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Pollo croccante ai cerali

Categorie: Ricette semplici

Il pollo, oltre ad essere una delle carni più economiche, ha anche la qualità di poter essere preparato in mille modi. Se il classico pollo intero, cotto al forno, è forse il più godurioso, con la sua pelle croccante e quel suo gusto morbido, il petto di pollo non è certo un’alternativa di livello inferiore, anzi.
Facile da preparare, veloce da cuocere e molto, ma molto versatile.
Non voglio fare un’ode al pollo, ma devo dire che quando una cerca di stare un po’ a dieta il pollo se lo deve fare amico. Se poi riuscissimo a renderlo molto gustoso anche privato della sua pelle unta ben venga, no?
Ed ecco dunque una ricetta che ho testato l’altra sera e che sembra aver gradito molto anche il Convivente. Vi basterà poi aggiungere un contorno a vostro gradimento e la cena è pronta, senza troppi sforzi e pentole da lavare.
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Il Convivente ed io andiamo d’accordo su molte cose in cucina, una su tutte l’aglio.
Se per alcuni ingredienti proprio non riusciamo a venirci incontro (ad esempio la cannella), l’aglio è una di quelle cose che ci piace davvero tanto, in tutti i modi e… in tutte le salse.
Ed è proprio di una salsa a base di aglio che vi voglio parlare.
Si chiama Salsa Aïoli ed è un condimento che arriva dalla Spagna, ma quasi tutto il Mediterraneo ne va matta.
È una maionese con aggiunta di aglio e per prepararla ci sono due modi: il primo è semplicissimo, ma non originale, mentre il secondo è leggermente più elaborato, ma eccezionale.
Partiamo dal secondo.
Ingredienti: 4 spicchi d’aglio privati dell’anima, 1 tuorlo d’uovo, 250 ml d’olio extravergine d’oliva, il succo di un limone, sale q.b.
Preparazioni: private tutti gli spicchi dell’anima e buttateli in un frullatore con un pizzico di sale. Aggiungete il tuorlo e, azionando il frullatore, cominciate ad aggiungere l’olio a filo. A metà del procedimento aggiungete il succo di limone e poi continuate con l’olio fino a quando la salsa non sarà bella montata.

Ricetta speedy
Siete di corsa, vorreste aggiungere l’aioli alle vostre salsine da accompagnamento per tacos, verdure crude e pane abbrustolito? Prendete la vostra maionese in barattolo e aggiungete un paio di spicchi d’aglio, sempre privati dell’anima, pestati precedentemente in un mortaio fino a ridurli in pasta.

(Foto di kthread)

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Siete mai state a uno showcooking? È uno di quegli eventi che si svolgono solitamente all’interno del programma di grosse fiere ed eventi dedicati alla gastronomia che vedono sul palco un presentatore/intervistatore e uno chef. A me è capitato spesso di vederne e da più di un anno di partecipare in prima persona ad alcuni.
Qualche giorno fa a Milano si è svolto TuttoFood, la fiera dell’alimentare per eccellenza, e in programma erano previsti anche alcuni showcooking dal titolo “Cucina a 4 mani – Per innovare la ristorazione esaltando la tradizione“, che riunivano sul palco foodblogger e grandi chef, il tutto organizzato dalla Fipe.
Tra i vari chef che si sono esibiti e hanno risposto alle domande c’era un grande chef, anzi – diciamo meglio – un grande chef stellato e milanese, ovvero Claudio Sadler. E tra le varie foodblogger l’onore di parlare e veder all’opera dal vivo Sadler (e non solo, poi capirete il perché) l’ho avuto io, la vostra signorina Fiamma.
Del mio debole per gli chef già ho parlato diverse volte, ma di certo finché non li conosco non posso dire davvero la mia su ognuno di loro.
Claudio Sadler è un uomo serio, a prima vista: lo sguardo incorniciato da un paio di occhialetti ovali, passo svelto e stretta di mano decisa, testa lucida e casacca da chef inamidata. All’inizio ho pensato “Mmmh, mi sa che con “questo” mica ci vado d’accordo“, ma come siamo saliti sul palco e soprattutto come ha cominciato a raccontare e a preparare la sua “Calamarata  farcita di carciofi alla maggiorana con spezzatino di astice, pesto leggero” (ricetta che potete seguire step by step nella fotogallery realizzata da Ci_Polla) mi sono sciolta. E anche lui mi è subito sembrato a suo agio. L’unico che non era a proprio agio sul palco forse era l’astice, anche lui presente dal vivo. Per poco.
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Qualche giorno fa cercavo una ricetta dolce per consumare tutto il cioccolato delle uova di Pasqua avanzato in una sola volta. Guardando tra i miei blog preferiti mi è cascato l’occhio su una torta che aveva postato Labna. Il blog Labna è di due ragazzi bravissimi che conosco, Jasmine e Manuel, e propongono sempre ricette carine e molto spesso di tradizione ebraica.
La torta che ho rifatto sembra sia perfetta per la Pesach, o Pasqua ebraica, ma è anche perfetta per i celiaci dato che è completamente senza farina. In molti mi avete chiesto ricette senza glutine, ma diciamo che non sono la mia specialità, ad ogni modo quando le trovo ve le segnalo con piacere. Questa è una di quelle.
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Esistono ricette per eccesso e ricette per difetto: le prime sono quelle che prepariamo aggiungendo diverse cose rispetto alla ricetta originale, le seconde invece sono più semplici (solitamente) e non sono altro che ricette classiche con qualche ingrediente in meno.
Prendete ad esempio il francesissimo Coq au vin, quasi una versione “al pollo” del brasato di manzo: pollo, vino, ma anche funghi, lardo o pancetta e poi odori e burro. Tanto burro. È pur sempre una ricetta francese, tra le più amate da Julia Child.
Questo “coq”, che poi galletto non è, ma un bel pollo ruspante non lo faremo oggi, ma un’altra volta. La ricetta che vi propongo è un po’ più semplice, la sua versione per difetto appunto, da mangiare tutti i giorni. Un pollo al vino senza lardo, pancetta e funghi, ma solo con cipollotti freschi e un bicchiere di vino rosso. Quel che avanza di vino portatelo in tavola e buon appetito.

