Il primo fan assoluto della torta di mele è il Convivente. Vi chiederete come faccia ad apprezzare un piatto a base di mele e cannella uno che la cannella la odia.

- Ma guarda che lo dici solo tu che è una ricetta a base di cannella, perché non c’è scritto da nessuna parte.
- Ma come no? L’ho scritto io, basta e avanza. E poi è una di quelle combinazioni perfette che non muoiono mai come: gorgonzola e noci, pere e cioccolato, mele e cannella, io e te…
- Non cercare di comprarmi con una frase assestata bene, non sono il tipo. La cannella nella mia torta non ce la voglio.
- Ma tanto a te la prepara tua madre.
- Quindi?
- Quindi oggi la preparo solo per me. Se ti va la mangi, altrimenti niente.

- Ma che egoista!
- Dai, facciamo così: la prossima settimana seguirò la ricetta di tua madre.
- E io ora che mi mangio?
- Prendi due biscotti con il latte.
- …
- Anzi, sai che faccio?
- Ne fai due. Ora.
- No, oggi faccio la mia e domani pubblico la ricetta, poi tra una settimana preparo la famosa “Torta di mele della madredilui” e pubblico anche quella. Alla fine le mie lettrici potranno scegliere quella che  preferiscono e farla per i propri cari.
- E al tuo, di caro, chi ci pensa?
- Cosa vuoi? Noioso!
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Carote con zenzero e miele

Categorie: Ricette semplici

E ora che ci faccio con tutte queste carote? Accumulate nel frigorifero e ancora in ottimo stato riposavano nel mio frigorifero una trentina di carote, ma la loro data di scadenza era ormai vicina. Presto! Al riparo! Cuciniamole!
Ecco una ricetta semplicissima e veloce da fare con le carote per accompagnare un piatto veloce di couscous, magari saltato con burro, uvetta e pinoli.
Un pranzo veloce per tutti, ma soprattutto per madri sempre di fretta, come me.
Ingredienti: 10 carote piccole, sale, una noce di burro, un pezzetto di zenzero fresco, pelato e fatto a fettine, due cucchiai di miele.
Preparazione: sbucciate le carote con un pela patate e mettetele in una pentola dove avrete già fatto bollire dell’acqua con il un pugnetto di sale. Fate cuocere per circa 5 minuti, o quando le carote non saranno un po’ morbide esternamente. In una padella fate sciogliere il burro, aggiungete lo zenzero e soffriggete, mescolando per un paio di minuti. Buttate in padella le carote e il miele e saltate per 5 minuti. Servire caldo.

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Lo so che forse è un po’ presto, ma non voglio farmi trovare impreparata quando arriverà il momento di festeggiare Coso. Sto studiando da organizzatrice di mini party e, da buona golosa, comincio dal dolce.
Dopo i miei cupcake di compleanno passo a qualcosa di più piccolo e molto divertente, adatto a grandi e piccini: i cake pops. L’idea, tutta americana, è una vera moda negli States e la più famosa creatrice di torte sullo stecco è Bakerella.
Un solo sguardo al suo sito e scoprirete un mondo di facce sorridenti, buffi personaggi e palloncini colorati: tutti commestibili e ognuno in piedi sul proprio stecco.
Preparare queste palline di torta glassate è meno difficile di quello che si possa pensare.
Per vederlo voi stesse potete guardare la dimostrazione seguendo il video di Bakerella stessa (in inglese).

Ma come promemoria e, come sempre, per condividere con voi i miei esperimenti vi lascio di seguito la ricetta, una delle tante.
Premessa: per fare i cake pops non dovete per forza fare una torta in casa. Vi basteranno un ciambellone fresco comprato al supermercato, l’avanzo di panettone o pandoro oppure potete preparare una di quelle torte in busta da fare in un attimo. Quanto detto in questa premessa va però contro ogni mio modo di pensare: pur usando surgelati e prodotti pronti, quando si tratta di fare un dolce io sto con chi le prepara in casa, dall’inizio alla fine. Per cui cominciamo.
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Ho scoperto il riso nero, o meglio il riso venere. Direte: bella scoperta! Beh, per me lo è stata. Una novità che mi è capitata tra le mani e sotto i denti una sera che il Convivente non era in casa: mi ero ordinata una bella porzione di sushi online, ma tra le offerte del menu, oltre al solito pesce crudo, avevo adocchiato questo “riso venere con pesce misto” e così mi sono lasciata tentare.
Forse voi lo usate da tempo, in effetti anche le marche più conosciute lo producono e lo vendono nei supermercati, ma io non mi ero mai soffermata su questa qualità di riso.
Dopo quella piacevole serata sono corsa a comprarlo e ho provato a cucinarlo a modo mio: ho comprato dei gamberi freschi, un pezzetto di zenzero, del lime e mi sono messa all’opera.
Il riso venere cuoce in circa 18 minuti, bollito in acqua salata. Nel tempo della cottura ho preparato il sughetto: uno spicchio d’aglio e un pezzetto di zenzero grattugiato soffritti in un goccio d’olio, a seguire i gamberi ben puliti, un pizzico di paprika (1/2 cucchiaino di paprika dolce e 1/2 di quella piccante) e una spruzzata di succo di lime. Una volta cotto il riso l’ho buttato nella padella con i gamberi e ho mantecato con una noce di burro, che l’ha reso cremoso il giusto, e una grattugiata di scorza di limone. Ho finito la mia ricetta nel piatto di portata con una spolverata di prezzemolo fresco… Et voilà il riso era pronto.
Un successone! Anche il Convivente ne è rimasto molto colpito.
Giorni dopo ho cotto di nuovo il riso, ma questa volta saltandolo velocemente in padella con un mix di verdurine tagliate a tocchetti (zucchini, fagiolini e carote) e saltate, giusto il tempo di scottarle, ho aggiunto qualche foglionia di menta e la scorza grattugiata del solito lime. Ottimo!
Insomma, come vi dicevo, una vera rivelazione. Il tempo di cottura del riso non è certo breve, ma dato il sapore particolare questa qualità si addice perfettamente alla stagione in corso perché potrete mangiarlo cucinandolo come un classico risotto oppure tenendolo freddo e accompagnandolo con le vostre verdure preferite.

