È tempo di schiscette, di bento, di Tupperware…
È tempo di pausa pranzo davanti a un computer, mangiando di fretta. Sono quei giorni in cui ti scordi di non aver comprato l’acqua e l’unico caffè che bevi è quello terribile che viene dalla macchinetta del quarto piano.
Viste le premesse fate almeno che il cibo sia buono, no?

Oggi ho preparato per i miei colleghi una pasta ottima, veloce da fare e soprattutto una di quelle ricette che più stanno a riposare e meglio è.

Così ieri sera ho dato un un’occhiata a cosa rimanesse in frigo e mi sono fatta qualche idea, poi ho cotto la pasta e preparato il mio pranzo al sacco per l’indomani così come mi veniva sul momento. Risultato? Tutti doppia razione… e fortuna che c’era chi si era ricordato di prendere l’acqua.

Ingredienti: 300 g di mezze maniche integrali, olio extra vergine d’oliva, 100 g di feta, la buccia di un limone, una dozzina di pomodorini pachino tagliati a metà.

Preparazione: mentre cuoce la pasta, lavate e tagliate i pomodorini, fate a cubetti la feta e infine, magari con l’aiuto di un rigalimoni, unite la buccia di limone alla feta e ai pomodorini, condite con pepe, olio q.b. e infine della menta fresca tritata. Una volta cotta la pasta, passatela sotto l’acqua fredda, versatela nel condimento e lasciatela riposare una notte.

P.S. Lo so, i piatti sono assurdi, ma sono avanzati dal compleanno di Coso!

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Patate gratinate

Categorie: Piatti unici

No, non scriverò l’ennesimo post su quanto ami le patate sotto ogni forma e cottura.
Vi dirò invece quanto mi piacciono quelle gratinate, un po’ sul genere Gratin Dauphinois, affogate nella panna e nel parmigiano.
Lo so, non è difficile amarle e non lo è nemmeno farle!
Questa ricetta semplice, anche se non velocissima, è comoda da servire come contorno di pollo arrosto, arrosto, ma anche come piatto unico, magari accompagnato da qualche crostino con pane e prosciutto.
Fortunatamente mio figlio sta prendendo le mie stesse manie culinarie e anche a lui questa nuova versione è piaciuta un sacco. Se la volete rendere solo per adulti aggiungete della paprika piccante e un po’ di cipolla rossa a fette sottili. Non ve ne pentirete.

Ingredienti: 8 patate, 2 cucchiai di farina, 4 cucchiai di burro, 500 ml di latte, 1 cucchiaino di sale, 1/2 cucchiaino di pepe, 50 g di groviera grattugiata.
Preparazione: preriscaldate il forno a 180°. Ungete una pirofila, sbucciate le patate e fatele a fettine spesse circa mezzo centimetro. Sistemate metà delle patate nella pirofila, versatevi sopra metà del formaggio, cospargete il tutto con la metà degli ingredienti restanti: un cucchiaio di farina, mezzo di sale, il pepe e un paio di cucchiai di burro. Create poi il nuovo strato di patate e formaggio e ripetete anche gli altri ingredienti. Infine, innaffiate tutto con il latte e fate cuocere, coprendo la teglia con la stagnola, per 45 minuti; rimuovete poi la stagnola e fate cuocere altri 40 minuti.

Foto: louis bennett

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Tatin di finocchi

Categorie: Piatti unici

L’ho detto diverse volte: non c’è niente di meglio di una splendida cena fuori, con la giusta compagnia, in un buon ristorante  per tornare ispirati e pronti a cucinare in casa propria piatti nuovi e originali.

L’altra sera, e non accadeva da parecchio tempo, il Convivente ed io ci siamo presi un po’ di tempo per starcene soli soletti, a cena fuori, in un posto molto carino. Il ristorante era raffinato, romantico e accogliente: proprio quello che ci voleva. Tra i vari piatti, alcuni semplicemente irripetibili vista la bravura dello chef, quello che più mi è piaciuto è stato l’antipasto: tatin di finocchi accompagnato da gelato di pere al curry.
Ok, il gelato francamente non saprei rifarlo, ma ho provato a usare l’idea della tatin salata per fare una mia versione a base di finocchi e porri.
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Riso pilaf con pollo e zucchine

