Per chiudere la settimana in bellezza (o meglio in bontà), magari comprando questa sera l’occorrente per trascorrere un piacevole weekend culinario, vi propongo una ricetta che unisce la zucca, regina di Halloween, ai pancake, una delle mie più grandi manie da weekend.
Girovagando sui soliti foodblog stranieri ho trovato la ricetta di “Pinch My Salt” e mi è sembrata proprio quella che faceva al caso mio.
Solo che la preparazione che segue è un po’ modificata, dato che non ho comprato la farina integrale e sinceramente non ho molta voglia di uscire solo per un po’ di farina, quando in casa ne ho tantissima. Vada per quella classica, bianca, magari uso la manitoba.

Ingredienti: 160 g di farina, un cucchiaino di bicarbonato, 2 cucchiaini di lievito in polvere, un pizzico di sale, 1 cucchiaino di cannella macinata e 1 di vaniglia in polvere, mezzo cucchiaino di zenzero e mezzo di noce moscata, 230 ml di latte, 110 g di purea di zucca, 2 uova, 2 cucchiai di olio, 2 cucchiai di zucchero di canna o bianco (come volete).
Preparazione: in una ciotola mescolate gli ingredienti secchi (farina, spezie, lo zucchero, il bicarbonato e il lievito) e in un’altra gli ingredienti liquidi (il latte, la pure di zucca e le uova). Unite gli ingredienti liquidi a quelli secchi e mischiateli con un cucchiaio di legno. Lasciate pure i grumi che si sono formati, l’importante è aver raccolto tutta la farina dal fondo della ciotola. La pastella dovrà risultare morbida, non troppo liquida, ma neanche troppo densa. Con un mestolo ora cominciate a fare i vostri pancake versando la pastella nel padellino caldo, leggermente imburrato.

(Foto di ryanlachica)

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Ho zucche per un esercito! Zucca gialla, zucca piccola, zucca gigante per decorare.
Il bello della zucca, però, è il suo gusto e direi che è arrivato il momento di mangiarla, magari anche a merenda. Voglio segnalarvi l’idea di mamma_felice, un’amica della community di Donna Moderna, che per festeggiare Halloween ha dato il via ad un’iniziativa culinaria molto divertente che spero coinvolga tutte voi: una merenda da… paura!
Cliccate qui per scoprire come fare a rendere pubbliche le vostre idee per la merenda più paurosa che ci sia e magari vincere uno dei Mini Mosaici Magnetici di Quercetti per i vostri bambini.
Io intanto vi lascio con la ricetta di questo brownies variegato, tratto dal sito di Martha Stewart (gli americani quando arriva Halloween sono una sicurezza) che ho tradotto, ricalcolando le dosi in grammi.
Spero vi piaccia. Io ci provo, poi aggiungerò la mia foto a quelle del contest di mamma_felice, a meno che il dolce non finisca prima.
Ingredienti: 120 g di burro, 170 g di cioccolato fondente tritato, 250 g di farina, 1 cucchiaino di lievito in polvere, 1/2 cucchiaino di sale, 350 g di zucchero, 4 uova grandi, 1 cucchiaio di estratto di vaniglia, 280 g di purea di zucca (si estraggono da una zucca di circa 500 g), 60 ml di olio vegetale, 1 cucchiaino di cannella in polvere, un pizzico di pepe di Caienna e uno di noce moscata.
Preparazione: preriscaldate il forno a 180°. Rivestite con la carta da forno un teglia quadrata o rettangolare dai bordi non troppo alti, se l’aveste potete usare la comoda teglia per brownies. Sciogliete a bagnomaria il cioccolato con il burro, mescolando di tanto in tanto fino ad ottenere una salsa fluida. Mescolate in un’altra ciotola la farina, il lievito, il pepe e il sale. Fate sbattere nella planetaria o con l’aiuto di un frullino elettrico lo zucchero, le uova e la vaniglia per circa 5 minuti. Aggiungete alle uova sbattute la miscela di farina. Dividete ora l’impasto in due ciotole e mescolate in una il cioccolato sciolto con il burro, mentre nell’altra aggiungete la purea di zucca, l’olio, la cannella e la noce moscata. Versate ora metà della pastella al cioccolato nella teglia, livellatela e ricopritela con metà della pastella alla zucca, infine aggiungete l’ultimo strato di pastella al cioccolato e ancora l’ultima metà di pastella alla zucca. A questo punto, con l’aiuto di un coltello, miscelate le due pastelle solo in alcuni punti per ottenere un effetto marmorizzato. Infornate e cuocete per circa 45 minuti. Lasciate raffreddare e tagliate in 16 porzioni.

