Monet, PicnicE alla fine arriva il venerdì e molte di voi, come me, staranno decidendo cosa fare durante il weekend. In molte avranno sperato che il primo maggio cadesse di venerdì o di lunedì per godersi un lungo weekend, magari al lago o al mare, purtroppo quest’anno non è andata così, ma nulla ci toglie la possibilità di trascorrere un bel sabato di maggio al sole, sul prato, sedute su un plaid, mangiucchiando tramezzini e sorseggiando una fresca spremuta.
Dopo aver parlato di cosa occorre e dei cestini perfetti per il nostro picnic eccoci arrivate al cibo, ovvero l’aspetto più godurioso di questa esperienza culinaria all’aperto che andrebbe riscoperta.
Cover PicnicPanini, paste fredde, ma anche sformati, arrosti e frittate: tutto da mangiare rigorosamente a temperatura ambiente.
Per preparare i vostri sandwich vi consiglio un libro che casca a fagiolo in questa occasione: Picnic di Isabel frittataBrancq-Lepage, edito dalla Guido Tommasi (22,00 euro). La copertina attrae quanto il contenuto: 120 ricette facili e veloci per non dover ripiegare sul solito panino al prosciutto. E proprio per non trovarvi nel cestino solo dei panini vi consiglio delle frittate miste: preparatele la sera prima e lasciatele asciugare in un piatto con della carta assorbente, così saranno belle sode; tagliatele poi a fette o a quadratini per cominciare il pranzo con uno stuzzichino molto saporito e nutriente. Ecco due ricette che fanno al caso nostro: frittata di cipolle e frittata ortolana.
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Blyton cestino picnincElemento principe di qualunque picnic che si rispetti è il cestino: in vimini, tela, metallo, fatto a zaino, fatto a borsa. Se ancora non ne avete uno avrete l’imbarazzo della scelta sia andando nei negozi di accessori per la casa sia volendo acquistarlo online.
Da piccola trovai in cantina il cestino di mia nonna (quella irlandese): una valigetta color celeste carta da zucchero, molto rigida e diversa dal classico cestino in vimini, raccoglieva all’interno tutto l’occorrente per uno splendido picnic per due; le stoviglie erano in plastica dura color panna (due piatti fondi, due piatti piani, due bicchieri per l’acqua) poi c’erano le posate in argento con manico in madreperla, due contenitori per il cibo, un termos e due flute di vetro. Tutto rimanevo immobile fino all’arrivo grazie alle cinghie e ai bottoncini che assicuravano il tutto. Era bellissimo, ma l’ho lasciato a casa dei miei perché si è un po’ rovinato col tempo: i contenitori non sono più così ermetici, i bicchieri di vetro si sono rotti dopo una grandinata che li colpì in pieno qualche anno fa (per ripararmi con i miei amici dimenticai di recuperarli in tempo) e le posate si sono arrugginite. Che ci posso fare, aveva i suoi anni. E così mi ritrovo senza cestino e con una voglia matta di fare un picnic!
Potrei comprarmi un classico bauletto di paglia da riempire o uno di quelli in vimini oppure potrei infilare tutto in un borsone e via. Passerei però, in un attimo, dal preparare un romantico picnic a un pranzo al sacco da gita fuoriportasenza neanche accorgermene. Lo so che c’è molta differenza, ma quella che c’è sta tutta nello stile e io voglio fare le cose fatte bene. Come picnic comanda!
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La settimana del picnic: l’occorrente.

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Picnic sul pratoFine aprile, inizio maggio. Il tempo è ancora un po’ pazzerello, ma molte di voi avranno già passato il tragico momento del cambio dell’armadio. Sistemata la pratica vestiti, potete prendervi una bella pausa per godervi il primo sole, i prati pieni di margherite e l’aria fresca dei parchi delle nostre città, o ancora meglio fuori città.
Prima che si passi alla fase allergie o che faccia troppo caldo e le zanzare siano attirate dalla nostra pelle appena scoperta possiamo divertirci organizzando un bel picnic.
Il termine picnic deriva dall’incrocio di due termini francesi: “piquer” (pizzicare) e “nique” (roba di poco conto). I due termini uniti insieme hanno dato vita al verbo “piqueniquer” che significa mangiare all’aperto.
Per mangiare all’aperto occorrono diverse cose, sia che lo si voglia fare romanticamente in due sia che si voglia organizzare un bel picnic tra amici.
Occorrente essenziale per due persone:
- Un plaid in lana (il telo da mare è poco adatto, si bagna facilmente se il prato è umido e poi il plaid, diciamolo, fa molto più picnic di qualunque altro cosa).
- Un cestino in vimini accessoriato o vuoto (anche in questo caso quello in vimini lo preferisco perché più adatto, ma poi fate come volete, magari seguendo i consigli che vi darò domani sui cestini da picnic)
- Piatti, posate, bicchieri e tovagliolini.
- Utensili da cucina: apribottiglie, sale, pepe e un piccolo tagliere.
- Cibo: panini, pasta/riso freddo, frittate, cake salati e dolci, frutta. Cosa cucinare per l’occasione? Beh, questo vademecum del picnic mica finisce qui, abbiate pazienza!
- Bevande: vino, spremute, succhi, acqua (meglio evitare le bibite gasate se il tragitto fino al punto prescelto per il picnic è lungo e impervio, rischiate di farvi una doccia di bollicine non appena strapperete la linguetta della lattina).

