il blog delle sfilate
La moda in diretta

Street style, la ragazza in rosa

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Ore 15.00. Orario fissato per la sfilata D&G. Come di consueto i fashion show non iniziano mai puntuali e questo aspetto, che per molti potrebbe essere negativo, per me non lo è stato. Soprattutto in quell’occasione.

Girovagando con la mia Nikon, osservavo le persone più eccentriche e quelle che per un motivo o per l’altro attiravano la mia attenzione. Dopo alcuni scatti all’improvviso mi sono girato e vidi lei: una ragazza giovane, sensuale, sicura di sé e di quello che indossava. Era accompagnata da due ragazzi e se ne stava in disparte a lato del Metropol, ex cinema in cui i due stilisti sono soliti presentare le proprie collezioni.

In quella giornata grigia e fredda a catturare i miei sguardi fu soprattutto il cappotto color fucsia, pezzo unico che sembra comporsi da una parte inferiore e da una mantella dal collo largo nella parte superiore. Il tutto abbinato da accessori black, quali la cintura che stretta a vita fa emergere il fisico esile e slanciato della “ragazza in pink”, la borsa con cuciture a rombo, che rimanda subito all’atmosfera romantica di Chanel, e ancora i pantaloni e gli stivali in pelle.

Sono poche le persone che hanno il coraggio di osare indossando un colore così shock, però chi non vuole rinunciare agli scatti dei fotografi e all’essere coccolati dallo sguardo incuriosito e affascinato della gente non può frenarsi dinanzi ad un cappotto così originale e divertente.

Mi chiederete che voto darei? Decisamente un 10 e lode per questo outfit aggressivo ma chic!

di Federico Panarello

Figurino di Federico Panarello

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Diesel Black Gold A/I 2011-2012

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In occasione della settimana della moda maschile, ho avuto modo di partecipare alle presentazioni delle collezioni, dei migliori brand del mondo, tra i quali Diesel Black Gold.

Renzo Rosso, fondatore di uno dei marchi più famosi al mondo, Diesel appunto, ha presentato nello show room di Via Stendhal 34 a Milano, la collezione dedicata al mondo maschile per il prossimo autunno inverno.

Ho avuto l’onore di vedere e toccare una collezione, che rispolvera l’anima rock di Diesel ispirata al taglio sartoriale e al vintage militare, composta da: giacche da aviatore, cappotti pesanti, lunghe sciarpe e maglie serafino. Materiali come lana,cotone e flanella restano morbidi e preziosi, come ovviamente il denim, che da sempre contraddistingue i jeans Diesel.

I capi presentati da Renzo Rosso sembravano usati, grazie al know-how di Diesel Black Gold, che dona loro un’attitudine vintage.

Insomma, la collezione Diesel Black Gold vista in esclusiva il 17 gennaio presso la Diesel Penthouse di Milano, evoca un uomo dallo stile bohemien, un vagabondo senza meta, che si racconta attraverso la poesia e la musica.

Giuseppe Di Rosalia - my world in a bag

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Woolrich Woolen Mills

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Durante la Settimana della Moda maschile, ho partecipato ad alcune presentazioni.

Un personaggio che in particolare mi ha colpito è Mark McNairy, che ha debuttato con la sua prima collezione durante la fashion week a Milano, presentando la collezione Woolrich Woolen Mills.

E l’ha fatto in gran stile, in una delle gallerie più alla moda di Milano, quella di C.so Buenos Aires, la Galleria Lorenzelli, dove McNairy ha dato una nuova impostazione al marchio senza modificarne la filosofia.

Per il prossimo a/i lo stilista porta in strada una collezione ispirata all’abbigliamento della seconda metà del XX secolo. Come i capispalla, gli abiti tailored, i pantaloni dall’anima casual, le camicie e i gilet che mischiano i tessuti e i colori, senza mai tralasciare la qualità e soprattutto la comodità che si ha nell’indossare i capi.

Inoltre lo stilista già noto per la creazione delle sue calzature, ha arricchito il mondo di Woolrich Woolen Mills di accessori come scarpe,cinture e borse.

