Io ve lo dico: se qui comincia il vero freddo tocca organizzarsi per tempo.
E come in casa ci si organizza con il cambio di stagione, anche in cucina si devono preparare ricette più adatte al clima.
E per me inverno significa ricominciare con il rito del tè delle cinque, come avviene in Inghilterra.
Una bella tazza calda, miscele sempre nuove e dagli aromi inebrianti, e ad accompagnare il tutto dei bei frollini o biscotti, meglio se fatti in casa.
Una delle mie recenti, si fa per dire, passioni sono i biscotti di avena, che ho scoperto grazie all’Ikea, dato che il primo pacco lo comprai proprio lì. E col tempo ho scoperto che prepararli è davvero semplice.
Sono perfetti per colazione, per l’ora del tè, ma anche con il latte caldo prima di coricarsi.
La versione che vi propongo oggi (dato che già tre anni fa pubblicai una ricetta di biscotti all’avena) è adatta anche ai celiaci, perché priva di glutine.
Buon tea time a tutti!

Ingredienti (dosi per una trentina di biscotti): 400 g di fiocchi di avena senza glutine, 2 cucchiai di amido di mais, un cucchiaino e mezzo di cannella in polvere, un cucchiaino di lievito (senza glutine), mezzo cucchiaino di sale, 250 g di burro a temperatura ambiente, 150 g di zucchero, 100 g di zucchero di canna, 2 uova, 2 cucchiaini di estratto di vaniglia, 120 g di gocce di cioccolato

Preparazione: riscaldate il forno a 180 °. In un robot da cucina frullate la metà dei fiocchi d’avena per ottenere una sorta di farina. Mischiate alla farina così ottenuta, l’amido di mais, la cannella, il lievito e il sale. In una ciotola unite il burro e lo zucchero e montateli con una frusta elettrica. Aggiungete le uova e la vaniglia e infine, mescolando delicatamente unite gli ingredienti secchi. Aggiungete le gocce di cioccolato e i fiocchi d’avena rimasti. Preparate su una teglia un foglio di carta forno e poi versate l’impasto per formare i biscotti, usando un paio di cucchiai per biscotto, e separando i vari mucchietti di circa cinque centimetri l’uno dall’altro. Infornate e cuocete per circa 15-18 minuti. Sfornate e lasciate freddare i biscotti su una grata in modo che si raffreddino completamente.

Foto di gluemoon

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La questione è che il Convivente stavolta è davvero a dieta. Non ci credevo nemmeno io, ma in realtà da poco più di un paio di mesi l’ago della sua bilancia è in caduta libera, mentre il mio è… stabile!
Ma che rabbia, voi non ne avete idea. Sono dell’idea che io non sia adatta per fare le diete, ma forse riesco a farle fare agli altri: mi sto davvero impegnando per trovare ogni giorno nuove idee per cucinare al meglio e in maniera light.
Perché io non cali e lui sì rimane un mistero. Anche se quei due cucchiaini di cioccolata che ho mangiato l’altra sera avrebbero molto da dire, ahimè!
Io lo so, è tutta forza di volontà: qualcuno può dirmi dove si compra?

Intanto che mi segnalate il negozio più adatto per acquistarla a buon prezzo, io preparo un buon pollo con i funghi in versione light, perfetto per una cenetta serale gustosa e leggera.

Ingredienti: 3 cosce e 3 sovraccosce, due cucchiai di yogurt greco, 300 g di funghi misti surgelati, una tazza di brodo di pollo, mezzo bicchiere di vino bianco, due spicchi d’aglio, cinque foglie di salvia, un cucchiaio d’olio e due cucchiai di burro.

Preparazione: salate e pepate il vostro pollo. In una casseruola fate sciogliere il burro con l’olio, unite l’aglio e lasciate soffriggere per circa un minuto. Unite le foglie di salvia e i funghi ancora surgelati. Alzate la fiamma e sfumate con il vino bianco, poi riabbassate il fuoco e lasciate cuocere i funghi per circa 6 minuti. Aggiungete ora il pollo, ricoprite il tutto con il brodo caldo e fate cuocere, semi coperto per una ventina di minuti a fuoco medio-basso. Una volta cotto il pollo, levatelo dalla casseruola, unite lo yogurt ai funghi e al fondo di cottura, fate ridurre la salsa e nappate con quest’ultima il vostro pollo.

