Vi piacciono le cotture al cartoccio?
Ho appena comprato un libro per preparare solo cose incartate nella carta forno, nell’alluminio, etc. Il libro si chiama ”Al cartoccio” (Guido Tommasi Editore) e ho trovato tante idee e ricette per cucinare secondo questa tecnica, dall’antipasto al dolce.
I cartocci mi hanno sempre affascinata: mi piace l’idea di scartare una piccola sorpresa culinaria e mi piace lo stupore di chi viene invaso da profumi e sapori nell’istante in cui scartoccio il suo cartoccio. E poi è una tecnica che può essere definita light: perfetta per questa stagione quando si può ancora accendere il forno senza morire di caldo, ma si ha bisogno di un menu adatto alla futura prova costume.
A proposito, come siamo messe a pancetta?
Io, lo ammetto, devo ancora darmi un po’ da fare, ma con il piccolo corridore che mi ritrovo in casa sono certa che riuscirò a buttare giù qualche altro chilo prima di dover indossare davvero il costume.
La dieta giusta, nel senso di una sana alimentazione, già la faccio.
Siete state al mercato di recente? Tripudio totale di frutta e verdura, come non si può non mangiare sano con tanto bendidio sui banchi. Partiamo con gli ultimi broccoli che ho comprato e che ho preparato, come vi dicevo, al cartoccio!

Ingredienti per 4 persone: 1 broccolo, 2 spicchi d’aglio, 200 ml di olio extravergine di oliva, 2 cucchiai di salsa di soia, 2 cucchiaini di zucchero.
Preparazione: scaldate il forno a 180°. Pelate e schiacciate l’aglio con uno spremiaglio e mescolatelo all’olio d’oliva. Versate il tutto in un’ampia ciotola e aggiungete la salsa di soia, lo zucchero e un cucchiaino di acqua. Tagliate le cimette del broccolo, unitele alla salsa e fate marinare per 30 minuti in frigorifero. tagliate quattro quadrati di carta forno, disponetevi al centro i broccoli, chiudete con uno spago ogni pacchetto e infornate per 10 minuti al massimo.

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La ricetta che vi propongo oggi non è mia, me l’ha regalata la mamma di una cara amica e la ringrazio molto. Il flan l’ho assaggiato proprio da lei ed è un piatto ideale per qualsiasi stagione, occasione e persona.

Un flan di farro e verdure che può essere: portato al primo picnic primaverile (se mai arriverà, questa diavolo di primavera), a cena da amici, servito come antipasto durante una bella cena, mangiato velocemente a pranzo o offerta ai vostri figli per una cena leggera.

Non uso mai mai i grani (orzo, farro, miglio…) se non nelle zuppe ed è per questo che adoro questa ricetta: finalmente un piatto diverso che non è una zuppa, ma neanche la solita insalata fredda estiva.

Una via di mezzo, tiepida, da accompagnare a una salsa di ricotta e limone che dona un tocco in più.

Buon appetito e buon weekend.

Ingredienti: 130 g di farro, 150 g di zucchine, 150 g di carote, 100 g di piselli, uno scalogno, 40 g di parmigiano, 60g di emmentaler, 3 uova, 1 albume, 200 g di ricotta, un limone, 50 g di burro, olio, sale, pepe e noce moscata.
Preparazione: sciacquate il farro e mettetelo in padella con abbondante acqua fredda e fatelo cuocere per 40 minuti dall’ebollizione. Rosolate lo scalogno, sbucciato e affettato, con un filo d’olio, unite i piselli le zucchine e le carote tagliate a dadini, salate e bagnate con poca acqua calda facendo cuocere per 10 minuti.
Mescolate le verdure con il farro scolato e ancora tiepido, quindi aggiungete le uova, i formaggi grattugiati e una grattata di noce moscata. Regolate di sale e pepe e incorporate l’albume montato a beve. Versate in uno stampo da plum cake e foderato con cata forno imburrata. Coprite con un foglio di alluminio e fate cuocere a 180° per 45 minuti.
Togliete l’alluminio e fate cuocere altri 20 minuti.
Mescolate la ricotta con la scorsa del limone, sale, pepe e un filo d’olio e servite questa salsa come accompagnamento del flan.

