio padre per la Festa del Papà di tanti anni fa: lui ha ricevuto un mega barattolo di Nutella e io una padella nuova di zecca per preparargli le crêpes al Grand Marnier come piacciono a lui.
Poi alla Ballarini devono aver pensato che l’idea funzionava e così hanno continuato.
Creuset cuoreNon c’è solo la Ballarini ovviamente, ma loro hanno avuto l’idea più originale. Personalmente amo le cocottine della Creuset a forma di cuore o le formine della Silkomart, sempre a cuore, per torte e muffin perfette per la colazione del 14 febbraio.
Il mio primo consiglio di San Valentino per chi si ama è: compratele o comprategli (nel caso aveste un convivente molto diverso dal mio) una pentola (anche più di una) di ottima fattura, di marca e molto costosa.

Sul biglietto vi basterà scrivere “Il nostro amore è come questa pentola: un investimento solido, resistente ad ogni sbalzo di temperatura e impossibile da scalfire…!

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La timidezza del caramello

Categorie: Ricette semplici

caramelloUltimamente sto sperimentando diverse cose che hanno tra gli ingredienti base il caramello: il croquembouche che ho fatto per Capodanno, la Tarte Tatin alla mele e quella ai pomodorini che fu il mio primo esperimento di “torta rovesciata” (ve ne parlerò a breve, con tanto di contributo video) e infine il creme caramel zucca e vaniglia che ho scoperto sul blog di Cavoletto (che ormai sta diventando la mia specialità). Beh, posso dirvi cosa che ho imparato da questa mia breve esperienza: il caramello è vivo, o almeno io credo lo sia.Quando ero piccola avevo già provato a farlo per crearmi dei lecca-lecca personalizzati e ho dei ricordi tremendi dell’odore che permeava tutta la cucina di Roma non appena il caramello, nel giro di pochi attimi, si bruciava carbonizzando le padelle di mia madre. Dopo quei piccoli esperimenti non mi ero più azzardata a rifarlo, abbassandomi a comprare boccette di caramello sciolto contenenti chissà quali assurdi additivi per rimanere così cremoso e zuccheroso. Ora, però, ho preso coraggio e ho rimesso lo zucchero sul fuoco.Ed ecco il motivo per cui mi trovo qui a parlarvi dell’animo umano del caramello: lo zucchero (iniziamo con 100 g) si versa in un piccolo padellino e con l’aiuto di un cucchiaio d’acqua si lascia sciogliere a fiamma media. Cosa accade a questo punto per me è ancora un’incognita.Se guardo il padellino e magari con un cucchiaio tento di capire a che grado di scioglievolezza è arrivato lo zucchero il mio caramello, ancora in divenire, si infuria: comincia a sobbollire freneticamente, diventa chiaro e croccante, si irrigidisce e… CRAC! FRRR! ZACK! Lo zucchero si cristallizza.
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recipe journalVorrei poter frugare nelle vostre borse e nei vostri cassetti perché scommetto che ci troverei un taccuino. Tranquille, anche io colleziono notebook: grandi, piccoli, a righe, bianche, a quadretti…
Sono la mia passione da sempre. Un tempo erano i diari scolastici, poi le agende e ora i taccuini per appunti.
C’è chi li usa come diari segreti per scrivere i propri pensieri prima di addormentarsi, chi ci appunta la lista della spesa e ancora chi scrive i propri sogni e obiettivi. Io appunto ricette: quelle che trovo tra le pagine di un giornale, le illuminazioni che mi vengono dopo l’assaggio di un piatto al ristorante, tutte le idee che trovo su internet e anche le ricette che guardo in tv, soprattutto quelle di Nigella!
Mia madre ha una vecchia agenda consumata con la copertina di pelle. Apparteneva a mia nonna. Io, per continuare la tradizione, ho almeno tre ricettari diversi sui quali spargo appunti con penne ogni volta di un colore diverso, ma ancora non ho trovato il modo perfetto per tenerli tutti  insieme. Ordinate.
Tempo fa avevo posto il mio dilemma nel post “Come ordinare le ricette?“, ma ancora sono qui che rimugino e cerco una soluzione.
Ho tantissime Moleskine, ma tra i tanti formati non c’è mai stato niente che si adattasse alle mie esigenze. Pensavo di aver trovato la risposta ai miei problemi quest’estate quando al mare, in cartoleria, avevo comprato un taccuino della Legami (davvero simili alle Moleskine, ma molto più colorati) fatto apposta per scrivere le ricette. Il piccolo taccuino arancione è stato utile e adesso contiene tutte le ricette della madredilui (di chi parlo? Questo lo saprete solo il 10 febbraio in libreria, ovviamente). Le pagine sono tutte piene e ne avrei comprato un altro se non fosse che a febbraio arriveranno le Moleskine Passions: una collezione creata ad hoc per appuntare le nostre passioni.
recipe journal 2Recipe, Wine, Book, Film, Music, Wellness: sei taccuini nei quali raccogliere e organizzare informazioni, commenti, ricordi, ritagli e recensioni. Ogni libricino ha una copertina con illustrazioni a tema e degli interni organizzati appositamente per raccogliere al meglio ogni nota.

