Premessa: fosse per me, e per mio figlio, in casa si mangerebbero solo le patate.
Ne andiamo davvero matti e cotte in qualunque modo.
Quelle fritte io non le amo, ma sembra che il piccolo di un anno e mezzo abbia già deciso che sono una delle cose più buone al mondo.
Dato che l’estate non è stata propizia per la dieta, come ad ogni cambio di stagione, io ci riprovo.
Come coniugare però patate e dieta? Parlano tutti di no-carb e io come posso fare?
E – questione fondamentale – come posso preparare le patate per Coso e non mangiarle io?
La soluzione è grigliarle! Se fossi ancora al mare le cuocerei direttamente con il barbecue, ma mi sa tanto che dovrò accontentarmi della padella di casa…

Provateci anche voi!

N.B. Se poi aveste modo di recuperare un taglia patate ondulato ne godrà anche l’occhio.

Ingredienti ketchup: 170 g di concentrato di pomodoro, 80 g di miele o sciroppo di agave, 120 ml di aceto bianco, 60 ml di acqua, un cucchiaino di zucchero, un pizzico abbondante di sale, un pizzico di cipolla in polvere e una punta di aglio in polvere.
Preparazione: unite tutti gli ingredienti in un pentolino e fate scaldare. Appena il composto comincia a bollire, riducete la fiamma e lasciate restringere per 20 minuti, girando spesso. Levate dal fuoco, fate raffreddare, trasferite in una bottiglia che conserverete in frigorifero.

Ingredienti patate: 2 grosse patate ben lavate, 2 cucchiai d’olio, sale e pepe
Preparazione: cominciate scaldando la griglia. Tagliate le patate a fette alte circa un centimetro e mezzo, sistema le patate su un piatto e versaci sopra l’olio in modo da ungerle bene. Aggiungete sale e pepe a vostro piacimento, abbassate la fiamma sotto la griglia e fate cuocere le patate a fuoco medio ben disposte, meglio se riuscite a coprirle con della carta stagnola e fate cuocere per circa 6-10 minuti sul primo lato, controllando sempre che non brucino. Con una forchetta controllate che sia tenere all’interno e belle dorate all’esterno, servite e accompagnate con ketchup, magari fatto in casa.

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Tanto lo so che state tutte pensando a quale dieta fare: Dukan, disintossicante, della banana, del minestrone…
Io anche ci penso, ogni tanto, e poi penso che non è mai il lunedì giusto, ahimè!
Con il Convivente poi non è mica facile: non perché lui me lo impedisca, ma finisce sempre che a cena, preparando per lui, assaggio un po’ di tutto e il rigore mantenuto a pranzo svanisce in un boccone… di pasta.
Ma quest’anno sento che ce la farò e il modo migliore per iniziare una dieta col piede giusto è mangiare sano, fresco e di stagione. Cosa c’è di meglio di una bella insalata, ricca al punto giusto, per saziarsi e non avere troppi sensi di colpa.
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A luglio non vi trovate anche voi in imbarazzo davanti ai pomodori? Rossi, verdini, lunghi, tondi, piccoli, saporiti, acquosi: ce n’è per tutti i gusti. E tutti i pomodori sono di mio gusto. Fino all’età di vent’anni li odiavo: ogni volta che mio padre prendeva i pomodori col riso in rosticceria – cosa che invece ho sempre amato – gli levavo il guscio. Mi piaceva la bruschetta, ma era la classica eccezione alla regola.
Poi, d’un tratto, non ricordo né quando né perché, ho cominciato a mangiarli e ad amarli profondamente.
Essendo a dieta, chiusa in casa a lavorare e a proteggermi dal caldo, ogni giorno cerco di farmi un pranzo leggero, veloce, ma sempre buono e la ricetta di oggi – pomodori crudi ripieni – è proprio il classico piatto che amo prepararmi. Spero possa essere utile anche a voi.

