Il pesce di aprile: fritto!

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La paranza non è una danza che si balla nella latitanza, con prudenza e eleganza e con un lento movimento de panza come cantava Daniele Silvestri.
Dicesi “paranza” una frittura mista di pesci di piccolo taglio che prende il nome dal tipo di imbarcazione con cui questi stessi pescetti vengono pescati.
Merluzzetti, triglie, alici… chi più ne ha più ne metta!
Io e il Convivente abbiamo diversi problemi con il fritto, nel senso proprio del modo in cui si debba friggere qualunque cosa: a partire dal fatto che lui vorrebbe mangiare la roba fritta molto più spesso fino all’annosa polemica pastella sì/pastella no, di cui magari vi parlerò nuovamente a breve. Per quanto riguarda il pesce c’è solo un modo, ad esclusione del merluzzo del “Fish&Chips”, per friggerlo alla perfezione: tuffarlo nella farina.
Esiste anche la pastella, tipo tempura per intenderci, ma la paranza e i pescetti in genere vengono meglio se semplicemente infarinati.
Il mio pesce d’aprile non è uno scherzo, ma reale e gustoso come il suo sapore.
Vi consiglio di rivolgervi a una buona pescheria e farvi consigliare il pesce più fresco e di stagione, mi raccomando. Tanto – e in questo deve dire che ha ragione il Convivente – qualunque cosa quando è fritta diventa buona!

Fritto misto

Pulite il vostro pesce sciacquandolo bene sotto l’acqua corrente, unite ai pescetti anche gamberi, ai quali avrete tolto la testa, e calamari tagliati a cerchietti. Scolate e asciugate bene il pesce con carta da cucina, poi  infarinate il tutto e friggetelo in olio bollente. Quando il pesce risulterà dorato, scolatelo bene e adagiatelo su carta assorbente.

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Crostini, formaggio e insalata: arriva la primavera.

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Insalata con chevre caldo, insalata con crostini, insalata francese: comunque decidiate di chiamarla si tratta di un’insalata mista accompagnata da pane bruscato e formaggio di capra. La fanno praticamente tutti i bar e le tavole calde dove si finisce a fare la pausa pranzo. Io la prendevo spesso nel locale con i tavolini all’aperto in cui andavo qualche anno fa. Oh, i tavolini all’aperto!
Signori e signori arriva la primavera e con essa torna finalmente a far parte del menù di famiglia e della pausa pranzo l’insalata! Ovviamente poteva la vostra signorina Fiamma presentarvi una semplice insalatina da condire con olio e aceto? Se mi conoscete un po’ (e so che mi conoscete) sapete perfettamente che “light” non è la parola più usata per descrivere la mia cucina, ma dato che la primavera è davvero alle porte e che c’è bisogno, sin da ora, di rimettersi in forma per la prova costume non voglio neanche mettervi/mi all’ingrasso.
Prepariamo una robina equilibrata, un piatto unico come l’insalata che ho preparato proprio ieri a pranzo, mangiata rigorosamente in terrazzo. Con un maglioncino sulle spalle, ma pur sempre in terrazzo.
Un’insalata che vi ricaricherà, vi sazierà e vi farà sentire di aver mangiato qualcosa di sano. Se poi l’accompagnerete con un bicchierino di prosecco vi sentirete improvvisamente in vacanza. Parola di lupetto! Anzi della signorina.

Insalata con chevre caldo
Scegliete il tipo di insalata che preferite (io amo mischiare lattuga romana, riccia e rucola) e conditela con sale, olio e aceto balsamico. Lasciatela macerare mentre preparate i vostri crostoni di pane: due fette di pane ai cereali da mettere in forno coperte di formaggio francese di capra, quello con la buccia bianca che si mangia per intenderci, a 180° per dieci minuti. Preparate il piatto da portata in questo modo: insalata a far da letto, finocchi tagliati sottilissimi, qualche fetta d’arancia e infine i vostri crostoni tagliati. Bon appetit!

