A Capodanno mi sono cimentata per la prima volta nella Torta Saint Honore.
Sì, sono pazza. No, non sono pazza: ci ho provato!
Prima di tutto ho deciso di farla perché il Convivente ne va matto, ma soprattutto voleva essere l’ennesima sfida con me stessa: devo superare la mia riluttanza nei confronti delle torte cremose che tutto il mondo ama.
Sogno un mondo di torte “secche”, senza troppi fronzoli, ma questi son problemi che al momento non posso risolvere.
Torniamo alla mia prima Saint Honore (sì, è quella nella foto).

Questa torta è piuttosto complicata perché racchiude in sé mille elementi diversi che, volendo farli in casa, richiedono giorni di lavoro, o quantomeno alcune ore: pasta sfoglia, pasta choux, crema Saint Honore o chiboust, ovvero l’unione perfetta tra crema pasticcera e meringa all’italiana, e panna montata. Basta?
Il risultato è stato discreto, per essere una prima volta, ma posso migliorare.
Vi confesso che per questo primo esperimento ho comprato la pasta sfoglia surgelata e qualche bignè pronto, per darmi sicurezza, ma la base di pasta choux e la crema Saint Honore le ho fatte tutte da sola, dall’inizio alla fine.
Ed è proprio della crema che ho realizzato che voglio parlarvi: per me è stata una vera rivelazione, altro che chantilly!
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