Questa sera avrò un po’ di amici a casa, come vuole la tradizione ormai da qualche anno. Credo da quando abito con il Convivente!
E voi che fate: feste organizzate, ristorante o cena a casa di amici?
Ovunque voi siate sono certa che a fine serata tufferete la faccia in una fetta di pandoro, magari pucciata (ovvero intinta) nella crema al mascarpone. Io non vedo l’ora, sono giorni che resisto, non ho ancora toccato un pandoro e sto morendo di voglia. Il problema è che mi è arrivato il mitico SMS minatorio di un mio caro amico, tra gli invitati di questa sera, che recitava così: ho 12 uova e un chilo e mezzo di mascarpone, sei pronta?
Ecco, quest’anno la solita, squisita, crema al mascarpone (praticamente quella che si usa per il tiramisù) io non la potrò mangiare perché fatta con le uova crude.
La soluzione? O preparo un altro dolce (vedi il tronchetto che vi ho proposto ieri) oppure mi faccio una crema equivalente, ma cotta: vedi alla voce ZABAIONE!
Lo zabaione è una crema morbida, fatta con uova, zucchero e marsala o vino, che si cuoce a bagnomaria.
Come? Ecco a voi gli ingredienti e la preparazione per una bella ciotola di zabaione: 8 uova,  160 g di zucchero e otto mezzi gusci di Marsala o vino dolce a vostro piacimento. Prendete i tuorli e metteteli con lo zucchero in un pentolino, che dovrete poi riporre a bagnomaria e sbattete con una frusta fino a ottenere una crema gonfia e spumosa (praticamente l’uovo sbattuto che vi facevano da piccole. Non ve l’hanno mai fatto? Che infanzia triste!). Unite poco a poco il Marsala o il vino che avrete scelto e fatelo assorbire bene dalle uova. Quando il tutto sarà ben amalgamato ponete la pentola all’interno di un’altra nella quale avrete già messo a scaldare l’acqua per il bagnomaria (l’acqua però NON dovrà mai bollire) e  mescolate la crema per circa 15 minuti o fino a quando non comincia ad addensarsi bene.
A questa crema, una volta tiepida o fredda, si può aggiungere del mascarpone e della panna e godersi la crema soffice con il pandoro come gli altri, ma senza alcun rischio. Se poi vi piacesse lo zabaione così com’è vi basterà avere a portata di mano degli ottimi biscotti o una torta sbrisolona per poi“pucciarli” nello zabaione caldo.
Buon anno!

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Domani è Capodanno e io ho, come minimo, otto persone a cena. Di idee per il menù qui ne trovate quante ne vorrete, io ci sto pensando.
Di certo non mancherà un dolce, possibilmente natalizio. L’anno scorso ho fatto il croquembouche e a Natale, quest’anno, il profitterol. In cosa posso cimentarmi quest’anno se non in un classicissimo tronchetto natalizio o Bûche de Noël? Intanto oggi preparo la pasta biscotto per la base e decido con cosa farcirlo e ricoprirlo. Poi basterà un’oretta in frigo e il gioco, spero, sia fatto. Proviamo?

Ingredienti per la pasta biscotto: 4 uova, 100 g di farina, ½ bustina di vanillina, 100 g di zucchero, 30 g di burro.
Preparazione: accendete il forno a 220°. In una ciotola unite 4 tuorli con 100 g di zucchero e fate montare nella planetaria o con un frullino fino ad ottenere un impasto molto cremoso e spumoso. Unite, mescolando bene, 100 g di farina setacciata con ½ bustina di vanillina e poi aggiungete il burro fuso. A parte montate gli albumi a neve ferma e successivamente aggiungeteli alla crema già montata, incorporando il composto delicatamente, mescolando sempre dall’alto verso il basso.
Foderate la teglia con la carta da forno e imburratela. Stendete il composto nella teglia, livellandolo a un’altezza di circa 1 cm e infornate per circa 6-7 minuti. Con l’aiuto di un altro foglio di carta forno e un canovaccio inumidito coprite la pasta biscotto cotta e rovesciatela sopra di esso, in modo che la parte attaccata alla carta rimanga rivolta verso di voi. Una volta ribaltato staccate la carta forno con delicatezza e poi arrotolatelo su sé stesso e lasciatelo raffreddare.
Quando avrete preparato la farcitura srotolate l’impasto e farcitelo.
Per la farcia potrete usare a vostro piacimento panna fresca montata, crema pasticcera, Nutella o crema chantily.
Per la copertura, invece, potrete usare della panna montata con un paio di cucchiai di cacao o, per renderlo golosissimo, del mascarpone mischiato con la Nutella. Rigate bene la superficie e create il tronchetto perfetto.
Io ci provo. Speriamo di non fare brutta figura!