 

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Libreria Fonti SonoreQuesto weekend sarò a Roma, o meglio a Tivoli, per partecipare alle colazioni letterarie di “Food for thought” organizzate dalla Libreria Fonti Sonore: una rassegna di incontri che punta a stimolare il pubblico affiancando storie di libri a storie di aziende che si raccontano, con passione e dedizione, attraverso i loro prodotti.
Gli incontri, cominciati lo scorso 27 marzo, ripartono questo sabato, per poi proseguire lungo tutto il mese di maggio.
Nel corso di ogni appuntamento sarà possibile incontrare e scoprire autori e produttori che operano nel mondo della letteratura e della gastronomia, attraverso presentazioni di libri, degustazioni e approfondimenti. Gli eventi offriranno la possibilità non solo di conoscere nuove storie, ma anche di bere degli ottimi distillati, testare olio di oliva, pane, miele e formaggi di diversa provenienza, gustare cioccolata speciale e assaggiare cibi preparati da chef eccellenti.
Sabato prossimo, 24 aprile, alle ore 10.30 presso la Libreria Fonti Sonore (via Due Giugno 9), avrete modo di incontrare: Toni Minardi, produttore di miele, Gianfranco Passancantilli del caseificio “La fattoria del parco” e poi assaggiare i piatti dello chef Raoul Reperi del Ristorante Avec 55 di Tivoli e i passiti dell’azienda La mia barrique. Infine ci sarò anche io per raccontare qualche aneddoto tratto dal libro “Due cuori e un fornello” (Kowalski).

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Biscotti aromatici/1Tempo fa, durante un weekend fuori città, ho assaggiato degli ottimi discottini al rosmarino.
Lì per lì mi hanno colto di sorpresa: non avrei mai immaginato che il sapore che normalmente associo a una teglia fumante di patate o a un buon arrosto potesse accostarsi così bene al gusto dolce dei biscotti di pasta frolla. È stato amore al primo assaggio e non ho esitato un attimo a chiedere la ricetta alla simpatica signora che li aveva preparati per l’occasione. Salvo poi dimenticarmi dove l’avessi appuntata…
Pochi giorni fa, sfogliando uno dei vari taccuini che tengo sparsi nella borsa, ho ritrovato lo scarabocchio veloce di quei pochi ingredienti utili a preparare questa delizia. Uova, farina e zucchero: chi di voi non ne ha una scorta fissa in casa? Beh, vi basterà aggiungere qualche erba aromatica raccolta sul balcone a questi ingredienti base per ottenere dei biscotti originali, perfetti per un tè di primavera.
Confesso: ho appena messo in ordine il mio terrazzo e ora sono piena di piantine per cui mi dovrò pur inventare un modo per utilizzarle, no? A parte le esigenze del tutto personali, la ricetta che segue merita davvero. Provate per credere!
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Happy birthday!In principio era la mimosa, poi il millefoglie, poi la torta di frutta, poi la cheese cake. Ora basta che ci siano i lamponi e mangio qualunque cosa! Sto parlando di torte di compleanno, ovviamente.
Riflettendo sulla torta che avrei voluto oggi, per i miei primi 30 anni, mi sono passate per la mente tutte le fissazioni che ho avuto, anno dopo anno, per quanta riguarda i dolci.
La mia passione da piccola era la mimosa: mi piaceva quel sapore delicato, soffice e poi, sotto quella nuvola gialla, scoprire tante piccole gocce di cioccolato che ti scrocchiano sotto i denti.
Verso i dieci anni (sì, per dieci anni ho voluto solo ed esclusivamente la mimosa) sono passata al millefoglie, rigorosamente farcito con uno strato di crema chantilly e un altro di crema allo zabaione, un tocco di liquore e zucchero a velo in abbondanza a ricoprire il tutto.
Poi intorno ai quattordici anni mi piaceva la torta alla frutta, ma è stato un amore molto breve dovuto solo all’idea che fosse meno grassa di altre torte. Ma se uno deve festeggiare deve festeggiare per bene!
È poi arrivata la fase della torta fai-da-me. Iniziava a crescere, di pari passo con le prime cotte, l’amore per la cucina con tutte le sue conseguenze (proprio come i primi amore): stress, gioia, ansia, goduria, disperazione, indecisione, idillio. Durante questa fase ho sperimentato varie torte, ma le meglio riuscite e più amate rimangono il tiramisù e la cheese cake.
Ogni anno un esperimento, ogni anno un dolce. In linea di massima se all’interno del dolce si trovano uno dei seguenti ingredienti io sono soddisfatta: lamponi, cannella, crema, pasta sablé, caramello.