Il mio prossimo ricettario sarà il Recipe Journal, o almeno lo spero. Quando l’avrò fra le mie mani vi farò sapere qualcosa in più.

Intanto ditemi: dove appuntate le ricette?

 

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pollo Nigella 2 Da qualche settimana registro abutualmente il programma di Nigella Lawson “Nigella Feasts” in onda su Gambero Rosso Channel (canale 410 di Sky) e la sera studio tutte le sue ricette: facili, veloci, sensuali, ma soprattutto buone!
Se c’è utile in cucina sono le tecniche, se poi aiutano a cucinare in maniera più pulita e gustosa ben venga! Tra i vari consigli della burrosa Mrs. Nigella c’è quella del sacchetto. Di cosa parlo? Avete presente i semplici sacchetti di plastica che si usano per conservare i cibi? Beh, Nigella ne usa a profusione per marinare, mischiare, infarinare o impanare i cibi. E così ho scoperto un modo per preparare il mio pollo a pezzettini o il salmone senza sporcare tutta la cucina e, soprattutto, dando un’intensità di sapore in più alle mie preparazioni.

Ieri sera, ad esempio, ho sperimentato il pollo arrosto di Nigella con una marinata di salvia e limone e di seguito trovate il video della ricetta di Nigella, per capire meglio di cosa stia parlando, la ricetta e le foto del mio pollo.
Il video è in inglese, ma le immagini parlano da sole!


Personalmente non ho usato le salsicce e ho prefeito un pollo intero ed era  davvero squisito. Al Convivente è piaciuto molto. Credo lo ripeterò spesso e per questo ho bisogno di prendermi un appunto di questa ricetta proprio qui.

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topoUna delle tecniche più adottate dai genitori per far mangiare ai propri figli le verdure è quella di “Braccio di ferro”: alzi la mano chi non ha avuto dei genitori che con la scusa del famoso marinaio dei fumetti non è stato costretto a mangiare gli spinaci per crescere “forte-forte” proprio come lui. Braccio di ferro è solo uno dei metodi perché con tutti i cartoni animati in circolazione abbiamo l’imbarazzo della scelta. La tecnica “cartone animato” cerco di usarla anche sul Convivente e, cambiando storia ogni giorno, cerco di far apprezzare anche a lui le tanto odiate verdure.
Da appassionata di cartoni Disney e Pixar sto studiando da tempo tutte le ricette che vengono menzionate per inventarmi nuove scuse e nuove ricette, chissà che non mi aiutino ora e in futuro quando avrò dei figli. In realtà lo faccio per piacere personale e ho cercato, invano, di far vedere al Convivente tutti i classici Disney regalandogli i DVD a Natale. I film sono ancora lì, con il cellophane che li avvolge e solo quando lui non c’è ne scarto uno e me lo guardo con la stessa passione di una bambina di sei anni.
Se con i classici non ho avuto fortuna, i nuovi film animati della Pixar piacciono molto anche al Convivente e li abbiamo visti tutti. Il nostro preferito è Ratatouille, che casualmente è anche il più adatto per riuscire nella missione “far mangiare le verdure ai bambini (e al Convivente)”. La famosa ratatouille che il piccolo topino Remy prepara per Gustò, il temibile critico gastronomico, è facile da riprodurre e ottima da mangiare. Ho provato personalmente sulla figlia di alcuni amici a presentare in tavola un semplice misto di verdure al forno come “la ratatouille del cartone che ti piace tanto”. Un successo!
Lo stesso metodo si può applicare ad altri cartoni animati e film: nascono così gli spaghetti al ragù (con qualche polpetta) di Lilli e Vagabondo o la Cremè Brulèe di Amelie (anche se con quest’ultima il problema non è certo quello di come fare a convincere il Convivente a mangiarla, ma caso mai come fermarlo!).

La Ratatouille

La mia non è identica a quella del film (che invece potrete trovare da Cavoletto), ma basterà tagliare a rondelle le verdure e impilarle una sull’altra al momento di presentare il piatto per garantire lo stesso effetto.
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Lunedì vi ho raccontato la mia prima esperienza con la Tarte Tatin. Beh, questo weekend ho intenzione di continuare con l’esperimento e provare una versione salata e ho proprio il libro che fa per me.

Torte tatin“Tarte Tatine” di Catherine Quévremont (Bibliotheca Culinaria, 11,80 euro, 64 pagine). Un piccolo libro pieno di torte rovesciate, una collezione di ricette che parte dalla classica tatin alle mele fino a curiosi incroci di gusti salati. Nelle prime pagine consigli e segreti per realizzare la torta perfetta e poi in tutto il libro splendide foto di Deirdre Rooney per arricchire con le immagini ogni ricetta e dare l’idea del “possibile” risultato finale.
La scelta di Fiamma: mi aspetta a pagina 56 la mia prossima prova: Torte Tatin alle zucchine e menta!

