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Smoothie ai frutti rossi

Categorie: Colazione e Brunch

È tempo di frullati! O almeno, per il Convivente è tempo di frutta frullata in qualsiasi modo possibile.

Tutte le volte che arriva l’estate il Convivente si accorge magicamente che al mondo esiste anche la frutta, e non solo schifezze a base di sale o cioccolato.
Qualche hanno fa ho insistito per prendere la planetaria e insieme vendevano il frullatore, un bel boccale di vetro gigante. La promessa di fare tanti frullati e frappè l’ho più volte infranta, poi però torna il periodo estivo e il Convivente entra in versione “Non fai mai nulla che mi piaccia! Tutte le volte mi prometti che mi farai tanti frullati e poi non me li fai mai.”
Mi risponderete: “Se li facesse da solo, ‘sti benedetti frullati“.
Ma quella è un’altra storia…

Ingredienti: 300 gr di frutti di bosco (vanno benissimo anche quelli surgelati), 2 pompelmi rosa, 1 bicchiere di succo di mela, ghiaccio q.b.
Preparazione: Mettete nel frullatore la polpa dei pompelmi e il loro succo, i frutti di bosco, il succo di mela e un po’ di ghiaccio. Mixate al massimo della potenza, se la consistenza è quella di un frullato denso servite, altrimenti aggiungete altro ghiaccio.

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Chiacchiere sulle frappe

Categorie: Roma-Milano A/R

Una delle prime cose che ho imparato di Milano è che non è Roma. Sembra piuttosto stupido detto così, ma credetemi è destabilizzante trasferirsi e scoprire che sapori, odori e specialità a cui eri abituata e consideravi familiari non esistano. E se esistono hanno un altro nome.Proprio l’altro giorno ripensando al Carnevale (dopo l’assurda chiacchierata con il Convivente) mi sono ricordata di quando ero entrata in un forno/pasticceria milanese per comprare qualcosa per festeggiare il mio primo Carnevale ambrosiano con le nuove coinquiline: ho curiosato e capito cosa fosse nascosto al di là del bancone, oltre le ceste piene di panini, le crostate e i muffins al cioccolato, così quando è arrivato il mio turno:
- Vorrei un vassoio di frappe, per favore?
- Scusi, cosa?
- Le frappe, quelle lì.
- Dice le chiacchiere?”
- No, le frappe! Ah, a ragione qui le chiamate così. Mi scusi, sono romana non lo sapevo”.

La commessa mi guardò davvero male, neanche fossi stata un extraterrestre.
- Basta così?
- No, vorrei anche qualche bignè.
- Dove li vede?
- Davanti a lei, quelli con la crema.
- Questi sono tortelli.- N
o, non quelli salati. Voglio i bignè, proprio quelli accanto alle frappe, cioè le chiacchiere…insomma, quelli.
- Si chiamano tortelli, ma lei è romana!
- Già sono romana e noi quei cosi li chiamiamo bignè.
Appena uscita da quel posto carica di tortelli e chiacchiere (o li chiamavo così o non sarei mai più uscita dalla pasticceria) mi venne in mente quell’anno alle elementari: la maestra ci insegnò a fare i dolci di Carnevale e le finì uno schizzo d’olio bollente nell’occhio mentre preparava le castagnole. Altro che bignè o tortelli, a Roma si mangiano le castagnole!

Vi siete mai ritrovate a discutere sul nome di una ricetta? Parliamone sul forum.

Questa è la ricetta che ho ritrovato nei vecchi quaderni di scuola quando ero solo la piccola Fiamma.
Ingredienti: 4 uova, 400gr di farina, 50gr di zucchero, 100gr di burro,1 bicchierino di rhum, 1 limone, 250dl di olio d’oliva, 100gr di zucchero semolato e sale.
Preparazione: impastate la farina, le uova, il rhum e il burro, aggiungete la scorza di limone tritata e un pizzico di sale. Intanto scaldate l’olio sul fuoco facendo attenzione a non farlo fumare. Con l’aiuto di un cucchiaio prendete un poco di impasto alla volta e fatelo cadere nell’olio bollente. Friggete le castagnole finché non prenderanno un bel colore dorato. Scolate le palline ottenute e lasciatele intiepidire in una ciotola con la carta assorbente. Rotolatele nello zucchero e godetevele. Una dopo l’altra.

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