Qualche settimana fa ho avuto il piacere di registrare delle videoricette apposta per voi. I piatti sono tutti a base di prodotti dei Salumi del Frantoio e le ricette sono davvero facili e veloci, ma soprattutto leggere.
Il risultato di quei video, che spero vi piacciano, lo potete trovare qui.
Quello di cui invece vorrei parlarvi in questo post è quanto – con mia gran sorpresa – sia facile realizzare degli ottimi piatti usando semplicemente dei buoni salumi.
Di solito la maggior parte di noi apre una confezione di prosciutto o mortadella solo per prepararsi un toast o panino al volo. Be’, anche io facevo così, ma per realizzare le videoricette ho sperimentato a lungo e sono riuscita a rendere ancor più buoni (se possibile) i salumi anche più elaborati, come il tacchino o il pollo arrosto.
Una delle ricette che più ho apprezzato sono gli involtini di tacchino e fagiolini: veloci, saporiti e perfetti da preparare in poco tempo, quando si torna a casa stanche da lavoro, ma non si vuole trascurare la cena.
Aprire una confezione di buoni salumi è un piacere, trovare nuove idee per come usarli lo è ancor di più.
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Ok, lo so, me ne sono accorta anche io: il titolo di questa ricetta vede apparire le parole “cannella” e “Convivente” a distanza di poche sillabe. No, non state sognando.
Partiamo dall’inizio: dato che la scorsa settimana ho esagerato con i dolci, nel senso che vi ho dato solo ed esclusivamente ricette di dolci, questa settimana tutti a dieta!
Tranquille, nessuna dieta drastica (almeno per voi lettrici), ma qualche suggerimento un po’ più sapido e meno calorico secondo me è doveroso. Iniziamo con un contorno e con il titolo di questo post che tanto vi (mi) stupisce.
Di verza, in famiglia, siamo tutti piuttosto golosi, dagli involtini – di cui vi ho già raccontato – ai più classici crauti, ma mai e poi mai avrei creduto che una ricetta così semplice e profumata alla cannella potesse entrare nel cuore del Convivente.
Ho scoperto questa preparazione nel corso di una splendida cena, organizzata in un grande albergo milanese, con un menu d’eccezione preparato dai giovanissimi chef Juri Chiotti e Diego Rossi de Le Antiche Contrade di Cuneo e dal residente chef Augusto Tombolato.
Il piatto di cui mi sono perdutamente innamorata era così annunciato sulla carta “Uovo di gallina pochè, verze profumate alla cannella e animelle croccanti“, ma alla vista e al palato si presentava come un uovo in camicia adagiato su verze stufate con burro e cannella e animelle croccanti (quest’ultime non si possono descrivere in altro modo).
Come fare a ripetere un piatto simile?
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Budino di cioccolato e polenta

Categorie: Cioccolato & Co.

Siete pronti per un weekend tutto coccole e cioccolato?
Be’ a meno che, come metà d’Italia e della mia famiglia, non siate alle prese con la brutta influenza che sta girando.
I miei anticorpi credo mi siano stati donati da un supereroe senza che me ne sia accorta: non sono una che si ammala facilmente, ma riuscire a superare indenne dieci giorni di figlio, compagno, padre, madre e amici malati non è mica da tutti!
Ho vinto e mi premierò con un bel budino al cioccolato. In realtà, lo faccio per il Convivente che è un’amante del genere. Speriamo gli piaccia questa versione con farina di mais!
Provateci anche voi e buon fine settimana.

Ingredienti per 6 persone: 500 ml latte, 170 ml di panna, 150 g di cioccolato fondente, 80 g di zucchero, 70 g di farina di mais, 2 uova, 1 stecca di cannella.
Preparazione: in un pentolino portate a ebollizione il latte con 100 ml di panna e la stecca di cannella. In una casseruola versate il cioccolato grattugiato grossolanamente, unite la farina di mais e lo zucchero. Versatevi sopra il latte bollente, mescolate bene e mettete nuovamente il tutto nel pentolino: portate a ebollizione e, da quel momento, fate cuocere, sempre mescolando, per circa 20 minuti. Sbattete un uovo intero e un tuorlo in un ciotola, uniteli il composto di polenta e cioccolato e infine aggiungete la panna avanzata: fate cuocere per altri tre minuti circa e poi togliete dal fuoco e versate in stampini monoporzione. Fate freddare in frigorifero per almeno 3 ore.

