Funziona così: sono anni che tengo un foodblog, posso dire di saper cucinare piuttosto bene, ma allo stesso tempo ho ancora moltissimo da imparare.
E quando imparo nuove cose mi emoziono, mi entusiasmo e sopratutto non vedo l’ora di condividere la cosa con amici e lettori.
È quello che mi è accaduto sabato, quando mi sono detta: devo imparare a legare l’arrosto. Avevo un ottimo preparato per farcire la carne e volevo usarlo a tutti i costi, ma per farlo avrei dovuto farcire da sola la carne scelta e poi chiuderla, sempre da sola.

Magari molti di voi già lo sanno fare, ma io sono sempre stata convinta che il mio macellaio lo facesse meglio, per cui mi limitavo a infilzare i saltimbocca o gli involtini, una volta ogni tanto. Fino a sabato.

Prima cosa: per imparare una tecnica devi cercare qualcuno che te la spieghi! Ho preso il computer e ho scritto su Google: “legare arrosto”. Pochi secondi e avevo la risposta.

Ok , non vi sto dicendo: “Lo sapete che esiste una cosa che si chiama internet e potete trovare qualunque cosa vi serva?”, sto solo dicendo che se uno ha voglia di imparare non deve fare un master in macelleria, ma semplicemente guardare ripetutamente YouTube.
Io ho guardato questo e poi mi sono studiata le istruzioni, passo passo, qui.

All’inizio mi sono incartata più e più volte, ma alla fine questo weekend ho sfornato due arrosti eccezionali e il sorriso del Convivente a fine serata è stato la prova, provata, della riuscita della mia nuova, piccola, avventura culinaria.
E d’ora in poi l’arrosto perfetto sarà ancora più buono!

Foto di Saveur

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In questo periodo giro molto sui vari foodblog italiani e stranieri per scoprire quali siano le ricette natalizie che vanno per la maggiore. Tra i blogger italiani la vera mania degli ultimi post sono i biscotti di vetro, come quelli nelle foto che trovate qui sotto.
Sinceramente prima di vederli e di farli non ero a conoscenza dell’esistenza di questi magici biscotti, capaci di far passare la luce attraverso il cristallo colorato che racchiudono e capaci, più di qualsiasi omino di pan pepato, di trasformare il vostro albero in un miraggio di luci colorate delicatissime.
Già dall’anno scorso mi ero imbattuta in questa anomala ricetta, ma non avevo avuto il coraggio di leggerla pensando si trattasse di una tecnica di altissima pasticceria. Mi sbagliavo, sono semplici biscotti trasformati da un ingrediente segreto: le caramelle dure.
La ricetta è semplicissima: preparate la pasta frolla o compratela già fatta (soprattutto se il vostro obiettivo non è mangiarli ma solo appenderli all’albero come ho fatto io) e poi ritagliate i vostri biscotti. Fate dei biscotti grandi dato che poi dovrete incidere l’interno.
Il passaggio finale prevede che posiate le vostre forme sulla carta forno, nella teglia, e al loro interno mettiate dei mucchietti di caramelle sbriciolate (io ho comprato delle semplici caramelline allo zucchero colorate). Infornate il tutto per circa 15 minuti a 180° e la magia diverrà realtà. Lasciate raffreddare bene i biscotti prima di staccarli.
Vi lascio con le foto dei biscotti di vetro realizzati da alcuni foodblogger italiani e approfittandone per fare gli auguri a chi, come me, si diverte a condividere la propria passione culinaria attraverso un blog.

(Foto di Lauren Manning e foto biscotti tratte da: meringhe alla panna, la patata in giacchetta, kitchenqb, muffin cookies e altri pasticci, i dolci di Laura)

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dischwashingQuando ero piccola, nella mia cucina gialla romana, c’era la lavastoviglie, poi a un certo punto è sparita: i miei l’hanno sostituita con un carrello/tagliere in legno molto utile e mi hanno passato l’abitudine a non averne più bisogno.
Quando vivevo con le coinquiline poi avevamo una cucina così piccola che sarebbe stato impossibile avere la lavastoviglie e oltretutto mangiando quasi sempre separate ognuno si lavava i propri piatti e stop.
Da quando abito con il Convivente non faccio altro che riempire e svuotare la mia lavastoviglie, anche mia madre quando viene a trovarci per qualche giorno non può fare a meno di usarla. Sarà che me la sono ritrovata in casa, sarà che con il Convivente le cene tra amici non mancano e sarà che alla fine ogni due giorni, pur essendo solo noi due, la lavastoviglie è piena: non ne posso più fare a meno.
Figuriamoci quando arriverà questo bambino/a. (Ah, sì. Non ve l’avevo detto. Ta daaa: la signorina Fiamma e il Convivente sono incinti!)
L’altro giorno mi sono soffermata su questo post della mia amica Auro e mi è venuto automatico pensare che senza lavastoviglie forse non potrei più stare. C’è anche da dire che il Convivente non aiuta molto in cucina: se lui oltre a sparecchiare si occupasse dei piatti dopo che io ho preparato tutta la cena forse non ne avremmo bisogno, ma come detto poi sono tante le occasioni in cui i piatti si moltiplicano e c’è davvero bisogno di una macchina che lavi-le-stoviglie.
Ma l’uso di questo elettrodomestico non finisce qui. Sempre navigando ho scoperto il sito Ecocucina di Lisa Casali e con mia totale meraviglia ho imparato che la lavastoviglie può essere usata anche per cuocere.
Pazzesco non credete? Ammetto di non comportarmi sempre in maniera ecologicamente corretta, ma l’idea che la lavastoviglie possa essere usata contemporaneamente per lavare e cucinare mi affascina. Ovviamente, spiega Lisa, “perché i cibi non vengano in contatto con il detersivo e l’acqua sporca della lavastoviglie è importante che vengano chiusi ermeticamente in vasetti di vetro o sacchetti per il sottovuoto adatti alla cottura“.
Credo che presto proverò questa nuova tecnica. E voi che rapporto avete con la lavastoviglie?

(Foto di dvs)

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