Saper cucinare

Oggi non voglio darvi una ricetta, piuttosto farei un piccolo test.
Sono convinta che nella vita chiunque debba saper cucinare qualcosa: non ho detto che debba piacere, ma solo che sia una necessità.
E non ditemi: “Eh, ma guarda che, alle brutte, esistono i ristoranti”.
Ci sono. È vero. Se è per questo io credo ci siano anche Babbo Natale e Belezebù.
Siamo seri, per piacere: sapersi fare un uovo al tegamino, anche un po’ bruciato è un dovere. Potete pure definirmi una dittatrice culinaria, non mi offendo. Mi offende (o meglio, mi sorprende) di più chi chi si vanta della sua totale incapacità ai fornelli.
L’altro giorno guardavo la versione italiana di “Masterchef“, in onda su Cielo: tralasciando il mio debole per Carlo Cracco, trovo che il programma sia proprio ben fatto e che gli Chef diano consigli giusti, ma magari ne riparleremo presto…
Il punto è che il giudice Bruno Barbieri esige che tutti sappiano fare la besciamella. Beh, per me ha ragione.
Tornando al piccolo test che vi vorrei sottoporre (e scusatemi se sono stata un po’ brusca), quel che sostengo è che un conto sia non avere passione per la cucina e un conto sia rifiutarsi di imparare a nutrirsi con qualcosa di preparato da noi. E per preparare non intendo certo “aprire una scatoletta”.
Ecco quelle che – secondo me  - sono le dieci cose che chiunque dovrebbe saper fare in cucina:

1. Cuocere la pasta, al dente.
2. L’uovo all’occhio di bue.
3. La bistecca ai ferri. Per ottenere la cottura giusta ci vuole solo un po’ di esperienza.
4. La verdura saltata con aglio e olio.
5. Il pesce al forno. Semplice, senza troppi fronzoli.
6. La besciamella.
7. Un sugo a scelta tra: sugo al pomodoro, pesto, aglio e olio (non è facile farla bene, fidatevi), ragù.
8. Un toast
9. La bruschetta
10. La panna montata.

Voi che ne pensate? Sapete fare queste dieci cose? Ne aggiungereste delle altre?
Se dopo aver letto questo post vi fosse venuta voglia di mandarmi a “farmi friggere”, potreste dirmi – per piacere – quale olio usereste?
Vi aspetto!

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Ormai avrete capito che trascorro le mie giornate al computer e, il più delle volte, alla ricerca di qualche nuovo foodblog che mi ispiri. Questa è la volta di Skinnytaste, un foodblog con ricette light (per quanto possano essere considerate light le ricette eseguite dagli americani!).
L’autrice è Gina Homolka e ha aperto questo blog nel 2008 per appuntarsi delle ricette facili, leggere, perfette per mantenere la linea.
Il bello è che alcune sono davvero ottime e, prima di sottoporle alla vostra attenzione, l’ho ovviamente testate personalemnte e fatte verificare al Convivente.
Queste bacchette e – soprattutto – la salsetta sono “Approvate dal Convivente”.
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La scorsa domenica a Milano è arrivato l’autunno e io mi sono svegliata con una voglia pazzesca di mangiare qualcosa di etnico. No, non sono di nuovo incinta, tranquille! Avevo voglia di curry, cumino, paprika, ma l’unica idea che mi girava per la testa era quella di ordinare del cibo indiano.
No! Signorina Fiamma, non si può!
Se magre si vuole apparire meglio evitare cibi etnici, anche il Convivente ha detto di bandire gli ordini online per qualche tempo: e se lo dice proprio lui, Mister Tiportolacenaacasapuntoit, vuol dire proprio che mi devo inventare qualcosa che faccia andar via questa voglia, ma non preveda l’arrivo di una fattorino davanti alla mia porta.
Le spezie le avevo. Avevo verdure, carne, legumi di qualunque tipo. E io che ho fatto? Mi sono preparato una pranzetto simil indiano a casa e l’unico ingrediente grasso era il latte di cocco. Niente burro o panna a chili, come avrei trovato ordinando online. Signorina soddisfatta e Convivente piacevolmente stupito.
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È tempo di conserve: marmellata, polpa di pomodoro, frutta sciroppata. Non viene voglia anche a voi di darvi alla cucina della nonne, in queste periodo? Mi perdonino le nonne se associo la conserva proprio a loro, ma temo che le nipoti di oggi non siano più tanto avvezze al lavoro di conservazione: preferiscono scegliere ottime – e carissime – marmellate nella nuova food boutique appena aperta in centro, piuttosto che andare al mercato per comprare chili di frutta da ridurre in marmellata.
Magari mi sbaglio.