(Foto: The Clovenhoof Society)

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Latte in piedi“, così chiama il crème caramel un mio carissimo amico: lo stesso che, ormai nove mesi fa, ne preparò ben sei per me e li portò in ospedale. Cosa ci facevo ricoverata? Avevo appena partorito ed è tradizione, nella famiglia di questo amico, portare il latte in piedi, ovvero il crème caramel, alle neomamme. È un piccolo gesto portafortuna. Perché ricordo oggi questo evento? Be’, perché ieri ho presentato il mio nuovo “bambino” a Milano, ovvero “Due cuori e una culla“, il nuovo romanzo con ricette che ho scritto proprio durante i primi mesi di vita del piccolo Coso.
È il seguito dell’ormai conosciuto – conosciuto a chi frequenta questo blog – “Due cuori e un fornello” e racconta come il Convivente e la signorina Fiamma se la siano cavati alle prese con la prima gravidanza: tra nursery e passeggini, però, non hanno mai dimenticato la cucina, il loro luogo di incontro e scontro.
Oggi parto per Bologna, per un’altra presentazione, e poi il 1° dicembre sarò nella mia Roma.
Mi farebbe piacere veniste a trovarmi, ma intanto
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Quando al Convivente piace davvero una cosa non gli basta averne un po’: vuole che in commercio non vi sia più traccia di quel determinato prodotto perché deve essere tutto stipato in casa nostra.
Accade così per: semi di zucca salati, mandorle tostate, succo di mela, latte di mandorle e, in questa stagione, clementine e cachi. Quello che al Convivente sfugge è che quando si comprano grandi quantità di clementine o vengono mangiate nel giro di pochi giorni oppure finiscono nella spazzatura.
Oppure, terza opzione, Fiamma si inventa un modo per consumarne un po’, come già accaduto con le mele.

Ammetto di averci messo un po’ a trovare la ricetta adatta per fare buon uso delle troppe clementine comprate, ma alla fine ho trovato quello che faceva al caso mio, anche se in realtà per questa torta ne bastano cinque, di clementine. La ricetta è di Nigella, un po’ riadattata. Per accompagnarla potete poi preparare una delicata crema al mascarpone con succo di clementine. Vi basterà ricopiare questa ricetta, aggiungendo un paio di clementine frullate al posto del caco: se avete intenzione di prepararla vi consiglio di mettere sin da subito a cuocere sette clementine invece di cinque.

Ma passiamo alla ricetta.
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Zuppa di spinaci e gorgonzola

Categorie: Ricette semplici

Le zuppe, che bontà! Il vero cibo da asporto sono le zuppe, le vellutate e i minestroni: me ne sono resa conto da quando ho un figlio, ma lo sapevo già prima. Da bere calde semplicemente versate in una tazza capiente oppure da arricchire con formaggi, aceto balsamico e crostini per servirle in tavola: le zuppe, quasi tutte, sono preparazioni molto veloci e risolvono la cena in un attimo. Potrete così valorizzare anche ingredienti surgelati senza che nessuno se ne accorga. Vedi, ad esempio, gli spinaci.
Ero stufa di prepararli bolliti o ripassati nel burro così ho deciso che la mia busta di spinaci sarebbe finita dritta  in una zuppa last-minute, come quella di ieri sera.
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La domenica è la giornata ideale per cucinare quei piatti che non si fanno mai: lasagne fatte in casa, tortelli, torte, brasati, arrosti…
La domenica è la giornata ideale per riposarsi e godersela.
Ecco, come fare a coniugare le due cose? Semplice: la cottura lenta. Fate una ricetta che preveda il minimo sforzo e un lunghissimo tempo di cottura e lasciate che il fuoco, il forno, la casseruola e gli ingredienti se la vedano fra loro. Voi dovrete solo arbitrare la partita (guardando che nulla vada bruciato) e dichiarare finito l’incontro quando è tempo di impiattare.
Una di queste preparazioni è il brasato, normalmente cotto con una bella bottiglia di rosso, meglio se Barolo.
La ricetta che vi propongo è un po’ diversa e di origine americana (o almeno così pare): stracotto di punta di manzo (o un diverso taglio di carne, purché adatto al tipo di cottura) con salsa BBQ.
Gli americani (ammericani, vecchi zozzoni culinari, che spesso ci azzeccano) preparano questa carne per poi usarla, una volta sfilacciata, come ripieno del classico panino da hamburger, meglio se con un po’ di coleslaw (ne abbiamo già parlato).
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L’altra sera sono stata invitata alla presentazione del nuovo Braun Minipimer 7 insieme a altre foodblogger. Il tema della serata era la Cromia Culinaria, ovvero l’importanza dei colori in cucina. Si sa, anche l’occhio vuole la sua parte. Per non parlare della parte che la praticità, dal suo canto, pretende in cucina, ma a quello chi hanno già pensato alla Braun trasformando il Minipimer 7: da oggi è senza fili e voi potrete muovervi agilmente in tutta la cucina senza dover rimanere incastrate in un angolo a frullare.
A proporci delle divertenti ricette monocromatiche c’erano Tommaso Fara e ai ragazzi di TourDeFork e con loro abbiamo realizzato dei piatti divertenti e facili da ripetere, perfette per un aperitivo con gli amici.
Oltre a tre simpatici bicchierini monocromatici a base di patate, cime di rapa e zucca, abbiamo preparato una composizione di pancarrè, marmellate e tartare. Un piatto unico chiamato: Tavolozza Toast.
La tartare non l’avevo mai preparata, il Convivente non è un fan dei cibi crudi in generale (Uff!), così ho colto l’occasione per studiarla e prendere appunti. Ovviamente sono qui per condividerli con voi.