(Foto di Autumn Sweater)

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È partita ufficialmente la caccia alla zucca. Se da una parte non amo più di tanto le feste in maschera come il Carnevale e Halloween, dall’altra il clima milanese mi ha portato in questi anni alla scoperta di sapori e colori a me sconosciuti e i quali con Halloween sono strettamente correlati. È così che la zucca, con tutte le sue declinazioni culinarie, è diventata un must per la mia tavola autunnale. È un po’ come il pomodoro d’estate, con la zucca si può fare di tutto. E pensare che quando abitavo a Roma non l’avevo mai cucinata. Nel momento in cui si accendono i riscaldamenti al Nord, io parto alla caccia delle zucche migliori. L’anno scorso ne avevo comprate diverse, molto piccole, per decorare la tavola, mentre quest’anno vorrei tentare di comprarne una grossa nella quale incidere un faccione sorridente. Mi devo pur allenare in vista dei futuri Halloween in compagnia di un bambino. Prima tappa, sperando di essere fortunata e di spendere poco, il mercato di zona: tra i banchi di frutta e verdura spuntano tante zucche, di dimensioni e forme diverse. Ne compro alcune per decorare la casa e altre per cucinare. Questa settimana, per festeggiare Halloween a modo mio (amici, il Convivente, chiacchiere e qualche zucca illuminata) prevedo di organizzare diverse cene a base di zucca. Prima di mettermi ai fornelli però faccio un salto anche al negozio bio sotto casa per comprare le uova, l’olio di arachidi e dare un’occhiata alle loro zucche: se mai ne dovessi trovare di migliori vorrà dire che mangeremo zucca per un mese, ma mai lamentarsi di un ingrediente così utile. E alle brutte quel che avanza si congela! Questa sera si parte con le frittelle di zucca salate della madredilui, una delizia nella quale mi cimento sperando di reggere (o addirittura superare) il confronto con l’originale e qualche frittella dolce, sempre a base di zucca, per chiudere con un dessert la seratina a due che mi aspetta. Di seguito trovate le ricette. Ovviamente cucinando solo per noi due ho dimezzato le dosi delle frittelle della madredilui e ho usato la zucca avanzata per le frittelle dolci. Le dosi ci sono, ma mai come in queste preparazioni sapersi regolare a occhio serve.
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Sarà un weekend molto goloso e per veri appassionati quello in arrivo: tra Torino e Firenze avrete l’imbarazzo della scelta, quindi sta a voi capire cosa più vi interessa.
Si inaugura oggi a Torino il Salone del Gusto che come ogni anno riunisce sotto al Lingotto appassionati e addetti ai lavori. Nella città del gianduiotto o, se preferite, nella città madre del paradiso enogastronomico per eccellenza, Eataly, quest’anno il tema principale è sintetizzato nello slogan “Cibo +/= territori”: si parlerà dei tanti volti della relazione tra ciò che mangiamo e i luoghi in cui il cibo viene prodotto. In contemporanea con il Salone, sempre a Torino, si terrà la quarta edizione dell’incontro mondiale della rete di Terra Madre. Il programma del Salone potrete trovarlo qui, mentre per gli incontri e in particolare per visualizzare il calendario dei Laboratori del Gusto (su prenotazione) cliccate qui.

