Ma chi l’ha detto che le vongole stanno bene solo con gli spaghetti. Voi forse non lo sapete, ma le vongole se la godono alla grande se le tuffate in una buona zuppa calda, come inglesi comandano.
Ok, lo ammetto: non ci credevo nemmeno io.
Poi dopo i mille commenti sui miei spaghetti alle vongole avevo deciso di bannare l’argomento molluschi dai miei post per sempre (scherzo, amo discutere di cucina!).
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Uso privato del mezzo pubblico, ma è per una buona causa.
Non so voi, ma il Convivente – nonostante ormai mi conosca da tempo – non ha mai l’idea pronta per farmi un bel regalo. L’altro mio problema è che lui compra sempre tutto online e, sperando che tra i suoi giri finisca su questo blog, vorrei dargli qualche consiglio.
Un’amante della cucina ha voglia di regali che possano essere utili, ma mica passo tutto il mio tempo in cucina. Se anche il vostro lui avesse bisogno di qualche suggerimento inviategli (o fategli arrivare) il link a questa mia prima “Lettera a Babbo Convivente”.
Una serie di regali per passare un felice Natale insieme.

Caro Babbo Convivente,
sono stata brava quest’anno e vorrei, vorrei…


- Fare un viaggio a casa di Babbo Natale. Lo sapevi che esiste, e soprattutto che non si trova solo al Polo Nord?
- Insegnare a mio figlio a mangiare e cucinare.
- Ah, poi uno paio di (facciamo tre) corsi di cucina per tenermi allenata.
- Un momento di relax tutto per me.
- Potrei porre fine a tutte le questioni tra te e me con una teglia simile.
- Ecco come ritrovare le ricette perdute tra libri e riviste.
- A volte poi “Basta il pensiero“.

Buon Natale, amore!

P.S. Se vuoi dimostrarmi tutto il tuo amore, poi, potresti anche fare un regalo con le tue manine. Se avessi bisogno di uno spunto guarda qui.

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Latte in piedi“, così chiama il crème caramel un mio carissimo amico: lo stesso che, ormai nove mesi fa, ne preparò ben sei per me e li portò in ospedale. Cosa ci facevo ricoverata? Avevo appena partorito ed è tradizione, nella famiglia di questo amico, portare il latte in piedi, ovvero il crème caramel, alle neomamme. È un piccolo gesto portafortuna. Perché ricordo oggi questo evento? Be’, perché ieri ho presentato il mio nuovo “bambino” a Milano, ovvero “Due cuori e una culla“, il nuovo romanzo con ricette che ho scritto proprio durante i primi mesi di vita del piccolo Coso.
È il seguito dell’ormai conosciuto – conosciuto a chi frequenta questo blog – “Due cuori e un fornello” e racconta come il Convivente e la signorina Fiamma se la siano cavati alle prese con la prima gravidanza: tra nursery e passeggini, però, non hanno mai dimenticato la cucina, il loro luogo di incontro e scontro.
Oggi parto per Bologna, per un’altra presentazione, e poi il 1° dicembre sarò nella mia Roma.
Mi farebbe piacere veniste a trovarmi, ma intanto
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Qualche giorno fa sono stata a fare il primo controllo ecografico al seno: dopo i trent’anni comincia per ogni donna un percorso di prevenzione fondamentale, non dimenticate mai di eseguire i vostri controlli annuali.
Come sapete, questo è un blog di cucina e convivenza e non sono qui per parlarvi di visite ginecologiche o altro. Spesso però la cucina e i blog possono fare la loro parte anche a favore della ricerca, soprattutto se a dare una mano ci si mette un marchio importante come Valle’ Italia.
Da mercoledì 9 novembre sarà in vendita, in tutte le librerie, “C’è torta per te. Il gusto soffice del web”, il libro ideato da Valle’ Italia e pubblicato da Trenta Editore: il primo ricettario di dolci realizzato da sole food blogger e il cui ricavato (il libro costa 14,00 euro) andrà a favore della LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) e, inoltre, Valle’ Italia ha fatto una donazione iniziale di 20.000 euro per sovvenzionare visite senologiche e controlli clinici a cui ogni donna può sottoporsi gratuitamente durante la campagna Nastro Rosa.
Dal panettone con le mele alla “torta olio di gomito”, dalla New York cheese cake alla schiacciata alla fiorentina, dalla crostata di maggio alla “torta di mele più buona del mondo” è davvero difficile resistere alla tentazione di mettersi ai fornelli e preparare con le proprie mani i deliziosi dessert creati e raccontati da 16 tra le più famose foodblogger italiane.
La pubblicazione del libro e il sostegno alla LILT rientrano in un progetto più ampio e innovativo, chiamato “C’è torta per te”, che coinvolge gli utenti della Rete nella creazione di ricette dolci, semplici, golose. Per saperne di più vi basterà visitare il sito La valle del benessere o la pagina Facebook di Vallé.

