Ok, ok, basta con la nonna!
Casualmente però, rimanendo in tema con l’ultimo post, ho trovato un blog americano molto interessante sul tema “nonne” e colgo anche l’occasione per parlarvi del libro del momento: “In defense of food” di Michael Pollan.
inComincerei dal libro di Pollan, già autore del “Il dilemma dell’onnivoro“, che in questo suo secondo manifesto a favore del buon cibo si scaglia contro i nutrizionisti e la loro mania di far passare, anno dopo anno, sostanze diverse come fondamentali e irrinunciabili per la nostra salute: prima tutti presi dagli Omega3, poi solo dai carboidrati, anzi no meglio nutrirsi solo di proteine, riducete i grassi, aggiungete le fibre alla dieta e mi raccomando attenti al colesterolo! Una danza, quella dei nutrizionisti, che si trasforma in un incessante passo a due con l’industria alimentare felice di poter proporre ogni anno prodotti nuovi, costosi, e “consigliati dagli esperti“. Dopo la lunga panoramica sul nutrizionismo (scritta soprattutto per essere letta dal pubblico americano, sempre più in “espansione fisica”), Pollan suggerisce un approccio sano e misurato, partendo da una regola fondamentale: “non mangiare nulla che la nostra bisnonna non avrebbe saputo riconoscere”. In poche parole: cibo sano, verde, fresco e assunto in quantità ridotte. Il libro, tradotto da poco dall’Adelphi, è una guida moderna, un saggio da divorare con attenzione per imparare a mangiare bene, godendosi il momento, senza rovinarsi lo stomaco.anelli di cipolla

How to Cook Like Your Grandmother è invece un blog molto curioso totalmente devoto alla cucina della nonna. Non aspettatevi però cose dietetiche perché, nonostante quello che scrive Michael Pollan, le nonne non cucinano solo cose fresche, leggere e verdi: teglie unte di melanzane alla parmigiana, polpettoni e torte da mangiare con gli occhi. Vi lascio con una visione: anelli di cipolla fritti!

Buon weekend e buon appetito

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dsc06357.jpgSono passati dieci giorni da quando è morta la mia nonna e mi sembra già una vita.
È stata la prima e unica donna che ho avuto l’onore di chiamare nonna: era toscana, divertente, un po’ pazza, un’ottima cuoca (quando ne aveva voglia), sbatteva dovunque e canticchiava in giro per la casa.
Dieci giorni fa sono arrivata a Lucca con due crostate di riso: per una volta ho voluto cucinare per lei, dato che non ho avuto mai modo di farle vedere quanto mi ha insegnato. Dopo il funerale abbiamo mangiato la crostata e pensato a lei, tra lacrime e risate.
Mia cugina mi ha regalato una lettera che ha scritto per ricordare a suo modo la nonna Marì: ogni tanto rileggo quelle righe e mi tornano alla mente le estati passate nella casa di campagna. La torta di riso è uno di quei ricordi: appena la sfornava l’aria profumava di buono. Ogni agosto mia nonna preparava le crostate (di riso, al cioccolato e con la marmellata) per festeggiare tutti assieme i tre compleanni consecutivi che si susseguivano in famiglia: prima festeggiavamo la nonna, poi mia madre e infine mio nonno. Una torta dietro l’altra, un pranzo dietro l’altro: l’estate quando si è bambini è sempre più bella.

Torta di riso

Ingredienti: pasta frolla, 150 gr di riso arborio, 500 ml di latte, 200 gr di zucchero, un limone, 4 uova (3 tuorli e quattro albumi), 1 bustina di vanillina (o meglio una stecca di vaniglia)

Per la pasta frolla: 300gr di farina, 150 gr i burro, 2 tuorli, 100 gr di zucchero, un pizzico di sale, la buccia grattugiata di un limone. Unite la farina e lo zucchero, aggiungete le uova, il limone e il burro fatto a pezzetti e tenuto a temperatura ambiente. Mischiate tutti gli ingredienti con la punta delle dita, con molta energia e create un impasto sferico, compatto e liscio. Coprite con la pellicola trasparente e lasciate riposare almeno per 30 minuti in frigorifero.

Per la farcitura: in una casseruola mettete il latte, lo zucchero e la scorza di mezzo limone e portate ad ebollizione, quindi aggiungete il riso e lasciatelo cuocere finché non avrà assorbito quasi tutto il latte. Mescolate di tanto in tanto per evitare che il riso si attacchi sul fondo della pentola. Fate raffreddare il composto e poi aggiungete i tre tuorli e la vanillina mescolando bene. Montate a neve i bianchi d’uovo e poi uniteli alla crema di riso con delicatezza. Foderate una teglia per crostate con la pasta frolla stesa bene e non troppo alta. Riempite con la crema di riso e infornate a 180° per circa 25 minuti. Sfornate e lasciate raffredare.

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