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caffe.jpgCome ogni anno l’estate ha il suo tormentone musicale, ma esistono anche i tormentoni gastronomici. Non siete d’accordo?
Non parlo delle mozzarelle blu che hanno tenuto banco nelle pagine di cronaca, ma di veri e propri must estivi, ogni anno diversi e nuovi.
Un tempo c’era il Cucciolone, prima ancora il gelato fatto a forma di pantera rosa con il naso da masticare, la cedrata, la spuma, il gelato al puffo, il gelato morbido come quelli americani, il gelato allo yogurt… Mi sono spiegata?
Beh, quest’anno il mio tormentone, o meglio quello del Convivente, è stato la crema di caffè fredda: quella cremina un po’ spumosa, fredda come un gelato, dal sapore simile a una Coppa del Nonno ma sciolta, che si trova in molti bar. Questa cremina nel periodo che abbiamo trascorso al mare è stato un vero incubo: dopo pranzo e dopo cena (a volte anche a colazione) il Convivente voleva che andassimo al bar a prenderne un bicchiere. A me piace, per carità, ma alla lunga annoia. In molti forse ancora non lo sanno, ma il Convivente è un caffeinomane e la sua passione per la bevanda nera è a trecentosessanta gradi: tutto ciò che sa di caffè è degno di essere quantomeno assaggiato. Ho scoperto che alcuni bar la preparano con delle miscele “da bar”, questa cremina, altri invece si affidano a marchi di caffè molto noti come Illy o Lavazza. Il problema è che solo i bar hanno quella macchina particolare che miscela di continuo la granita di turno o, come in questo caso, il sorbetto al caffè ed io, ora che siamo tornati a casa, non ho idea di come fare a riproporre in casa al Convivente  la cremina  tanto amata.
Onde evitare il rischio, molto più reale di quanto possiate immaginare, che il Convivente voglia comprarsi il miscelatore da bar occupandomi tutta la cucina ho fatto un po’ di ricerche e trovato un paio di ricette che potrebbero essermi molto utili: la crema ghiacciata al caffè e lo spumone al caffè.
Li devo ancora provare, ma dato che il sapore della cremina da bar è simile a quello della cremina che si prepara con lo zucchero e il primo goccio di caffè che esce dalla moka credo che quella dello spumone sia la ricetta più vicina alle mie esigenze. Che ne dite?
Avete qualche consiglio? E soprattutto: quale è stato il vostro tormentone gastronomico?

(Foto di tacoekkel)

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Panzanella: il cenone di Ferragosto

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Panzanella by FotoosVanRobinSe Natale e Capodanno sono i periodi associati quasi universalmente a feste e cenoni, perché non aggiungere a queste due date anche Ferragosto?
Sarà capitato anche a voi, almeno una volta nella vita, di ritrovarvi al mare, a casa (se siete rimasti in città), in montagna o in collina, di festeggiare il Ferragosto con gli amici. La festa dell’estate, lo spartiacque della bella stagione: Ferragosto è il giorno dedicato al divertimento estivo, un sorta di Capodanno caldo.
E se da una parte c’è chi non rinuncia anche in questo giorno alla tradizione (a Roma in molti mangiano il pollo con i peperoni, che tutto è tranne che un pasto estivo, mentre in Sardegna ci si organizza con il Porceddu), c’è chi alla tradizione cerca di associare l’estate: è il caso della Panzanella toscana.
Visti gli ingredienti ricorda molto il gazpacho (ricordate?), ma sicuramente il gusto delle cipolle rosse e del pane toscano danno a questo piatto un sapore tutto suo.
Ovviamente non siete costretti a trovarvi in Toscana quest’estate per mangiare una buona panzanella; vi basterà seguire la ricetta, trovare degli ottimi pomodori e un buon pane, non troppo salato, e il gioco è fatto.
Io a Ferragosto la preparerò. E voi, invece, avete già un menù per quella sera?