E a proposito di torte ovviamente le più soffici sono quelle a base Pan di Spagna: lo sapevate che con il nostro cerca ricette ne trovate più di duecento? Guardate un po’ qui e sbizzarritevi.

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Cose che adoro: le polpette, il sugo, le polpette al sugo, le ricette al forno, le ricette facili da preparare.
Cose che non riesco a fare, quasi mai: cuocere bene le polpette quando uso la carne cruda (preferisco usare gli avanzi tritati del bollito), raggiungere la sapidità desiderata dal Convivente per il mio sugo.
Cose che ho imparato a fare: le polpette al sugo, partendo da una base di macinato crudo, cotte alla perfezione e molto saporite.
È grazie al foodblog The Stone Soup se oggi posso consigliarvi una ricetta perfetta, buona e facile da fare. Il foodblog di Jules Clancy ha una ricetta meglio dell’altra e ruota tutto intorno a un unico intento: proporre ricette composte solo da 5 ingredienti e che si possano preparare in pochi minuti.

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E se sotto l’ombrellone potrete farvi travolgere dalle storie d’amore e di cucina che vi ho consigliato la settimana scorsa, non mi vorrete dire che al mare non avete intenzione di cucinare? Neanche una volta? Se la scusa è perché siete a corto di idee, eccovi servite: tre libri da portare con voi per non rischiare mai di essere a corto di idee culinarie, anche d’estate.

Hamburger di Stéfanie Bulteau (64 pagine, 11,50 euro), edito da Guido Tommasi. Se pensate che il vero hamburger sia quello del fast-food lasciate perdere. Se invece volete scoprire le mille alternative per costruire il panino perfetto questo libricino vi offre tante, per la precisione trentaquattro, versioni del panino più famoso al mondo. Fast Good.


Marie Claire. Cucina estiva. Fresca, veloce, spettacolare di Michele Cranston, edito da Luxury Books (224 pagina, 32,00 euro). Lo so, è un libro caro, è la sua pecca. Ad ogni modo questo, come gli altri della food editor di Marie Claire Australia, è non solo bello, ma anche ricco di idee veloci. Vi consiglio in particolare la sezione dedicata al pesce. Cool and fresh.

Cupcake di Alisa Morov, edito da Bibliotheca Culinaria (73 pagine, 10,80 euro). E se siete al mare e vi invitano a una festa? Non potete di certo presentarvi a mani vuote. Regalate cupcake e farete felici tutti, è certo. Se poi ne venissero troppe potete sempre tenervene qualcuna da parte per la colazione, no? Quest’altro piccolo libro vi spiega i segreti per preparare dolcetti perfetti con tanto di glassa. Slurp!

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Anche quest’anno, come l’anno scorso, vorrei consigliarvi qualche lettura culinaria da portarvi in vacanza.

Partiamo con tre letture da portarsi fin sotto l’ombrellone, dato che si tratta di romanzi che parlano di relazioni, ma legate strettamente alla cucina.

Il ristorante dell’amore ritrovato di Ito Ogawa (192 pagine, 15 euro), edito da Neri Pozza. Vincitore del Premio Bancarella della cucina 2011, racconta la storia  di Ringo, una ragazza che lavora nelle cucine di un ristorante di Tokyo, che rientrando una sera a casa pronta per preparare una deliziosa cenetta per il suo convivente si ritrova, all’improvviso, abbandonata. Lui non c’è più, anzi non c’è più niente in quell’appartamento: neanche la casseruola Le Creuset acquistata con la paga del suo primo impiego. Disperata, Ringo, torna al villaggio natio e là decide aprire un ristorante per non più di una coppia al giorno, con un menu ad hoc, ritagliato sulla fisionomia e i possibili desideri dei clienti. Romantico.