Ditemi: quante di voi hanno preparato una marmellata o una passata di pomodoro lo scorso weekend? Stupitemi!

Io, ovviamente, l’ho fatto, anche se non sono rimasta molto soddisfatta dal risultato ottenuto con la chiusura ermetica: non sono una professionista nel campo delle conserve, ma mi cimento volentieri e mi vengono pure piuttosto buone, se non fosse che due barattoli su cinque non mi si chiudono ermeticamente. E dire che rispetto tutti i passaggi. A volte faccio un secondo tentativo, altre volte mi butto, o meglio butto la marmellata, direttamente in una bella crostata.
Voi come fate? Consigli?
Intanto vi dico come faccio io, poi se avete modo di risolvere il mio “dilemma tappo” siete le benvenute.
Dicevo, passiamo alla pratica perché è probabile che le nipoti di cui sopra non si dedichino all’arte della confettura solo perché ignorano quanto sia facile prepararla.

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Non, non sono una maniaca del pollo: è solo che è una delle carni più veloci da preparare e poi ha mille impieghi diversi. Vi ho già dato una ricetta a base di pollo e vino, ma quella era più ricca e meno light di quella che vi propongo oggi.
Quando ero piccola – sarà capitato anche a voi – i grandi mi lasciavano sempre le cosce del pollo perché l’idea di poterle mangiare con le mani mi divertiva molto – credo diverta tutti i bambini alle prime armi con lo stare a tavola -, ma poi ho capito che era tutta una scusa per mangiarsi il petto.
Con l’adolescenza ho scoperto il petto anche io (mi riferisco sempre al pollo) e così cercavo sempre di accaparrarmi per prima quel pezzo di carne bianchissima. Il petto era la parte che preferivo di più fino a qualche anno fa e, a dire il vero, lo prediligo ancora nelle preparazioni fresche come l’insalata o nel classico pollo a pezzettini di mia madre. È da un po’ che mi è presa una passione per le sovracosce: saporite, morbide e che si staccano dall’osso in maniera a dir poco perfetta.
E voi, davanti a un bel pollo, che pezzo scegliete?

La ricetta di oggi si prepara con cosce e sovracosce, mezza bottiglia di bianco, un cucchiaino di olio, due spicchi d’aglio e rosmarino (oppure un mix di erbe fresche tritate insieme a un cucchiaino di sale).
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Vi ho mai deluse? Se l’ultima volta vi ho parlato di salsa olandese era anche perché prevedevo di lasciarvi questa ricettina meravigliosa per il vostro weekend di passione.
Se siete in procinto di preparare un bel brunch per due queste uova alla Benedict con salsa olandese, prosciutto e scones caldi non possono mancare sulla vostra tavola. Cominciate a comprare gli ingredienti e svegliatevi presto per preparare gli scones. Un volta cotte le uova in camicia e preparata la salsa il gioco è fatto.

Buon weekend.