Ingredienti per 6 persone: 6 fette di pane Toscano raffermo, aceto di vino rosso, 4 pomodori, 3 cipolle rosse, olio extravergine di oliva, qualche foglia di basilico, sale, pepe.
Preparazione: Mettete le fette di pane a bagno in acqua fredda. Una volta che si sarà impregnato bene, ma non troppo,  strizzatelo e con le mani fatelo a tocchettoni. Disponete il pane sul fondo di un’insalatiera ampia, aggiungete poi il pomodoro (lavato e fatto a tocchetti), le cipolle sbucciate e affettate, il basilico, e condite il tutto con abbondante olio, sale e pepe (q.b.) e infine un paio di cucchiai di aceto. Mescolate bene il tutto e mettete l’insalatiera in frigorifero per qualche ora. La panzanella va mangiata fredda.

(Foto di FotoosVanRobin)

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Spaghetti con le vongole: il trucco sta nella farina.

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Spaghetti vongoleUna delle cose che amo di più del saper cucinare, o meglio dell’essere così appassionata di cucina, è che non devo stare ad aspettare di andare al ristorante per “ordinare” quello che mi piace. Lo so, non a tutte piace cucinare, ma quasi a tutti piace mangiare bene: il mio consiglio è quello di studiare un po’ le basi, sperimentare e poi cominciare a cucinare i piatti che più ci piacciono. Magari i bucatini all’amatriciana non saranno subito buoni come quelli della trattoria sotto casa oppure il pesce non verrà con lo stesso sughetto di quel ristorante là, proprio quello in riva al mare dove siete state la scorsa estate, ma con un po’ di allenamento anyone can cook. Ad esempio io ogni anno sperimento gli spaghetti con le vongole: a volte uso quelle nel barattolino, altre volte quelle surgelate e altre ancora, se riesco, compro le vongole fresche e mi godo tutto il sapore del mare.
Quest’anno però, grazie all’affidabile blog di Cavoletto, ho scoperto un trucchetto in più che ha reso il mio sugo sempre più fedele alla versione “in  riva al mare”: secondo il pescivendolo di Sigrid la prima cosa da fare per preparare un buon sugo con le vongole è aggiungere un cucchiaio di farina. Beh, io ho seguito passo, passo il consiglio pur avendo a disposizione solo delle vongole surgelate e il tentativo ha dato i suoi frutti al primo assaggio.
Ed ecco dunque la ricetta, mischiata ai consigli del pescivendolo romano di Cavoletto, che ha fatto esclamare alla tavolata di amici a cui l’ho servita un corale: “Ottimo!”
Ingredienti (per sei persone): 500 g di spaghetti, 400 g di vongole surgelate (oppure poco più di 1 kg di quelle fresche, ma mi raccomando prima vanno fatte spurgare una notte e fatte aprire a parte), 300 g di pomodorini, 2 spicchi d’aglio, un cucchiaio di farina, 100 ml di olio evo, prezzemolo, peperoncino, vino bianco.
Preparazione: mettete a bollire l’acqua per gli spaghetti. Nel frattempo in una pentola molto larga mettete l’aglio sbucciato, un pezzetto di peperoncino e versatevi sopra un bicchiere da cucina riempito con acqua e vino 50/50, versate poi quasi tutto l’olio e infine aggiungete la farina. Mescolate bene il tutto per evitare che si formino dei grumi e poi accendete la fiamma. Quando l’aglio comincia a sfrigolare nella pentola potete buttarci le vongole. Fate insaporire bene e alla fine aggiungete (a piacere) i pomodorini lavati e tagliati a metà e buttate nel sugo anche la pasta. Lasciate che gli spaghetti accolgano al meglio tutto il sugo (magari aiutandovi con un goccio d’acqua di cottura) e infine spegnete la fiamma e spruzzate il tutto del prezzemolo tritato.