Categorie: Piatti unici

Al Convivente non piace molto il riso, a meno che non si tratti di un bel risotto mantecato con tanto burro e parmigiano.
L’idea del riso come companatico non la prevede proprio, o meglio non la prevedeva fino a quando non mi ha conosciuto.
Condividiamo la passione per i piatti speziati, la cucina indiana e i piatti di pollo inondati di salsa. Già le salse non sono leggerissime, se poi ci aggiungete qualche panino per fare la scarpetta potete anche dire addio a quei pantaloni skinny che avete visto in vetrina.
Ma non dovete per forza rinunciare al gusto della salsa, vi basterà mescolarla con il riso pilaf che avete preparato (senza alcun condimento) a parte.
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Ci sono delle ricette che – per me – sono legate a doppio nodo con la parola agosto, una di queste sono le zucchine ripiene che faceva la mia nonna quando eravamo tutti riuniti in Toscana. Una delizia che profumava tutta la casa. E mentre in forno si cuocevano le crostate, quasi fatte apposta per scaldare l’ambiente non appena arrivavano le prime piogge di fine estate, sul fuoco ribollivano gli zucchini nel loro sughetto.
Noi le mangiavamo come secondo, dopo un semplice piatto di spaghetti al pomodoro e rosmarino. Mi ricordo che mi divertivo a modellare il ripieno umido e appiccicoso fatto di carne e profumato con mille erbette e il parmigiano. La stessa ricetta potrebbe essere usata per farcire pomodori, patate o melanzane, ma noi avevamo le zucchine dell’orto del nonno e guai a non usarle subito: ” Sennò si sciupano”. Quando arrivavano sul grande tavolo della cucina le zucchine con i loro fiori potevi star certa che la sera avresti avuto la tua razione di zucchini ripieni e il giorno dopo, per pranzo, degli eccezionali fiori fritti. Tutto merito della nonna Marì.

Che bei tempi! Quasi, quasi vado a prepararle.


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Sono tante le ricette di famiglia delle quali non vi ho mai parlato, forse perché alcune sono così semplici che neanche penso possano essere annoverate sotto il termine “ricetta”. Poi però quando mi ritrovo a prepararle non posso fare a meno che condividerle con voi.
Una di queste è il pesciaccio: una sorta di pasticcio di patate e tonno da mangiare freddo ricoperto di maionese, possibilmente fatta in casa. Diciamo che non è proprio la ricetta preferita dal Convivente, ma potrebbe diventare una delle vostre: primo per la sua estrema semplicità, seconda perché piuttosto creativa e terzo perché non può non piacere ai bambini, anche solo per la forma con cui viene presentata in tavola.

Cercando in rete se ci fosse qualcosa di simile al mio pesciaccio dopo bene 30 anni ho scoperto che la mitica ricetta di famiglia è meglio conosciuta nel mondo dei ricettari come “Pesce finto” e anche nel cerca ricette di Donna Moderna potrete trovarne diverse versioni. A voi la scelta… quella che segue è la ricetta della mia mamma!

Ingredienti: 4 patate, 300 g di tonno in scatola, 2 cucchiai di capperi, sale, pepe, prezzemolo e maionese fatta in casa.
Preparazione: lessate le patate, ancora con la buccia, in una pentola con abbondante acqua salata. Quando si saranno ammorbidite scolatele, lasciatele intiepidire, sbucciatele e poi schiacciatele bene con lo schiacciapatate. Mettete le patate in una ciotola capiente nella quale verserete anche il tonno (sgocciolato bene dal suo olio), il mazzetto di prezzemolo fresco tritato finemente, i capperi (se vi piacciono), un filo d’olio per ammorbidire e poi aggiustate di sale e pepe. Aggiungete circa 1/3 della vostra maionese al composto e poi con questa “poltiglia” formate su un piatto da portata un bel pescione. Potete comprare anche uno stampo a forma di pesce, ma io mi sono sempre divertita a farlo a mano con la mia mamma. Una volta fatta la forma spalmate tutta la maionese rimasta sul pesce e cominciate a decorarlo con olive, capperi o cetriolini per dare vita al pesciaccio con occhi, branchie e pinne finte. Spazio libero alla fantasia. Lasciate riposare almeno un’oretta in frigorifero e poi servite.

