tagliatelle salmoneDa diversi anni la mia mamma si è specializzata in un delizioso sugo al salmone. È nato per caso, come spesso nascono le migliori ricette.
Un anno, per Natale, arrivò a casa un cesto regalo, di quelli pieni di mille leccornie, e tra gli ingredienti c’era un bel pezzo di salmone affumicato. Come a volte capita, sul retro della confezione appariva una ricetta per utilizzare quell’ottimo pesce.
Le tagliatelle al salmone come erano presentate lì vedevano apparire tra gli ingredienti del prosciutto crudo, ma la cosa non convinse mia madre che lo sostituì con il prosciutto cotto e nacque la magia: il sugo che mia madre fece quella sera di tanti anni fa – e che spesso ripete per le grandi e piccole occasioni – era sublime. Lo è tutt’ora.
Cremoso, corposo e sopratutto adatto ad ogni tipo di pasta, da quella all’uovo a quella secca.
Provare per credere!

Ingredienti: 100 g di prosciutto tritato al coltello, 200 g di salmone affumicato tritato grossolanamente, 200 ml di polpa di pomodoro, 2 noci di burro e una cipolla tritata, 200 ml di panna da cucina, 320 g di tagliatelle
Preparazione: fate appassire la cipolla nel burro, in un’ampia padella antiaderente, poi unite il prosciutto cotto e fatelo cuocere un paio minuti, evitando che secchi. A questo punto aggiungete la polpa di pomodoro e cuocete per circa un quarto d’ora a fuoco medio-basso. Aggiungete il salmone e intanto mettete a cuocere la pasta. Non appena state per scolare le tagliatelle, aggiungete la panna nel sugo e condite le tagliatelle.

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Quella di martedì è stata proprio una bella mattinata: presso la Cook&Books Academy ho avuto l’onore di fare la giurata nella sfida di cucina tra tre utenti della community di Donnamoderna. Tutte e tre erano state selezionate per la sfida culinaria di cui vi avevo parlato tempo fa.

Anna, Paola e Gabriella sono state tutta la mattina impegnate in cucina e hanno creato dei piatti deliziosi. Ognuna di loro ha una “cucina” sulla community, se voleste seguirle le trovate così: GarofanoCannella (Gabriella), La cucina di Annaespank (Anna) e la cucina di Trinitapoli (Paola).

I piatti presentati - tartare di tonno, pappa al pomodoro e semifreddo al limone -  erano tutti buoni, semplici, pratici e leggeri, ma alla fine – dopo averli assaggiati attentamente tutti – ho scelto la pappa al pomodoro di Gabriella.
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Clicca su ogni foto e scopri le mie ricette preferite di quest’anno!
Buon Anno e Felice 2012

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Saper cucinare

Oggi non voglio darvi una ricetta, piuttosto farei un piccolo test.
Sono convinta che nella vita chiunque debba saper cucinare qualcosa: non ho detto che debba piacere, ma solo che sia una necessità.
E non ditemi: “Eh, ma guarda che, alle brutte, esistono i ristoranti”.
Ci sono. È vero. Se è per questo io credo ci siano anche Babbo Natale e Belezebù.
Siamo seri, per piacere: sapersi fare un uovo al tegamino, anche un po’ bruciato è un dovere. Potete pure definirmi una dittatrice culinaria, non mi offendo. Mi offende (o meglio, mi sorprende) di più chi chi si vanta della sua totale incapacità ai fornelli.
L’altro giorno guardavo la versione italiana di “Masterchef“, in onda su Cielo: tralasciando il mio debole per Carlo Cracco, trovo che il programma sia proprio ben fatto e che gli Chef diano consigli giusti, ma magari ne riparleremo presto…
Il punto è che il giudice Bruno Barbieri esige che tutti sappiano fare la besciamella. Beh, per me ha ragione.
Tornando al piccolo test che vi vorrei sottoporre (e scusatemi se sono stata un po’ brusca), quel che sostengo è che un conto sia non avere passione per la cucina e un conto sia rifiutarsi di imparare a nutrirsi con qualcosa di preparato da noi. E per preparare non intendo certo “aprire una scatoletta”.
Ecco quelle che – secondo me  - sono le dieci cose che chiunque dovrebbe saper fare in cucina:

1. Cuocere la pasta, al dente.
2. L’uovo all’occhio di bue.
3. La bistecca ai ferri. Per ottenere la cottura giusta ci vuole solo un po’ di esperienza.
4. La verdura saltata con aglio e olio.
5. Il pesce al forno. Semplice, senza troppi fronzoli.
6. La besciamella.
7. Un sugo a scelta tra: sugo al pomodoro, pesto, aglio e olio (non è facile farla bene, fidatevi), ragù.
8. Un toast
9. La bruschetta
10. La panna montata.

