Ok, lo so, me ne sono accorta anche io: il titolo di questa ricetta vede apparire le parole “cannella” e “Convivente” a distanza di poche sillabe. No, non state sognando.
Partiamo dall’inizio: dato che la scorsa settimana ho esagerato con i dolci, nel senso che vi ho dato solo ed esclusivamente ricette di dolci, questa settimana tutti a dieta!
Tranquille, nessuna dieta drastica (almeno per voi lettrici), ma qualche suggerimento un po’ più sapido e meno calorico secondo me è doveroso. Iniziamo con un contorno e con il titolo di questo post che tanto vi (mi) stupisce.
Di verza, in famiglia, siamo tutti piuttosto golosi, dagli involtini – di cui vi ho già raccontato – ai più classici crauti, ma mai e poi mai avrei creduto che una ricetta così semplice e profumata alla cannella potesse entrare nel cuore del Convivente.
Ho scoperto questa preparazione nel corso di una splendida cena, organizzata in un grande albergo milanese, con un menu d’eccezione preparato dai giovanissimi chef Juri Chiotti e Diego Rossi de Le Antiche Contrade di Cuneo e dal residente chef Augusto Tombolato.
Il piatto di cui mi sono perdutamente innamorata era così annunciato sulla carta “Uovo di gallina pochè, verze profumate alla cannella e animelle croccanti“, ma alla vista e al palato si presentava come un uovo in camicia adagiato su verze stufate con burro e cannella e animelle croccanti (quest’ultime non si possono descrivere in altro modo).
Come fare a ripetere un piatto simile?
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La verza, o meglio il cavolo verza, è un ortaggio affascinante: mi piace il fatto che sembri un fiore che ancora deve sbocciare, mi piace lo “schioc” che fanno le foglie quando le stacco, una ad una, dalla base, e mi piace anche il fatto che non sia solo buono da mangiare, ma un vero e proprio alleato in cucina. Se solo si mantenesse bene nello scaffale in cui tengo la pellicola, la carta forno e quella alluminio, sono certa che userei la verza proprio come questi rotoli di carta.
Non sono impazzita, né l’odore di verza mi ha dato alla testa, è solo che da quando l’anno scorso mi sono cimentata negli involtini ho imparato a modellare la verza per renderla un involucro perfetto per preparazioni di ogni tipo.
Quest’anno è la volta degli sformatini: un’idea veloce (se non fosse per i tre quarti d’ora di cottura in forno), comoda e soprattutto carina da presentare perché monoporzione.
Tra le varie idee online quella di “Grasso che cola” mi è sembrata la più interessante e soprattutto la più scenografica, poi però ognuno – io per prima- può realizzare questi sformati come vuole e con quello che ha in casa.

Io lo sformatino l’ho fatto così (per 6 persone, o 3 molto golose!):
Ingredienti: una verza non troppo grande, massimo da 500 g, besciamella fatta in casa (40 g di burro, 40 g di farina, 300 ml di latte, noce moscata e sale), 1 uovo, 5 carote, 60 g di parmigiano.
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3666432323_2921c98a94.jpgCavolo verza, seppie e sugo pronto: ecco gli ingredienti che ho trovato ieri sera nel frigorifero. E ora che ci faccio? Tempo fa avevo già preparato degli involtini con la verza, ma avevo messo troppa besciamella ed erano diventati un po’ pesanti per una semplice cena infrasettimanale.
Poi c’era il problema delle seppioline, che già da un giorno aspettavano di essere usate. Inizialmente ho pensato a semplicissime seppie con i piselli, ma proprio non mi andavano. Erano già le otto e mezzo quando mi sono messa a cucinare, ma devo dire che nel giro di un’ora ho preparato un’ottima cenetta per due. Vabbè, vabbè, mi sto dilungando. Ora vi racconto la mia ricetta, inventata di sana pianta.
Un’ultima cosa: il Convivente ha apprezzato tantissimo, ha mangiato ben tre involtini finendo così tutta la teglia che avevo preparato. Son soddisfazioni!

Involtini di verza con ripieno di crema di seppie (per 2-3 persone)

involtini di verzaIngredienti: 6 foglie di cavolo verza, 200 g di seppie, uno spicchio d’aglio, 2 fette di pane in cassetta, 5 fettine di formaggio (tipo Camoscio d’Oro), salsa di pomodoro (realizzato con 300 ml di passata di pomodoro, uno spicchio d’aglio e un cucchiaio d’olio), mezzo bicchiere di vino bianco, prezzemolo q.b.
Preparazione: pulite bene il cavolo, staccando le foglie più interne e facendo attenzione a non romperle. Sbollentatele per cinque minuti l’una in acqua bollente e lasciatele raffreddare. Nel frattempo in una padella soffriggete uno spicchio d’aglio con due cucchiai d’olio e aggiungete le seppie per farle insaporire. Bagnate le seppie con due mestoli d’acqua e fatele cuocere una ventina di minuti aggiungendo due cucchiai di salsa di pomodoro e aggiustando di sale. Quando le seppie si saranno ammorbidite aggiungete il vino e fatelo evaporare, poi spolverizzate con del prezzemolo tritato. Nel robot da cucina mettete il formaggio, le seppie con il loro sughetto e il pane in cassetta, al quale avrete precedentemente levato i bordi. Frullate a massima potenza per qualche minuto fino a ottenere una mousse cremosa. Scaldate il forno a 180°C e preparate una piccola teglia ungendo il fondo con un filo d’olio e un cucchiaio di salsa di pomodoro. Stendete una alla volta le foglie di verza e riempitele con due cucchiai di crema di seppie, poi chiudete l’involtino di verza facendo attenzione che non fuoriesca il ripieno. Disponete i sei involtini nella teglia, versate su di ognuno un cucchiaio di salsa al pomodoro, spolverate con del parmigiano reggiano grattugiato e infornate per 20 minuti.

(Foto di  elisfanclub e della Signorina Fiamma)

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