Io con l’arrosto ho sempre avuto qualche problema.
Prima di tutto perché qualche anno fa stavo con un ragazzo la cui madre faceva un arrosto al latte da urlo e che non sono mai riuscita a ripetere. Vi dico solo che le veniva fuori così tanto sugo da condirci pure la pasta.
Poi lamadredilui con il suo spinacino ai quattro formaggi: l’unica volta che ho provato a farlo mi è esploso nel forno.
Infine, c’è da dire che non so mai quale sia la carne migliore, così ogni volta sbaglio pezzo e l’arrosto non viene mai come vorrei.
Ma da un po’ le cose sono cambiate, quasi per magia.
Tutto è cominciato quando invece di aggiungere ho cominciato a levare ingredienti e a rendere la cottura dell’arrosto la più basica possibile: carne, aromi, vino e un po’ di cipolla.
E vi assicuro che funziona.
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È diverso tempo che non parlo della madredilui e delle sue ricette. Credo sia perché la massima produzione di piatti targati “madredilui” si concentra a Natale e in piena estate, quando ci ritroviamo tutti insieme al mare ed è un continuo di peperoni fritti, fiori di zucca in pastella come piacciono al Convivente, passata di sugo fatta in casa…
Una cosa che però non fa di frequente e che manda in visibilio il Convivente sono i calzoni fritti, quelli che a Milano molti conoscono come i panzerotti, in particolare quelli di Luini.
Io che non li faccia proprio spessissimo non sono così triste, altrimenti esploderei.
Ho capito negli anni di non essere una fanatica delle robe fritte, infatti a me i panzerotti piacciono di più se cotti in forno.
L’altra sera però, preparando la pizza, ho deciso di fare la gioia del mio uomo preparando, con le mie sante manine, i mitici calzoni di sua madre.
La preparazione è davvero semplice: pasta della pizza (quella fresca, ovviamente), prosciutto e mozzarella. Tanto olio per friggere… et voilà!
In realtà, si possono riempire con quello che più vi piace: io li preferisco con pomodoro e mozzarella, ma c’è anche chi ci mette la salsiccia (per la serie rimaniamo sul leggero).

Ingredienti: pasta per la pizza fritta, prosciutto cotto, mozzarella (meglio quella da pizza perché più asciutta), olio per friggere.

Preparazione: appoggiate un cerchio, o un piattino, sulla pasta ritagliando una serie di dischi di 10-12 cm di diametro. Distribuite un paio di fettine di prosciutto e della mozzarella a fettine su ogni disco, salate e pepate, poi inumidite il bordo della pasta e ripiegatela su se stessa, facendo aderire bene i contorni con le dita. Lasciate riposare i panzerotti per 15 minuti e poi friggeteli.

Foto credits: Geomangio

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Da tanto tempo conservo nel computer un paio di foto di una cena a casa della madredilui e tutte le volte mi viene l’acquolina in bocca: sono le foto delle sue capesante gratinate.
La madredilui, come sapete, cucina dei piatti molto buoni e saporiti, classici della cucina “mammesca”, e da qualche anno ha aggiunto al suo ricettario queste capesante gratinate.
È una ricetta che potrebbe essere ribattezzata anche “capesante mare e monti”, visto che i molluschi sono mischiati con i funghi e la besciamella e poi gratinati in forno. Sono l’ideale come antipasto e molto scenografiche, se servite nelle loro conchiglie.
Un consiglio: ovviamente potete usare anche le capesante surgelate e comprare a parte i gusci. Idem per i funghi: se aveste la fortuna di trovarli freschi ben venga, altrimenti la soluzione “surgelato” è sempre meno cara, ma ugualmente appetibile.
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È passata una settimana esatta da quando vi promisi di pubblicare la ricetta della torta di mele della madredilui. Come già vi dissi, sia la sua ricetta che la mia sono davvero ottime. Questa seconda torta di mele è più leggera, ma solo come sensazione in bocca. La cosa che piace davvero al Convivente di questa torta è che le mele (possibilmente gialle), mischiate con la pasta, rimangono molto morbide, quasi venissero legate da una crema.
Provare per credere.
Rimango in attesa di sapere quale sia la vostra preferita.

