Le patate americane (ovvero quelle dolci) sono la mia passione: morbide come le patate con quel retrogusto di castagna.
Purtroppo non ho il camino e i cartocci dei venditori ambulanti per strada non mi sono mai piaciuti per cui, tranne rare volte, non cucino le castagne: l’idea di mettermi a cuocere i marroni in casa con quella strana pentola bucherellata senza uno straccio di focolare non mi piace. Però, quando ho davvero voglia di assaporare il gusto dolciastro delle castagne mi faccio un castagnaccio oppure compro le patate americane.

Negli anni poi ho scoperto che posso usarle davvero in molti modo: per il purée, nella ratatouille, arrosto, bollite…
L’altra sera, mordendone una fetta appena cotta in forno, ho avuto l’illuminazione e mi sono detta: “E se le caramellassi?”
Continua dopo il click...

Commenta

Sono piena di mele. E non so neanche il perché. So solo che fuoriescono dal frigorifero.
Mangiatele!“, direte voi.
Be’, un po’ le mangio: un po’ vorrei usarle per una torta; un altro tot le userò per fare dei dolci omogeneizzati al piccolo e poi… Poi con quel che mi avanza ci faccio il burro. Non proprio un burro burro, ma così lo chiamano dall’altra parte del mondo: apple’s butter.
Vi giuro che esiste: non parlo di marmellata di mele, quella viene bene con le cotogne (ricordate?), ma vero e proprio burro da spalmare fatto con mele stracotte.
Una delizia che ho trovato in Rete e postata da chi, come me, con tante mele non sapeva più cosa farci.
Continua dopo il click...

6 commenti

Credo che il ciambellone sia una di quelle ricette che chiunque ha nel proprio libro di ricette di famiglia: soffice, profumato e buono. D’altronde le ricette più buone sono proprio quelle che si tramandano in famiglia e – anche se attraverso un blog – per me scrivere e appuntare le ricette che più mi piacciono per poi, un giorno, tramandarle ai miei figli (ne ho solo uno, ma prima o poi…) è la cosa più piacevole da fare la sera, poco prima di chiudere definitivamente  il mio computer.
Mia madre conserva in casa un’agenda rilegata in pelle con su scritte le ricette sue e quelle di mia nonna: spero che un giorno quell’agenda arrivi tra le mie mani. Nell’attesa, quando passo per casa dei miei, copio gli appunti scritti su quelle pagine, cercando di capire come dosare gli ingredienti perché loro, mia madre e mia nonna, hanno sempre fatto tutto a occhio. E tutto benissimo. Io senza bilancia mi sentirei perduta.

Questa è la mia “Storia di gusto”, una delle cento e passa storie (e ricette) che possono partecipare al concorso indetto dal Molino Spadoni – marchio specialista delle farine – in collaborazione con Mondadori: visitate il sito dedicato alle “100 Storie di Gusto, per salvare la ricetta di famiglia“, iscrivetevi e raccontate anche voi la vostra ricetta di famiglia. Le tre migliori riceveranno una fornitura di prodotti Molino Spadoni per un anno, un abbonamento di 12 mesi a Cucina Moderna e potranno partecipare al grande evento finale: un’originale “sfida ai fornelli” (venerdì 16 dicembre) presso la Cook&Books Academy di Mondadori, in Piazza Duomo a Milano. C’è tempo fino al 6 novembre per inviare la propria “Storia di Gusto”: che aspettate?

Se poi voleste conoscere meglio le farine del Mulino Spadoni non vi resta che diventare fan della loro nuovissima pagina Facebook.
Continua dopo il click...

4 commenti

Lo so, di come si fanno i pancake ve ne ho parlato già diverse volte.
Il brunch domenicale senza una bella torre di frittelle americane, con colata di sciroppo d’acero – per me – non ha alcun senso.
L’altra mattina però ho recuperato un vecchio numero della rivista di Donna Hay con in copertina la torre di pancake di cui sopra: meravigliosa e deliziosamente pendente.
Non avevo mai seguito la sua ricetta per prepararli e così, avendo in casa dell’ottima ricotta di bufala, ho deciso di provare.
Il risultato è stato da standing ovation: per la prima volta il Convivente ha mangiato ben cinque pancake di fila, e – per quanto erano buoni – alcuni l’ha mangiati senza l’aggiunta di crema al cioccolato. Penserete: “Non ha fatto un grande sforzo”. Lo so, ma dovete considerare che a lui non piacciono queste frittelle quanto a me e quindi si “adegua” aggiungendo la cioccolata, come fossero semplice crepes. E poi a lui non piace lo sciroppo d’acero, ma questi son problemi che solo un bravo medico può risolvere. Come fa a non piacergli? Ancora mi chiedo come facciamo a stare insieme…

Continua dopo il click...