A Firenze, sempre a partire da oggi, si svolge una manifestazione golosa quanto interessante: de Gustibooks, evento giunto alla sua quarta edizione, dove food writer e chef di diverse provenienze si incontreranno, sfideranno e presenteranno. Quest’anno la location è tutta nuova e nel cuore del capoluogo toscano: Largo Annigoni, a pochi passi dal mercato di Sant’Ambrogio. Scaricate qui il catalogo di De Gustibooks.
Tra le varie presentazioni letterarie e culinarie ci sarà anche quella della signorina Fiamma – ovvero io – con “Due cuori e un fornello”. Per la prima volta, dopo la canonica chiacchierata, verranno cucinate un paio di ricette tratte proprio dal mio libro (omonimo e ispirato a questo stesso blog). Si aggirerà tra i tendoni fiorentini anche il Convivente per cui se doveste incontrarlo mi raccomando non ditegli che sapete tutto delle sue manie per i toast o le patatine fritte in sacchetto: è un nostro segreto!
Ovviamente mi piacerebbe fare un giro anche a Torino, dove tra gli altri so che ci saranno i mitici mugnai del Mulino Marino, ma non riuscirò a fare tutto e per il Salone mi toccherà aspettere il 2011.
Vi auguro un buon weekend sperando di vedervi a Firenze proprio domenica mattina intorno alle 12.00.
Fatevi riconoscere!

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Da qualche settimana, non potendo mangiare troppe cose crude, ho cominciato a cucinare i finocchi alla maniera di una foodblogger (anche se prima di tutto un’amica) e sono rimasta sbalordita.
Mi piacciono molto i finocchi, anche crudi, mentre generalmente quando li cuocevo li amavo sempre un po’ meno perché lessandoli o cuocendoli al vapore perdevano il loro sapore fresco e soprattutto la croccantezza.
Ho provato così a cuocerli al forno come dice Sara e il mio rapporto con i finocchi cotti è diventato amore al primo assaggio.
La ricetta è davvero semplice: prendete un finocchio a persona (anche se io ne mangio due da sola) e tagliatelo con la mandolina a fettine molto fini, poi disponeteli in una pirofila in un solo strato e irrorate il tutto con olio extra vergine d’oliva (più o meno un cucchiaio per finocchio) e il succo di mezzo limone. Io non aggiungo nemmeno sale e pepe, lascio fare al gusto di chi li mangia. Infornateli a 180° C per 20 minuti, o finché iniziano a dorarsi. Servite caldi, tiepidi o freddi.
Casualmente pochi giorni fa un’altra foodblogger (amica anche lei) ha notato la stessa cosa, mentre  l’unico a non aver apprezzato il nuovo metodo di cottura è il Convivente. Mi verrebbe da aggiungere “ovviamente”, in realtà non lo fa apposta è solo che a lui piacciono altre cose.
Cosa? Beh, ieri sera se ne è uscito con l’idea che potremmo inventare una ricetta con i Fonzies: sì, proprio le patatine al formaggio. Poi ha sostenuto che nel soufflé al formaggio non ci va assolutamente la groviera: “Ti pare che se Julia Child avesse saputo dell’esistenza della fontina avrebbe continuato a usare la groviera?” – e ancora- “Pensa che bontà sarebbe un mix tra soufflé e foduta: un fondlé!”
Lo so, sembra fuori di testa, ma non lo è. Lui pensa di dare consigli, proprio come con i finocchi. Ed ecco la sua idea a proposito di finocchi cotti: dato che i classici finocchi gratinati con la besciamella come li faccio io (ovvero prima cotti al vapore, poi ricoperti di besciamella e parmigiano e, infine, infornati per mezz’ora) sono mosci, lui sostiene che sarebbe meglio prima friggerli (Sì, avete capito bene, FRIGGERLI!) e poi cospargerli di besciamella, magari con qualche Fonzies sopra per dare maggiore croccantezza al piatto.
Che mi tocca sentire, ma direi che ormai non lo cambio e mi tengo anche le sue idee assurde sul cibo.
E voi i finocchi come li fate?