Ottimo lavoro.

Giuseppe Di Rosalia


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Sorry, can I take a picture?

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Sono le 8.30 del mattino. Cammino per le strade ancora deserte del centro milanese, che piano piano inizia a svegliarsi e ad acquisire quel suo fascino incalzante che lo caratterizza. Incrocio lo sguardo addormentato dei pochi passanti, che per lavoro sono costretti a percorrere quelle strade. Cammino sotto i portici di Corso Vittorio Emanuele osservando le vetrine dei negozi cheap, e lasciandomi alle spalle il Duomo sbuco in via Montenapoleone: tutto tace, pochi rumori, luci spente, aria gelida. Chi non conoscesse Milano non si aspetterebbe mai che proprio in quella strada, nel giro di poche ore, una moltitudine di persone, fra turisti e compratori, si riverserebbe sui marciapiedi e nei negozi.

Sono le ore 9.00 e così decido di fare una colazione veloce da Mac Donald’s, latte macchiato e saccottino al cioccolato. Stranamente anche lì è tutto deserto. Sono assorto nei miei pensieri quando un suono lacerante di un antifurto mi riporta alla realtà. Mi rendo conto che è tardi e che la prima sfilata sta per avere inizio. Mi precipito per la strada, il mio passo si fa più veloce, anzi sto accennando una leggera corsa per non perdermi i primi ospiti, quelli che arrivano in anticipo per non trovare confusione di fotografi, giornalisti e curiosi. Una ragazza dalla faccia addormentata con gli auricolari alle orecchie e una zaino a tracolla mi osserva, mi rendo conto di apparire ai suoi occhi proprio come quei passanti che avevano suscitato la mia curiosità.

Cappelli con le piume, borse leopardate, cappotti di visone, zeppe vertiginose, colori fluo e total black: queste sono le prime suggestioni che ho avuto facendo street style fuori dalle sfilate. Ho visto persone abbinare vestiti con gusto ed eleganza, altre sembrava si fossero messe le prime cose trovate nell’armadio, ho visto buyers eccentrici e donne desiderose di farsi notare. Ho capito subito che la parola d’ordine era una: APPARIRE!

A voler apparire non erano solo gli invitati, ma anche i fotografi e i curiosi che si appostavano sui marciapiedi sperando di essere notati o sperando di vedere il personaggio conosciuto. Non importa se si tratti della sfilata di Giorgio Armani o quella di Alexander Mcqueen, ma l’eccentricità è d’obbligo, il desiderio di sentirsi dire: “Sorry, can I take a picture?”, si legge nello sguardo di ogni singola persona. E’ proprio da questo desiderio che si vedono spuntare delle tacco 12 interamente brillantinate, delle sneakers borchiate, colli di pelliccia azzurri e viola, guanti rossi leopardati, borse dalle forme più strane e giacconi dai colori sgargianti.

Questa esperienza di street fashion, nonostante le corse a piedi e in metropolitana per rincorrere i luoghi nei quali avvenivano le sfilate, mi ha fatto riflettere molto e  mi ha permesso di capire e pensare come la gente si approcci ai fashion show, così mi sono permesso di stilare alcune regole basilari:

1) Scelta la sfilata, bisogna andare con un abbigliamento consono che rispecchi lo stile dello stilista. Attenzione, non ho detto con gli abiti dello stilista, costosi e non accessibili a tutti, ma con un qualcosa che possa rendergli omaggio.

2) Meglio una borsa anonima che di un altro marchio.

3) Puntare sugli accessori: sono questi che catturano l’attenzione dei fotografi.

4) Eccedere ma non troppo, quello che per noi potrebbe essere un abbigliamento eccentrico e vistoso, la maggior parte delle volte per lo stilista è di cattivo gusto.

5) Non prediligere i tacchi, vanno bene anche scarpe comode, non è un tacco 12 ad attirare l’attenzione, ma la capacità e la raffinatezza nell’abbinare i capi.

