Riso pilaf con pollo e zucchine

Categorie: Piatti unici

Al Convivente non piace molto il riso, a meno che non si tratti di un bel risotto mantecato con tanto burro e parmigiano.
L’idea del riso come companatico non la prevede proprio, o meglio non la prevedeva fino a quando non mi ha conosciuto.
Condividiamo la passione per i piatti speziati, la cucina indiana e i piatti di pollo inondati di salsa. Già le salse non sono leggerissime, se poi ci aggiungete qualche panino per fare la scarpetta potete anche dire addio a quei pantaloni skinny che avete visto in vetrina.
Ma non dovete per forza rinunciare al gusto della salsa, vi basterà mescolarla con il riso pilaf che avete preparato (senza alcun condimento) a parte.
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Pasta con cavolfiore

Categorie: Ricette semplici

Che cavolo ci faccio?
È il gioco di parole più scontato se si pensa al cavolfiore e derivati, ma molto spesso questa è l’esclamazione che mi scappa quando lo trovo nel frigorifero.
Non che appaia per magia, è solo che a volte lo compro e poi me ne dimentico.

Il cavolfiore è ottimo se cotto al vapore o arrostito al forno, ma perché non trasformarlo in un primo piatto, invece del solito contorno?

Ho trovato la ricetta che segue in un vecchio ricettario del ristorante Puntazzo di Ginostra. Trascorsi una splendida estate in questa parte dell’isola di Stromboli quando avevo dieci anni e ne ho un ricordo molto piacevole: ero una bambina e un posto senza acqua né luce io non l’avevo mai visto, mentre a Ginostra era così che andavano le cose.
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Soddisfare al meglio i gusti di un bambino di un anno, di una ragazza di trentadue (sì, ragazza!) e di un uomo di quaranta non è mai così facile, ma lo diventa quando si opta per un piatto unico.
L’altro giorno a pranzo avevo proprio voglia di couscous e tonno, ma chissà se il resto della famiglia sarebbe stato d’accordo.
Altra idea geniale, oltre a quella di preparare un piatto unico, è quella di puntare sulla presentazione, anche in casa propria.
I grandi chef non impiattano in quei modi così assurdi e creativi solo per attirarsi la benevolenza dei critici della Michelin: lo fanno per noi, per stupirci, spesso anche per alzare il costo del piatto, ma soprattutto per colpire i nostri occhi, e non solo le papille gustative.

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Che c’entrano le crespelle con le maschere e con il carnevale?
L’associazione potrebbe risultare assurda, ma non in casa mia.
Un bel po’ di tempo fai vi raccontai di come dare da mangiare al Convivente fosse molto simile a preparare dei piatti per un bambino: ora che un bambino ce l’ho vi posso dire che è molto peggio.
Mio figlio, dopo i primi scetticismi, non si è fatto problemi a mangiare il pesce, fatto a forma di pesce; i piselli, fatti a forma di piselli; e così via…
Il Convivente ancora oggi, raggiunti i quaranta, si infastidisce alla vista di pesce, pollame e carne cruda che abbia ancora le sembianze originali.
Allo stesso tempo odia alcuni prodotti vegetali per partito preso: topinambur, rape, carciofi…
Ho scoperto da poco però che, se ben mascherato, mangia di tutto, e anche con piacere.
A suon di sughetti e salse abbiamo preso qualche chilo, ma mangiamo davvero quasi tutto.
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Amo il contrasto agrodolce, da sempre.
Il Conviveente, per non smentirsi, non lo ama affatto.
Ogni tanto mi fa felice assecondando la mia passione e andando insieme al ristorante cinese. Il suo piatto preferito? Le puntine di maiale glassate, che tanto vale andare in una rosticceria.
Io invece amo tutto, soprattutto i contrasti.
Tornando alla cucina “tradizionale” e alla mia altra passione, i dolci, c’è una torta eccezionale che sa pungere con il suo gusto e farti sciogliere il cuore per la sua cremosità: sto parlando della crostata al limone meringata.
La prima ricetta che ho letto è stata quella della app di Larousse, che vi consiglio, poi ne ho scoperte le altre e per realizzare la mia ho fatto un bel mix di spunti, come spesso mi accade.