Ingredienti per due persone: 4 pomodori tondi, belli rossi e sodi, 200 g di formaggio in fiocchi o ricotta, olio, sale, origano e pepe q.b.
Preparazione: lavate bene i pomodori, togliete il picciolo e scavateli internamente, tenendo da parte la polpa. Salate i gusci di pomodoro, e versate in ognuno un filo d’olio. Schiacciate con una forchetta la polpa messa da parte, eliminate l’acqua, aggiungetevi il formaggio, l’origano, il sale e il pepe. Con il composto riempite ogni pomodoro e servite, come antipasto oppure come secondo accompagnato da una bella insalatona verde oppure dei ceci saltati in padella con olio e rosmarino.

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Uno dei must estivi è l’insalata di pollo. Se volete farne una con tutti i crismi vi consiglio la Caesar Salad, ma se voleste rimanere leggere, pur mangiando qualcosa di sostanzioso, ho proprio una ricetta che fa al caso vostro. Il trucco sta nel cuocere il pollo senza l’uso di grassi, ma usando spezie e odori per renderlo saporitissimo.
Se avessimo un tandoor, come gli indiani, avremo già risolto il problema, ma anche con i nostri forni elettrici possiamo creare ottime cose.
Prima dell’insalata cominciamo quindi con il pollo.
Il pollo. Comprate un petto di pollo intero per due persone, massimo tre, e dividetelo a metà, lungo la parte di cartilagine centrale, ottenendo così due metà. Riscaldate il forno a 180° e nel frattempo insaporite il pollo: mischiate in una ciotola due cucchiaini di sale, un spruzzata di pepe, mezzo cucchiaino delle vostre spezie preferite (ho usato: zenzero, cannella, paprika dolce, noce moscata, curry e curcuma) e passatevi le metà di pollo, impanandole bene. Riponete il pollo su una teglia rivestita di carta da forno e fate cuocere per 40 minuti. Una volta cotto lasciatelo raffreddare e poi scaloppatelo.
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Capita che nel mio frigorifero da qualche anno arrivi, in questo periodo, una confezione di plastica con su scritto “Aglio orsino“: foglie lunghe, un po’ larghe, dal colore verde brillante come un prato in primavera, ma odorose come una testa d’aglio.
Vi confesso che il primo anno l’ho buttato: quasi imbarazzata dal non sapere cosa farne e come trattarlo. L’ho lasciato morire nel frigorifero e poi l’ho seppellito nella pattumiera.
L’anno scorso ho fatto il pesto, ispirata da qualche sito, ma avendo esagerato con le quantità ho ottenuto il pesto più aglioso del mondo, tanto da diventare insopportabilmente piccante, nonché immangiabile.
Quest’anno ho vinto: ieri sera ho preparato un’ottima frittata con aglio orsino e formaggio. Ho vinto, nel senso che a me è piaciuta molto, mentre il Convivente non ne è rimasto estasiato. Tutta colpa della dieta.

- È un po’ secchina, no?
- Forse, ma perché non c’è l’olio.
- Ah, beh, dillo!
- Ma lo sai che sono a dieta.
- Sì, va bene, ma se me lo dici prima mi organizzo.
- Cioè, non l’avresti mangiata?
- No, la mangiavo.
- E allora?
- Beh, psicologicamente è diverso: ti vivi la cosa sapendo che lo stai facendo per la dieta. Lo faccio anche io il sacrificio, ma almeno voglio esserne cosciente.
- …

Dopo questa assurda conversazione passiamo alla ricetta.
Ingredienti: 5 uova, un mazzo di aglio orsino tritato al coltello, 50 g di formaggio tipo caciotta, sale.
Preparazione: sbattete le uova e aggiungete tutti gli altri ingredienti. Scaldate bene la padella e versatevi il composto della frittata. Fate cuocere bene su un lato e poi, con l’aiuto di un coperchio, girate la vostra frittata. Alla fine versatevi sopra un giro d’olio a crudo.

