Harry e SallySto per parlarvi di una ricetta che forse un po’ mi assomiglia perché possiamo definirla ad alto mantenimento (ma convinta del contrario).
Come, non sapete cosa significhi l’espressione “ad alto mantenimento”? Beh, viene dal film “Harry, ti presento Sally” (se non l’aveste mai visto fatelo, ora). Ecco, brave, ho sentito un coro di “Aaah!” che mi ha subito fatto capire che non devo andare avanti nella spiegazione. Ah no, c’è quella signorina laggiù che mi guarda con la faccia a punto interrogativo. Sei giovane e giustificabile, quindi ecco lo spezzone di film a cui mi riferisco.
La ricetta di oggi può essere definita ad alto mantenimento per il semplice fatto che solo l’idea di preparare qualcosa in forno in questo periodo implica che “a parte” abbiate una casa adeguatamente surgelata dall’aria condizionata. Non è certo il massimo esempio di “ricette ad alto mantenimento”, ma presto ve ne proporrò delle altre. Detto questo, oggi vi parlo delle cipolle. Cipolle al forno. Vi sembrerà un po’ strano, ma in realtà siamo in piena stagione dato che l’altro giorno con il mio carico di verdura settimanale sono arrivate delle splendide cipolle fresche. Profumate, lunghe, rosa e bianche e dolcissime. La prima cosa che ho pensato è stata: bene, è arrivato il momento di una bella cuccuma di fagioli, tonno e cipolle. Poi mi sono detta che il giorno dopo avrei dovuto compiere un viaggio in treno e che forse il mio fisico non avrebbe retto. Allora avrei potuto mettere tutto separatamente: cipolle, fagioli e tonno “a parte”.
Poi ho pensato a quali meravigliose zuppe avrei potuto preparare.
E alla fine mi son detta: “Sai che c’è? Schiaffo tutto in forno e la faccio finita.”
Ma come fare per rendere le cipolle ancor più buone, mantenendole leggere? Ho preso le cipolle, le ho pulite, ho tolto la prima pellicola e le ho tagliate a metà. Ho preso una teglia e le ho posate con la faccia tagliata all’insù. Un filo d’olio, un pizzico di sale, pepe e origano e infine una leggerissima spolverata di pangrattato. In forno a 180° gradi per circa 40 minuti e voilà… Buon contorno a tutte!
Le cipolle sono ottime e potete accompagnarle con tutto. Sono così dolci che potrebbero diventare anche un dessert!

Queste cipolle potete farle anche senza aria condizionata, se siete a basso mantenimento!

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2009_cloudy_with_a_chance_of_meatballs_009.jpgMontagne di budino alla crema, sandwich infilzati nella Torre Eiffel, biscotti della fortuna che lanciano messaggi dal cielo! Non sono una visionaria, ma dal cielo a Natale pioverà un po’ di tutto.
Come già accadde per “Julie & Julia” non ho alcuna intenzione di aspettare la data di uscita italiana per parlarvi di un altro film, anzi stavolta un film animato, che ha molto a che fare con il cibo. Anche più di “Julie & Julia”.
Piovono polpette arriverà in Italia a Natale (il  23 dicembre) e sarà in 3D, come molte altre pellicole del momento.

Cloudy with a Chance of Meatballs“, questo il titolo originale, è un adattamento del libro per ragazzi omonimo scritto da Judi Barrett nel 1978. Mentre la favola del libro raccontava del favoloso mondo di Chewandswallow dove piove tre volte al giorno (a colazione, pranzo e cena), la trama del film racconta l’incredibile avventura dello scienziato Flint Lockwood e della sua ultima invenzione: una macchina in grado di convertire l’acqua in cibo.
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julia childColta da folgorazione, non appena vidi il trailer di “Julie&Julia”, il nuovo film di Norah Ephron, non potei fare a meno di parlarvene. Poi, quest’estate, una pioggia di articoli apparvero su tutta la stampa americana in occasione dell’uscita ufficiale del film.
Domani arriverà nelle sale italiane e io, pur non essendo ancora andata a vederlo, già so che impazzirò completamente.
Sono certa che appena metterò di nuovo piede nella mia cucina non potrò fare a meno di cucinare, e sono certa che capiterà anche a voi.
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Forse qualcuna di voi avrà già letto sui quotidiani la notizia del video che ritrae l’attrice Gwyneth Paltrow alle prese con un pollo arrosto e un’insalata mista. Beh, nel caso non l’aveste vista sto parlando di questo:

E’ bellissima, elegante, magra e, come se non bastasse, vuole farci credere che quel pollo è buonissimo. Ma per favore…gp.jpg
A parte gli scherzi (dettati dall’invidia per la grazia con la quale l’attrice taglia l’osso centrale di quel pollo freddo e spennato), il video è l’ultimo post del sito Goop creato dalla stessa Paltrow per offrire alle naviganti consigli utili per vivere meglio. Per riceverli basta iscriversi alla newsletter del sito. Nuovi spunti per rinnovare il vostro stile (che budget avete a disposizione?), idee per il vostro prossimo viaggio (non vi aspettate destinazioni low-cost), consigli per sperimentare in cucina (sempre che per voi pollo arrosto e insalata si possano considerare un esperimento) e, infine, suggerimenti per “migliorare” la vostra relazione di coppia (a meno che non siate già sposate con uno come Chris Martin).