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Facciamo fuori le scorte invernali?
Perché io ho ancora gli scaffali pieni di farina di mais e zucche (cotte, fresche e in barattolo) e sinceramente credo che in famiglia non ne possano più di polenta e risotto alla zucca.
Sempre ispirata dal film The Help, come vi raccontavo l’altro giorno, mi sono messa a cercare la ricetta del pane di mais, una tradizione americana, ma anche sudamericana: un perfetto companatico per qualsiasi piatto, soprattutto con lo spezzatino o il brasato.
Lo chiamano cornbread: l’avete mai mangiato?

È una sorta di polenta lievitata. Un piatto diverso, genuino e perfetto per togliere di mezzo i residui autunnali di cibo.
Lo sento già, nell’aria c’è quella brezza pre-pasquale, pre-primaverile…
Ok, è febbraio e tra noi e la primavera c’è ancora di mezzo quel pazzerello di marzo, ma io sono fiduciosa e giù sono alla ricerca di  nuove ricette primaverili!

Ingredienti: 130 g di farina, un cucchiaio di lievito, 1 cucchiaino di sale, 1/2 cucchiaino di cannella, 1/2 cucchiaino di noce moscata, 180 g di farina di mais, 2 uova, 210 g di purea di zucca, 130 g di zucchero di canna, 53 g di olio di semi, 1 cucchiaio di sciroppo d’acero.
Preparazione: preriscaldate il forno a 200° e imburrate una teglia quadrata da 25 cm di lato. Setacciate la farina, aggiungete il lievito, il sale, le spezie e la farina di mais. In un’altra ciotola sbattete le uova, la zucca, lo zucchero di canna, l’olio e lo sciroppo d’acero. Fate un foro negli ingredienti secchi e versateci il composto liquido mescolando fino a ottenere un composto omogeneo. Versare il tutto nella teglia preparata e fate cuocere in forno per 30 minuti.

Foto: Gudlyf

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Qualche giorno fa ho visto The Help, un bellissimo film che vi consiglio. Non parlo mai di cinema da queste parti, a meno che non si tratti di qualche film a sfondo culinario, tipo Julie&Julia. The Help non è un film sul cibo, ma il cibo ne è parte integrante perché racconta un mondo, quello dell’America del Sud negli anni ’60.
La storia è ambientata a Jackson, Mississippi, e la regista Tate Taylor (nativa di quella città) per il suo film ha voluto che il cibo venisse realmente cucinato da gente del sud, non dai soliti foodstylist.
Grazie a Martha Hall Foose, autrice di libri di cucina, tutti i piatti realizzati hanno rispettato le ricette originali. E vi assicuro che il pollo fritto cucinato dal Minny Jackson, una delle cameriere di colore protagoniste della storia, faceva venire l’acquolina in bocca solo a vederlo sullo schermo.
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Domani è il giorno degli innamorati. Che vi piaccia o meno, è così.
A me piace, anche perché è anche il giorno in cui il Convivente ed io festeggiamo l’anniversario.
Ma se c’è una cosa che ho imparato in quasi quattordici anni di San Valentini vissuti più o meno da innamorata (e più o meno fidanzata) è che il 14 febbraio è anche sinonimo di ottima cucina: non c’è niente di meglio di una cena ben fatta per dare la giusta piega alla serata, soprattutto a San Valentino.
Che scegliate la pizzeria sotto casa, lo stellato a cento chilometri o semplicemente la vostra cucina, ricordatevi di mangiare come si deve e di non abbuffarvi.

Personalmente non amo trascorrere San Valentino al ristorante, ma solo perchè non sopporto tutto quel concentrato di coppie in una sola stanza e – soprattutto – perché credo che la maggior parte dei locali se ne approfittino, come capita durante quasi tutte le feste comandate. Sarò prevenuta, ma è così.
Ciò non toglie che per diversi motivi sono molte le coppie che scelgono di andare al ristorante. Eccone alcuni:
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La ricetta che vi propongo oggi non è mia, me l’ha regalata la mamma di una cara amica e la ringrazio molto. Il flan l’ho assaggiato proprio da lei ed è un piatto ideale per qualsiasi stagione, occasione e persona.

