C’è la mamma salutista serena, la Super-mamma, la mamma con l’ansia da prestazione e infine quella con il peso della cucina: sono questi i quattro macro-profili della mamma italiana tracciati dalla ricerca sull’importanza del momento del pasto all’interno delle famiglie italiane, condotta dall’Istituto di Ricerca ISPO, con il supporto di Coca-Cola Italia. La ricerca è stata presentata e commentata qualche giorno fa a Milano da Renato Mannheimer, presidente ISPO, Lorella Cuccarini, la showgirl più amata dagli italiani, e da me, la vostra signorina Fiamma, in versione “carne (molta carne) ed ossa“, ovvero Ilaria Mazzarotta.
Cosa emerge da questa nuovissima ricerca sul mondo degli italiani a tavola?
Sicuramente alcuni dati che possiamo definire – ahimè (ahi-noi) – “scontati”, come la quasi inesistenza degli uomini dietro ai fornelli (a cucina è solo il 6% dei padri intervistati), ai quali si aggiungono però altri dati da tenere sott’occhio, come la sempre maggiore attenzione del pubblico femminile a seguire blog, forum e siti internet per scoprire e scambiarsi le ricette. La Rete, anche a tavola, prende il suo posto e amplifica il passaparola tradizionale.
Un altro dato interessante tracciato dalla ricerca, come vi dicevo all’inizio, è il nuovo profilo della “mamma in cucina”: tanto per cominciare per il 53% delle mamme italiane il piacere del pasto è legato strettamente allo stare insieme ai figli e ai mariti (mentre per il 49% dei papà il piacere è legato alla socialità allargata e al menù), sembra poi che il 98% delle madri italiane sia attento alla gustosità e alla golosità dei pasti e che il 93% dichiari di assicurare e garantire un pasto sereno anche se questo prevede di mangiare qualche golosità in più e, infine, l’88% assicura di prestare la massima attenzione nel cucinare solo pasti equilibrati.
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2380333595_d32f56a8b91.jpgQuante volte vi siete sentite ripetere questa frase? E quante volte ora che siete madri, nonne o zie dovete dirla ai più piccoli?
Beh, io mi trovo spesso a “rimproverare” il Convivente quando fa la faccia storta davanti a una nuova ricetta o un dolce con la cannella.
- Mi fa schifo la peperonata.
- Non si dice mi fa schifo! E poi l’hai mai assaggiata?
- No. Io i peperoni li mangio solo fritti.
- Ah, beh! Tutta salute!
- Mica fanno male.
- No, no. Sarà che io i peperoni li adoro in tutti i modi anche se il mio stomaco ne risente un po’. E comunque dai, assaggiala! Sono ore che ci lavoro.
- No, non mi piace la consistenza.
- Ma che ne sai?
- Una volta da piccolo me l’hanno fatta assaggiare e a momenti mi sento male. È viscida.
- Come sei noioso. Vuol dire che me la mangio io e poi la congelo a piccole dosi. No-io-so!

Fortunatamente (o forse no?) ho scoperto che questo atteggiamento non è una prerogativa dei bambini lamentosi e del Convivente, anzi leggendo un articolo della BBC sulla memoria culinaria ho scoperto che i ricordi legati ai cibi possono giocare brutti scherzi ai nostri sensi e, soprattutto, al nostro gusto anche da adulti.
Odiate il sapore amaro dei cavoletti di Bruxelles (questo è il mio caso anche se non dico “mi fanno schifo!”), non riuscite ad immaginare la vostra bocca mentre ingoia un bel boccone di coniglio con le olive oppure non capite come si faccia a trovare buono il sapore della trippa? Colpa dei vostri ricordi culinari infantili.
Secondo una nuova ricerca questi ricordi hanno un impatto incredibile sul gusto e incidono sulla nostra percezione dei sapori: il 43% degli intervistati, in Inghilterra, ha affermato di non voler neanche vedere i cibi che da piccoli, per quel che possano ricordare, gli hanno lasciato un cattivo sapore in bocca.

Ecco i risultati ottenuti dal Prof. Tim Jacob della facoltà di Bioscienze dell’Università di Cardiff:

  • Il 24% delle persone intervistate ha ammesso che esistono alcuni cibi o sapori che non gli piacciono pur non avendoli mai assaggiati.
  • Il 26% non sarebbe disposta a mangiare carne di coniglio.
  • Il 18% non sarebbe disposta a mangiare le olive.
  • Il 18% non sarebbe disposta a mangiare i peperoncini.
  • Il 70% continuna a mangiare solo ciò che gli ha lasciato il sapore migliore in bocca da piccolo.
  • Il 39% non ha più provato ad assaggiare qualcosa che inizialmente non gli piacque.
  • Fonte:Tickbox.net/Opinion Matters survey for Walkers Sensations

    Il Convivente è in compagnia di una buona percentuale di inglesi che sono certa, però, amerebbero la mia peperonata.
    Ecco a voi la ricetta…
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