Ingredienti (per 4 persone): 1,2 kg di pollo a pezzi (cosce e sovracosce), tre cucchiai di trito misto (sedano, carote e cipolla), 6 teste di cipollotto fresco oppure 500 g di cipolline bianche, 1 spicchio d’aglio, 1 mazzetto aromatico con rosmarino, alloro e salvia, 300 ml di vino rosso, 4 cucchiai di olio, 30 g di burro, sale e pepe.
Preparazione: fate scottare in una padella con il burro già caldo il vostro pollo da entrambi i lati e poi levatelo dal fuoco. Versate in padella il trito misto, l’aglio e i cipollotti e fate rosolare a fuoco medio per cinque minuti. Rimettete il pollo nella padella e bagnate il tutto con il vino, aggiungete il mazzetto aromatico, insaporite con sale e pepe e fate cuocere per circa mezz’ora con il coperchio a fuoco medio. A fine cottura aprite il coperchio e se serve lasciate restringere ancora il sughetto.

(Foto di Will Clayton)

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Che ne dite se oggi facciamo merenda con il budino?
No, non quelli confezionati, prepariamolo.
Ovvio che mi auguro stiate leggendo questo post di mattina e non all’ora della merenda dato che per poter preparare un buon budino non ci vuole molto, ma il tempo di attesa in frigo è d’obbligo (almeno quattro ore).
I miei budini però saranno un po’ diversi dal solito e non mi riferisco al gusto, ma alla forma dato che una mia cara amica ha deciso di fare una bomboniera sui generis regalando a tutti dei buddini.
I buddini non sono dei semplici stampini da budino, ma un vero e proprio oggetto di design creato dalla Nobody&Co., famosi anche per la Bibliochaise (una delle mie poltrone preferite e che prima o poi avrò. Vero, Amore?). E i buddini non sono solo buffi, ma funzionano davvero.
Si possono usare per varie preparazioni, oltre che per il classico bud(d)ino, l’importante è che non li mettiate in forno. Per riempirli inseriteli capovolti in un bicchiere e il gioco è fatto.
La ricetta che vi propongo è quella del budino al cioccolato bianco, ma voi potete farli davvero in ogni modo (basterà cambiare cioccolato) e in ogni forma: personalmente adoro quelli un po’ lavorati, magari in rame, che donano al budino un non so ché di antico.
Buon divertimento.


Budini per 4 persone: 100 g di burro, 50 g di farina, 1/2 litro di latte, 100 g di zucchero, 150 g di cioccolato bianco.
Preparazione: versate in un pentolino il latte e fatelo scaldare. Grattugiate il cioccolato e mettetelo in un altro pentolino con il burro a tocchetti e lo zucchero e fatelo sciogliere a bagnomaria. Una volta sciolto unitevi la farina e mischiate bene per evitare che si formino dei grumi. Trasferite il tutto in una ciotola e versatevi sopra il latte caldo, mischiate bene e poi riversate tutto nel pentolino facendo cuocere a fuoco basso fino a quando si sarà addensato. Lasciate sobbollire per 5 minuti e poi versate il composto nei budini che avrete bagnato velocemente con l’acqua. Lasciate intiepidire, poi metteteli in frigo per almeno quattro ore prima di servire.