E voi vi ricordate quale torta volevate sempre per il vostro compleanno? È la stessa di oggi oppure i vostri gusti sono cambiati?

(Foto di ritchielee)

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BenvenutiIl Convivente è un uomo fortunato: io sono una vera amante delle serate casalinghe in compagnia, e mi piace l’idea di condividere il nostro ambiente. Tra le doti indispensabili che deve avere una coppia unita c’è sicuramente l’ospitalità. E quando parlo di coppia sottolinerei la parolao “unita”: non va bene se in occasione di una cena a casa vostra lui si comporta come se fosse appena entrato dalla porta come tutti gli altri invitati. Lui deve (o almeno dovrebbe) essere al vostro fianco e sostenere il lavoro che state svolgendo in cucina.
Ed ecco dunque quelle che definirei: “Regole di accoglienza”. Come sempre, non vi preoccupate se leggendole capirete che il vostro compagno non ne rispetta neanche la metà: ci vuole tempo. Preparatevi ad affrontare diversi giramenti di scatole pre-splendidaserataconamici e a lunghe discussioni post- splendidaserataconamici. Ed ecco le regole.

1. Mentre voi cucinate, lui si occupa dell’aperitivo.
2. Apparecchiate insieme la tavola.
3. Lui si prepara, come voi, con un certo anticipo, così non dovrete aprire la porta agli ospiti con le mani infarinate, mentre lui è ancora sotto la doccia.
4. Lui offre da bere agli amici e non aspetta che siate voi a dirgli: “Amore, offri qualcosa da bere intanto, mancano ancora dieci minuti prima che sia tutto pronto”.
5. Quando portate in tavola i piatti, lui non dirà: “Questa è la torta salata che hai comprato in quella rosticceria?”, oppure: “Il pollo è quello del girarrosto del supermercato, vero?” Il vostro uomo vi farà sempre passare per una fantastica cuoca. Sarete voi a svelare il segreto, se lo vorrete, o a dare consigli utili agli amici.

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zucchini e melanzaneHo esagerato con la spesa: ho comprato troppe zucchine e melanzane. Siamo solo in due, più qualche amico di passaggio, e ora che ci faccio con tutte queste bontà di stagione? Soluzione: le griglio e le metto da parte!
Ora vi racconto cosa ho fatto ieri e poi vi darò una ricetta più “classica” per conservare in barattolo le zucchine, ma anche le melanzane.
Ieri mattina mentre preparavo il pranzo ho cominciato a tagliare a fette sottili quattro zucchine e due melanzane e ho cominciato a grigliarle, senza l’aggiunta di olio. Niente di niente! Bastano una buona padella antiaderente molto calda e la verdura. Non ho neanche fatto spurgare le melanzane con il sale, come mi raccomanda sempre la mamma, perché erano dolcissime e molto buone.
A questo punto, finita la fase di cottura, avevo davanti a me due possibilità:
1. Salarle, bagnarle con un goccio di olio (dico proprio un goccio, quindi massimo due cucchiaini), cospargerle con un po’ di erbette fresche tritate e lasciarle in una scatola a chiusura ermetica per usarle a mio piacimento nei giorni successivi.
2. Inserirle una a una in piccole cocottine, alternando ogni fetta con una spruzzata di sale e una foglia di basilico, poi riempire le coccotte d’olio per coprire i buchi lasciati dalle verdure e finire il tutto con uno spicchio d’aglio.
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Corsi di cucina: imparare a cuocere con Lagostina.

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Lagostina - Accademia del SaporeUna cosa è saper cucinare, un’altra è cuocere. Per fare la prima dovete sapere cosa vuol dire fare la seconda. Esistono pentole di tutti i tipi e anche io sto cercando di capire le differenze tra i vari materiali, lo spessore del fondo e l’uso cui è più adatta una pentola rispetto ad un’altra.
Per farci un’idea di cosa cucinare, come cucinarla e soprattutto dove cucinarla Lagostina presenta la seconda edizione dell’Accademia del Sapore, la scuola di cucina itinerante che partirà il 17 maggio da Bergamo e toccherà ben quindici città italiane. L’Accademia è dedicata a tutti gli appassionati del buon cibo che desiderano preparare ottimi piatti con strumenti di cottura idonei: i corsi hanno come primo intento quello di spiegare quale sia lo strumento migliore da utilizzare a seconda della ricetta che si intende preparare.
Durante i corsi gli chef spiegheranno il corretto uso di pentole e delle padelle.
Per partecipare iscrivetevi velocemente sul sito Lagostina, scegliete la vostra città e prenotate il vostro corso in una delle scuole di cucina selezionate da Massimiliano Mariola, chef del Gambero Rosso.
Mi raccomando affrettatevi: i corsi iniziano il 17 maggio e cliccando qui troverete il calendario delle scuole coinvolte.

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