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Uh, mamma! Il gatto di patate, che buono.
Questa affermazione, di cui timidamente mi attribuisco la paternità, risale al 1985, credo.Quello fu l’anno in cui assaggiai il mio primo gateau di patate, ovvero una torta ricca di patate, formaggio e prosciutto. Una sorta di tortino o sformato. Chiamatelo come vi pare, ma state tranquille: il gatto non c’entra nulla. A meno che non compriate uno stampo per il forno a forma di gatto e non sarebbe una cattiva idea!
Pare che il gateau (torta in francese) si possa anche chiamare gattò, con l’accento sulla “o”, dato che questa delizia sembra essere un classico della cucina napoletana.
È sicuramente un piatto unico, ma potreste usarlo, tagliato a cubettoni, come antipasto o come spuntino da aperitivo. I bambini ne vanno matti, per non parlare del Convivente. Quando lo faccio mi dice sempre che manca il sale, ma questa ormai è una questione che difficilmente riusciremo a superare.
Passiamo ora alla ricetta, gentile regalo di mia madre a tutte voi, soprattutto perché a me le patate sono state vietate per un po’. Niente di grave, solo che sembra io stia lievitando e quindi sarebbe meglio tenere la dieta mia e di Coso sotto controllo. Voi godetevi questo piatto.
Un ultimo consiglio: se lo preparate domani sera o al massimo sabato mattina avrete risolto i weekend perché ogni volta che lo riscalderete sarà più buono.

Ingredienti: 1,5 kg di patate, 100 g di prosciutto cotto a dadini, 4 uova, 100 g di parmigiano grattugiato, 100 g di pecorino, 100 g di provola affumicata o dolce in base ai vostri gusti, 150 g di mozzarella, 1 mazzetto di erbe miste fresche (prezzemolo, timo, basilico), 1 cucchiaio di latte, 120 g di burro, 50 g di pangrattato, sale e pepe q.b. (non esagerate perché il pecorino e la prova rendono il tutto molto saporito).
Preparazione: lessate le patate e poi schiacciatele in una ciotola con un masher o con il classico schiacciapatate. Unite alle patate i dadini di prosciutto, metà del burro, il parmigiano, il pecorino, 4 tuorli, il latte e il trito di erbette. Salate e pepate. Montate due albumi a neve ferma e incorporateli con delicatezza al composto di patate. Ungete con il burro una teglia (tonda, quadrata o a forma di gatto)e spolverizzatela con il pangrattato. Versate metà del composto di patate, poi ricoprite con la provola e la mozzarella fatte a fette non troppo spesse, ricoprite con il resto dell’impasto e, una volta livellato il gateau, distribuite sopra qualche fiocchetto di burro e un po’ di pangrattato. Fate cuocere in forno a 200° per 45 minuti. Servite tiepido, così sarà più semplice tagliarlo.

(Foto di banger1977)

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La latteriaLo sformato è una delle cose che preferisco ed è anche uno dei piatti più amati dal Convivente, uno dei tanti modi “pasticciati” in cui ama mangiare le verdure. Avendogli parlato spesso dello sformato di mia madre il Convivente un giorno mi ha portato in un ristorantino al centro di Milano dove la specialità è proprio lo sformato e le verdure cotte in forno.
Si chiama la “Latteria Milanese” ed è uno dei locali più famosi e antichi di Milano.
In questa piccola ex latteria dietro Via Piemonte vige una sorta di dittatura gastronomica: il proprietario, un milanese con i baffoni e la faccia lunga, è il dittatore e, a meno che non abbiate gusti particolari, vi consiglio di lasciar fare a lui. Ordinate solo un piatto misto e lui vi porterà, su una vecchia alzatina di ceramica, un tripudio di sformati, melanzane alla parmigiana, Le alzatine della latteriaverdure ripiene e timballi di pasta. Se non sarete poi del tutto piene (vi consiglio di lasciarvi un angolino vuoto), potrete chiedergli anche un misto di dolci: un’altra alzatina, dal diametro inferiore rispetto alla prima, piena di budini, pezzi di torte fatte in casa e crème caramel traballanti.
Tornati da quel pranzo eccezionale ho chiesto a mia madre di darmi la ricetta del suo sformato (di solito lo prepara metà di zucchine e metà di spinaci) e alla prima occasione l’ho preparato al Convivente e ai nostri amici.
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