A neve ferma di Stefania Bertola, edito da Salani Editore (234 pagina, 12,50 euro). Gli appassionati di letteratura culinaria devono aver letto almeno uno dei libri di Stefania Bertola, autrice tra gli altri di Ne parliamo a cena Biscotti e Sospetti. In A neve ferma racconta la storia di Emma Trisciuoglio che perde l’amore tre giorni dopo averlo trovato, della signora Elena che, invece, l’amore lo insegue invano da anni, di Camelia che si innamora senza difficoltà di chiunque incroci per la strada e, infine, di Bianca impegnata nella sua battaglia contro un giovane dottore ripetutamente ladro. Il tutto si svolge dietro al bancone della Pasticceria Delacroix tra amori al cioccolato e sfide all’ultimo assaggio. Dolcemente movimentato.

Le ricette di Chloe Zivago per il matrimonio e l’aduletrio di Olivia Lichtenstein, edito da Garzanti (367 pagine, 9,90 euro). È dallo scorso anno che mi porto dietro questo romanzo, ma purtroppo non sono ancora riuscita a leggerlo. Quest’estate sarà il primo che aprirò. Sono ispirata dal titolo e dalla recensione sul retro di copertina fatta dal “The Times”: vi farà ridere e piangere allo stesso tempo. Non perdetelo. E chi se lo vuole perdere?

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Ciao a tutte, il post di oggi è un po’ diverso dal solito perché le ricette non sarò io a darvele, bensì voi… O almeno è quello che mi auguro.
Una piccola premessa: come molte di voi sapranno, nel 2010, “Due cuori e un fornello” è diventato un libro, edito dalla Kowalski, e dopo quel fortunato, primo episodio, mi stato chiesto di dare un seguito alle avventure della Signorina Fiamma e del Convivente.
Detto, fatto: l’occasione si è presentata quando sono rimasta incinta e, di conseguenza, anche la vostra signorina Fiamma si è trovata a dover combattere con le gioie e i dolori, soprattutto culinari, della gravidanza.
Il libro si chiamerà “Due cuori e una culla” e racconterà cosa è accaduto in casa Fiamma/Convivente da quando una mattina lui le chiese: “E se smettessi di prendere la pillola?“. Racconti, emozioni, consigli e ricette si susseguiranno attraverso i nove mesi trascorsi in attesa del piccolo “Coso”.

Vi aspetto tutte a ottobre in libreria, ma prima – se ne aveste voglia – potete contribuire a realizzare un capitolo del libro, come già accaduto in occasione dell’uscita di “Due cuori e un fornello”.
So che tra le lettrici ci sono molte mamme o future mamme ed è proprio a voi, Mamme Moderne, che mi rivolgo: qual è la ricetta che più avete avuto voglia di mangiare o, al contrario, che più avreste voluto mangiare, ma (causa toxoplasmosi, nausee o simili) non potevate assolutamente toccare quando eravate incinte?
Le ricette – che mi potrete lasciare tra i commenti di questo post entro e non oltre il 20 luglio - verranno poi testate dalla sottoscritta (ora che posso mangiare ciò che voglio) e scelte per la creazione di un capitolo dedicato alle mie amiche mamme e al loro rapporto con il cibo in gravidanza.

Allora, che aspettate a inviarmi la vostra ricetta?
Per rendere il capitolo più carino e omogeneo, prima della ricetta, vi chiedo di rispondere anche a queste domande (non dovete per forza mettere il vostro vero nome, ma potete usare un nickname).

  • - Nome della cuoca incinta (ovvero voi).
  • - Nome del bambino/a che state aspettando o che già avete ed età
  • - Titolo della ricetta.
  • - Per quante persone è indicata la ricetta.
  • - Ingredienti (specificando grammi, litri…).
  • - Preparazione.