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Lo so, lo so, non ne potete più di riempirvi la casa di elettrodomestici. Ma uno, ancora uno, che vi costa? Fatevi un regalo questa primavera/estate: compratevi una centrifuga. Se controllate bene nella vostra cucina sono certa che troverete lo spazio anche per questo utilissimo aggeggio. Lo vedo io da qui, non avete scuse, c’è uno spazio per riporla proprio tra il frullatore e lo spremiagrumi. Lo vedete? Dai! Il posto che darete in cucina alla centrifuga è proprio, anche in senso pratico, dato che con essa potrete realizzare succhi buoni come un frullato, ma utilizzando solo frutta e verdura (senza aggiunte) proprio come fa lo spremiagrumi. Non dovete mica comprarne una professionale, come quelle del bar che occupano un casino di spazio, nei negozi di elettrodomestici sono certa che ne troverete una a misura di cucina casalinga.
Cosa farne? Beh, semplice: succhi a go go.
Scegliete i vostri frutti preferiti, magari usate anche qualche frutto tropicale che sono ricchi di sapore, qualche verdura fresca come cetrioli, finocchi e carote e qualche spezia come cardamomo, cannella e zenzero e il gioco è fatto, non vi resterà altro che abbinarli a vostro piacimento.
Un paio di suggerimenti a mio parere molto buoni e di stagione.
Fragole e basilico: venti fragole, qualche foglia di basilico, una mela rossa.
Ananas e zenzero: mezzo ananas fresco, un pezzetto di radice di zenzero e due carote.
Mela e cannella: cannella, mela gialla, sedano.

(Foto di hepp)

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Avete mai mangiato i pici? Sono un tipo di spaghettoni toscani, fatti a mano con acqua e farina. Chi di voi fosse passato tra Siena e Grossetto non può non averli assaggiati. O meglio, potrebbe non averli assaggiati, come è accaduto al Convivente, ma se così fosse vi consiglio di rimediare al più presto. Non è difficile trovarli, ormai li vendono anche nei supermercati più forniti. Il sugo che meglio li accompagna è il sugo all’aglione.
Non dovete spaventarvi: questo sugo è ottimo e nonostante i quattro grossi spicchi d’aglio che servono per farlo non vi rimarrà in bocca un sapore tremendo, ma solo un piacevolissimo retrogusto a prova di bacio.
Il vero trucco per far venire bene questo sugo, trucco che può essere utilizzato anche con altri sughi di pomodoro anche senza aglio, è il vino. Bianco o rosso (ho provato in tutti e due i modi) il vino è l’arma vincente per trasformare una semplice passata di pomodoro in un sugo avvincente, degno di qualunque scarpetta. Adatto ad ogni tipo di pasta, ovviamente. Ma passiamo alla ricetta dei nostri pici all’aglione e buon appetito.

Ingredienti (per 4 persone): 400 g di pici, 50 ml di olio extravergine d’oliva, 4 spicchi d’aglio, 400 ml di passata di pomodoro, 100 ml di vino (bianco o rosso), 1 peperoncino.
Preparazione: mettete a scaldare l’acqua per la pasta e salatela. Sbucciate gli spicchi d’aglio e buttateli in un padellino nel quale starete già scaldando l’olio. Prima che l’aglio sia imbiondito, aggiungete la passata di pomodoro, il vino e il peperoncino. Fate cuocere il tutto per circa 20 minuti. Scolate la pasta e conditela con il sugo ottenuto. Se riusciste ad individuarli vi consiglio di eliminare gli spicchi d’aglio.

(Foto di fugzu)