(Foto di Sara Maternini)

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Qualche giorno fa davano in tv, sul satellite, “Julie and Julia” e credo che dopo questa terza visione (una al cinema, una in DVD e l’ultima in tv) possa tranquillamente considerarlo uno di quei film che, alla stregua di Dirty Dancing, Pretty Woman e Ghost, rivedrò ogni volta che decideranno di trasmetterlo.
Questa terza visione mi ha fatto venire in mente che non ho mai provato a fare il soufflé al formaggio, quella meraviglia gonfia e profumata che Julie tira fuori dal forno.
Il mio soufflé al cioccolato è stato un’arma perfetta per conquistare il Convivente, ora posso passare tranquillamente alpiano B: coccolarlo con un piatto salato e soffice come una nuvola.
Per farlo ho seguito la ricetta della stessa Julia Child (che ho tradotto per voi), ma ho messo l’impasto ottenuto in piccole cocottine monoporzione invece di correre il rischio di farlo in un’unica ciotola per poi vederlo sporfondare su sè stesso in un attimo. Il terrore di chiunque si appresti a preparare il souffle.
Vi ho trovato anche il video in cui Julia Child, la vera, spiega come farlo. A seguire la ricetta tradotta con ingredienti e metodo di preparazione.


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Ehi, ma ve li ho mai fatti li straccetti?
Sì, lo so, non avete mai cenato da me, ma a furia di scrivere ricette e leggere i vostri commenti mi sembra un po’ di avervi qui. E comunque la stessa domanda – “Te li ho mai fatti li straccetti?” – l’ho fatta qualche mese fa, dopo anni di convivenza, al Convivente stesso. Beh, lui ha risposto proprio come potreste rispondere voi: “No, cosa sono?”
Non vi sottovaluto, anzi sono certa che molte di voi sanno perfettamente di cosa sto parlando, ma essendo una specialità prettamente romana…
Ad ogni modo, gli straccetti di carne sono una delle preparazioni che preferisco: primo perché sono velocissimi da cuocere e secondo perché potete farli un po’ come vi pare.
La morte loro, come direbbero a Roma, è con rucola (anzi rughetta) e parmigiano, ma nessuno vi impedirà di prepararli con i funghi, i peperoni, un po’ di tartufo o più semplicemente con una spruzzata di aceto balsamico.

Ingredienti (per 4 persone): 700 grammi di straccetti (al supermercato scegliete le fettine sottilissime di vitello o carpaccio di manzo, mentre al macellaio potete chiaramente dire che avete intenzione di preparare degli straccetti e lui saprà, e se non sapesse cambiate macelleria), uno spicchio d’aglio, 300 grammi di rucola, 5 cucchiai di olio extra vergine d’oliva, 100 g di parmigiano ridotto in scaglie.
Preparazione: tagliare le fettine di manzo a strisce (se non l’aveste già fatto), versate l’olio in un ‘ampia padella e poi buttateci dentro lo spicchio d’aglio in camicia. Lasciate rosolare ben l’aglio e poi levatelo. Buttate in padella gli straccetti ben distribuiti in modo che non si accavallino e lasciate cuocere un paio di minuti. Salate, pepate e saltate velocemente la carne per farla cuocere su tutti i lati. Giusto 30 secondi ancora e poi – hop!- ricoprite gli straccetti con la rughetta e saltate bene per un altro paio di minuti affinché appassisca. Spegnete la fiamma, cospargete il tutto con le scaglie di parmigiano e servite immediatamente.