(Foto di nerdcoregirl)

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Questa sera, per la Vigilia di Natale, servirò del risotto. Non un risotto qualsiasi, ma un risotto rosso e bianco, molto natalizio: il rosso è dato dalla purea di barbabietole, mentre il bianco latte dalla fondutina di Castelmagno con cui lo condirò.
Premessa: non conoscevo il Castelmagno, un formaggio semigrasso a pasta semidura erborinata che viene prodotto con latte intero vaccino ottenuto da bestiame di razza piemontese alimentato a foraggio fresco o fieno proveniente da prati misti o pascoli.
La prima volta che l’ho assaggiato è stato a Firenze, al ristorante Targa, affacciato lungo l’Arno, che propone questo formaggio come antipasto servendolo fuso in cocottine monoporzione. Una vera delizia.
Il Castelmagno non è difficilissimo da trovare, ma sicuramente non è un formaggio economico. Diciamo che a Natale si può fare uno strappo alla regola trattandosi davvero bene.
La ricetta di questo risotto l’ho scoperta una mattina in tv, una di quelle mattine in cui la stanchezza (grazie a Coso) mi ha assalito in maniera così prorompente da costringermi sul divano e così sono capitata giusta, giusta, all’ora della Prova del Cuoco. Non guardo spesso la Clerici, ma proprio quella mattina ha attirato la mia attenzione Matteo Fronduti, chef milanese del ristorante Manna e la ricetta che ha presentato per essere scelto tra i cuochi partecipanti, proprio questo risotto alla barbabietola e Castelmagno cotto in modo diverso dal solito risotto, senza soffritto e senza brodo.
Io vi lascio gli ingredienti e la preparazione, ma tenete conto che ho usato barbietole precotte e che le mie dosi sono per otto persone, quanti saremo a tavola questa sera. Se volete vedere con i vostri occhi come procedere qui trovate il video.
Tanti, tanti auguri (anche dal Convivente)!

Ingredienti – Per il riso: 560g di riso Carnaroli, 240g di burro fresco,  120g di parmigiano grattugiato, 30g di sale fino, 1,6 l di acqua a bollore. Per la purea di barbabietola: 1 kg di barbabietola precotta. Per la fondutina al Castelmagno: 400 ml di latte fresco, 240g di Castelmagno grattugiato, 30g di amido di mais.
Procedimento – Porre il riso con il sale in una casseruola sul fuoco, tostatelo fino a quando i chicchi non saranno ben caldi poi bagnatelo con l’acqua bollente fino a coprirlo. Continuate la cottura aggiungendo acqua calda alla bisogna, mantenendo il riso al dente. Preparate la purea di barbabietola affettandola e poi frullandola bene nel robot da cucina.
A parte preparate la fondutina portando a bollore il latte in una casseruola. Sciogliete l’amido di mais in pochissima acqua fredda e unitelo al latte,  mescolando con attenzione. Lasciate cuocere alcuni istanti e, fuori dal fuoco, unite il Castelmagno grattugiato. Se volete passate il tutto al colino per rendere la crema ancora più omogenea.
Mantecato infine il riso con il burro, il parmigiano e la barbabietola. Se serve ammorbiditelo con un po’ d’acqua calda.
Servite nei piatti e guarnite con la fondutina.

