Ho trovato il regalo ideale per gli amici foodies, ovvero quelli fissati e appassionati di delizie enogastronomiche: trattasi di passion fruit curd.
Questa semplicissima cremina a base di frutto della passione (ricordate che l’avevo già preparata con il rabarbaro?) è una preparazione golosa al punto giusto, con quel pizzico di acido che ti scivola nella gola e ti fa venire un brivido di piacere.
Normalmente si prepara con i limoni, ma diciamo che i frutti acidi in genere si prestano bene alla realizzazione di un curd.
La quantità è quella per un barattolino, ma voi fatene quanti ne volete: si conserva in frigo circa una settimana edè l’ideale per essere spalmata su pane, crostatine, biscotti e dolci in genere. Io l’ho messa anche nel risolatte!
Il frutto della passione mi fa impazzire, non lo trovo facilmente, ma quando c’è deve essere mio, subito. Mangiarlo così è un po’ inutile, ma per preparare culis di guarnizione o il curd, appunto, è perfetto.
Vate dei bei vasetti, trovate l’etichetta giusta e regalate questa cremina a chi amate… sarete ricambiati.

Ingredienti:tre frutti della passione, mezza arancia, un uovo, 30 g di zucchero, 30 g di burro

Preparazione: aprire a metà i frutti, raccoglierne la polpa e passarla a un colino con l’aiuto di un cucchiaio. Aggiungere il succo di mezza arancia. A parte sbattete l’uovo con lo zucchero e aggiungetelo poi al succo dei frutti. Trasferite il composto in un pentolino e fate scaldare il composto a bagnomaria continuando a montare il tutto con una frusta. Dopo circa 6-10 minuti vedrete che comincerà ad addensarsi e a questo punto continuate a mescolare aggiungendo il burro a tocchetti. Trasferite la crema in un barattolino e conservate in frigorifero.

Foto: rainingsheep

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Pesche grigliate e zabaione

Categorie: Ricette semplici

Avete sentito che profumo che hanno le ultime pesche? L’altro giorno al mercato ne avrei comprate a tonnellate. Solo che maturano troppo in fretta e sarebbe un vero peccato ritrovarsi in casa tante pesce ormai immangiabili.
Ne ho comprate comunque un bel po’: un chilo per la confettura, un chilo per mangiarle quando ne ho voglia e infine qualcuna per realizzare un delizioso dessert per i miei amici, quando verranno questa sera.

Poco tempo per cucinare e ancor meno per fare la spesa: cosa mi invento?
Ed ecco come nasce questa ricetta: unendo l’idea di grigliare la frutta, che ho scoperto quest’estate, a quella dello zabaione al marsala, che solitamente si usa in un altro dolce a base di pesche, ovvero quello con gli amaretti.
È una ricetta facile e superveloce! Gustatevela.

Per le pesche grigliate: 4 pesche, un cucchiaino di zucchero di canna, un pizzico di cannella, uno di sale e uno di noce moscata.

Preparazione: tagliate le pesche a metà, scaldate una griglia, ponete le mezze pesche dalla parte della polpa e lasciatele grigliare a fiamma bassa per due o tre minuti. Giratele e aggiungete il mix con zucchero, sale e spezie aspettando che il composto caramellizzi sulla polpa calda.

Per lo zabaione: 8 cucchiai di marsala, 4 cucchiaini di cacao amaro,  4 tuorli, 4 cucchiai colmi di zucchero.

Preparazione: in un pentolino montate bene i tuorli con lo zucchero, unite otto cucchiai di marsala e mescolate delicatamente in modo da amalgamare bene gli ingredienti. Mettete il recipiente sul fuoco bassissimo e continuate a mescolare senza far prendere il bollore. Fate cuocere la crema finchè non si ispessirà aumentando di volume. Togliete dal fuoco e fate raffreddare, mescolando di tanto in tanto. Versate lo zabaione sulle pesche e servite a temperatura ambiente o fredde.

Foto di mccun934

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A Capodanno mi sono cimentata per la prima volta nella Torta Saint Honore.
Sì, sono pazza. No, non sono pazza: ci ho provato!
Prima di tutto ho deciso di farla perché il Convivente ne va matto, ma soprattutto voleva essere l’ennesima sfida con me stessa: devo superare la mia riluttanza nei confronti delle torte cremose che tutto il mondo ama.
Sogno un mondo di torte “secche”, senza troppi fronzoli, ma questi son problemi che al momento non posso risolvere.
Torniamo alla mia prima Saint Honore (sì, è quella nella foto).

Questa torta è piuttosto complicata perché racchiude in sé mille elementi diversi che, volendo farli in casa, richiedono giorni di lavoro, o quantomeno alcune ore: pasta sfoglia, pasta choux, crema Saint Honore o chiboust, ovvero l’unione perfetta tra crema pasticcera e meringa all’italiana, e panna montata. Basta?
Il risultato è stato discreto, per essere una prima volta, ma posso migliorare.
Vi confesso che per questo primo esperimento ho comprato la pasta sfoglia surgelata e qualche bignè pronto, per darmi sicurezza, ma la base di pasta choux e la crema Saint Honore le ho fatte tutte da sola, dall’inizio alla fine.
Ed è proprio della crema che ho realizzato che voglio parlarvi: per me è stata una vera rivelazione, altro che chantilly!
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