il blog delle sfilate
La moda in diretta

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La presentazione di Celyn B

Si parla di: Sfilate in diretta

Punk baroque party

Immaginate un palazzo del 1600 con sale affrescate e arredi barocchi.

Subito vi verranno alla mente immagini di sontuosi balli e di dame elegantemente abbigliate..

E invece no! A Palazzo Visconti, nel cuore di Milano, personaggi in stile post-punk e nu rave, musica elettronica e atmosfere psichedeliche per il party di presentazione della collezione Celyn B by Elisabetta Franchi.

Un contrasto suggestivo tra lo stile barocco di una location storica e il gusto d’avanguardia degli ospiti e della collezione.

La fashion nightlife all’insegna della trasgressione.

Alan Della Noce _ 5fittingrooms

www.5fittingrooms.com

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Un gioco di tessuti è lo show che va in scena da Simonetta Ravizza, la leggerezza delle pelli sfilettate si sposa con materiali come il panno o il neoprene.  Il colore nero predomina e stupisce il grande pubblico, accostandosi al blu in un gioco di contrasti. Gli accessori e i bijoux  diventano protagonisti, croci e bracciali a trecce sottolineano il carattere grintoso e libero della donna che sceglie Simonetta Ravizza.

Chiara Vailati

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La città che non dorme mai raddoppia la sua energia durante la Mercedes-Benz fashion week.

Il “popolo della moda” vive giornate frenetiche, lavorando non-stop dalle 9.00 alle 21.00, correndo da una sfilata all’altra (la media è di 13 al giorno). Bisogna anche trovare il tempo per le presentazioni, per incontri di lavoro con colleghi d’oltreoceano, per telefonare in ufficio, per scrivere i pezzi…

Pensate che dopo queste “giornatine” la gente torni in albergo e collassi immediatamente? Errore! Quando si ha il privilegio di trovarsi a qui, New York la si vuole vivere fino in fondo. Una volta ho sentito dire: «Devi muoverti con la città, stare al suo passo. Altrimenti si inceppa il meccanismo». Verissimo. Ma la cosa bella è che mantenere il ritmo di Manhattan non costa fatica. La città è disseminata di locali, uno più delizioso dell’altro, tutti raggiungibili a piedi o in pochi minuti con un (economicissimo) taxi, ognuno con qualche caratteristica distintiva. Tra i ristoranti esclusivi di Meatpacking, i lounge bar di Soho e del West Village, i disco-pub del Lower East Side, non ne troverete mai due uguali.

E poi, dicerie a parte, New York è accogliente: chiunque può farla propria, anche per pochi giorni. Il “popolo della moda” lo sta facendo: dall’8 al 16 febbraio, la città è sua.

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Il Lincoln Center, location della New York fashion week, è un microcosmo a sé. Qui, dove ogni eccesso è concesso, si festeggia il carnevale dell’eccentricità (basta guardare le foto qui sotto per capire di cosa stia parlando).

Oggi ho trascorso tutto il pomeriggio girando fra gli stand, fermandomi alla piattaforma multimediale (dove, dopo ogni sfilata, giornalisti e fotografi si fiondano per twittare, bloggare, fare l’editing delle foto scattate durante lo show), ammirando il look di alcuni, sorridendo alla fantasia di altri.

Colorato e frenetico, il Lincoln Center assomiglia un po’ al terminal di un aeroporto. È una zona franca: siamo a Manhattan ma, qui dentro (addirittura più che in città), si respira aria internazionale. Giornalisti, fotografi, buyer, celebrities, fashion addicted, PR, designer provenienti da tutto il mondo sono solo di passaggio: finita la settimana, si sposteranno in massa a Milano (e poi a Parigi). Tre le lingue prevalenti: oltre naturalmente all’inglese, la gente parla in italiano o in francese. Ognuno se le cava più o meno bene con tutte e tre. Così come ognuno si sente ugualmente a casa nelle tre fashion capital.

Poliglotta e cosmopolita, stravagante ed elegante, questo microcosmo incarna una passione comune: la moda. Alcuni sono qui per disegnarla, altri per descriverla, altri ancora per comprarla, tutti per celebrarla.

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l backstage di una sfilata è come il camerino di un attore, solo molto più caotico: qui le star sono tante (e in tanti si sentono un po’ star). Non a tutti è consentito sbirciare “dietro le quinte”. Per un giorno, come inviata di donnamoderna.com alla New York fashion week, mi è stato concesso questo privilegio. Il mio compito? Essere i vostri occhi e le vostre orecchie.

Muoversi non è facile, bisogna sgomitare. Ogni centimetro quadrato è occupato da make-up artist, parrucchieri, vestieristi impegnati a trasformare, in pochi minuti, ragazzine esili e pallide in animali da palcoscenico. Il tutto è illuminato dai ripetuti flash dei fotografi. Come sottofondo, oltre a un profuso chiacchiericcio, un po’ di musica house che dà la carica.

Su ogni modella lavorano almeno sei mani contemporaneamente, quasi una sfida contro il tempo. Sul volto di tutti, un filo di tensione (a New York partire in ritardo non è un’opzione). Le più zen sono le mannequin che, nella confusione, mantengono una calma totale. Alcune mandano messaggi col cellulare. Tante fissano il vuoto.