(Foto di craigCloutier e tratta da tigulliovino.it)

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Attenzione: questo post non è dedicato a tutti, ma solo agli amanti della cannella e quindi, caro Convivente, questo post non è per te.
Premessa. Ahimè, il Convivente non è l’unico a non amare la cannella, ma gli esemplari di non amanti delle spezie sono tanti e generalmente li potete individuare nei grandi magazzini, vicino al reparto “profumi per la casa”: è questo il luogo migliore per studiare il famoso caso della reazione alle spezie (non cercatelo in giro, non esistono ancora dei veri e propri studi). La situazione che si presenta davanti agli occhi di un attento osservatore è la seguente: coppia intorno ai trenta, insieme da qualche mese, lei odora qualunque tipo di campione con la faccia estasiata, lui è sull’orlo di una crisi di nervi con la faccia schifata e un principio di mal di testa che gli si legge in fronte; di solito la causa del suo malessere è la cannella, ma diciamo che anche il patchouli, il muschio bianco e bois de cedre potrebbero dare effetti indesiderati. Le spezie possono dare alla testa, nel bene o nel male. Di solito a lei danno euforia, mentre a lui parte automaticamente un senso di nausea. Quando si tratta di mangiare qualcosa di speziato non è proprio la stessa cosa, perché l’odore è meno concentrato e potente di quello di un olio per la lampada berger, ma è pur sempre un profumo che può dare effetti diversi.
Ma passiamo alla cannella, al suo magico profumo natalizio e ai suoi mille usi in questo periodo.
La cannella ha molti amanti, intesi come abbinamenti. È una spezie dai mille usi, sia con i piatti dolci che con quelli salati, ma più sarà semplice l’abbinamento e più ne verrà esaltato il sapore.
La mia ricetta preferita, se così si può chiamare, sono le arance condite con la cannella e lo zucchero. Una delizia fresca, profumata e digestiva: ottima per la merenda e ideale per il dopocena della Vigilia. Lo so, è un po’ poco come consiglio.
Facciamo così: se voleste strafare potete sempre preparare delle cupcakes all’arancia con glassa morbida alla cannella.

Ingredienti: 125 g di farina, 125 g di burro, 125 di zucchero semolato, 2 uova, 50 ml di latte, ½ cucchiaino di lievito per dolci, ½ cucchiaino di bicarbonato, 1 cucchiaino di essenza di vaniglia, la scorza grattugiata di un’arancia e il succo di mezza arancia, ½ cucchiaino di sale. Per la glassa alla cannella: 100 g di burro, 200 di zucchero a velo, 3 cucchiai di latte, 1 cucchiaino di cannella.
Preparazione: sbattete il burro con lo zucchero fino a ottenere una crema, aggiungete poi gli altri ingredienti liquidi: le uova, il latte e l’estratto di vaniglia. A parte mischiate gli ingredienti secchi: la farina setacciata con il lievito, il bicarbonato e il sale. Unite i due composti e mischiateli velocemente. Versate il composto nei pirottini (riempiendoli fino a tre quarti) e fate cuocere in forno a 200° per 20 minuti circa.
Per la glassa: sbattete il burro fino a renderlo morbidissimo, unito lo zucchero, il latte e la cannella. Versate il tutto in una tasca da pasticcere e decorate le cupcakes.

(Foto di shimelle e FotoosVanRobin)