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In giro si trovano delle pere buonissime ultimamente e io l’altro giorno, come spesso mi capita, mi sono fatta prendere la mano e ne ho comprate davvero troppe.
Per questo, prima che si rovinino, ho deciso di lavoraci un po’ su e trasformarle in un buon dessert, un po’ come avevo fatto già qualche tempo fa. 
Le pere calde sono uno di quei dolci che mi fanno sentire subito immersa nel clima autunnale, un po’ come le mele cotte. Le pere però, anche da cotte, mantengono sempre quel non so che di croccante che me la fa stare simpatiche. Nonostante io sia un’amante della mela cotta, ammetto che fa molto mensa o ospedale e non incontra quasi mai il favore di tutti gli ospiti. 
La pera è elegante, si sposa magnificamente con la vaniglia, e sopratutto ne basta una per presentare un bel piatto, anche alle cene meno informali.
Provate a farle caramellate, sono certa che vi piaceranno!
Ingredienti: 3 cucchiai di burro, 3 pere medie sbucciate, divise a metà e senza torsolo, 1/4 tazza di zucchero di canna, 1 cucchiaino di estratto di vaniglia puro, sale
gelato alla vaniglia, per servire
Preparazione: in una padella fate sciogliere il burro a fuoco medio-alto. Aggiungete le pere, disponendole con la parte tagliata verso il basso e fate cuocere fino a ché non saranno dorate, poi riducete il calore lasciate cuocere altri 3 minuti. Ruotate le pere sull’altro lato e fate cuocere altri 4 minuti. Aggiungete lo zucchero e un cucchiaio d’acqua. Girate le pere sulla pelle e fate cuocere fino a quando la salsa non si sarà addensata, circa due minuti. Unite infine la vaniglia e un pizzico di sale. Servite calde accompagnate con il gelato.

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E questa sera si mangia pesce. La dieta del Convivente e mia continua a gonfie vele, sopratutto per lui. Vi avevo detto che ci siamo messi a dieta? Ebbene,  sì.
Niente di superlativo: variazione continua, pochi carboidrati, tanta verdura e niente scemate.
E l’ago della bilancia è in caduta liber, per nostra gioia.
Quello che conta, per quanto mi riguarda, è che non manchi mai il piacere di cucinare cose nuove.
È così che cerco di trovare ogni giorno nuovi stimoli e anche se il salmone che vi consiglio oggi non è forse il piatto più dietetico che abbiate mai assaggiato, conta molto la quantità.
Se il cibo vi soddisfa non è necessario abbuffarsi, ve lo garantisco.
Pochi, semplici ingredienti, trasformano un salmone in un piatto davvero delizioso, contorno compreso.
Ingredienti: 2 cucchiaini di miele, 4 cucchiaini di senape di Digione, 3 cucchiai di aceto di vino bianco, 1/2 tazza di olio d’oliva, sale e pepe, 1 cipolla media tagliata a fette sottili, 1 tazza di pane grattugiato, 4 pezzi di filetto di salmone senza pelle, fagiolini verdi.
Preparazione: preriscaldare il forno a 180°. Sbattete insieme miele, senape, aceto, olio, sale e pepe. In una teglia da forno sistemate la cipolla tagliata con 2 cucchiai di vinaigrette e fate cuocere 5 minuti. Nel frattempo, mescolate 1 cucchiaio di vinaigrette al pangrattato. Coprite il pesce con un cucchiaio di vinaigrette, condite con sale e pepe e finite il tutto con un cucchiaio della miscela vinaigrette+pangrattato e sistemate il pesce sopra alle cipolle.. Fate cuocere fino a che il pesce non sarà ben cotto (circa 7 minuti). In acqua bollente salata fate cuocere i fagiolini per circa 4 minuti, scolateli e conditeli con la cipolla cotta in forno e un cucchiaio di vinaigrette.
Foto di gkdavie

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Sono una fan delle polpette, quelle fatte in casa ovviamente, e nel corso della mia ricerca per nuove ricette mi sono imbattuta in una polpetta unica: ricotta, salvia e carne di maiale.

Allora, ovviamente chi pensava a una ricetta light è meglio si faccia da parte per questa volta e ripassi nei prossimi giorni.

Ecco, ora che siamo rimasti solo noi – quelli a cui non importa che la polpetta sia light, basta sia una polpetta – posso dirvi che queste polpette sono gustosissime e la cosa più bella è che le potrete preparare anche con un mese di anticipo: vi basterà friggerle per un minutino, aspettare che si freddino e congelarle, per poi finire la cottura in forno quando ne avrete bisogno.

Se invece, come me, non sapete resistere le potete cuocere e mangiare nel corso della stessa serata.

Ingredienti fondamentali sono la salvia fresca e il panko, la miscela di pangrattato giapponese che ormai si trova piuttosto facilmente in giro, che garantirà una frittura croccantissima!

La ricetta l’ho trovata su Bon Appétit…. Bon Appétit!

Ingredienti per 24 polpette: 80 g di ricotta vaccina, 2 cucchiai di olio vegetale + altro per friggere, 3 spicchi d’aglio, un paio di cucchiaini scarsi di salvia secca, un cucchiaino di sale, mezzo cucchiaino di pepe, 230 g di carne di maiale macinato, 24 foglie di salvia fresca, 100 g di farina, un uovo, 150 g di panko (il pangrattato giapponese).