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Ma ve l’ho mai detto che ho origini irlandesi? Forse sì, forse no, boh.
Be’, ad ogni modo, mia nonna paterna era di Dublino, ma purtroppo non l’ho mai conosciuta.
Come non ho mai conosciuto o mangiato in America, a Dublino o in altri paesi, il coleslaw, la ricetta che vi presento oggi.
Il coleslaw è un contorno, di origine irlandese per l’appunto, ed è un classico piatto usato per accompagnare la carne, ma anche come salsa per farcire gli hamburger a base di brasato. Brasato di cui scriverò presto.

Il coleslaw è una sorta di insalata russa, ma con ingredienti diversi e verdure crude.

È una preparazione che può risultare molto fresca, se usate la mela, o un po’ più pesante, se abbondate con il cavolo: diciamo che ognuno può prepararlo a modo suo. Sara e Jasmine, due mie amiche e foodblogger, ad esempio seguono due stili diversi; poi c’è quello di Martha Stewart; il coleslaw di Jamie; e quello di Nigella. Quello che ho preparato l’altro giorno parte da una ricetta di Donna Hay che però ho adattato ai miei gusti, trasformandola nel mio coleslaw. Scegliete pure la combinazione di ingredienti che preferite, ma di base dovrete usare: verdure crude tagliate a julienne, maionese, sale e pepe. È un ottima ricetta da poter mangiare anche da sola, magari accompagnata da qualche fetta di prosciutto cotto e del pane tostato.

Volevo celebrare le mie origini, come già accadde con gli scones. Sono certa che non mancherò di farlo nuovamente, con nuove “vecchie” ricette.

Ingredienti (per 2/4 persone, a seconda di quanto piace!): 200 g di cavolo verza, 1 finocchio, 1 mela verde, 3 cucchiai di maionese, 3 cucchiai di yogurt bianco.
Preparazione: con la mandolina o con l’apposito lama del mixer affettate le verdure a julien. In una ciotola poi versate tutte le verdure, la maionese, lo yogurt, sale e pe q.b. e mischiate bene. Assaggiate e lasciate poi riposare in frigo fino al momento di servire.

Preferite la classica insalata russa? Sul nostro canale cucina trovate ben 44 idee diverse.

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L’altra sera ho avuto un paio di amici a cena, e ovviamente mi hanno avvertito all’ultimo del loro arrivo. Una pasta al pesto di certo non poteva bastare: son maschi, che ci vuoi fare!
Ero rientrata da poco con il piccolo Coso dopo una lunga giornata in giro per Milano e non avevo davvero voglia di perdere tempo in cucina, ma l’ospitalità – in casa mia – viene prima di tutto.
Come potevo cucinare, fare il bagnetto a Coso, preparare la pappa, apparecchiare e dare da mangiare ai gatti, nel giro di mezz’ora? Semplice, preparando uno “sfornato”!
Gli sfornati sono quella categoria di cibi – adorati dal Convivente (ha coniato lui questo termine) – che riuniscono tutte le ricette infornate: sformati, flan, sufflé, lasagne, melanzane alla parmigiana, ratatouille arrosto…