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In questo periodo giro molto sui vari foodblog italiani e stranieri per scoprire quali siano le ricette natalizie che vanno per la maggiore. Tra i blogger italiani la vera mania degli ultimi post sono i biscotti di vetro, come quelli nelle foto che trovate qui sotto.
Sinceramente prima di vederli e di farli non ero a conoscenza dell’esistenza di questi magici biscotti, capaci di far passare la luce attraverso il cristallo colorato che racchiudono e capaci, più di qualsiasi omino di pan pepato, di trasformare il vostro albero in un miraggio di luci colorate delicatissime.
Già dall’anno scorso mi ero imbattuta in questa anomala ricetta, ma non avevo avuto il coraggio di leggerla pensando si trattasse di una tecnica di altissima pasticceria. Mi sbagliavo, sono semplici biscotti trasformati da un ingrediente segreto: le caramelle dure.
La ricetta è semplicissima: preparate la pasta frolla o compratela già fatta (soprattutto se il vostro obiettivo non è mangiarli ma solo appenderli all’albero come ho fatto io) e poi ritagliate i vostri biscotti. Fate dei biscotti grandi dato che poi dovrete incidere l’interno.
Il passaggio finale prevede che posiate le vostre forme sulla carta forno, nella teglia, e al loro interno mettiate dei mucchietti di caramelle sbriciolate (io ho comprato delle semplici caramelline allo zucchero colorate). Infornate il tutto per circa 15 minuti a 180° e la magia diverrà realtà. Lasciate raffreddare bene i biscotti prima di staccarli.
Vi lascio con le foto dei biscotti di vetro realizzati da alcuni foodblogger italiani e approfittandone per fare gli auguri a chi, come me, si diverte a condividere la propria passione culinaria attraverso un blog.

(Foto di Lauren Manning e foto biscotti tratte da: meringhe alla panna, la patata in giacchetta, kitchenqb, muffin cookies e altri pasticci, i dolci di Laura)

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Anche le verdure nel loro piccolo si stufano (anche questo potrebbe essere un titolo adatto per questo post). È così: non proprio come gli umani, ma anche le verdure possono stufarsi e, a differenza di noi uomini, le verdure stufate non sono noiose e antipatiche. Il Convivente forse non la penserebbe proprio come me, ma lui e le verdure non si possono proprio vedere. Per chi invece con le verdure  avesse un buon rapporto consiglio, di tanto in tanto, di stufarle. Non prendetemi alla lettera: non dico di mettervi lì a punzecchiarle, a dirgli cose antipatiche o semplicemente a guardarle con sufficienza dicendogli “Cuociti da sola, se sei capace!“.
Prendete le vostre verdure e cuocetele, con un goccio d’acqua e un filo d’olio, un bel coperchio e un pizzico di sale. Questa è la regola base per stufare qualsiasi tipo di verdura; in questo modo non le friggerete, ma non le lesserete nemmeno e rimarranno più croccantine e fragranti.
Se c’è un popolo che sa come annoiare – ehm, pardon- stufare le verdure è quello asiatico. Avete mai mangiato le verdure stufate e saltate al ristorante cinese? Beh, io sono completamente drogata di quei sapori che solo la cucina orientale sa sprigionare e ho più volte provato a riprodurre a casa quel tipo di cottura e sapore, ma con risultati piuttosto deludenti. Poi ho trovato un libro che faceva al caso mio e che mi ha permesso di ottenere le perfette verdure stufate, con quel zic di sapore orientale che tanto mi piace.
Il libro fa parte della collana “Il mi corso di cucina” e si chiama “Le basi della cucina asiatica” (edito da Guido Tommasi, 25,00).
La ricetta perfetta delle verdure stufate prevede che abbiate qualche ingrediente base della cucina orientale che ormai si trovano facilmente in qualunque supermercato nei negozi specifici di prodotti orientali.
A Milano potete trovarli da Kathay, il supermercato asiatico di Via Rosmini 11 dal quale si servono anche i ristoratori milanesi e cinesi, mentre a Roma vi basterà andare in un qualsiasi negozio della catena Castroni. Per le altre città non saprei dirvi ma, a tal proposito, vi chiedo un favore: se abitate in una città che non sia Roma o Milano e voleste suggerire a chi passa di qui qualche negozio di prodotti stranieri lasciate la vostra indicazione nei commenti e farete tutti felici.