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IPeschel caldo di questi giorni non mi fa venire troppa voglia di cucinare, ma per la mente continuano a passarmi tante ricette che vorrei preparare per celebrare quest’estate che per quanto sia calda è bellissima. E dato che l’estate mi riporta sempre con la mente alla casa in Toscana dei miei nonni, l’associazione con quello che mangiavo proprio lì, magari sotto il pergolato in giardino, è immediata. Ad esempio le pesche, un frutto che adoro: pesche noci, bianche, gialle, dure e croccanti, morbide e succose. Oltre a mangiarle così come sono, amo gustarle fatte a fette in un bicchiere e irrorate di vino bianco o prosecco. Le avete mai provate? D’estate a fine pasto sono una vera delizia.
Qualche anno fa, proprio in Toscana, ho scoperto un altro modo molto originale per trasformare delle semplici pesche in un dessert molto goloso: le pesche all’amaretto.
La ricetta è davvero semplice e può risolvere il problema del dessert in soli 30 minuti.

 Pesche all’amaretto

Pesche all’amarettoIngredienti: 6 pesche (meglio quelle dalla buccia vellutata e gialle), 120g di amaretti, 20 g di zucchero, 1 bicchierino di marsala o moscato, 1 tuorlo d’uovo, 1 cucchiaio di cacao amaro.
Preparazione: lavate bene le pesche, tagliatele a metà, togliete il nocciolo. Scavate la polpa, che terrete da parte, ma non eliminatela completamente, dovete creare giusto lo spazio per la crema di amaretti. Nel mixer frullate velocemente gli amaretti, la polpa delle pesche, il vino e il cacao. A parte montate l’uovo con lo zucchero e poi aggiungete a questo composto il mix di amaretti. Otterrete una crema sabbiosa e molto profumata. Disponete in una teglia imburrata le pesche con la parte della buccia appoggiata sulla teglia. Usate il composto ottenuto per riempire le mezze pesche e poi cuocete il tutto in forno a 180° per 30-35 min. Servitele ogni metà in una ciotolina, magari accompagnata da una pallina di gelato alla vaniglia.

(Foto di totalAldopurdman1)

 

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Fiori di zucca fritti: metti una sera a cena.

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Fiori di zucca 2Non cucino spesso i fritti. Non perché non mi piacciano, ma semplicemente perché preferisco cucinarli una volta ogni tanto, giocando sull’effetto sorpresa. Il Convivente ne va matto, ma ovviamente i fritti (carne, pesce o verdure) non vanno proprio d’accordo con la linea. Vale sempre la semplice regola: mangiare poco, ma gustarsi tutto fino in fondo.
Prima che sia troppo caldo per mangiare in terrazzo e per cucinare roba fritta senza grondare di sudore davanti alla pentola di olio bollente organizzate una cenetta a base di fiori fritti.
I fiori di zucchina sembra lo facciano apposta ad apparire in questo periodo, sembrano volerci dire: “Dai, ormai se non sei pronta per la prova costume non lo sarai neanche ad agosto!” oppure “Dai, se non esageri con la pastella e non mi imbottisci di mozzarella non sono così pesante!“.
Primo: caro Fiore, fatti i fatti tuoi! Secondo: che ne sai tu della mia prova costume. Terzo: non ti imbottisco solo perché mi piaci così, ma non mi fai paura.
- Con chi parli, amore?
- Nessuno perché? (Zitto Fiore o ti stacco il pistillo immediatamente!)
- Sei al telefono?
- No, no. (Guarda che ti affogo in pastella!)
- Ma ti ho sentita parlare.
- Sarà la tv. Tra poco è pronto. Ti preparo una sorpresa, ma non venire finché non ti chiamo.
(Fiore, sei fritto!)
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I primi pomodori: un sughetto veloce, veloce.

