Le uova (e tutte le ricette possibili che ne comprendano l’uso) sono l’ingrediente preferito dal Convivente. L’ho detto mille volte. La cosa che non sapete, però, è che in realtà – a differenza di come ve ne parlo a volte – il Convivente non è uno dalle grandi pretese culinarie: gli bastano due uova e via. In particolare, c’è una ricetta a cui è molto affezionato e ogni volta che la preparo si ripromette di imparare a cucinarsela da solo: le uova strapazzate al pomodoro, una specie di pappone giallo e rosso molto buono. Un altro comfort food a base di uova, dopo la frittata.

Come dicevo il Convivente è convinto che questa sia la ricetta adatta a chi non sa cucinare ed è sicuro che all’occorrenza (ovvero se io non ci fossi) saprebbe prepararla senza problemi. L’altra sera l’ho messo alla prova: ho lasciato un post-it con la ricetta, attaccato al frigorifero, e me ne sono andata a cena con le mie amiche.

Il post-it recitava così:

Ingredienti (per una persona): 2 uova, 6 cucchiai di polpa di pomodoro (è nello scaffale sopra il lavandino, in alto a destra), sale, pepe, olio q.b. (Amore, q.b. significa QUANTO BASTA, NON ESAGERARE!).
Preparazione: versa nella padella (QUELLA CHE TI HO GIA’ LASCIATO SUL PIANO COTTURA) la polpa di pomodoro e un po’ (un cucchiaio) d’olio. Lascia che il pomodoro cuocia a fuoco medio per 5 minuti (NON TE NE ANDARE, CHE POI BRUCI TUTTO!). Aggiungi un pizzico di sale e poi, con uno dei mestoli di legno, fai dei fori nel sugo in modo da buttarci dentro le uova (NON INTERE, VANNO APERTE CON UN LEGGERO COLPETTO LATERALE. ROMPILE PRIMA IN UNA CIOTOLINA, ALTRIMENTI RISCHI DI RITROVARTI IN BOCCA ANCHE QUALCHE PEZZO DI GUSCIO). Una volta che avrai versato le uova lasciale cuocere per circa un minuto (L’ALBUME DEVE DIVENTARE QUASI BIANCO LATTE)  e poi con il mestolo di legno rompile e mischiale, a fuoco spento, al pomodoro. Se vuoi aggiungi del parmigiano.

L’esperimento pare sia riuscito. Dico “pare” perché non ho assaggiato le sue uova, ma al mio ritorno c’erano la padella sporca, un paio di gusci buttati in una ciotola e un barattolo di pomodoro, aperto, sul tavolo. Ho trovato anche il ketchup fuori posto, ma non ho osato chiedere cosa ci avesse fatto!

5 commenti

  1. 1.

    CIAO,Sfizioso pasticcio, anche veloce e semplice.

  2. 2.

    mitica SignorinaFiamma, che ricordi! questo è stato il primo “piatto” imparato a fare da sola da adolescente con la casa senza genitori! in effetti, ai primi approcci l’esito era più pappone che altro, però che soddisfazioni a fare la scarpetta poi! proverò a rifarle “da adulta” con più tecnica (e le sue indicazioni sul post it)

  3. 3.

    Bellissimo questo post, mi ha fatto tanto ridere!!! Io non le posso cucinare perchè al mio convivente le uova non piacciono se non dentro ad una torta ma quando torno dai miei a fare un po la figlia il mio papà le prepara sempre… più che altro perchè non ha voglia di cucinare!!!Però buone…

  4. 4.

    io le lascio intere, ma devo dire che mi sono divertita leggendo la ricetta.

  5. 5.

    Spero abbia delle patatine in busta come contorno!!!
    Che buone le “uova in Purgatorio”, mio papà le chiama così (anche se forse lui non le strapazza!!)

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