Ed ecco la ricetta…

Verdure saltate nel wok

Ingredienti: 1 cucchiaio di olio vegetale, un pezzetto di zenzero fresco da grattugiare, 1 bicchiere d’acqua (questo l’ho aggiunto io per evitare di soffriggere le verdure) 1 cipolla, 2 spicchi d’aglio, 600 g di verdura a piacere (bieta, pannocchiette, broccoli, asparagi, carote, zucchine) 300 g di cavolo cinese, 3 cucchiai di vino di riso, 1 cucchiaio di salsa di soia, 1 cucchiaio di fecola di mais.
Preparazione: Scaldate nella wok l’olio vegetale e l’acqua, buttatevi dentro la cipolla finemente affettata, lo zenzero grattugiato e i due spicchi d’aglio, unite poi tutte le verdure e a fuoco medio alto lasciatele appassire bene. Sciogliete la fecola con il vino di riso e la salsa di soia. Versate la salsa così ottenuta sulle verdure cotte e lasciate addensare il tutto. Servite caldo.

(foto di Masahiro Ihara e avlxyz)

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Avete già fatto l’albero? Beate voi! Vorrei tanto che la mia casa fosse già tutta bella addobbata per le feste, ma ho gli imbianchini all’opera per dare una rinfrescata e una nuova stanza a Coso.
In attesa di portare in casa il mio albero, rigorosamente finto, sto pensando a come addobbarlo. L’anno scorso avevo provato, per la prima volta, a fare i biscotti decorati, ma erano biscotti semplici, in pasta frolla.
Quest’anno ho deciso di migliorarmi e seguire la tradizione preparando tanti biscotti speziati. In un attimo la casa profuma di Natale, zenzero e cannella per la mia gioia e un po’ meno per quella del mio uomo anticannela, il Convivente.

Biscotti al Pan di zenzero

Ingredienti (per quasi 30 biscotti): 600 g di farina, 1 cucchiaino di bicarbonato, 1 uovo, 250 g di burro, 2 cucchiaini di cannella in polvere, 2 cucchiaini di zenzero in polvere, 6 chiodi di garofano (la polverina che esce dalla testa di ogni chiodo),  220 gr di miele, 150 di zucchero di canna.
Preparazione: in una ciotola o nel contenitore della planetaria versate il burro e lo zucchero di canna, lavorandoli bene insieme, aggiungete poi la farina, le spezie e il bicarbonato e ancora il miele e l’uovo. Una volta amalgamati i vari ingredienti otterrete un composto morbido e omogeneo con il quale formare una palla di pan di zenzero da avvolgere nella pellicola. Lasciate riposare la pasta in frigo per almeno un’ora, riprendetela e stendetela con un matterello ottenendo una sfoglia dello spessore di 5 mm al massimo. Con le formine che preferite ritagliate i vostri biscotti e poneteli su una teglia coperta con la carta da forno e infornate a 180° per circa 10-12 minuti.

Questa è la preparazione base poi sta a voi decidere se fare dei semplici biscotti decorati, delle casine di pan di zenzero o, infine, mangiarli perché sono ottimi!

(Foto di clspeace e della Signorina Fiamma)

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Ancora regali, ebbene sì.
Come ho detto non credo che quest’anno ne farò molti, ma quei pochi che comprerò vorrei fossero particolari. Si tratta sempre di “roba da cucina”, ovviamente.
Per tornare tutti un po’ bambini non credo ci sia niente di meglio delle costruzioni, quelle con i mattoncini. Un tempo avevo secchi pieni di mattoni e una volta realizzate le costruzioni consigliate sulla scatola, mi divertivo a farne di mie.
È un po’ quello che potreste fare con una di queste cose che ho trovato in giro: saliere, posate, decorazioni o stampi per torte. Sbizzarritevi!

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Avete già cominciato a comprare i regali di Natale? Vi dirò, io non ho molta voglia di imbarcarmi nella ricerca di pensierini inutili che andranno a riempire scaffali e a impolverarsi per tutto l’anno. Che dite se quest’anno facessimo solo regali utili e, magari, già che ci siamo golosi.
Un’idea molto carina, più conosciuta e praticata negli Stati Uniti o in Inghilterra, sono i Jar Mixes, ovvero dei preparati per ricette in barattolo. Sono carini da regalare, belli da vedere e molto originali.
Tutto quello che dovrete fare sarà comprare dei bei barattoli o bottiglie di vetro, tipo quelle vecchie del latte e gli ingredienti per le vostre ricette. Comprate poi delle etichette adesive e qualche bel nastro colorato per confezionare il vostro Jar Mix.
Vi consiglio qualche ricetta trovata qua e là (tra FoodNetwork e AllFreeCrafts c’è l’imbarazzo della scelta). Ricordatevi solo di fare degli strati colorati, un po’ come le bottigline souvenir di sabbia colorata. E ora le ricette.