Ingredienti: 4 mele gialle grandi, 100 gr di farina, 100 gr di fecola di patate, 200 gr di zucchero, 2 uova, 1 bustina di lievito, 200 gr di margarina (o burro).
Preparazione: Tagliate le mele a fettine molto sottili e lasciatele riposare in una ciotola con un cucchiaio di zucchero e il succo di mezzo limone. Mischiate le uova con lo zucchero, unite il burro, la farina, e la fecola e, sempre mescolando, ottenete una pasta cremosa e senza grumi. Imburrate e infarinate una teglia per dolci e versatevi la crema. Posizionate le fettine di mela a giro nella pasta, cercando di inserirle molto vicine l’una all’altra e di mantenerle in posizione verticale rispetto alla crema. Le fettine dovranno essere immerse fino a metà. Infornate e lasciate cuocere a 180° per un’ora.

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Ricordatevi sempre: prima di voi ci sono state altre donne (al 99%) e prima di loro c’era sua madre.
È una regola fondamentale da ficcarsi bene in testa prima di andare a vivere con un qualsiasi maschio. E ricordate che i gusti si formano da piccoli quindi conoscere sin da subito le abitudini culinarie del vostro compagno è una delle prime cose che dovrete fare, o quantomeno cercate di farvi un’idea nel corso dei primi mesi: per organizzarvi al meglio, mangiare bene entrambi, ma soprattutto perché, per quanto voi siate brave in cucina, quello che gli preparava sua madre avrà sempre un posto speciale nei suoi ricordi culinari.
Amore, ma tu il ragù non lo fai mai?” – fu proprio una delle prime domande che mi fece il Convivente dopo circa due mesi di convivenza.”
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Per la serie “Come ti batto la mamma”, anzi come riutilizzare ricette della madredilui per preparare una cenetta velocissima e gustosa.
A Natale da qualche anno la madredilui si diletta in una torta salata al formaggio che piace proprio a tutti. Lei a sua volta l’ha imparata da una parente lontana, ma purtroppo, come accade spesso alle lenticchie e al cotechino, questa ricetta negli ultimi anni è rimasta isolata nello spazio-tempo delle feste natalizie.
Quest’anno però ho imparato a farla anche io, sdoganandola definitivamente e preparandola ogni volta che ne ho voglia.

La prima volta l’ho preparata seguendo pedissequamente la ricetta della madredilui, che troverete tra poche righe, ma poi mi sono sbizzarrita, modificandola a mio piacere aggiungendo di volta in volta qualche ingrediente in più: pancetta, funghi trifolati, zucchini…
È una torta salata: un ossimoro culinario molto godurioso, una soluzione alle cene in due o tra amici, un piatto unico che non può mancare nel vostro ricettario.

Ingredienti: pasta sfoglia, 4 uova, 500 ml di panna, 250 g di emmenthal, sale, pepe e noce moscata.
Preparazione: stendete la sfoglia in una teglia tonda rivestita con la carta forno e bucherellate la base. A parte sbattete bene le uova, unite il formaggio grattugiato, la panna, il sale, il pepe e la noce moscata. Mischiate bene il tutto e poi versatelo nella pasta stesa in teglia. Infornate nel forno, meglio statico che ventilato, per 40 min a 180°. Appena cotta, controllate con la punta di un coltello che l’interno non risulti troppo morbido, sfornate e lasciate raffreddare. È quasi meglio cuocerla qualche ora prima di servirla per poi riscaldarla velocemente all’arrivo degli ospiti.