Dopo la visione del video, mi sono girate per la testa diverse domande.

1. Ma un grembiulino, anche di Dolce e Gabbana, la Paltrow non se lo mette quando cucina?

2. Quanto ci mette realmente quel pollo a cuocersi? Sette minuti mi sembrano un po’ pochi.

3. A cosa servirà shakerare le patate dopo averle cotte?

4. Dove ha imparato a tagliare così bene le verdure?

5. Come le è venuto in mente di mettere lo sciroppo d’acero nella salsa per l’insalata?

Vabbè, mi fermo qui. Vi lascio con la ricetta (che ho tradotto per voi) del Super Easy Chicken di  Gwyneth Paltrow, volevo dare anche io una mano a chi volesse nutrirsi come una star.

Pollo arrosto con patate (per 4 persone)
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merylstreep_child.jpgL’altro giorno curiosando su alcuni siti americani mi sono nuovamente imbattuta nel nome di Julia Child: chef, autrice e personaggio televisivo che fece conoscere la cucina francese e le sue tecniche al grande pubblico americano attraverso i suoi libri e i suoi programmi televisivi. Morta cinque anni fa, Julia è stata fonte di ispirazione per migliaia di casalinghe americane, ma non solo. Le sue ricette sono state il punto di svolta per la vita di Julie Powell: giovane americana stufa di inseguire le grandi imprese delle sue amiche (tutte donne in carriera superimpegnate), ma soprattutto annoiata dal suo lavoro, trova quello che stava cercando tra le pagine del libro di Julia Child “Mastering the Art of French Cooking“. È proprio sfogliando quelle ricette, scritte nel 1961, che ha inizio l’impresa di Julia: cucinare tutte e 524 le ricette della signora Child in 365 giorni. Il progetto inizialmente viene documentato solo sul blog di Julie, “The Julie/Julia Project“, poi il blog diventa un libro e ora il libro è diventato un film (in America uscirà il 7 agosto 2009).
Julie&Julia è il film per quelle come me: golose, curiose, appassionate di cucina, romantiche, pasticcione, cuoche… Insomma, se posso permettermi, come voi!
Norah Ephron (“Harry ti presento Sally” vi dice nulla?) è la regista e sceneggiatrice e per l’adattamento cinematografico ha avuto l’intuizione di unire il libro di Julie “Julie & Julia” all’autobiografia di Julia Child “My life in Paris” uscita nel 2006 e scritta durante gli ultimi mesi di vita della Child. Meryl Streep sarà la Julia di Parigi, mentre Amy Adams è Julie Powell a New York: due storie vere, due donne affascinanti che, pur vivendo in anni e città diverse, scoprono come superare la noia quotidiana grazie alla cucina.

Con passione, ambizione e burro tutto è possibile!

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nyc-guide.jpgIl mitico ristorante nato sull’Isola Tiberina e guidato per anni dalla “Sora Lella” (soprannome di Elena Fabrizi, sorella di Aldo Fabrizi) attrice e cuoca romana, sbarca a New York.
Da Via Di Ponte Quattro Capi 16 a Roma a 300 Spring St.: “ci sono voluti cinquant’anni – così recita la recensione del New York Timesalla Sora Lella per mettere il naso fuori dall’Italia. I nipoti di Elena, Mauro e Simone Trabalza insieme al socio Fabio Maltese hanno aperto a West Soho. Aiutati in questa impresa da Gian Luca Giovanetti e Pierluigi Palazzo, gestori di Gnocco Perbacco nell’East Village: due italiani emigrati con il solo scopo  di importare in America l’autentica cucina italiana. Nel caso della Sora Lella questo significa una cucina romanesca al 100%, tra paccheri all’amatriciana, puntarelle con salsa d’acciughe e carciofi (alla giudia o stufati con aglio e mentuccia)”.
I ristornati italiani a New York non sono certo una novità e con la Sora Lella gli americani avranno un posto in più per mangiare alla romana rimanendo dall’altra parte dell’oceano. Per capire una scena simile, invece, dovranno “masticare” almeno un po’ di italiano.

 

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Continuano i consigli per il brunch, domani è sabato e spero possiate sfruttarli al massimo.

Quarto consiglio: i french toast di Dustin Hoffman.
Da qualche settimana ho cominciato a cimentarmi in questa specialità americana, anche se le origini della ricetta sono un po’ confuse. I french toast sono stati un’idea del Convivente (anche se era convinto che fossero salati) dopo una chiacchierata su vecchi film da Oscar come “Kramer contro Kramer”: Dustin Hoffman appena separatosi dalla moglie (Meryl Streep) prepara questi toast per il figlio, con scarsissimi risultati.

“Cosa vuoi per colazione? Voglio i french toast.” Ecco la scena (purtroppo l’ho trovata solo in inglese).

Ed ecco la vera ricetta dei french toast. Non credo infatti sia il caso che seguiate quella di “papà” Dustin Hoffman!


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