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Anche le verdure nel loro piccolo si stufano (anche questo potrebbe essere un titolo adatto per questo post). È così: non proprio come gli umani, ma anche le verdure possono stufarsi e, a differenza di noi uomini, le verdure stufate non sono noiose e antipatiche. Il Convivente forse non la penserebbe proprio come me, ma lui e le verdure non si possono proprio vedere. Per chi invece con le verdure  avesse un buon rapporto consiglio, di tanto in tanto, di stufarle. Non prendetemi alla lettera: non dico di mettervi lì a punzecchiarle, a dirgli cose antipatiche o semplicemente a guardarle con sufficienza dicendogli “Cuociti da sola, se sei capace!“.
Prendete le vostre verdure e cuocetele, con un goccio d’acqua e un filo d’olio, un bel coperchio e un pizzico di sale. Questa è la regola base per stufare qualsiasi tipo di verdura; in questo modo non le friggerete, ma non le lesserete nemmeno e rimarranno più croccantine e fragranti.
Se c’è un popolo che sa come annoiare – ehm, pardon- stufare le verdure è quello asiatico. Avete mai mangiato le verdure stufate e saltate al ristorante cinese? Beh, io sono completamente drogata di quei sapori che solo la cucina orientale sa sprigionare e ho più volte provato a riprodurre a casa quel tipo di cottura e sapore, ma con risultati piuttosto deludenti. Poi ho trovato un libro che faceva al caso mio e che mi ha permesso di ottenere le perfette verdure stufate, con quel zic di sapore orientale che tanto mi piace.
Il libro fa parte della collana “Il mi corso di cucina” e si chiama “Le basi della cucina asiatica” (edito da Guido Tommasi, 25,00).
La ricetta perfetta delle verdure stufate prevede che abbiate qualche ingrediente base della cucina orientale che ormai si trovano facilmente in qualunque supermercato nei negozi specifici di prodotti orientali.
A Milano potete trovarli da Kathay, il supermercato asiatico di Via Rosmini 11 dal quale si servono anche i ristoratori milanesi e cinesi, mentre a Roma vi basterà andare in un qualsiasi negozio della catena Castroni. Per le altre città non saprei dirvi ma, a tal proposito, vi chiedo un favore: se abitate in una città che non sia Roma o Milano e voleste suggerire a chi passa di qui qualche negozio di prodotti stranieri lasciate la vostra indicazione nei commenti e farete tutti felici.

Ed ecco la ricetta…

Verdure saltate nel wok

Ingredienti: 1 cucchiaio di olio vegetale, un pezzetto di zenzero fresco da grattugiare, 1 bicchiere d’acqua (questo l’ho aggiunto io per evitare di soffriggere le verdure) 1 cipolla, 2 spicchi d’aglio, 600 g di verdura a piacere (bieta, pannocchiette, broccoli, asparagi, carote, zucchine) 300 g di cavolo cinese, 3 cucchiai di vino di riso, 1 cucchiaio di salsa di soia, 1 cucchiaio di fecola di mais.
Preparazione: Scaldate nella wok l’olio vegetale e l’acqua, buttatevi dentro la cipolla finemente affettata, lo zenzero grattugiato e i due spicchi d’aglio, unite poi tutte le verdure e a fuoco medio alto lasciatele appassire bene. Sciogliete la fecola con il vino di riso e la salsa di soia. Versate la salsa così ottenuta sulle verdure cotte e lasciate addensare il tutto. Servite caldo.

(foto di Masahiro Ihara e avlxyz)

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La caponata: a modo mio.