6 commenti

L’altra sera ho avuto un paio di amici a cena, e ovviamente mi hanno avvertito all’ultimo del loro arrivo. Una pasta al pesto di certo non poteva bastare: son maschi, che ci vuoi fare!
Ero rientrata da poco con il piccolo Coso dopo una lunga giornata in giro per Milano e non avevo davvero voglia di perdere tempo in cucina, ma l’ospitalità – in casa mia – viene prima di tutto.
Come potevo cucinare, fare il bagnetto a Coso, preparare la pappa, apparecchiare e dare da mangiare ai gatti, nel giro di mezz’ora? Semplice, preparando uno “sfornato”!
Gli sfornati sono quella categoria di cibi – adorati dal Convivente (ha coniato lui questo termine) – che riuniscono tutte le ricette infornate: sformati, flan, sufflé, lasagne, melanzane alla parmigiana, ratatouille arrosto…


Continua dopo il click...

4 commenti

Il Convivente adora le mandorle.
Pure?
Eh, pure. Che ci posso fare se adora molti cibi? È un buongustaio, altrimenti non starebbe con me.
Ad ogni modo è “drogato” di frutta secca, specie se salata o caramellata.
Ah, però: tutta roba leggera.
Volete che vi dia delle ricette oppure preferite commentare i risultati delle analisi del Convivente? Peraltro sono perfetti, tiè!
Dicevamo, per chi vuole saperne di più: la frutta secca. Dal momento che non è una cosa da mangiare tutti i giorni, dato il contenuto calorico di questi alimenti (vedete che mi preoccupo pure io?), ho pensato di trovare qualche ricetta per rendere la frutta secca molto sfiziosa preparandola in casa.
Continua dopo il click...

Commenta

Amanti del cioccolato declinato in ogni forma e consistenza unitevi: oggi prende il via la diciottesima edizione di Eurochocolate a Perugia.
Devo ammettere che sono diversi anni, forse proprio diciotto, che mi prefiggo di andare a Perugia in occasione di questo golosissimo evento, ma per un motivo o per l’altro non ci sono mai riuscita. Come non sono ancora riuscita a fare un salto ad altre due manifestazioni culinarie nelle quali amerei perdermi: il CousCousFest di San Vito lo Capo e il NYC FoodFilmFestival, ma andiamo con ordine.
Quest’anno – forse proprio perché ormai è maggiorenne – è arrivata l’ora di frequentare l’Eurochocolate e lo farò in una doppia veste: super golosa e foodblogger di Donnamoderna.com
Continua dopo il click...

6 commenti

Invitare a cena gli amici e pensare di non offrirgli un dolce per me è piuttosto una cosa inconcepibile. Mi dispiace proprio, mi sembra quasi di fare un torto ai miei ospiti: è un po’ come andare in vacanza e decidere di rientrare un giorno prima del previsto. Non ha senso. A meno che non ci sia un’esigenza.
L’esigenza, in cucina, spesso prende il nome di dieta. Lo so, è una parola orrenda, ma può diventare piacevole se la sappiamo gestire come se fosse una cosa normale.
Continua dopo il click...

1 commento

Con un certo ritardo, sono qui a raccontarvi di una serata molto piacevole che ho trascorso, circa un mese fa, insieme ad altre foodblogger, nella sede di Via Larga di California Bakery.
Per i non milanesi, California Bakery è una catena di locali (cinque, per l’esattezza) che propone solo specialità in completo stile americano: bagels perfetti, cheesecakes, muffins, pancakes e ottimo caffè lungo, americano anche quello.
Tra le altre cose, da qualche tempo, quelli di California organizzano dei corsi di cucina per insegnare a tutti le mitiche ricette statunitensi. I corsi prevedono postazioni singole dove potersi cimentare immediatamente nella realizzazione dei propri dolci preferiti per poi portarseli a casa e farli assaggiare alle proprie cavie preferite, nel mio caso il solito Convivente.
Continua dopo il click...

2 commenti

Le uova (e tutte le ricette possibili che ne comprendano l’uso) sono l’ingrediente preferito dal Convivente. L’ho detto mille volte. La cosa che non sapete, però, è che in realtà – a differenza di come ve ne parlo a volte – il Convivente non è uno dalle grandi pretese culinarie: gli bastano due uova e via. In particolare, c’è una ricetta a cui è molto affezionato e ogni volta che la preparo si ripromette di imparare a cucinarsela da solo: le uova strapazzate al pomodoro, una specie di pappone giallo e rosso molto buono. Un altro comfort food a base di uova, dopo la frittata.
Continua dopo il click...

5 commenti