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Nella mia casa romana non c’è mai stata l’ora della merenda: sono figlia unica e mia madre non aveva bisogno di chiamare a raccolta i figli a metà pomeriggio per nutrirli quel che bastava affinché arrivassero sazi all’ora di cena. Ho sempre mangiato qualcosa, ma non ho ricordi chiarissimi.
C’erano le vecchie merendine (a proposito: lo sapete che la Mulino Bianco ha rimesso in produzione il Soldino e i Palicao?) oppure il classico pane e Nutella o, ancora, le crostate fatte in casa.
Crescendo poi è arrivato il Tea Time, addio merenda per bambini: tè caldo e biscotti per tutti, comprese le amiche che venivano a studiare e non vedevano l’ora che arrivassero le cinque per fare pausa.
Da quando per vedere i miei devo prendere un treno mi è capitato, più di una volta, di far coincidere il mio arrivo a Roma con l’ora della merenda e con mia grande sorpresa di trovare in tavola grandi novità. Mia madre, che non vede l’ora di riabbracciarmi e sa quanto sia golosa, sperimenta nuove ricette apposta per me e una delle ultime, tra le migliori fino ad oggi, è il budino di riso, trovato in chissà quale rivista.
È una sorta di crostata di riso della nonna senza crosta. Una delizia!

Ingredienti: 200 ml di latte, 300 ml di acqua, 1 pizzico di sale, 150 g di riso Carnaroli, 200 g di zucchero di canna , 3 uova, 400 g di ricotta.
Preparazione: portate ad ebollizione il latte con l’acqua e il sale, aggiungete poi il riso e cuocete fino a quando tutto il liquido non sarà stato assorbito. Spegnete, unite lo zucchero, mescolate bene e lasciate raffreddare. Aggiungete la ricotta e le uova leggermente sbattute. Versate ora il composto in uno stampo da plumcake imburrato e cuocete in forno per 40 minuti a 180°. Servite tiepido.

P.S. Io – ovviamente – aggiungerei agli ingredienti un cucchiaino di cannella.

(Foto di randomduck)

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È venerdì e sono pronta per un weekend casalingo tra profumi di zucche e peperoni al forno, mele cotte e crostate. No, non ho intenzione di imbottirmi con tutte queste cose, ma questi sono proprio i profumi che amerei sentire in cucina in questa stagione. Cominciamo con le mele.
Solo una settimana fa ho seguito l’intervista a Benedetta Parodi nel corso della prima puntata delle Invasioni Barbariche. Sono sincera: pur essendo un’amante della cucina e di tutto quello che ci ruota attorno non mi ero mai soffermata (più che altro per motivi di orario) a guardare il programma “Cotto e mangiato“, da cui è stato poi tratto il fortunatissimo libro omonimo, edito da Mondadori.
Sulla Parodi, sul suo modo di fare cucina in tv e anche sul suo successo letterario (più di 800 mila copie vendute, un vero e proprio record in questo campo, in Italia) ho letto diverse opinioni, tra le altre quella di Stefano Bonilli sul suo blog o di altri blogger (come qui e qui). Poi pochi giorni fa mi è capitato di trovare vecchie puntate di “Cotto e mangiato” sul satellite e così l’ho guardato. A lungo. E ho preso appunti.
A ognuno di voi può piacere o meno lo stile (tacco 12, trucco e parrucco perfetto dietro al bancone di una cucina casalinga), il tipo di ricette proposte e la protagonista stessa del programma, fatto sta che le ricette sono molto veloci.
Il successo di “Cotto e mangiato” (libro e programma) credo nasca proprio dalla semplicità e dalla rapidità con la quale si possono realizzare le ricette proposte.
Semplicità e velocità credo siano gli elementi chiave per fare apprezzare l’arte del cucinare anche a chi non vuole diventare un’artista, ma solo mangiare bene.