Voi che ne pensate? Sapete fare queste dieci cose? Ne aggiungereste delle altre?
Se dopo aver letto questo post vi fosse venuta voglia di mandarmi a “farmi friggere”, potreste dirmi – per piacere – quale olio usereste?
Vi aspetto!

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Ciao a tutte, il post di oggi è un po’ diverso dal solito perché le ricette non sarò io a darvele, bensì voi… O almeno è quello che mi auguro.
Una piccola premessa: come molte di voi sapranno, nel 2010, “Due cuori e un fornello” è diventato un libro, edito dalla Kowalski, e dopo quel fortunato, primo episodio, mi stato chiesto di dare un seguito alle avventure della Signorina Fiamma e del Convivente.
Detto, fatto: l’occasione si è presentata quando sono rimasta incinta e, di conseguenza, anche la vostra signorina Fiamma si è trovata a dover combattere con le gioie e i dolori, soprattutto culinari, della gravidanza.
Il libro si chiamerà “Due cuori e una culla” e racconterà cosa è accaduto in casa Fiamma/Convivente da quando una mattina lui le chiese: “E se smettessi di prendere la pillola?“. Racconti, emozioni, consigli e ricette si susseguiranno attraverso i nove mesi trascorsi in attesa del piccolo “Coso”.

Vi aspetto tutte a ottobre in libreria, ma prima – se ne aveste voglia – potete contribuire a realizzare un capitolo del libro, come già accaduto in occasione dell’uscita di “Due cuori e un fornello”.
So che tra le lettrici ci sono molte mamme o future mamme ed è proprio a voi, Mamme Moderne, che mi rivolgo: qual è la ricetta che più avete avuto voglia di mangiare o, al contrario, che più avreste voluto mangiare, ma (causa toxoplasmosi, nausee o simili) non potevate assolutamente toccare quando eravate incinte?
Le ricette – che mi potrete lasciare tra i commenti di questo post entro e non oltre il 20 luglio - verranno poi testate dalla sottoscritta (ora che posso mangiare ciò che voglio) e scelte per la creazione di un capitolo dedicato alle mie amiche mamme e al loro rapporto con il cibo in gravidanza.

Allora, che aspettate a inviarmi la vostra ricetta?
Per rendere il capitolo più carino e omogeneo, prima della ricetta, vi chiedo di rispondere anche a queste domande (non dovete per forza mettere il vostro vero nome, ma potete usare un nickname).

  • - Nome della cuoca incinta (ovvero voi).
  • - Nome del bambino/a che state aspettando o che già avete ed età
  • - Titolo della ricetta.
  • - Per quante persone è indicata la ricetta.
  • - Ingredienti (specificando grammi, litri…).
  • - Preparazione.

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Voglio parlarvi di ricette. Sì, lo so, “Ma non è quello che fai sempre?”, mi direte.
Ma questa volta non voglio darvi una vera e propria ricetta (bugia! Alla fine ci sarà anche quella), vorrei più che altro scambiare con voi qualche consiglio e conoscere i vostri segreti.
Per cercare velocemente spunti nuovi per ricette e piatti sempre diversi di solito mi affido a internet. Quando voglio ritrovare i sapori di casa invece chiedo a mia madre oppure spulcio qualche vecchio volume di cucina. Se poi ho tempo e voglio proprio partire da zero comincio a sfogliare le ricette sulle riviste oppure su uno dei tanti libri che ho comprato negli anni. Perché, diciamoci la verità: un conto è avere tanti libri e un conto è averli letti tutti. Non siamo mica tutte delle Julie Powell che ha fatto la sua fortuna provando, una dopo l’altra, le mille ricette del libro di Julia Child.
Da qualche tempo poi uno spunto molto interessante mi arriva dai cibi stessi: non che sulle mele ci siano incisi i consigli per prepararle in maniera diversa, ma capita sempre più spesso di comprare delle confezioni che hanno al loro esterno segnalate delle istruzioni o suggerimenti. Sempre più i grandi marchi sfruttano le loro confezioni per dare spunti o invitare l’acquirente ad andare sul proprio sito internet della marca “x” per scoprire nuove ricette, avete notato?
Sono già un paio di volte che mi capita di comprare del pesce fresco al supermercato e di leggere sulla confezione dei consigli utili per cucinare il pesce stesso.
È capitato così con le sogliole alle mandorle che vi ho proposto qualche tempo fa ed è capitato lo stesso ieri sera con i filetti di platessa che ho cucinato al volo in una maniera tutta nuova, per me.
Come? Finisco la mia riflessione e poi vi do la ricetta. Qualche altra riga di pazienza…
Oltre al pesce ieri sera ho preparato un’ottima quiche con la pasta sfoglia surgelata e anche sulla confezione di sfoglia c’erano tre idee.