Categorie: Ricette semplici

CaponataPremessa: ho scritto “a modo mio” perché ho letto seimila ricette per fare la caponata e so già che ognuna di voi la fa a modo suo oppure pensando che quella sia l’unica ricetta possibile per la vera caponata.Non voglio mettere le mani avanti, ma dopo aver letto i commenti arrivati (vi ringrazio, è stata una bella conversazione) per un semplice piatto di spaghetti mi fa piacere precisare che questa sarà solo la mia versione di questo misto di verdure – altro non è – con aggiunta di olive.L’idea della caponata, mai fatta in vita mia, è nata dalla quantità di melanzane che riposavano nel mio frigo. Erano quattro, belle e ciccione, solo che non avevo alcuna voglia di impelagarmi in una teglia di melanzane alla parmigiana (non ditelo al Convivente). Così ho cominciato facendo a tocchetti le melanzane e lasciandole un’oretta a spurgare cosparse di sale.Rimugina, documentati, pensa: ma sì, faccio una caponata come l’ho assaggiata dal mio amico Simone. Scrivi a Simone. Attendi una risposta. Fai altre cose. Poi ti accorgi che di certo è in ufficio e, avendo altro da fare, sarà difficile ottenere la ricetta fino a sera. Così si comincia con il fai-da-te: pentolone (il mio Le Creuset non si smentisce mai in questi casi) con un filo d’olio tre spicchi d’aglio e una cipolla rossa fatta a tocchettoni. Sciacquo le melanzane e intanto su Skype appare la risposta di Simone e il suo consiglio: «metto tutto insieme, le zucchine all’ultimo perché altrimenti diventano poltiglia, e anziché bagnare le verdure con acqua faccio un mix con acqua e un po’ di aceto rosso, ma poco. Tante olive, tre spicchi d’aglio schiacciati con la lama del coltello, pepe generoso e anziché la passata di pomodoro metto un tubetto intero di ortolina».Tre spicchi d’aglio, ottima partenza Fiamma!Caponata bis

Dalle indicazioni di Simone alla mia ricetta il passo è breve (la cottura un po’ meno) e il risultato davvero soddisfacente. Aggiungo le melanzane a tocchetti, levo l’aglio, infilo sei patatine novelle (avevo un pacchetto di quelle crude e surgelate e ce l’ho messe così com’erano), spremo quel che avanza del mio tubetto di ortolina (fortunatamente ce l’avevo), aggiungo sale e pepe, un barattolo di polpa di pomodori perini (quella con i perini dentro ancora interi) e un paio di bicchieri d’acqua. Scovo nella dispensa un bel barattolo di olive taggiasche denocciolate, le scolo e le butto tutte nel pentolone. Spruzzo su tutto circa un quarto di bicchiere di aceto rosso (non poco come mi ha scritto Simone, ma mi sembrava giusto così). Fuoco basso, tappo che semi-chiude la pentola, una giratina ogni tanto. Faccio la doccia. Alzo la fiamma per asciugare un altro po’ il sugo e voilà: la mia caponata.
A cena, oltre al Convivente soddisfatto magicamente da qualcosa che contiene robe verdi, c’era un’amica che mia ha consigliato di aggiungere alla caponata qualche pinolo tostato.Oggi, con quel che avanza, mi faccio un bel cous-cous, tosto qualche pinolo e mi tuffo nella caponata.
Sembra che anche al coso/a che riposa in pancia sia piaciuta parecchio.

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carbonara vegetarianaUna delle paste preferite dal Convivente e da me è la carbonara. Uova, pancetta e parmigiano non aiutano di certo la linea e per questo è un lusso che ci concediamo di tanto in tanto.
In alternativa mi capita spesso di preparare una versione “light”, se così si può dire, a base di verdure. Dell’originale carbonara rimangono solo le uova e parte del formaggio (cerco di diminuire la quantità). Se uno poi volesse potrebbe anche aggiungere la pancetta, ma a quel punto tanto vale seguire la ricetta classica romana e darsi alla pazza gioia! La carbonara vegetariana è un’utile primo piatto anche per quando ci sono gli amici: veloce, facile e da preparare all’ultimo. La cosa comoda è che fino a quando non buttate la pasta non vi dovrete preoccupare di sapere quanti sarete in tavola, l’importante sarà avere gli ingredienti a portata di mano. Chi come me ha un Convivente che da sempre è abituato a invitare amici a casa senza troppo preavviso è costretta a imparare a escogitare ricette last-minute.
Il mio passepartout rimane la cacio e pepe, ma anche questa carbonara veggy (detta così fa molto “piatto fighetto”) è un must sempre di stagione!
Gli elementi che la rendono così duttile sono: le verdure, potrete scegliere ogni stagione quella che preferite rendendo così questa pasta ogni volta diversa, le uova e il formaggio perché si trovano tutto l’anno e infine il tipo di pasta, anche quello intercambiabile (io preferisco la pasta corta).