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Passata di pomodoroCi siamo quasi, i pomodori stanno per invaderci! Già, perché da giugno e per tutta l’estate i pomi rossi saranno l’elemento principe per preparare contorni, antipasti, primi e secondi. Succosi, freschi, piccoli o grossi come un cuore (di bue): i pomodori dopo aver preso bene il sole di primavera e inizio estate arrivano nei mercati e si mettono in bella mostra pronti per far parte di ogni nostra ricetta.
Bruschetta, caprese, pizza! Non siete anche voi felici che stia arrivando l’estate? Quali sono i prodotti della natura che più stavate aspettando?
Personalmente non vedo l’ora di mangiare pesche, susine e albicocche, zucchine e fiori di zucca e soprattutto POMODORI.
E pensare che i pomodori fino a quando avevo vent’anni li odiavo. Non sopportavo il sapore. L’unica eccezione erano i pachino nella pasta fredda. Da qualche anno invece, ormai sono circa dieci, non ne posso fare a meno e mi piacciono tutte le varietà. L’altro giorno al supermercato ho trovato un bel cestino di perini e per un po’ ero indecisa sul da farci, poi ho optato per un sughetto veloce per due. La madredilui prepara sempre un ottimo sugo di pomodoro fresco, ne fa in quantità e poi lo conserva in barattolini di vetro aggiungendo solo un filo d’olio e una foglia di basilico. Non essendo così pratica nel preparare le conserve ho preferito fare un primo tentativo per me e il Convivente e visto il risultato credo che in settimana andrò a fare una bella scorta di pomodori. Poi passerò il prossimo weekend a fare passate di pomodoro!

PassaverdurePassata di pomodoro per due

Ingredienti: 800 g di pomodori perini, uno spicchio d’aglio (se vi piace), un cucchiaino di zucchero e un cucchiaio di sale, olio e basilico.
Preparazione: lavate bene i pomodori, bucherellateli (oppure tagliateli a metà) e metteteli in un padellino dai bordi alti con il sale, lo zucchero e lo spicchio d’aglio in camicia e schiacciato. Lasciateli cuocere a fuoco basso fino a quando non si saranno spappolati, poi levate l’aglio, prendete il passaverdure e passateli bene in una ciotola. Rimettete il sugo sul fuoco, assaggiatelo e, se serve, aggiustate di sale e fatelo restringere. Preparate la pasta e condite con il sugo, due foglie di basilico fresco e un filo d’olio extra vergine d’oliva.

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Sorbetto e prosecco: il Fruit Fizz di Nigella.

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SorbetCercate un’idea veloce per preparare un dessert leggero e fresco adatto a concludere degnamente una cena primaverile/estiva tra amici? Vi basterà portare in tavola un sorbetto. È vero che ormai se ne trovano di tutti i tipi al supermercato e se ne può fare una bella scorta per essere sempre pronti: li trovate nel banco frigo, vicino ai gelati e persino vicino alla cassa, ma non c’è niente di meglio di un dessert preparato in casa e con ingredienti freschi. Se avete una gelatiera potete preparare da zero il vostro sorbetto preferito (al tè verde, al lampone, alla fragola), ma esistono anche ricette per prepararlo a mano oppure provate con un semplice “sgroppino” al limone. Personalmente quando ho bisogno di suggestioni culinarie golose e salva-tempo, corro a recuperare nella mia libreria uno dei volumi della mitica Nigella Lawson.
Fruit Fizz” è proprio il nome di una delle ricette più facili che si trovano in “Nigella Feast“, il libro della burrosa chef e conduttrice inglese al quale è ispirata anche la serie omonima andata in onda poco tempo fa su Gambero Rosso Channel.
Il Fruit Fizz è una delle mie preferite dato che unisce al gelato di frutta quel tocco alcolico che a fine pasto non guasta mai.
Ingredienti: una vaschetta di sorbetto artigianale nei gusti che preferite (limone, mango, fragola, mora…), una bottiglia di Prosecco o vino bianco frizzante e la buccia grattugiata di un limone.
Preparazione: versate in ogni flute un paio di palline di sorbetto, un gusto per calice e poi riempite ogni bicchiere con il vino o Prosecco facendo attenzione che la schiuma non fuoriesca dal flute. Quando la schiuma si sarà ridotte riempite nuovamente il bicchiere e spargete sopra ogni sorbetto un po’ di scorza di limone.

