Rabarbaro @whitneyinchicagoL’anno scorso per la prima volta in vita mia, in Italia, ho cucinato, mangiato e scritto del rabarbaro. L’avevo sempre e solo assaggiato in Inghilterra, poi una volta a Roma lo cercai, ma senza successo. Ora che vivo a Milano non vedo l’ora che arrivi il caldo per trovare quelle belle coste rosse al mercato.
La prima volta che ho sentito nominare questa pianta mi trovavo proprio in un paesino nei pressi di Londra: l’anziana signora che mi avrebbe ospitato per le due settimane della mia vacanza-studio adolescenziale non appena mi sistemai mi offrì una ciotola con del “Rhubarb Crumble”. Quelle parole arrotolate in bocca per me non significavano assolutamente nulla, anzi a malapena capii cosa avrei mangiato di lì a poco. Una crosta burrosa e compatta ricopriva della frutta cotta (o almeno credevo fosse frutta) dal sapore acidulo tipo le mele verdi, ma rossa come le prugne. Il tutto era accompagnato da un cucchiaio di gelato alla crema, spolverato di cannella. Pensai di essere in paradiso! Ho passato i giorni seguenti ad intrufolarmi in cucina per rubare altre cucchiaiate di questo dolce: lo  scaldavo due minuti nel microonde (ero in Inghilterra d’altronde) e lo accompagnavo come mi avevano insegnato con biglie giganti di gelato.
È periodo di partenze, magari anche i vostri ragazzi hanno finito da poco la scuola e si apprestano per partire per Londra, Dublino o Edimburgo. Il mio consiglio è imparare a mangiare, cucinare e conoscere il rabarbaro perché se i vostri figli sono golosi come lo ero io è quasi certo che tornino chiedendovi di preparargli un rhubarb crumble o, ancora meglio, delle Rhubarb Bars.
Rhubarb BarsLa ricetta del crumble la trovate qui, mentre quest’anno io mi sono cimentata nelle barrette con la cremina al rabarbaro che ho trovato sul sito (in inglese) di Lara Ferroni. Le sue foto sono splendide, mentre le mie rendono un po’ meno (vedi qui a sinistra), ma in questo caso quel che si vede non rende l’idea del gusto!
Semplici da fare, magari con qualche passaggio in più rispetto al semplicissimo crumble, e ottime. Talmente buone da convincere anche il Convivente notoriamente avverso a creme di frutta acidula o crostate.

Rhubarbs Bar

Prima di tutto preparate la “curd”, ovvero la cremina di rabarbaro. Se voleste farla al limone vi consiglio la ricetta della foodblogger Cavoletto di Bruxelles.

Rhubarb Curd: 400 g di rabarbaro, 80 g di zucchero, 6 tuorli, 180 g di zucchero, un pizzico di sale, 50 g di burro. Pulite e se necessario sbucciate gli steli di rabarbaro. Mescolate il rabarbaro tagliato a tocchetti di circa 3 cm con 20 g di zucchero e lasciate riposare per circa 30 minuti. Mettete in un pentolino il rabrarbaro macerato con 60 ml di acqua e fate cuocere a fuoco basso fino a quando il rabarbaro non sarà sfatto. Spegnete il fuoco e lasciare raffreddare a temperatura ambiente. Con l’aiuto di un mixer ad immersione frullate il rabarbaro. A bagnomaria sbattete i tuorli con lo zucchero rimasto e il sale. Aggiungere il rabarbaro in umido e continuate a mescolare fino a quando il composto si sarà scaldato bene formando una cremina densa. Togliete dal fuoco e mantecate con il burro.
Rhubarb Bars (circa 12 barrette – ricetta tradotta e riadattata dopo averla eseguita personalmente dal blog di Lara Ferroni): 120 g di burro a temperatura ambiente, 130 g di farina, 60 g di zucchero, un pizzico di sale, circa metà della Rhubarb Curd che avete preparato per ricoprire le barrette.
Preparazione: riscaldate il forno a 180°C. Nel mixer o nella planetaria mischiate il burro, la farina, lo zucchero e il sale. Prima a bassa velocità fino a che non si formeranno delle grosse briciole, poi aumentate la potenza e mischiate fino a ottenere un impasto liscio e omogeneo. raccogliete l’impasto ottenuto e stendetelo in una teglia rettangolare di circa 22 x 12 cm. Lasciate riposare per circa 15 min e poi fate cuocere per 20 min. in forno. Sfornate e ricoprite il biscottone ottenuto con la cremina di rabarbaro e infornate nuovamente per circa 10 min. Lasciate poi raffreddare a temperatura ambiente e ritagliate a forma di barrette prima di servire.
La cremina “curd” avanzata potete spalmarla su pane, brioche o torte. Si conserva in frigo per circa 10 giorni.

(Foto Signorina Fiamma e whitneyinchicago)

Un commento

  1. 1.

    [...] cremina a base di frutto della passione (ricordate che l’avevo già preparata con il rabarbaro?) è una preparazione golosa al punto giusto, con quel pizzico di acido che ti scivola nella gola e [...]

Mostra messaggi precedenti

E tu cosa ne pensi?