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Ma ve l’ho mai detto che ho origini irlandesi? Forse sì, forse no, boh.
Be’, ad ogni modo, mia nonna paterna era di Dublino, ma purtroppo non l’ho mai conosciuta.
Come non ho mai conosciuto o mangiato in America, a Dublino o in altri paesi, il coleslaw, la ricetta che vi presento oggi.
Il coleslaw è un contorno, di origine irlandese per l’appunto, ed è un classico piatto usato per accompagnare la carne, ma anche come salsa per farcire gli hamburger a base di brasato. Brasato di cui scriverò presto.

Il coleslaw è una sorta di insalata russa, ma con ingredienti diversi e verdure crude.

È una preparazione che può risultare molto fresca, se usate la mela, o un po’ più pesante, se abbondate con il cavolo: diciamo che ognuno può prepararlo a modo suo. Sara e Jasmine, due mie amiche e foodblogger, ad esempio seguono due stili diversi; poi c’è quello di Martha Stewart; il coleslaw di Jamie; e quello di Nigella. Quello che ho preparato l’altro giorno parte da una ricetta di Donna Hay che però ho adattato ai miei gusti, trasformandola nel mio coleslaw. Scegliete pure la combinazione di ingredienti che preferite, ma di base dovrete usare: verdure crude tagliate a julienne, maionese, sale e pepe. È un ottima ricetta da poter mangiare anche da sola, magari accompagnata da qualche fetta di prosciutto cotto e del pane tostato.

Volevo celebrare le mie origini, come già accadde con gli scones. Sono certa che non mancherò di farlo nuovamente, con nuove “vecchie” ricette.

Ingredienti (per 2/4 persone, a seconda di quanto piace!): 200 g di cavolo verza, 1 finocchio, 1 mela verde, 3 cucchiai di maionese, 3 cucchiai di yogurt bianco.
Preparazione: con la mandolina o con l’apposito lama del mixer affettate le verdure a julien. In una ciotola poi versate tutte le verdure, la maionese, lo yogurt, sale e pe q.b. e mischiate bene. Assaggiate e lasciate poi riposare in frigo fino al momento di servire.

Preferite la classica insalata russa? Sul nostro canale cucina trovate ben 44 idee diverse.

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Oggi faccio i panini per gli hamburger.
Ma non li compravi, di solito?
Sì, ma oggi provo a farli in casa.
Perché?
Per provare.
Quindi hamburger, stasera!
Non proprio.
Perché?
Faccio i fishburger: ovvero polpette con pesce e patate, da servire tipo hamburger.
Mmmh.
Cosa c’è?
Non puoi fare quelli normali?
Ma dai, proviamo una cosa diversa, no?
No.

Come vedete dalla foto il suo “No” non l’ho preso in considerazione, e ho fatto bene: la ricetta l’ho recuperata in un vecchio numero di Donna Hay, mentre ero in cerca di nuove idee e sono molto soddisfatta del risultato. Non vedo l’ora che anche Coso posso addentare uno di questi panini.
Ed ecco la ricetta, con tanto di salsa ad hoc.

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