(Foto di joyosity)

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Fave e asparagi: la cacio e pepe di primavera.

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Fave+asparagi in padellaUna delle cose che amo più fare da quando convivo è sperimentare, ormai questo è chiaro. Da un paio d’anni a questa parte però, vuoi per il bombardamento mediatico, vuoi per una maggiore maturità o forse solo per aver preso coscienza di ciò che ruota attorno alla gastronomia, preferisco usare prodotti di stagione. Non che prima non li usassi, ma la percentuale tra prodotti freschi e congelati era più o meno la stessa, mentre adesso il 90% della mia dispensa ruota con il passare dei mesi. Ci ha guadagnato il mio portafoglio (mai più fragola a 5 euro al kg) e il gusto perché la differenza si nota parecchio. O meglio, io la sento e il Convivente fa lo gnorri limitandosi ad annuire alla mie affermazioni o rafforzandole a caso.
«Sono o non sono gli asparagi più buoni che tu abbia mangiato? Si sente proprio che è la stagione.»
«Mmh, mmh. E comunque anche il riso in questo periodo mi sembra molto più buono, no?»
«…»
«Ho detto una cazzata, eh?»
«Beh, il riso non è un prodotto stagionale, ma non ti preoccupare. Mangia.»
Dicevamo (il Convivente è un caso disperato): superata la fase del “Ti faccio conoscere i miei gusti e tu mi fai scoprire i tuoi” e, soprattutto, dopo aver portato in tavola tutto il mio repertorio di esperimenti pre-convivenza (parlo sempre di esperimenti culinari, sia chiaro…) ho deciso che dovevo creare nuovi piatti, o meglio provare quelli che fino a quel momento non avevo mai fatto. In più, se mai fosse possibile, provare a preparare cibi gustosi, ma poco calorici. E in questo credo che i cibi di stagione aiutino dato che sono più saporiti in partenza e hanno meno bisogno di condimenti vari.

Fave+asparagi in piattoPasta con asparagi e fave. Tipo la “cacio e pepe”, ma con le verdure.

Ingredienti (per 4 persone): 500/700 g di fave, 2 mazzi di asparagi, 320 g di pasta, 50 g di pecorino romano, mezzo spicchio d’aglio, pepe nere q.b.
Preparazione: sgranate le fave e tagliate gli asparagi a metà, di modo che cuociate direttamente sola la parte che potrete mangiare, e sciacquate le bene le verdure. Mettete a bollire dell’acqua e fate cuocere gli asparagi in un cestello per la cottura a vapore, magari di quelli cinesi in bambù, per circa 15 minuti. A cinque minuti dalla fine sbollentate nell’acqua che state usando per gli asparagi anche le fave.
Levate gli asparagi dal fuoco e scolate le fave sotto l’acqua fredda. Fate bollire l’acqua per la pasta e nel frattempo sgusciate le fave (ora che le avete sbollentate basterà farle scivolare fra le dita con un po’ di pressione e sgusceranno via immediatamente) e sminuzzate (NON HO DETTO TRITATE) gli asparagi. Fate cuocere la pasta mentre saltate in padella con un filo d’olio e mezzo spicchio d’aglio le verdure. Togliete l’aglio e una volta scolata la pasta, senza buttare via l’acqua di cottura, buttate la pasta nella padella dove la farete saltare con le verdure. Spegnete la fiamma versate sulla pasta il pecorino grattugiato con il pepe e un mestolo di acqua di cottura. Amalgamate bene il tutto e servite caldo.

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