Un flan di farro e verdure che può essere: portato al primo picnic primaverile (se mai arriverà, questa diavolo di primavera), a cena da amici, servito come antipasto durante una bella cena, mangiato velocemente a pranzo o offerta ai vostri figli per una cena leggera.

Non uso mai mai i grani (orzo, farro, miglio…) se non nelle zuppe ed è per questo che adoro questa ricetta: finalmente un piatto diverso che non è una zuppa, ma neanche la solita insalata fredda estiva.

Una via di mezzo, tiepida, da accompagnare a una salsa di ricotta e limone che dona un tocco in più.

Buon appetito e buon weekend.

Ingredienti: 130 g di farro, 150 g di zucchine, 150 g di carote, 100 g di piselli, uno scalogno, 40 g di parmigiano, 60g di emmentaler, 3 uova, 1 albume, 200 g di ricotta, un limone, 50 g di burro, olio, sale, pepe e noce moscata.
Preparazione: sciacquate il farro e mettetelo in padella con abbondante acqua fredda e fatelo cuocere per 40 minuti dall’ebollizione. Rosolate lo scalogno, sbucciato e affettato, con un filo d’olio, unite i piselli le zucchine e le carote tagliate a dadini, salate e bagnate con poca acqua calda facendo cuocere per 10 minuti.
Mescolate le verdure con il farro scolato e ancora tiepido, quindi aggiungete le uova, i formaggi grattugiati e una grattata di noce moscata. Regolate di sale e pepe e incorporate l’albume montato a beve. Versate in uno stampo da plum cake e foderato con cata forno imburrata. Coprite con un foglio di alluminio e fate cuocere a 180° per 45 minuti.
Togliete l’alluminio e fate cuocere altri 20 minuti.
Mescolate la ricotta con la scorsa del limone, sale, pepe e un filo d’olio e servite questa salsa come accompagnamento del flan.

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Qualche giorno fa ho preparato dell’ottima polenta, pasticciandola con un po’ di formaggi misti, e in casa ce la siamo goduta tutti: dal piccolo Coso al Convivente.
Come spesso accade quando preparo la polenta, avendo la fortuna di avere il paiolo con manico elettrico regalatomi dal Convivente, ne preparo sempre in abbondanza (1kg=5 litri d’acqua=40 g di sale, circa) di modo che avanzi e la possa poi riutilizzare i giorni seguenti gratinandola, friggendola o infornandola.
Con un bambino piccolo in casa – e non sto parlando di Coso! – si cercano sempre nuovi modi per preparare ricette ormai straconosciute. Il Convivente non è un’amante della polenta al forno, ma io sì e per metterci d’accordo ho trovato una ricetta perfetta: la pizza di polenta.
Praticamente usate la vostra polenta avanzata come base per la pizza finta e sopra la farcite come meglio credete.
Al Convivente è piaciuta moltissimo, e al piccolo Coso ancor di più!
Spero piaccia anche a voi, oltretutto va bene proprio per tutti: dai celiaci ai bambini, dai golosi a quelli che sono perennemente a dieta.

Ingredienti (per 4 persone): 500 g di polenta, 1 un uovo, olio, 300 ml di passata di pomodoro, 300 g di mozzarella, sale e pepe q.b.
Preparazione: prima di tutto dovrete usare o la polenta avanzata o prepararne di istantanea, ma lasciandola riposare e raffreddare qualche ora. Impastate  poi la con l’uovo e versare il composto ottenuto in una teglia unta rivestita di carta forno, ottenendo una “pizza” alta circa due centimetri, e fate cuocere in forno caldo a 200° per un quarto d’ora, sfornatela e farcitela come fareste con la vostra pizza: potete fare una margherita, mozzarella e verdure miste, funghi, prosciutto, un po’ di parmigiano, tutto quel che vi viene in mente. Infornate poi nuovamente per altri 15 minuti la pizza-polenta.

Foto: Savič Domen

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