N. B. Per gli scones trovi la ricetta qui, mentre quella della salsa olandese è qui.

Uova alla Benedict per due persone
Ingredienti: 4 uova medie fresche, un cucchiaino di aceto, 2 fette di prosciutto cotto, 4 fette di pane o due scones, salsa olandese, sale e pepe e burro per imburrare.
Preparazione:preparate delle semplici uova in camicia. Mettete a bollire dell’acqua in un pentolino, aggiungete un cucchiaino di sale e uno cucchiaio di aceto. Abbassate la fiamma, aprite le uova – una ad una – versandole prima in una tazza e poi, mentre con l’aiuto di una forchetta fate girare l’acqua nel pentolino, buttatele al centro del vortice. Le uova sarebbe meglio prepararle una per volta facendole cuocere ognuna per tre minuti e poi rimuovendole dall’acqua con delicatezza e appoggiandole su un foglio di carta assorbente in attesa di averle cotte tutte.
Scaldate il pane o tagliate in due gli scones appena fatti e imburrate entrambe le fette. Adagiatevi sopra mezza fetta di prosciutto per fetta, un uovo, infine ricoprite di salsa olandese.

(Foto di Jon Mountjoy)

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Sono un po’ a dieta. Non sono proprio a dieta perché non voglio illudermi, per cui resto sul vago almeno per il momento. La mia innata passione per il cibo mi fa sempre venire voglia di cucinare cose buone e –  ahimè – le cose buone prevedono una certa dose di calorie che non sono contemplate in alcuna dieta.
Così prendo come cavia il Convivente, che ne è ben felice, e sfogo su di lui tutte le mie piccole sperimentazioni. Non che lui sia da mettere all’ingrasso, ma qualche volta mi piace fargli delle sorprese culinarie, anche quando in tavola c’è un semplice pesce lesso.
Per trasformare le preparazioni più insipide in piatti da Re basta una salsa. Oddio, forse chiamare la salsa olandese semplicemente “salsa” è quasi un insulto, ma così è.
Burro, acqua, uova, succo di limone e niente più.
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Cose che adoro: le polpette, il sugo, le polpette al sugo, le ricette al forno, le ricette facili da preparare.
Cose che non riesco a fare, quasi mai: cuocere bene le polpette quando uso la carne cruda (preferisco usare gli avanzi tritati del bollito), raggiungere la sapidità desiderata dal Convivente per il mio sugo.
Cose che ho imparato a fare: le polpette al sugo, partendo da una base di macinato crudo, cotte alla perfezione e molto saporite.
È grazie al foodblog The Stone Soup se oggi posso consigliarvi una ricetta perfetta, buona e facile da fare. Il foodblog di Jules Clancy ha una ricetta meglio dell’altra e ruota tutto intorno a un unico intento: proporre ricette composte solo da 5 ingredienti e che si possano preparare in pochi minuti.

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- Ah, l’odore dei cornetti appena sfornati.
- Eh già.
– Ah, l’odore di cioccolato fuso.
- Buono.
– Ah, come vorrei dei fagottini al cioccolato.
Pain au chocolat.
– Eh?
- Pain au chocolat, vuoi dire?
– I fagottini al cioccolato, quelli del bar.
- Beh, mica vorrai farmi di tutte le brioche un paniere?
– Cosa stai dicendo?
- Volevo variare in gastronomichese il classico modo di dire “Tutta l’erba un fascio”, non si capiva?
– No.
- Vabbè, comunque quelli che piacciono a te si chiamano pain au chocolat e sono pazzeschi se fatti alla maniera francese: pasta sfoglia burrosissima e cioccolato fondente di ottima qualità.
– E perché non me li fai?
- Perché sono difficili.
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Una pasta con il gorgonzola light? Sarai mica impazzita?
Primo: moderiamo i termini, sono una sperimentatrice culinaria, io.
Secondo: non ho detto che è una pasta che vi farà dimagrire, ma sappiate che neanche l’ananas è dimagrante, eppure tutte ci ostiniamo a mangiarlo durante le diete (sì, pure io: solo che ho paura che l’ananas sciroppato non valga).
Terzo: se oltre al gorgonzola non mettete altri ingredienti grassi questa pasta può tranquillamente essere annoverata tra le ricette light di Fiamma.
La ricetta è semplicissima e cattura l’attenzione di tutti gli amanti del formaggio, soprattutto di quelli erborinati: grazie alla cremosità del gorgonzola sciolto e del suo forte sapore nessuno avrà il tempo di notare l’assenza di altri grassi (burro, olio, panna…), d’altra parte le zucchine riescono a stemperare il gusto deciso del formaggio.

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