Che aspettate, manca ancora un mese e mezzo alla prossima Fashion Week, guardate negli armadi, cercate nei mercatini vintage, rincorrete i saldi dell’ultimo minuto ma mi raccomando: APPARIRE SI’ ma con GUSTO!

Di Federico Panarello

Blog: http://wwwmycupofcoffee.blogspot.com/

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La Fashion Week milanese dedicata al mondo dello stile maschile è di solito uno dei primi, brevi ma intensi tour de force (o de mode, che dir si voglia!), uno degli eventi dell’anno per la comunità degli addetti ai lavori della moda e perché no anche per noi blogger, che ormai da qualche anno facciamo parte di questo mondo, a volte stressante e folle!

Io, amante del bello e della moda da sempre, ma fashion blogger da qualche mese, per quattro giorni ho fatto parte di questo mondo e ora… non voglio più uscirne!

Ho partecipato alle sfilate, sono stato invitato negli showroom più cool, ho assistito alle presentazioni dei migliori marchi in circolazione nel mondo, e soprattutto ho incontrato gli stilisti (Dean&Dan Caten di Dsquared2, Renzo Rosso di Diesel Black Gold), i giornalisti che contano
davvero (Paola Bottelli, Michela Gattermayer, Anna Piaggi, Anna Dello Russo), ma anche personaggi strani come Bryanboy, che ad ogni sfilata cambiava look (scarpe e borse da donna comprese! ).

Come lui se ne vedevano tantissimi, alcuni un po’ eccessivi,  altri con un loro stile, un mantra che seguono da tempo, e altri ancora vestiti come se stessero andando ad una festa di carnevale!

Le passerelle delle sfilate, unico momento significante di tutta la fashion week, per le collezioni autunno/inverno 2011-2012 sono state “invase” da uomini che buttano via l’aria da bravo ragazzo per dar spazio a quella del motociclista ribelle (Dsquared2) oppure quella dandy dell’uomo Gucci e ancora dar spazio alla tecnologia come si è visto da Corneliani e da Prada, senza mai tralasciare l’eleganza, elemento fondamentale per l’uomo.

Insomma quella che si è vista è stata una moda lenta, che ci metterà tanto prima di essere capita e acquistata dal pubblico, non perché sia brutta, ma solo perché, come ha detto Giorgio Armani, “gli uomini della nuova generazione vestono tutti allo stesso modo”… e sarà difficile farli smettere.

Giuseppe Di Rosalia - my world in a bag

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La descrizione del suo blog, “Le royaume de la futilité décomplexée“, il regno della futilità disinibita, mi è subito piaciuto.

Lei è Charlotte, il suo blog si chiama Balibulle e l’ho scovata nella mia ricerca dei blogger francesi. Il suo blog, più che un inno a se stessa, è un insieme di articoli, di foto, di news dal mondo della moda.

Mi ha incuriosita, così le ho fatto qualche domanda per capire meglio come le sia nata l’idea del blog. E ho scoperto cose molto interessanti sulla moda francese.

Quando e perché hai aperto il tuo blog?

Ho iniziato nel novembre 2006, non appena ho scoperto l’esistenza della blogosfera francese perché mi sentivo… sola! Non avevo amici nella vita vera con i quali potessi condividere la mia ossessione sulla moda. E la mia famiglia iniziava a prendere in giro me e i miei lookbook fatti a mano, pieni di immagini di riviste di moda: “Stai ancora facendo le tue stupidaggini??!“, mi dicevano!

Come la città di Parigi ha influenzato il tuo blog?

Sono cresciuta in periferia, vestita come un maschiaccio: jeans, maglia, felpona e scarpe da ginnastica. I ragazzi mi chiamavano “Rambo“! Quando sono arrivata a Parigi a 18 anni, per andare al college, volevo sembrare una vera donna, così ho iniziato ad indossare abiti su misura, sembrava che avessi 30 anni con tutto quel trucco (smoky eyes e rossetto intenso). Quindi ho iniziato a guardare le altre ragazze per le strade e tutto è cambiato. C’è un’enorme differenza tra il look dei sobborghi, anche solo a 15 minuti da Parigi, e Parigi stessa.