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L’altro giorno ho pranzato con una ragazzona americana molto simpatica e carina che ho avuto occasione di conoscere solo l’anno scorso e che per caso ho ricontatto quest’anno. Sai quelle persone che vedi una volta, ma con le quali sei subito in sintonia? Beh, la prima volta che ci conoscemmo scatto la mitica frase: “Dai, poi sentiamoci, magari si mangia una cosa insieme“. Da quel giorno sono passati quasi due anni e io nel frattempo sono diventata pure mamma. Lei si chiama Laurel, è una foodblogger e ha scritto un bel libro sulla cucina americana, ormai un bel po’ di tempo fa.
Io adoro le “schifezze” americane: pancake, muffins, torte alte dieci centimetri, hamburger…
Ovviamente il termine “schifezze” è solo un soprannome simpatico per una cucina che è tutt’altro che cattiva e poco curata, magari i sapori sono diversi da quelli a cui siamo abituati, ma di certo ci sono alcune ricette che dovrebbero entrare più spesso a far parte dei nostri menù casalinghi.
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Quando ho comprato il libro “L’ABC del cioccolato” di Julie Andrieu (Guido Tommasi Editore, 29,90 euro) pensavo di fare una cosa gradita al Convivente.
Sono una golosa, questo è certo, ma tra gli ingredienti dolci non oso mai troppo con il cioccolato perché non ne vado matta: mi basta un cubetto ogni tanto, un pezzo di uovo a Pasqua, una fettina di Sacher in pieno inverno.
Ma no, non impazzisco per il cioccolato.
Vi dirò di più: anche la famosa crema spalmabile al cioccolato non mi manda al manicomio. Sia chiaro che non disdegno mai un dolcino al cioccolato, ma non è la mia prima scelta. Tutto qui.
Se non fosse che poi una rimane incinta e arrivano le famose “voglie”: non durante la gravidanza… Dopo!
Da quando siamo in tre ho una pazza voglia di cioccolata, in ogni forma e così, pensando a cosa proporre per la colazione di marzo (ma fosse per me direi anche per quella di aprile, maggio, giugno, fino a dicembre e così via) ho pensato di trovare una ricetta sul libro della Andrieu. Non volevo qualcosa di troppo complesso, ma neanche la classica torta al cioccolato, poi mi sono imbattuta nella creamcheese cake e ho capito che era fatta per me.
Dopo aver modificato un po’ la ricetta in base alle mie esigenze di frigo (non avevo abbastanza formaggio e ho sopperito alla mancanza con delle yogurt), il risultato ottenuto è stato un plumcake morbidissimo, ottimo da mangiare a colazione con il cappuccino, ma anche durante l’ora del té e a fine cena con una spruzzatina di panna montata. Quest’ultima soluzione è quella preferita dal Convivente che di questa torta leggera, soffice e cioccolatosissima è riuscito a dire “Mmh, buona, ma sai che io preferisco le torte meno secche”. Non c’è nulla da fare: senza panna montata, mascarpone o crema chantilly non c’è modo di far felice al 100% il Convivente. Spero almeno di far felici tutte voi!

Ingredienti:
200g di formaggio spalmabile (da sostituire anche con il mix: 100g di formaggio spalmabile + 100g di yogurt bianco denso o di yogurt al caffè – come ho fatto io – oppure  100g di formaggio spalmabile + 100g di ricotta), 250 g di cioccolato fondente, 100 g di burro. 2 cucchiai di cacao in polvere, 100 g di zucchero, 3 uova, 150g di farina, 1 cucchiaio di estratto di vaniglia, 1/2 bustina di lievito.

Preparazione:
accendete il forno a 160°. In un recipiente unite il burro ammorbidito con lo zucchero e montate il tutto a velocità minima con uno sbattitore elettrico o con la frusta. Unite poi il formaggio (o il mix che vi ho consigliato) con le uova e la vaniglia. Nel frattempo fate sciogliere a bagnomaria il cioccolato. Unite il cioccolato fuso al composto e infine aggiungete la farina, precedentemente unita al lievito. Una volta ottenuto un composto ben amalgamato e vellutato versatelo in una teglia da plumcake imburrata e (invece della solita infarinatura) cosparsa di cacao. Se volete, prima di infornare, potete cospargere la torta con delle gocce di cioccolato. Fate cuocere per 45 minuti e servite tiepido.

(Foto di jorgempf)

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