Prima di passare alla ricetta, ditemi: quali sono i vostri piatti last-minute?
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La latteriaLo sformato è una delle cose che preferisco ed è anche uno dei piatti più amati dal Convivente, uno dei tanti modi “pasticciati” in cui ama mangiare le verdure. Avendogli parlato spesso dello sformato di mia madre il Convivente un giorno mi ha portato in un ristorantino al centro di Milano dove la specialità è proprio lo sformato e le verdure cotte in forno.
Si chiama la “Latteria Milanese” ed è uno dei locali più famosi e antichi di Milano.
In questa piccola ex latteria dietro Via Piemonte vige una sorta di dittatura gastronomica: il proprietario, un milanese con i baffoni e la faccia lunga, è il dittatore e, a meno che non abbiate gusti particolari, vi consiglio di lasciar fare a lui. Ordinate solo un piatto misto e lui vi porterà, su una vecchia alzatina di ceramica, un tripudio di sformati, melanzane alla parmigiana, Le alzatine della latteriaverdure ripiene e timballi di pasta. Se non sarete poi del tutto piene (vi consiglio di lasciarvi un angolino vuoto), potrete chiedergli anche un misto di dolci: un’altra alzatina, dal diametro inferiore rispetto alla prima, piena di budini, pezzi di torte fatte in casa e crème caramel traballanti.
Tornati da quel pranzo eccezionale ho chiesto a mia madre di darmi la ricetta del suo sformato (di solito lo prepara metà di zucchine e metà di spinaci) e alla prima occasione l’ho preparato al Convivente e ai nostri amici.
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topoUna delle tecniche più adottate dai genitori per far mangiare ai propri figli le verdure è quella di “Braccio di ferro”: alzi la mano chi non ha avuto dei genitori che con la scusa del famoso marinaio dei fumetti non è stato costretto a mangiare gli spinaci per crescere “forte-forte” proprio come lui. Braccio di ferro è solo uno dei metodi perché con tutti i cartoni animati in circolazione abbiamo l’imbarazzo della scelta. La tecnica “cartone animato” cerco di usarla anche sul Convivente e, cambiando storia ogni giorno, cerco di far apprezzare anche a lui le tanto odiate verdure.
Da appassionata di cartoni Disney e Pixar sto studiando da tempo tutte le ricette che vengono menzionate per inventarmi nuove scuse e nuove ricette, chissà che non mi aiutino ora e in futuro quando avrò dei figli. In realtà lo faccio per piacere personale e ho cercato, invano, di far vedere al Convivente tutti i classici Disney regalandogli i DVD a Natale. I film sono ancora lì, con il cellophane che li avvolge e solo quando lui non c’è ne scarto uno e me lo guardo con la stessa passione di una bambina di sei anni.
Se con i classici non ho avuto fortuna, i nuovi film animati della Pixar piacciono molto anche al Convivente e li abbiamo visti tutti. Il nostro preferito è Ratatouille, che casualmente è anche il più adatto per riuscire nella missione “far mangiare le verdure ai bambini (e al Convivente)”. La famosa ratatouille che il piccolo topino Remy prepara per Gustò, il temibile critico gastronomico, è facile da riprodurre e ottima da mangiare. Ho provato personalmente sulla figlia di alcuni amici a presentare in tavola un semplice misto di verdure al forno come “la ratatouille del cartone che ti piace tanto”. Un successo!
Lo stesso metodo si può applicare ad altri cartoni animati e film: nascono così gli spaghetti al ragù (con qualche polpetta) di Lilli e Vagabondo o la Cremè Brulèe di Amelie (anche se con quest’ultima il problema non è certo quello di come fare a convincere il Convivente a mangiarla, ma caso mai come fermarlo!).