Il primo trend che mi ha colpito è stato quello degli stivali a punta, nel 2000. E poi le borse e le scarpe di Prada e tutte quelle pashmina! Un incubo! Mi sentivo come una vergine della moda e volevo tutto. Ho iniziato a leggere Elle France. Ci è voluto fino ai 25 anni per capire davvero il mio corpo e cosa fosse adatto per me. Ma continuo ad imparare… ogni volta che metti un piede fuori a Parigi impari! Ed è ancora peggio nella blogosfera, perché ogni volta che leggo i blog delle mie amiche, ho nuovi desideri! Non solo di acquisto, ma vere ispirazioni. Oso di più ora.

Come descriveresti lo stile francese?

Rilassato. Non siamo ossessionati dalla cura del corpo, come gli Americani o anche gli Italiani! Una ragazza perfettamente francese ha capelli spettinati, ma affascinanti, e magari raccolti in uno chignon. E, in questi giorni, una maglietta a righe bretoni e stivali da motociclista.

Il blog è il tuo lavoro?

No, è il mio giardino segreto! Sono una reporter per il quotidiano francese Le Parisien, scrivo di televisione e di cultura da un anno e sono anche la fashion editor. Ho dovuto dire al mio capo del mio blog perché ero stata chiamata in uno show televisivo per parlarne e proprio dopo questa occasione hanno deciso di creare una sezione settimanale di moda e affidarmela!

Raccontami una tua giornata tipo

E’ lavoro, lavoro, lavoro dalle 11 alle 22. Poi torno a casa, gioco con il mio cagnolino Tartine, guardo Mad Men o Grey’s Anatomy con il mio fidanzato, tenendoci per mano e piangendo insieme! E poi corro al computer e scrivo qualcosa sul blog e rispondo alle domande delle lettrici. Una volta al mese, sfrutto un intero sabato o domenica pomeriggio per fare qualche foto. Tutto il resto lo scovo su internet.

Viaggi per lavoro?

Sì, vado soprattutto in America e in Inghilterra. E alcune volte dall’altra parte del mondo, come in Tailandia o in Nuova Caledonia per la registrazione di show televisivi “Koh Lanta”, il nostro“Survivor”, o il concorso di Miss Francia.

Cos’è la moda per te?
Come dico sempre… sono io, ma meglio.

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Anche i modaioli hanno un cuore.

E giovedì 27 Gennaio,  al Palazzo Clerici a Milano, lo dimostreranno con un’asta durante la quale sarà possibile accaparrarsi una delle borse che le grandi firme (da Gianfranco Ferrè a Lorenzo Riva, da Krizia a La Perla) hanno realizzato per il progetto Bags4Africa.

I fondi ricavati andranno a favore di due importanti progetti di sviluppo in Senegal e Sierra Leone della COOPI, organizzazione umanitaria italiana impegnata dal 1965 nella lotta contro la povertà e presente in 25 Paesi del Sud del Mondo.

Era ora.

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Amo la Francia e tutto quello che è francese. Moda compresa naturalmente. Basta dare un’occhiata alle sfilate di Parigi per sognare!

In questi giorni ho navigato un po’ in rete per capire se il fenomeno fashion blogger fosse arrivato anche lì e ho trovato l’elenco dei 99 blog di moda più influenti nel mondo.

Neanche un blog italiano in una posizione decente, ma tra tantissimi siti americani, e oltre alla prevedibile Garance Dorè , al quattordicesimo posto si piazza The Cherry Blossom Girl.

Ho letto la sua biografia e decisamente non è l’ultima arrivata. A partire dal fatto che il blog è nato a febbraio 2007, quando ancora in Italia la moda dei fashion blog non era in voga e che ottiene dai 100 ai 200 commenti ad ogni cosa che scrive. Si chiama Alix e oltre alla passione per la fotografia e ad un gusto spiccato, ha studiato alla scuola di moda disegnando anche una sua collezione.

Tipico charme francese, dicono di lei che abbia uno stile che è un mix tra Alexandre McQueen e Chloè.

Mica male eh?

 

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