Foodnetwork poi ci regala diverse ricette e se volete potrete scaricare le etichette dal sito (sono in inglese)

Zuppa di lenticchie
Jar Mix (barattolo da circa 75 ml): due foglie di alloro, un peperoncino secco, 2 cucchiaini di curcuma e un cucchiaino e mezzo di curry in polvere chiusi in un sacchettino, 5 pomodori secchi (senz’olio),  100 g di lenticchie rosse, 100 g di lenticchie gialle, 100 g di lenticchie rosse, 100 g di lenticchie gialle.

Per l’etichetta
Ingredienti da aggiungere: 30 g di burro, 4 spicchi d’aglio, 1 cipolla rossa, 2 litri di acqua o brodo vegetale, sale q.b.
Preparazione: scalda il burro in una casseruola a fuoco medio. Aggiungi 4 spicchi d’aglio schiacciati e una cipolla rossa tritata. Fai appassire il tutto per circa 6 minuti. Aggiungi il sacchetto di curry, le foglie di alloro e il peperoncino contenuto del barattolo e cuoci per 3 minuti. Aggiungi il resto del mix e l’acqua o brodo. Fai cuocere per circa un’ora o fino a quando le lenticchie si saranno ammorbidite. Aggiusta di sale a piacere.
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Siete amanti del cioccolato? E delle crostate? E della frutta?
Beh, direi che la crostata al cioccolato e pere che vi propongo oggi è il connubio perfetto per unire questi piaceri. Tanto per cominciare devo ammettere che vivere a Milano mi ha permesso di scoprire sapori che prima non conoscevo, o che quantomeno non ero abituata a unire. Le pere con il cioccolato, a Roma, non le avevo mai mangiate: forse perché è meno freddo e questa torta rimanda a un’idea di calorico che riscalda il cuore nelle giornate fredde e nevose che si susseguono in questo periodo al Nord.
In passato avevo già realizzato una torta pere e cioccolato, più classica, tipo torta di mele, con un retrogusto molto piacevole di zenzero, ma questa volta mi sono sbizzarrita in una crostata. Lo so, alcuni di voi diranno che le foto non rendono, ma ribadisco: questo non è un blog di fotografia, io non sono una fotografa, io cucino e scrivo. E vi assicuro che le ultime due cose, soprattutto la prima, mi vengono piuttosto bene!
Ma passiamo al dolce.
L’occasione per realizzarla è stato un invito a casa di amici: quando si vuol fare una torta e non ingrassare la cosa migliore è portarla a qualcuno. Tu ne mangi una fetta, massimo due, e per il resto sono fatti di chi ti ha invitato. Nessuno rimorso, nessun senso di colpa, nessuna torta da smaltire ancora l’indomani a colazione e bella figura assicurata.
Inoltre, come è accaduto qualche mese fa in occasione della Pasqua, la Caffarel mi aveva appena recapitato (a me e ad altre foodblogger) un pacco ricco di cioccolata e decorazioni natalizie “cioccolatose“: la prima mi è servita per la torta, mentre con le seconde addobberò il mio albero.

Crostata pere e cioccolato

Ingredienti:
- Per la frolla al cioccolato: 200 g di farina, 125 g di burro, 50 g di farina di mandorle, un uovo, un cucchiaio di cacao amaro e un cucchiaio di zucchero.
- Per la crema al cioccolato, con le pere: 200 ml di panna fresca, 120 g di cioccolato fondente (metà al 57% e metà al 70%), 2 tuorli, 30 g di burro, 70 g di zucchero, 3 pere, 100 g di zucchero, una stecca di cannella, un litro di acqua.
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