Tra le ricette del nostro cercaricette ho trovato altri tredici suggerimenti, ma sono curiosa di conoscere le vostre idee a base di riso nero.
Voi come lo preparate?

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Non è passato neanche un anno dal mio primo tentativo di clafoutis: quella volta, con l’uva fragola, non andò benissimo. La scelta dell’uva non fu felicissima per fare questo dolce. Eppure l’avevo letto che il vero clafoutis si sposava al meglio con le ciliegie. E stavolta le ho aspettate al varco: non appena sono apparse sui banchi del mercato ne ho fatto incetta e clafoutis, come Larousse comanda, fu!
Come potete notare dalle foto, il risultato non è stato niente male. Quello che non potete sapere è come fosse di sapore:  sappiate che è finito in meno di un’ora.
Buono, velocissimo da preparare (tranne per la parte in cui si levano i noccioli alle ciliegie) e delizioso se servito a colazione o per il brunch domenicale.
E proprio per il brunch di questa domenica l’ho sottoposto al Convivente che se l’è mangiato, nonostante fossi certa di offrirgli un dolce che non avrebbe incontrato completamente i suoi gusti. Ha fatto facce buffe, espresso opinioni stupite sul sapore delle ciliegie cotte e, infine, ha deliberato: il clafoutis non è niente male.

A questo punto passerei alla ricetta, che ho preso in prestito dall’applicazione per iPad Petit Larousse Patissier, che vi consiglio vivamente.
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Il pesce, diciamolo, se è buono meno lo si “inciucia” e meglio è. Naturale, grigliato, infornato, lessato: scegliete il vostro metodo di cottura, tanto il gusto lo fa la qualità.
Ci sono però dei filetti di pesce, quelli che magari compriamo surgelati, che non sanno proprio di nulla. E noi però li compriamo perché costano poco e si fanno in un attimo.
Beh, sapete una cosa, sempre in un attimo questi filetti possono diventare un piatto addirittura elaborato: basterà aggiungere un po’ di panna e della senape e il gioco è fatto.
Ed ecco a voi i filetti con panna e senape, da mettere in forno e cuocere in otto minuti, otto: per fare scena spendendo poco e avendo tutto il tempo per farsi belle. Perché anche l’occhio vuole la sua parte, e non solo nel piatto.

Ingredienti per 4 persone: 4 filetti di pesce (rombo, merluzzo, spigola, orata…) da circa 150 g l’una, 2 cucchiai di senape con i grani (o moutarde à l’ancienne), mezzo limone, 20 g di burro, 150 g di panna fresca, sale e pepe bianco.
Preparazione: lavare e asciugate i filetti, insaporiteli con sale e e pepe e disponeteli in una teglia imburrata. Montate la panna alla quale incorporerete con delicatezza la senape, sale, pepe e il succo di limone.
Distribuite la panna così ottenuta al centro dei filetti e stendetela lasciando un po’ di spazio vicino al bordo della teglia. Fate cuocere in forno a 250° per circa 8 minuti e servite subito.

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L’ho fatta di nuovo: anche se il Convivente non ne va matto, anche se deve raffreddare per almeno sei ore, anche se distruggerà la mia dieta, ho rifatto la cheesecake.
L’ho cominciata a preparare per la prima volta quando ero all’università. A Roma c’era un ristorante che la faceva buonissima e io ogni volta volevo andarci apposta finché non l’ho “cucinata” io. Ci sono varie ricette per la cheesecake, alcune prevedono la cottura, altre no. La mia è di quelle fredde, perfette per l’estate e se foste incinte o aveste problemi con le uova crude potrete fare a meno di inserire i bianchi d’uovo montati a neve sostituendoli con un po’ di yogurt (massimo 100 g) o aumentando la panna.
Questa volta mi sono dedicata anche alle foto, che di solito non sono la caratteristica di questo blog, ma solo perché avevo dei deliziosi vasetti da yogurt e li ho usati per una versione alternativa della mia cheesecake: la monoporzione.
Per le sere d’estate è il dolce perfetto, ma va bene sempre. Ho amici che si sono presentati a notte fonda sapendo che l’avrebbero trovata appena fatta!