Poi si può fare tutto un discorso sulle materie prime e sugli ingredienti da usare, ma le cose si imparano col tempo e in cucina non sempre per appassionarsi si comincia dalle basi. C’è chi scopre la cucina solo dopo anni di surgelati o chi invece pur comprando solo cose di qualità non sa proprio cosa farsene.
Non voglio però annoiare chi qui viene solo per trovare nuovi spunti e lo spunto di oggi è più che altro un appunto veloce, preso guardando la Parodi in tv, per preparare una ricetta squisita: lo strudel di mele.
Esistono diverse ricette per questo dolce, ma c’è un modo (è quello che consiglia “Cotto e mangiato”) velocissimo per prepararlo senza doverlo comprare surgelato o dal pasticcere.
Non è la ricetta originale, che prevede la preparazione a mano della pasta e la presenza del pangrattato, ma una variante molto easy e utile che mi ha permesso nel giro di un’ora di ottenere un ottimo strudel e di poterlo offrire caldo, caldo questa mattina a colazione al Convivente (come vedete dalla foto è già finito!).

Strudel di mele velocissimo

Ingredienti: un rotolo di pasta sfoglia già pronta, tre mele, 100 g di uvette ammollate nel rum (o nel marsala diluito con dell’acqua), 50 g di pinoli, 4 cucchiai di marmellata (sarebbe meglio quella di albicocche, ma io ho usato quella di frutti di bosco perché non ne avevo altra), 6 cucchiai di zucchero, un uovo, un cucchiaino di cannella, zucchero a velo a piacere.
Preparazione: stendete la pasta sfoglia (se troppo spessa stendetela meglio con il matterello), all’interno del rettangolo stendete la marmellata lasciando una cornice vuota di circa un paio di centimetri su ogni lato, aggiungete le mele fatte a tocchetti, le uvette strizzate, i pinoli, e cospargete il tutto con lo zucchero e la cannella. Sbattete l’uovo e spennellate con esso la cornice di pasta lasciata libera. Con l’aiuto della carta forno sulla quale è adagiata la sfoglia richiudete prima un lato e poi l’altro dello strudel. Stringete bene i due lati corti e spennellate tutto lo strudel con l’uovo sbattuto. Cuocete in forno a 180° per 30 minuti.

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Le più attente di voi avranno notato nel banco frigo di alcuni supermercati, proprio accanto allo yogurt, delle confezioni di quello che potrebbe essere scambiato a prima vista per uno yogurt da bere, ma in realtà si tratta di lassi.
Il lassi è una bevanda di origine indiana molto fresca, dissetante, digestiva e saporita. Il gusto più comune è quello al mango, ma anche un semplice lassi preparato con yogurt bianco può regalarvi una pausa diversa.
Vi chiederete perché propongo robe dissetanti proprio ora che arriva l’inverno: prima di tutto perché – non so se la cosa accade da voi – non appena nel mio condominio partono i termosifoni sembra di stare ai Caraibi e poi perché le spezie vanno bene in ogni stagione.
Ed ecco dunque la ricetta di un altro cocktail analcolico, se così vogliamo chiamarlo, che si prepara in un attimo e con ingredienti che quasi tutte abbiamo sempre in casa.
Potrete prepararlo salato (vi assicuro che vi stupirà) o dolce che l’aggiunta di mango o altra frutta di stagione.

Lassi salato al cumino
Ingredienti per un paio di bicchieri: 250 g di yogurt bianco, 150 ml di acqua fredda, un cucchiaino di cumino (o se non amate il cumino potete sostituirlo con tre bacche di cardamomo), un pizzico di sale.
Preparazione: Per esaltare il sapore del cumino potete tostarlo velocemente in un pentolino. Prendete lo yogurt e l’acqua fredda di frigorifero e insieme al cumino e al sale frullatelo brevemente, magari aiutandovi con un frullatore a immersione. Servite immediatamente.

Lassi dolce con frutta
Ingredienti per un paio di bicchieri: 250 g di polpa di mango, 125 g di yogurt bianco, 1 cucchiaino di miele, 100 ml di acqua fredda.
Preparazione: frullate tutti gli ingredienti insieme fino a che il composto non risulta cremoso e servite subito.

(Foto di House Of Sims)

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