Preparazione: foderate una teglia con la carta alluminio. Mescolate la ricotta e 2 cucchiai di olio in una ciotola fino a ottenere un composto liscio. Unite l’aglio tritato, il sale e il pepe e infine unite la carne di maiale e mischiate bene tutto l’impasto.
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In casa siamo tutti segretamente amanti della minestrina. Segretamente perché non è uno di quei piatti di cui ti vanti in giro di essere un fan. La minestrina è nell’immaginario culinario della maggior parte di noi qualcosa che si mangia insieme a nonni, quando si sta poco bene o, peggio, quando si è ricoverati.
In realtà, sono dell’idea che un buon brodo caldo, pastina e parmigiano facciano bene allo spirito, una sera ogni tanto, non trovate?
Se poi sceglieste di preparare dei passatelli in brodo, allora non stiamo parlando di semplice minestrina, ma di un’ottima ricetta che non tutti conoscono e che vale la pena di imparare.
Io li ho scoperti solo da qualche anno, mentre Coso li mangia sin dai primi giorni di svezzamento. Al Convivente piacciono, anche quando li preparo con il ragù.
Ma passiamo alla ricetta base… E buon appetito.

Ingredienti per 4 persone: 5 cucchiai di pangrattato finissimo e freschissimo, parmigiano reggiano grattugiato quanto basta, 2 cucchiai rasi di farina, 3 uova, 1 litro di brodo di carne sgrassato, noce moscata, sale e pepe bianco macinato al momento.

Preparazione: mescolate con le mani, in una larga ciotola o sulla spianatoia leggermente infarinata, il pangrattato finissimo mischiandolo con una presa di sale fino, una spolverizzata di noce moscata grattata, un pizzico di pepe bianco macinato al momento e un cucchiaio e mezzo di parmigiano.
Aggiungete adesso la farina passata al setaccio, rimescolate bene tutto, poi allargatelo a fontana e rompetevi dentro le uova intere impastando gli ingredienti con le mani come se si trattasse di una comune pasta. Mettete sul fuoco una capace pentola contenente il brodo di carne sgrassato; nel frattempo, afferrando i due manici di legno dell’apposito arnese schiacciate l’impasto preparato, disteso sul tavolo con uno spessore di circa due dita, in modo da far uscire dai fori tanti cilindretti. Staccateli man mano con la punta di un coltellino e fateli cadere con delicatezza, dall’alto, nel brodo in leggera ebollizione. Continuate in questo modo fino a quando avrete esaurito tutto l’impasto a disposizione.
Fate cuocere ancora per circa cinque minuti, mescolando e avendo cura di ridurre il fuoco al minimo.
Distribuite la minestra di brodo e passateli nelle singole fondine, quindi servite subito in tavola accompagnando con un po’ di parmigiano reggiano grattugiato.

Foto di luca.sartoni

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Questo weekend si è tenuta la BlogFest a Riva del Garda e tra le ospiti del Foodcamp c’erano due splendide signore arrivate dal Piemonte: si chiamano Marzia ed Erica e sono le fondatrici di “Io mangio gofri“.
Questa piccola impresa al femminile crea deliziose specialità piemontesi, i gofri per l’appunto, e le realizza sul suo furgoncino superattrezzato.
Loro erano lì, con il furgoncino e tutto, e io mi sono innamorata di questa cialda, sia nella versione dolce che in quella salata.
Ma partiamo da cosa sono mai questi gofri.
I gofri sono delle cialde fatte con acqua, farina e lievito e cotte in apposite piastre dette “ferri per goufres” oppure “gofriera”.
ll disegno ricorda i Waffles, mentre il nome le gaufres francesi.
A differenza dei Waffles sono molto più sottili, sembra di mangiare una piadina a buchetti.
I ferri per goufres, che a me ricordano tanto i “testi” per realizzare i necci toscani, sono fatti in ghisa e hanno il caratteristico disegno a quadrettini che rimane stampato sui gofri durante la cottura.

I gofri una volta cotti vengono farciti con marmellate, cioccolata o con prodotti salati: personalmente ho assaggiato la farcitura lardo e stracchino e mi sono ritrovata nel paradiso dei golosi.

Ovviamente avere i ferri in casa è impossibile per cui il mio suggerimento è: o seguite @iomangiogofri su twitter sperando di trovare il furgoncino nei paraggi oppure comprate le piastre elettriche per waffles, ma dubito sia la stessa cosa.

Ed ecco di seguito come si preparano i gofri, ma qui trovate anche un video.

Ingredienti: 1 kg di farina, 1 lt di acqua, 100 ml di latte, una bustina di lievito secco, lardo per la padella.

Preparazione: mescolate la farina, l’acqua. A parte sciogliete il lievito in acqua calda. Aggiungete il latte e il lievito ben sciolto alla miscela di acqua e farina e mescolate il tutto per evitare che ci siano grumi. Lasciate lievitare per almeno un paio d’ore in un recipiente coperto con un panno umido. Scaldate bene la padella, quindi ungetela con il pezzo di lardo, versate con l’aiuto di un mestolo la pastella e cuocete per circa cinque minuti su entrambi i lati.

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