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frittataState tornando a casa dopo un lungo viaggio? Siete ancora in tempo per comprare qualcosa al volo e siete stufe di junk food e panini? Un consiglio (per chi sta rientrando e per chi invece tornerà tra qualche giorno): scendete dalla macchina, entrate nel primo supermercato aperto che trovate in città e comprate un pacco di uova, uno di zucchine, se volete delle cipolle, il latte per la mattina dopo e andate alla cassa. Cinque minuti e la cena del rientro sarà a portata di mano. Ovviamente si presume che abbiate ancora un po’ di olio in casa e che le vostre piantine non siano completamente morte, altrimenti comprate anche olio e odori misti.
Siete a casa: la valigia sul letto ancora da aprire, i familiari fanno a gara per farsi una bella doccia nel bagno di casa e voi avete voglia solo di una cena veloce per poi tuffarvi nel letto per un’ultima dormita pre-rientro a lavoro.
La frittata è una di quelle ricette versatili, facili e che troppo spesso dimentichiamo. Sembra la ricetta ideale quando il frigo è semivuoto e le uova sono ormai vicine alla scadenza, ma non è così: la frittata è il classico comfort-food, genuino e saporito.
La mia frittata preferita è quella con cipolle e zucchine, ma in realtà le varianti sono infinite. A voi la scelta. La ricetta base è sempre la stessa, poi vi basterà un occhio attento alla cottura e una certa dose di coraggio per girare la frittata e il gioco è fatto.

Frittata di zucchine e cipolle (per 4 persone)

Ingredienti: 6 uova, 4 zucchine, una cipolla grossa, sale, pepe, olio e odori misti (basilico, rosmarino, timo…)
Preparazione: pulite bene le zucchine e tagliatele a rondelle. Versate un paio di cucchiai d’olio in una padella ampia e una volta caldo gettatevi le zucchine. Pulite la cipolla e tagliatela a fette leggere e unitela alle zucchine. Lasciate cuocere il tutto a fuoco medio-alto con un paio di pizzichi di sale. Le zucchine e la cipolla dovranno appassire e allo stesso tempo imbrunirsi un bel po’ per dare il giusto sapore alla frittata. In una ciotola sbattete bene le sei uova fino a ottenere un composto spumeggiante e omogeneo. Tritate le erbette e aggiungetele alle zucchine e alla cipolla, fate insaporire un altro paio di minuti, sistemate bene le verdure in modo da ricoprire tutta la superficie della padella e poi versatevi sopra la miscela di uova. Aiutate il composto a cuocersi penetrando tra le verdure con un cucchiaio di legno, senza rompere troppo la frittata. Dopo circa cinque minuti a fuoco medio-basso muovete la padella e controllate se la frittata si stacca agilmente dal fondo. Se avete la mano di mia nonna riuscirete a girare la frittata al salto, ma non vi consiglio questa manovra a meno che non siate davvero allenate; io preferisco aiutarmi con un coperchio piatto e grande quanto la frittata con il quale la copro per aiutarmi a girarla velocemente, per poi farla scivolare nuovamente in padella. Altri 3 minuti e la frittata è pronta.
Buon appetito e ben tornate.

(Foto di milesgehm)

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donne sull’orlo di una crisi di nervi.jpgFa troppo caldo per stare in cucina! Sì, lo so, questa frase è ormai diventata il mio mantra: ho caldo, ho caldo, ho caldo!
Ma come faccio a non usare quel bendiddio di verdura che ho nel frigo? Tutti quei colori: pomodori, peperoni, cetrioli, zucchine…
Sai che c’è: io mi faccio un Gazpacho.
Tocca approfittare dei pranzi estivi, quando il Convivente non c’è, per sperimentare un po’ di ricette con “robe verdi” che notoriamente lui neanche toccherebbe.
Mi preparo un gazpacho, anzi ne preparo un po’ di più, che se stasera gli gira bene ci sta anche che lo voglia assaggiare. E se poi gli dovesse piacere? Beh, apriti cielo, basterà un frullatore e un po’ di verdura per risolvere le prossime cene.
Il Gazpacho, tipico piatto spagnolo e in particolare andaluso, si può preparare in mille modi diversi: sembra che ufficialmente esistano ben 60 versioni di questa zuppa di pomodoro e solo sul nostro database di ricette ne avete ben 44, ma ovviamente poi ognuno a seconda del proprio gusto e di quel che ha nel frigo può divertirsi a prepararlo a modo suo. Su questo sito ad esempio trovate la versione andalusa alla Pedro Almodovar, ma mi raccomando, non fate come nel suo film “Donne sull’orlo di una crisi di nervi” (ditemi che l’avete visto!) nel quale il gazpacho viene “corretto” con una bella dose di sonnifero!