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champagnePrendo spunto dai propositi di inizio anno elencati sul blog di Maricler e da quelli discussi su Dissapore (a sua volta presi in prestito da quelli per il 2010 stilati da Eataly) per mettere per iscritto i miei buoni propositi culinari del 2010.
Sono già passati dieci giorni dall’inizio dell’anno e li ho presi per schiarirmi le idee e capire cosa voglio veramente quest’anno. O meglio, vi rivelo cosa vorrei realizzare in ambito culinario. Poi però tocca a voi!

1. Fare la fondue bourguignonne (ho la pentola adatta e non l’ho mai usata. Pensate che fu il primo regalo in assoluto che mi fece il Convivente, ancor prima di essere un convivente).
2. Comprare (o meglio farmi regalare) il robot Artisan della Kitchen Aid.
3. Prendermi il tempo per prepararmi il pranzo anche quando sono fuori casa. E quindi imparare a farmi il bento.
4. Preparare un pollo arrosto perfetto.
5. Insegnare al Convivente almeno tre ricette base, facciamo un primo, un secondo e un dolce.
6. Frequentare almeno altri tre corsi di cucina.
7. Trovare una macelleria e una pescheria di fiducia.
8. Imparare a fare una torta “pannosa” perfetta prima che sia il compleanno del Convivente.
9. Mangiare più insalata, pur sbizzarrendomi nel condimento.
10. Imparare a fare il cous cous della madredilui. (Chi è? Come chi è?Ah, già per saperne di più dovrete aspettare il 10 febbraio: data di uscita di “Due cuori e un fornello).

(Foto di Velo Steve)

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tarte tsatin emile henryPer Natale mi sono regalata il piatto per Tarte Tatin dell’Emile Henry. A prescindere dalla bellezza dell’oggetto in sé (se ancora non l’avevate capito sono una feticista degli utensili da cucina) è la pirofila più adatta per realizzare una delle torte più buone di Francia: signore e signori la Tarte Tatin!
La tradizione vuole che questa torta di mele nasca da un errore commesso nel 1898 dalle signorine Tatin, proprietarie dell’omonimo Hotel Tatin a Lamotte-Beuvron, in Francia (questo il sito ufficiale della torta): in una giornata frenetica Stéphanie Tatin, una delle due sorelle, addetta alla cucina lasciò cuocere troppo a lungo nel burro e nello zucchero le mele affettate e pronte per essere inserite in una classica torta di mele e per evitare di buttare le mele ormai completamente caramellate le coprì con la pasta e le finì di cuocere in forno così com’erano, mele sotto e pasta sopra. Una volta che la torta fu cotta la ribaltò e il risultato, anche a detta degli ospiti dell’albergo ignari dell’errore, fu davvero eccezionale.
Da quel giorno la torta passò dall’essere il risultato di una semplice distrazione all’essere la specialità del piccolo hotel. È passato più di un secolo da quel giorno, ma fortunatamente quella ricetta, grazie a un lungo passaparola, è arrivata fino ai nostri forni.Tarte Tatin

Lo scorso weeekend finalmente ho messo alla prova la mia nuova pentola e la mia abilità culinaria realizzando la mia prima Tarte Tatin: un successo assoluto! Il Convivente era entusiasta: lui che ama solo la torta di mele di sua madre, proprio lui che odia le mie apple pie perché sempre troppo “speziate”, mi ha riempito di complimenti chiedendone “Ancora, ancora e ancora”. Non so se sia stato merito del caramello, delle mele succose e dolcissime oppure della crema che ho preparato per accompagnare il tutto: fatto sta che da ieri questo dolce è entrato di diritto nella Top Ten dei dolci che so preparare meglio.

A questo punto se volete provarci anche voi ecco la ricetta.
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La casetta per la Befana

Categorie: Ricorrenze e Feste

casetta di panpepato 1È uno dei dolci più divertenti da guardare e, soprattutto, da realizzare, è la ricetta ideale per trascorrere l’ultimo giorno di vacanza in cucina con tutta la famiglia: la Gingebread House.
Non ci crederete, ma grazie a questa ricetta sono riuscita a coinvolgere anche il Convivente: montare la casetta e decorarla fa ritornare tutti un po’ bambini e riporta la mente a quelle giornate passate a incastrare mattoncini colorati per realizzare la nostra casa ideale. Il bello della casetta di panpepato è che per distruggerla dovrete mangiarla!
In alcuni negozi e drogherie (ma anche all’Ikea) potrete trovare il set per costruirla senza troppo lavoro: i pezzi di pasta di panpepato sono già cotti e suddivisi e l’unica cosa da preparare è la glassa che farà da collante per le “mura”.
Se invece avete tempo potrete provare a costruirla da zero, proprio come abbiamo fatto il Convivente ed io.
Cercando un po’ in giro ho trovato molti consigli: il più utile è quello di “In cucina con me” che ha realizzato un file pdf da scaricare e stampare per avere uno schema base da cui partire per ritagliare i vari pezzi di casa. Ma partiamo dalla ricetta…
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