Dall’altra parte della sala, i “costumi di scena” sono ordinatamente appesi, divisi da insegne con i nomi di chi li indosserà. Ogni dettaglio è curato. Ogni inconveniente è già stato previsto. Quando lo show comincia, non è concessa esitazione alcuna.

Mi aggiro, scatto qualche foto (le vedete qui sotto). Vedo dei modelli che cominciano a cambiarsi (la sfilata inizia tra 20 minuti e si sa che gli uomini sono più svelti di noi nella preparazione). Si spogliano con la naturalezza di chi non è osservato (come si sbagliano!). Non perdo l’occasione per immortalarne un paio a torso nudo. Ma vengo subito richiamata all’ordine: «Signorina, signorina! Non può fare foto mentre si vestono». Ops, troppo tardi: almeno una sono riuscita a portala a casa. Buona visione!

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Vi è mai capitato di vedere una sfilata dal vivo?

Se sì conoscerete bene la sensazione che si prova in quell’ora che va dal momento dell’ingresso in sala alla conclusione dello show. Sì, ho detto show perché la creatività di chi la organizza, l’arte di chi va in scena, l’emozione di chi assiste sono gli stessi ingredienti di uno spettacolo teatrale, di un concerto o di un saggio di danza (non per niente in inglese sfilata si dice “fashion show”, spettacolo di moda).

Fino a mezz’ora prima dell’inizio, le gradinate sono vuote. La passerella è ricoperta da un cellophane. Si respira profumo di nuovo. Le PR si muovono indaffaratissime, radiolina in mano, per finalizzare gli ultimi preparativi.

I primi ad arrivare sono i fotografi che si ammassano sullo fondo. Poco a poco entrano giornalisti e buyers e la sala si colora. Poi è la volta dei vip, seduti in prima fila come ciliegine sulla torta. Appena arriva qualcuno di famoso, giornalisti, cameramen, fotografi corrono come un nugolo di api verso la celebrity per strappare uno scatto, un commento. Ora il parterre è gremito e, per capire cosa “vada”, basta guardarsi intorno: ognuno col proprio stile porta un tocco glam. Qui alla New York fashion week, specialmente, l’estrosità non ha limite.

Ultima chiamata: viene rimosso il cellophane, gli organizzatori annunciano che la sfilata sta per cominciare, tutti sono pregati di sedersi. Si spengono le luci. Parte la musica. Esce la prima modella. Camminata sicura, sguardo serio. Poi la seconda, la terza… Tra un’uscita e l’altra si ha quel senso di eccitazione verso l’ignoto: cosa indosserà la prossima? Questione di un attimo e la curiosità viene saziata. Infine sfilano tutte una dietro l’altra e, tra gli applausi del pubblico, appare lo stilista. Solitamente sorride: “l’esame è stato superato”. L’adrenalina ora lascia il posto alla soddisfazione.

Lo show è concluso. Gli spettatori si alzano. Pochi secondi per salutare chi già si conosce e scambiare il numero con qualcuno appena conosciuto. Poi via di corsa verso il prossimo spettacolo.

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Il diavolo vestirà pure Prada, ma angeli come Beyoncé e Hilary Duff preferiscono Kate Spade New York. Per inaugurare la nuova stagione, Kate Spade ha organizzato un bus-tour degli Stati Uniti: un furgoncino-negozio itinerante sosterà nelle principali città americane offrendo sconti e capi in limited edition.

Indovinate qual è la prima tappa? Ebbene sì, è proprio New York che, come sapete, in questi giorni è stra-popolata di fashionisti venuti da tutto il mondo in occasione della Mercedes-Benz Fashion Week.

Se passate di qui, vi consiglio di cercare il furgone, se non altro per la meraviglia delle stampe giapponesi, Florence Broadhurst, con cui è dipinto. Ecco, giorno per giorno, la location del bus:

  • 10 febbraio, dalle 15.00 alle 21.00: Meatpacking District (Gansevoort Plaza, all’incrocio tra Gansevoort street e Hudson street)

  • 11 febbraio, dalle 10.00 alle 18.00: Flatiron District (Flatiron Plaza, tra la 5a avenue e la 23esima strada)

  • 12 febbraio, dalle 10.00 alle 18.00: Soho (sulla Broadway tra Prince e Spring street)

Che coincidenza: Meatpacking, la 5a avenue e Soho sono i tre quartieri più glam di New York. Una volta fatta l’incursione al Kate Spade bus sarebbe proprio un peccato rinunciare a un giro di shopping nel vicinato!

Ultima chicca: se partecipate al concorso Kate Spade su Facebook, potreste vincere una Vespa LX 50 in fantasia Florence Broadhurst e un buono acquisto di $500 (circa 380€) in tutti i negozi Kate Spade. Io ci provo subito, fatelo anche voi!

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Gli scatti più belli da Parigi

Si parla di: Sfilate P/E 2012

Inviata per noi a Parigi c’era Cristina Nava, caposervizio moda della rivista Donna Moderna, che ha scattato moltissime immagini con Instagram, l’applicazione fotografica per iPhone.

Ecco le più caratteristiche dell’atmosfera parigina!

Guarda tutte le foto scattate alle sfilate!

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