Oggi il mio gazpacho sarà piuttosto classico: gli ingredienti ci sono, per cui ecco la ricetta.

Ingredienti (per 2/3 persone): 300 g di pomodori, tre cucchiai di aceto di vino bianco, 1 peperone rosso, 1/2 spicchio d’aglio, 1 cetriolo, 1/2 cipolla rossa, 4 cucchiai di olio extravergine d oliva, 50 gr di mollica di pane (meglio se raffermo),  sale, pepe.
Preparazione: in una ciotola spezzettate il pane e versate un goccio d’olio e un cucchiaio di aceto. Mischiate bene e lasciate riposare per una decina di minuti. In un frullatore capiente trasferite poi il pane condito, l’aglio, il pepe, il sale e frullate bene. Aggiungete i pomodori puliti bene e divisi a metà, il peperone pulito, privato dei semi e fatto a tocchetti,  il cetriolo (se levate i semi anche al cetriolo risulterà più digeribile), la cipolla e l’olio. Frullate tutto fino a ottenere una zuppa arancione omogenea. Assaggiate, aggiustate di aceto e sale e, se servisse, aggiungete qualche cubetto di ghiaccio prima dell’ultima frullata. Il gazpacho andrebbe lasciato in frigo per qualche ora, ma se come me non riuscite a resistere versate solo la vostra porzione nel frullatore, aggiungete altro ghiaccio e gustatevelo subito. Freddissimo!

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BruschettaSarà il caldo. Sarà la voglia di mare. Sarà l’incapacità di cucinare, anche per una appassionata come me, con questo caldo e questa voglia di mare. Fatto sta che l’unica cosa che ho in mente in questo momento è una bella bruschetta.
Regina dell’estate, quintessenza della dieta mediterranea: la bruschetta è il top per chi vuole unire sostanza, freschezza e gusto.
Pane, pomodoro, un filo d’olio e un pizzico di sale. Questa è la ricetta di oggi, la ricetta perfetta.
Ma questa ricetta perfetta può subire mutazioni e essere  adattata a gusti e occasioni diverse. Leggendo il menù di una qualsiasi pizzeria potrete trovare come minimo cinque varianti di bruschetta: al pomodoro, ai funghi, con le olive, con salsa di carciofi o al prosciutto.
Ma con l’estate ormai a pieno regime perché non unire un buon pane bruscato al pesce? Ed ecco la ricetta della mia bruschetta preferita: ceci e moscardini.
Di solito la mangio in un ristorante lungo il litorale romano, ma non ho mai osato chiedere la ricetta ed è per questo che ho provato a ricostruirla secondo il mio gusto.

Per altre ricette a base di pane abbrustolito guardate qui!

Bruschetta ceci e moscardini per 4 persone

Ingredienti: pane a fette spesse almeno 2 cm (se passate per il Lazio, chiedete al fornaio una pagnotta di Lariano), 200 g di ceci bolliti (vanno bene anche quelli in barattolo), 300 g di moscardini, 100 g di pomodori a pezzi, olio, aglio e rosmarino.
Preparazione: in una padella lasciate scaldare l’olio e l’aglio. Quando l’aglio si sarà scurito levatelo e aggiungete i ceci, il rosmarino e i pomodori a pezzetti. Fate insaporire il tutto per un decina di minuti e poi dividete a metà il contenuto della padella: una metà la passate nel passaverdure, mentre l’altra la lasciate da parte. Abbrustolite le fette di pane. Riscaldate nuovamente il pentolino con un filo d’olio e aggiungetevi i moscardini puliti: fateli saltare a fuoco vivo, poi abbassate la fiamma e unite la metà di ceci non passati e mezzo bicchiere d’acqua. Lasciate che l’acqua evapori e fate cuocere in tutto circa 10 minuti. Sulle fette di pane abbrustolite spalmate un leggero strato di passata di ceci, un filo d’olio e versatevi poi sopra il sugo di moscardini e ceci. 
Inutile dire che queste più che semplici bruschette sono quasi un piatto unico!
 
(Foto di SummerTomato)

 

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