Ingredienti (per una torta diametro 22 cm, più tre monoporzioni): 300 g di biscotti ai cereali tipo “Digestive”, 120 g di burro, 1 cucchiaino di cannella.
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Uno dei must estivi è l’insalata di pollo. Se volete farne una con tutti i crismi vi consiglio la Caesar Salad, ma se voleste rimanere leggere, pur mangiando qualcosa di sostanzioso, ho proprio una ricetta che fa al caso vostro. Il trucco sta nel cuocere il pollo senza l’uso di grassi, ma usando spezie e odori per renderlo saporitissimo.
Se avessimo un tandoor, come gli indiani, avremo già risolto il problema, ma anche con i nostri forni elettrici possiamo creare ottime cose.
Prima dell’insalata cominciamo quindi con il pollo.
Il pollo. Comprate un petto di pollo intero per due persone, massimo tre, e dividetelo a metà, lungo la parte di cartilagine centrale, ottenendo così due metà. Riscaldate il forno a 180° e nel frattempo insaporite il pollo: mischiate in una ciotola due cucchiaini di sale, un spruzzata di pepe, mezzo cucchiaino delle vostre spezie preferite (ho usato: zenzero, cannella, paprika dolce, noce moscata, curry e curcuma) e passatevi le metà di pollo, impanandole bene. Riponete il pollo su una teglia rivestita di carta da forno e fate cuocere per 40 minuti. Una volta cotto lasciatelo raffreddare e poi scaloppatelo.
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Venerdì: pesce. Dovete sapere che la dieta di casa Fiamma-Convivente, grazie alla sottoscritta, è piuttosto equilibrata: due volte a settimana la carne, due volte il pesce, una volta le uova, un’altra i formaggi e infine i salumi. Questi sono i nostri secondi di base, ma se la base non è lavorata che base è?
Come tutti credo, vado a periodi e mi fisso con ricette e modi di cottura: ad esempio con il pesce ho passato il mio periodo “pesce al forno”, poi è arrivato quello dei “filetti al vapore”, il periodo “sogliola alla mugnaia” (uno dei migliori, ma forse tra i più calorici), poi si è aggiunto il “fish&chips time”, amato da grandi e piccini, mentre ora sono nella mia fase “griglia”.
Non potendo fare il barbecue a casa ho deciso di cimentarmi con l’unica griglia che avevo, ovvero la mia padella.
Di solito la uso per bistecche e filetti, poi mi sono detta: se le orate in forno ci mettono circa venti minuti a cuocersi, quanto ci metteranno sulla griglia e che sapore avranno? A volte basta mettersi alla prova per avere delle risposte: è così che è nata la mia orata al lime che il Convivente ha apprezzato molto, anche senza doverla condire con troppi intingoli come usa fare con le robe alla griglia. Forse perché quando preparo le orate le servo sempre con una gustosa salsina verde.
Volete la ricetta? Eccoci qui, pronti!
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C’è la mamma salutista serena, la Super-mamma, la mamma con l’ansia da prestazione e infine quella con il peso della cucina: sono questi i quattro macro-profili della mamma italiana tracciati dalla ricerca sull’importanza del momento del pasto all’interno delle famiglie italiane, condotta dall’Istituto di Ricerca ISPO, con il supporto di Coca-Cola Italia. La ricerca è stata presentata e commentata qualche giorno fa a Milano da Renato Mannheimer, presidente ISPO, Lorella Cuccarini, la showgirl più amata dagli italiani, e da me, la vostra signorina Fiamma, in versione “carne (molta carne) ed ossa“, ovvero Ilaria Mazzarotta.
Cosa emerge da questa nuovissima ricerca sul mondo degli italiani a tavola?
Sicuramente alcuni dati che possiamo definire – ahimè (ahi-noi) – “scontati”, come la quasi inesistenza degli uomini dietro ai fornelli (a cucina è solo il 6% dei padri intervistati), ai quali si aggiungono però altri dati da tenere sott’occhio, come la sempre maggiore attenzione del pubblico femminile a seguire blog, forum e siti internet per scoprire e scambiarsi le ricette. La Rete, anche a tavola, prende il suo posto e amplifica il passaparola tradizionale.
Un altro dato interessante tracciato dalla ricerca, come vi dicevo all’inizio, è il nuovo profilo della “mamma in cucina”: tanto per cominciare per il 53% delle mamme italiane il piacere del pasto è legato strettamente allo stare insieme ai figli e ai mariti (mentre per il 49% dei papà il piacere è legato alla socialità allargata e al menù), sembra poi che il 98% delle madri italiane sia attento alla gustosità e alla golosità dei pasti e che il 93% dichiari di assicurare e garantire un pasto sereno anche se questo prevede di mangiare qualche golosità in più e, infine, l’88% assicura di prestare la massima attenzione nel cucinare solo pasti equilibrati.
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