(Foto di danhodgett)

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Polo e cipolleIn realtà questa è una ricetta per ogni stagione. La birra e le cipolle non mancano mai, tantomeno il pollo.
E’ un’idea, forse neanche troppo originale, seguendo un consiglio molto utile della madredilui, anzi della ziadilui, per poter mangiare la carne cotta il giorno prima.
A me non capita spesso di avere avanzi di carne, tranne il bollito, ma in effetti a volte ci si sforza di mangiare una bistecca solo perché ormai l’abbiamo cotta. D’ora in poi potrete lasciarla da parte e riprenderla il giorno dopo aggiungendo cipolle e aceto.
Come? Beh, basterà tagliare finemente una o due cipolle, farle soffriggere nell’olio a lungo e a fuoco basso per scioglierle quasi del tutto, poi aggiungerete la vostra bistecca a tocchetti e la farete fiammeggiare al volo con un po’ di aceto (bianco, rosso, di mele… fate voi). Non ci crederete (non ci credevo neanche io), ma la carne riacquista morbidezza e un nuovo sapore.
Partendo dall’idea delle cipolle ben sciolte, che amo molto, ho deciso di fare il pollo a pezzi che avevo comprato qualche giorno prima e che al forno, si sa, non mi viene mai perfetto.

Ecco la mia ricetta.

Prima di tutto in una padella ampia fate rosolare, con un goccio d’olio e una noce di burro, il vostro pollo su tutti i lati. Levate il pollo dalla padella e buttate nel fondo rimasto le cipolle (questa volta potete anche abbondare arrivando a quattro, di media grandezza) facendole cuocere lentamente, come detto sopra. Una volta ammorbidite rimettete il pollo in padella e bagnate il tutto con una bottiglia di birra di buona qualità da 0,66 l. Aggiustate di sale e pepe. Coprite la padella, ma non del tutto, e lasciate cuocere fino a completo assorbimento della birra e girando il pollo almeno una volta. Quando la birra sarà quasi scomparsa sul si sarà formato un sughetto delizioso con il quale servirete il vostro pollo ben cotto.

(Foto di jspatchwork)

 

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Vi chiede le ricette che faceva per lui sua mamma e non vi sentite all’altezza? Non c’è da disperare…fagiolini aglio e olio

Una delle tante cose che ho imparato velocemente a cucinare per il Convivente sono stati i fagiolini aglio e olio che gli faceva sempre sua mamma.
Presentati così sembrano la cosa più semplice al mondo, ma ci sono volute bene sette volte per riuscire a ricreare quel sapore, quel non so che di bruciacchiato, quella croccantezza che rende dei semplici fagiolini i veri fagiolini di mia suocera.

 

Come conquistare definitivamente la gola del proprio convivente? Dandogli modo di esclamare molto spessosono proprio come li fa la mia mamma!”.

Se non vi piace cucinare arrendetevi alla cucina della madre, non c’è niente di male, anche se il più delle volte ne risente la linea.
Se vi piace cucinare:
1.    Basterà, nei primi mesi di convivenza, cercare di studiare le facce del vostro uomo davanti ai piatti; esaminare quei “mmh, buono!” o “cosa c’è dentro?”, che vi aiuteranno a capire il suo gusto.
2.    Non abbiate paura di essere insistenti: chiedetegli sempre, ad ogni piatto che gli presentate se gli piace e cosa c’è che non lo convince.
3.    Andate almeno una volta al mese a cena a casa di sua madre (sempre che la conosciate già e abbiate buoni rapporti con lei altrimenti meglio il  ristorante tutta la vita!) e assaporate ogni piatto cercando di scoprirne i segreti, facendo domande tra una portata e l’altra e, ovviamente, complimentandovi a fine pasto.

Non è detto che dobbiate fare proprio le stesse ricette di sua madre, ma ho diverse amiche con fidanzati/mariti piuttosto mammoni e le sento spesso lamentarsi, quindi vi consiglio di impararne almeno due o tre.

Con un pizzico di fortuna arriverà il giorno in cui sentiremo il nostro compagno bisbigliare ai nostri bambini seduti a tavola, in attesa della cena: “state composti, ora arrivano i fagiolini, quelli della mamma!”.
Quella volta, quella mamma sarai tu.

Continua a leggere e troverai la ricetta.

P.S. La discussione continua sul Forum. Rispondi al sondaggio.


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