Sono curiosa di sapere se avete mai preso spunto dalle ricette riportate sulle confezioni, se le seguite alla lettera o se le usate solo come punto di partenza. Dove cercate voi le ricette (a parte questo splendido blog e il cerca ricetta di Donna Moderna, ovviamente…)?

Filetti di platessa con un sughetto veloce, veloce.

Ingredienti: 400 g di filetti di platessa, 100 ml di passata di pomodoro, 10 capperi sotto sale sciacquati bene, olio, uno spicchio d’aglio, origano, prezzemolo, sale e pepe.

Preparazione: soffriggere lo spicchio d’aglio in un paio di cucchiai d’olio. Passare i filetti in padella posando prima il lato con la pelle sul fondo e una volta cotto per un paio di minuti da entrambi i lati versare su di essi la passata di pomodoro. A fuoco medio lasciar cuocere velocemente la passata, condire con prezzemolo fresco, origano, i capperi, un pizzico di sale e il pepe. Coprire due minuti con  un coperchio e poi servire caldo.

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Summer readingEd eccoci di nuovo ai consigli per la lettura da spiaggia. Come per i primi tre libri anche oggi voglio consigliarvi delle letture diverse, sempre legate alla cucina, ma che non abbiano a che fare solo con le ricette.
Per questo mese, se sentiste l’estremo bisogno di ispirazioni culinarie fossi in voi mi affiderei alle riviste, più leggere e comode da portare in spiaggia del classico ricettario, o nel caso foste munite di iPhone aggiornatelo con le mille applicazioni culinarie che trovate nell’AppStore.
Se poi voleste comunque fare un piccolo ripasso delle basi vi consiglio un libricino agile che ho ritrovato da poco: Il Contaminuti di Elena Spagnol (Edizioni TEA), un ricettario di base alla sua seconda edizione. Mia madre ha la prima edizione ed è talmente consumata che non si legge quasi più il titolo. Vademecum.

Se niente importa. Perché mangiamo gli animali? di Jonathan Safran Foer, edito da Guanda, è il libro serio che vi Foerconsiglio per quest’estate. Se avete lo stomaco debole non compratelo. Il racconto-inchiesta di Foer spiega il percorso affascinante e istruttivo di un padre che con la nascita del figlio decide di capire cosa vuol dire nutrirsi e, soprattutto, cosa significhi mangiare carne. Otto capitoli costellati da piccole note che sembrano a prima vista marginali, ma che una volta lette rimangono impresse a fuoco nella mente perché citano numeri e percentuali del consumo di carne in America e dei problemi enormi che questo consumo comporta alle persone e all’ambiente. Se avevate già intenzione di diventare vegetariani sarete convinti da questo libro, se invece non avete la minima voglia di abbandonare la vostra bistecca settimanale questo libro vi farà comunque riflettere, molto. Istruttivo.

Piccolo ricettario per cuochi perdigiorno di Roberta Deiana, edito da Bietti. Passiamo ora a un libro un po’ pRoberta Deianaiù divertente e insolito. Roberta Deiana è una foodblogger e foodstylist al suo secondo libro (il primo per chi non lo conoscesse si intitola “In cucina con la maga delle spezie“) e ci propone ora un piccolo ricettario composto da 73 ricette. Vi avevo promesso libri da leggere, non ricettari. Promessa mantenuta! Il ricettario per cuochi perdigiorno è diviso in due parti: la prima è composta da una serie di racconti, poesie, sonetti, testi di canzoni e giochi di scrittura che hanno tutti a che fare con la cucina, metre nella seconda parte troverete le ricette vere e proprie legate ai racconti proposti nelle prime pagine. Una lettura divertente, un nuovo modo per presentare i piatti facendo il verso a cantanti, autori, scrittori, ma anche ad annunci erotici o articoli di cronaca nera. Divertissement per golosi.