La Ratatouille

La mia non è identica a quella del film (che invece potrete trovare da Cavoletto), ma basterà tagliare a rondelle le verdure e impilarle una sull’altra al momento di presentare il piatto per garantire lo stesso effetto.
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La carota camuffata

Categorie: Ricette semplici

carrot-cake.JPGUno dei problemi che devo affrontare da quando convivo è quello delle verdure: il Convivente non le ama e, come accade alle mamme alle prese con i bambini piagnucolanti davanti al piatto di insalata, mi devo arrangiare camuffando ogni tipo di ortaggio.Trasformare la verdure in qualcosa di appetibile per chi non le apprezza non è una cosa facile e soprattutto non si trasformano mai in qualcosa di dietetico: la bieta viene soffritta in aglio e olio, le patate arrostite e la scarola saltata in padella con uvetta e pinoli. Queste sono solo alcune delle tante ricette che propongo al Convivente che alla domanda “cosa sono?” riceve sempre risposte confezionate ad hoc come “soffritto di bietoline con aceto balsamico e olio” oppure “sformato di verdure miste con besciamella“.Avete capito il trucco? Non dovete mai dire la parola verdura o il nome dell’ortaggio contenuto nella ricetta per ultimo; parole come “olio” e “besciamella” faranno arrivare al cervello del vostro uomo, Convivente o magari anche del vostro bambino (ma sì, oggi regalo qualche consiglio da non-mamma a tutte le mamme) un messaggio chiaro: tu-stai-per-mangiare-una-cosa-saporita-gustosa-GRASSA!Così i vecchi spinaci di braccio di ferro da adulti diventano involtini con spinaci e pancetta fritta e la torta di Nonna Papera sarà una splendida  carrot cake con noci e banane.Ed è proprio quest’ultima che vi presento e consiglio: una ricetta veloce, leggera, fresca, si conserva bene in frigo per tre/quattro giorni ed è ottima per la colazione in famiglia. Io l’ho preparata senza crema di formaggio, ma alla ricetta vi allego anche gli ingredienti per prepararla per rendere la torta apparentemente ancora più ricca.P.S. Questa mattina l’ho mangiata spezzata e immersa nello yogurt bianco magro. Deliziosa!

Carrot cake con noci e banane

Ingredienti: 2 uova, 250 grammi di zucchero, 150 ml di olio, 250 gr. di farina, mezzo bicchiere di latte, 1 bustina di lievito per dolci, 200 gr di carote grattugiate (circa 8 carote medie), 2 banane e 50 g di noci, noce moscata e cannella q.b.
Preparazione: pre-riscaldate il forno, sbattete insieme le due uova e lo zucchero, aggiungete poi l’olio, il lievito, la cannella, la noce moscata e la farina. Controllate che l’impasto sia abbastanza morbido, altrimenti aggiungete il mezzo bicchiere di latte. Grattugiate le carote (o a mano o con l’aiuto di un robot da cucina) e unitele al composto. Mischiate poi insieme le banane schiacciate e le noci tritate e aggiungete anche questo composto (sempre che riusciate a resistere senza mangiarne metà come ho fatto io!) all’impasto di carote. Versate il tutto in una teglia preparata (ovvero imburrata e infarinata) e cuocete in forno a 160˚C per un’ora. Quando la torta è pronta lasciatela raffreddare perchè è una di quelle torte che è buona tiepida dato che le carote bagnano molto l’impasto e quando la torta è calda la rendono troppo spugnosa.Se volete, come detto, potete accompagnarla o ricoprirla di una crema di formaggio.Ingredienti: 250gr di Philadelphia o simili a temperatura ambiente, 50 gr. di burro, 300 gr. di zucchero a velo, un cucchiaino di estratto di vaniglia.Preparazione: montate insieme il formaggio e il burro con una frusta elettrica, quando il composto risulterà ben amalgamato aggiungete lo zucchero e la vaniglia.

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