La caponata: a modo mio.

Categorie: Ricette semplici

CaponataPremessa: ho scritto “a modo mio” perché ho letto seimila ricette per fare la caponata e so già che ognuna di voi la fa a modo suo oppure pensando che quella sia l’unica ricetta possibile per la vera caponata.Non voglio mettere le mani avanti, ma dopo aver letto i commenti arrivati (vi ringrazio, è stata una bella conversazione) per un semplice piatto di spaghetti mi fa piacere precisare che questa sarà solo la mia versione di questo misto di verdure – altro non è – con aggiunta di olive.L’idea della caponata, mai fatta in vita mia, è nata dalla quantità di melanzane che riposavano nel mio frigo. Erano quattro, belle e ciccione, solo che non avevo alcuna voglia di impelagarmi in una teglia di melanzane alla parmigiana (non ditelo al Convivente). Così ho cominciato facendo a tocchetti le melanzane e lasciandole un’oretta a spurgare cosparse di sale.Rimugina, documentati, pensa: ma sì, faccio una caponata come l’ho assaggiata dal mio amico Simone. Scrivi a Simone. Attendi una risposta. Fai altre cose. Poi ti accorgi che di certo è in ufficio e, avendo altro da fare, sarà difficile ottenere la ricetta fino a sera. Così si comincia con il fai-da-te: pentolone (il mio Le Creuset non si smentisce mai in questi casi) con un filo d’olio tre spicchi d’aglio e una cipolla rossa fatta a tocchettoni. Sciacquo le melanzane e intanto su Skype appare la risposta di Simone e il suo consiglio: «metto tutto insieme, le zucchine all’ultimo perché altrimenti diventano poltiglia, e anziché bagnare le verdure con acqua faccio un mix con acqua e un po’ di aceto rosso, ma poco. Tante olive, tre spicchi d’aglio schiacciati con la lama del coltello, pepe generoso e anziché la passata di pomodoro metto un tubetto intero di ortolina».Tre spicchi d’aglio, ottima partenza Fiamma!Caponata bis

Dalle indicazioni di Simone alla mia ricetta il passo è breve (la cottura un po’ meno) e il risultato davvero soddisfacente. Aggiungo le melanzane a tocchetti, levo l’aglio, infilo sei patatine novelle (avevo un pacchetto di quelle crude e surgelate e ce l’ho messe così com’erano), spremo quel che avanza del mio tubetto di ortolina (fortunatamente ce l’avevo), aggiungo sale e pepe, un barattolo di polpa di pomodori perini (quella con i perini dentro ancora interi) e un paio di bicchieri d’acqua. Scovo nella dispensa un bel barattolo di olive taggiasche denocciolate, le scolo e le butto tutte nel pentolone. Spruzzo su tutto circa un quarto di bicchiere di aceto rosso (non poco come mi ha scritto Simone, ma mi sembrava giusto così). Fuoco basso, tappo che semi-chiude la pentola, una giratina ogni tanto. Faccio la doccia. Alzo la fiamma per asciugare un altro po’ il sugo e voilà: la mia caponata.
A cena, oltre al Convivente soddisfatto magicamente da qualcosa che contiene robe verdi, c’era un’amica che mia ha consigliato di aggiungere alla caponata qualche pinolo tostato.Oggi, con quel che avanza, mi faccio un bel cous-cous, tosto qualche pinolo e mi tuffo nella caponata.
Sembra che anche al coso/a che riposa in pancia sia piaciuta parecchio.

12 commenti