(Foto di bulinna)

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riviste di cucina 1Qualche anno fa, trasferendomi dal Roma a Milano e poi ancora dal Convivente, mi ritrovai a scartabellare tra le mille riviste e allegati che avevo accumulato nella mia cucina romana.
Non le portai immediatamente via con me, ma una volta insediata nella mia nuova cucina decisi con mia madre che era arrivato il momento di dividerci quel bendidio di ricette sparse. Lei si tenne i fascicoli e i libri trovati in allegato, mentre io mi portai via qualche rivista. Una su tutte: Grand Gourmet, rivista internazionale di alta cucina e bien vivre. Purtroppo questa rivista di “alto profilo” a livello culinario dal 2004 ha smesso di essere pubblicata e lo stesso è accaduto l’anno scorso all’ancor più famoso e internazionale “Gourmet” che, per mancanza di introiti pubblicitari, ha chiuso i battenti rimanendo comunque attivo online. Con l’arrivo dell’iPad pare che Gourmet diventi un’applicazione e sono certa che sarà una tra le più scaricate.
Ad ogni modo, stavo riguardando in questi giorni la mia pila di vecchie riviste, alla quale si stanno unendo nuove riviste  italiane, ma soprattutto straniere come il magazine di Donna Hay (che seppur costoso dovreste tenere in casa un po’ tutte!) e mi sono detta che in effetti sono una fonte inesauribile di ricette. La cucina pur seguendo le mode non passa mai di moda.riviste di cucina 2
Sfogliando tra le pagine dei vecchi numeri ho anche ritrovato un pezzo di Davide Paolini sui bomboloni nel numero di Novembre 2003 di Grand Gourmet di cui mi innamorai e che vi cito testualmente: “Già la parola bombolone dal punto di vista onomatopeico esprime il gusto pieno; la lunghezza e l’obesità intrinseca della definizione riempiono la bocca di godimento.
Tra ricette, articoli e spunti interessanti credo che passerò le prossime settimane a segnarmi spunti per i prossimi piatti.

Anche voi conservate le vecchie riviste?
E soprattutto, dato che io erano anni che non lo facevo: voi le continuate ad usare come spunto o ve ne siete dimenticate?

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Locandina Flan di CaroteUn libro, tre amiche, tante ricette e un’idea: il flan di carote. Mi direte: “Ma questa è solo una ricetta!”. Mi dispiace, vi sbagliate perché non è “solo” quello, si tratta anche del titolo di un racconto e di uno spettacolo leggero, simpatico e goloso che va in scena tra qualche giorno al Teatro Out Off di Milano.
Flan di Carote” è prima di tutto il titolo di uno dei racconti contenuti nel libro “Non è vero che tutto fa brodo” scritto da La Ditta, ovvero Chiara Guarniero, Silvia Scalzi e Roberta Spagnoli: tre pubblicitarie, amiche e socie appassionate di cucina che qualche hanno fa decisero di regalare ai propri clienti, come cadeau, un libricino di ricette scritto da loro. Quel libro fu poi arricchito di storie e altre golosità e pubblicato. Ora uno dei racconti è diventato una food comedy che mette in scena l’unione tra il rapporto di coppia e la creazione di una ricetta, il flan di carote appunto. Chiunque abbia un compagno precisino e, soprattutto, fissato con la cucina si riconoscerà nei personaggi, ovviamente essendo io la parte impegnata gastronomicamente della famiglia mi sono divertita lo stesso immaginando cosa accadrebbe se provassi a dare al Convivente via telefono (come accade in scena tra lui e lei) le istruzioni per preparare una ricetta partendo da zero. Lo spettacolo l’ho visto in anteprima in compagnia di Ci_polla ed è stata propria una serata piacevole… e non c’è nemmeno bisogno di preoccuparsi di cosa andare a mangiare prima o dopo! Ecco il colpo di scena: se il primo atto di questo spettacolo si svolge sul palco, il secondo è al ristorante. Avete capito bene: finito lo spettacolo ci si sposta nel ristorante “Le Quinte”, ricavato nel foyer dell’Out Off, e si cena in compagnia di tutti gli altri spettatori.

FLAN DI CAROTE: LA PRIMA COMMEDIA “VISTA E MANGIATA”
Scritto da: Chiara Guarnerio, Silvia Scalzi, Roberta Spagnoli
In scena: Alessandra Sarno, Marco Ghirlandi, Pia Engleberth
Regia di: Giorgio Centamore.
Dove: Teatro Out Off, Milano.
Quando: lunedì 17 e 24 maggio.


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Tutto è cominciato qui, su questo blog, poco più di un anno fa, ma da oggi la Signorina Fiamma e il Convivente li troverete anche tra le pagine di un libro: “Due cuori e un fornello“, edito da Kowalski.
Non so dirvi quanto sia emozionata, mi mancano le parole al momento, ma spero di ritrovarle questa sera, alle 18:30 presso la libreria Feltrinelli di C.so Buenos Aires 33 a Milano, quando si terrà la prima presentazione di “Due cuori e un fornello (convivenza con cucina)”.
A farmi compagnia e a presentarmi ci saranno Luca Sofri e Matteo Bordone.
Vi aspetto e mi raccomando… passate parola.

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