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Vi ho già detto che anche quest’anno sono riuscita ad avere proprio un bel balcone. Come è ormai noto sono tutt’altro che una con il pollice verde. Mi definirei una giardiniera stagionale, nel senso che appena arriva la primavera vado dal vivaio e mi ricompro tutte le piantine profumate e i gerani nuovi per colorare il mio terrazzo. Poi a Natale, al massimo, butto via tutto. È tutto morto.
Le uniche piante che si sono salvate nel corso dell’inverno sono state l’arancio nano e il limone, non chiedetemi come, so solo che stanno facendo degli splendidi fiori… Per i frutti ci spero poco, ma vi terrò aggiornate.
L’altro giorno mentre chiacchieravo in terrazzo con il Convivente abbiamo notato la meraviglia e il profumo del basilico che avevo comprato da circa un mese: dieci minuscole piantine di pesto genovese erano letteralmente esplose con il primo caldo e ora chiedevano solo di essere trasformate in pesto. Così è stato: basilico fresco (non al mortaio, ma nel frullatore), pinoli e un po’ (un po’ tanto) di buon olio e il sugo è pronto.
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Cake Design Italian Festival

Categorie: Eventi culinari

Ma voi la sapreste fare una torta come quella nella foto? Ah, perché per chi non lo avesse capito trattasi di glassa e non di pongo.
Come facciano io proprio non lo so e soprattutto quanta pazienza ci vuole per preparare una torta simile?
Cake designer, così si definiscono i pasticceri che realizzano questi splendidi dolci, vere e proprie opere d’arte.
Ma saranno anche buone? Per scoprire tutto, da come prepararle a come siano realmente il loro gusto, c’è un solo modo: andare il 14 e 15 maggio al primo Cake Design Italian Festival che si terrà all’interno del Westin Palace Hotel di Milano, in occasione della Milano Food Week.
I dolci sono la mia passione, ma devo dire che non mi sono mai azzardata in torte così complicate. Bisognerebbe fare un corso, forse.

Le organizzatrici del festival sono Federica e Adriana di SiLoVoglio sono diversi mesi girano l’Italia arruolando i migliori cake designer italiani per organizzare splendidi corsi in tutta Italia, corsi che in parte si ripeteranno nella due giorni milanese e ai quali potete ancora iscrivervi. In tutto ciò io che c’entro? La vostra Signorina Fiamma sarà una delle madrine dell’evento quindi mi troverete a girare tra stand e workshop perché muoio dalla curiosità di capirne un po’ di più di questo mondo di torte colorate come una casa delle Barbie e golose come un macaron.
Vi aspetto!

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Ricordatevi sempre: prima di voi ci sono state altre donne (al 99%) e prima di loro c’era sua madre.
È una regola fondamentale da ficcarsi bene in testa prima di andare a vivere con un qualsiasi maschio. E ricordate che i gusti si formano da piccoli quindi conoscere sin da subito le abitudini culinarie del vostro compagno è una delle prime cose che dovrete fare, o quantomeno cercate di farvi un’idea nel corso dei primi mesi: per organizzarvi al meglio, mangiare bene entrambi, ma soprattutto perché, per quanto voi siate brave in cucina, quello che gli preparava sua madre avrà sempre un posto speciale nei suoi ricordi culinari.
Amore, ma tu il ragù non lo fai mai?” – fu proprio una delle prime domande che mi fece il Convivente dopo circa due mesi di convivenza.”
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Penne pinoli e rosmarino

Categorie: Ricette semplici

C’è poco tempo, questo è chiaro. Ogni giorno cose da fare, Coso da accudire con amore e infine, la sera, una meritata cenetta con il Convivente, sempre Coso permettendo.
Bisogna ingegnarsi, trovare ricette veloci da preparare in un attimo oppure ricette da preparare con largo anticipo.
È questo il dilemma di una mamma-lavoratrice-convivente-con cucina: giocare in anticipo o velocizzare i tempi?
Le mie scelte culinarie quotidiane le gestisco proprio così: la domenica preparo piatti da riutilizzare al volo, magari semplicemente scaldandoli in forno, mentre quando si avvicina il fine settimane e i piatti pronti scarseggiano punto sulla velocità.
Uno dei primi piatti più veloci che ho preparato negli ultimi tempi è la pasta pinoli e rosmarino.
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