Donne o mogliastre?

Si parla di: Club delle matrigne

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Lunedì 2 febbraio, mie mogliastre, ci sono gli Aperitivi delle Matrigne.

La volta scorsa avevamo, come special guest, una psicologa. Questa volta ci sarà un’iniziativa editoriale che vi vorrei raccontare, e che ci coinvolge tutte, se ne abbiamo voglia.L’altra volta c’era anche una meravigliosa cioccolata con la panna. Questa volta ci sarà ancora.

Ai Classici del Caffè in via Foppa, 4 a Milano. Ore 18,30.

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Mogliastre di tutto il mondo, anche il Club des Marâtres parigino ha da pochi giorni 

il suo blog. Per chi volesse leggere e commentare matrignescamente anche all’estero: 

www.blog.clubdesmaratres.fr

 

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Ieri io e la mia vicina di blog eravamo in tivù, in una trasmissione dedicata alle mogliastre. Le cose importanti, le trovate sul suo blog. Per le cazzate invece, eccomi qua.

Ci siamo divertite, io mi sono stressata a morte, Giuliana meno, ci hanno truccato come delle cocotte, e io sono riuscita persino a entrare in scena facendo tre gradini senza inciampare, e dire che non avevo nemmeno gli occhiali. Ma i tacchi sì. Miracoli dell’adrenalina.

Poi, che altro dire? Be’, nel tragitto casa – RAI e ritorno ho letto un libro molto divertente: “Il lamento del prepuzio”. E’ stato meno divertente lo sguardo del mio vicino in treno, che cercava morbosamente di capire cosa avessi da lamentarmi a proposito dei prepuzi.

E poi? E poi basta, ma finalmente si comincia a parlare di noi matrigne, e forse un giorno non dovremo più lamentarci come dei prepuzi.

 

 (Disegno fatto col mouse dalla mogliastra)

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Sarà che matrigna si dice step-mother, in cui step significa gradino, sarà quel che sarà, ma, insomma, anche la vita di una mogliastra è fatta a scale, e c’è chi scende e c’è chi sale. Anche se, tutto questo salire e scendere, lo fa sempre lei.

Voglio dire che una mogliastra che ha percorso le scale delle vicende allargate fino in cima, ed è arrivata col fiatone al pianerottolo del penultimo piano, a volte torna giù, precipitevolissimevolmente, e deve rifarsi un po’ di gradini in salita.

Perché magari è un periodo in cui è stanca, o è ingrassata, o hai capelli che non li sopporta più, e allora rotola giù -soprattutto se è ingrassata- di un po’ di piani. E la vita non è più in discesa, ma, daccapo, in salita.

Così, si arrabbia ancora per le cazzate, raccoglie le provocazioni come fossero funghi, si immiserisce su questioni irrilevanti, cavilla su tutto.

Che fare? Niente, tranne accettarsi. E non nel senso di colpirsi con un’accetta, che non serve.Tanto, se la mogliastra era arrivata ai piani alti, quelli in cui non si litiga e non ci si strangola, vuol dire che è capace di raggiungerli ancora.

Poi, uno scivolone ogni tanto può capitare. Ma, se la vita è fatta a scale, dopo essere scesi, si risale.

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Il club dei padri estinti

Si parla di: libri

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Giuro che non è per il titolo, ma il libro di Matt Haig, “Il club dei padri estinti” mi è piaciuto molto. E’ una strana storia raccontata dal punto di vista di un bambino di undici anni, sensibile e nevrotico. Non c’entra con la matrigne, anche se in realtà c’è un patrigno. Vi consiglio di leggerlo, mogliastre, se avete voglia di un libro ben scritto e piuttosto originale.

(Dipinto di David Hockney)

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Mariti e figliastri, se vi è scappato  l’occhio su questo blog, riacchiappate l’organo fuggitivo e usatelo per leggere il post che segue. Otterrete una mogliastra più serena. E una mogliastra più serena è più brava con il marito, più brava con i figliastri, e più brava forse anche con l’ex moglie.

Intanto, cercate di capire la sua posizione. Non quella che prende col papi quando si chiudono in camera, figliastri. Cercate di capire com’è difficile il suo ruolo e, se la vedete uscire dal bagno con gli occhi gonfi, non pensate che sia perché si è struccata con un bastoncino Findus.

Poi, cercate di non escluderla dalla conversazione. Se continuate a citare situazioni in cui lei non c’era ancora, alla fine lei non ci sarà più davvero. Non nel senso che sarà morta ma, nella maggior parte dei casi, nel senso che se ne sarà andata. Cosa che magari potrebbe farvi piacere, ma poi tanto ve ne arriva un’altra e siete daccapo.

Quando vi mettete sul divano a guardare la tele, lasciate un posto anche per lei. No, per posto non si intende la cuccia del cane, si intende proprio un posto sul divano.

Quando voi mariti dite alle vostre figlie che sono bellissime, poi date un’occhiata anche alla mogliastra e, se proprio non riuscite a dirle che è bellissima, ditele che lo è abbastanza, a modo suo, nel suo genere, per chi ama il trash, insomma, dite quello che volete, ma ditele qualcosa.

Se un giorno trovate la vostra attuale moglie e la ex che si accapigliano  nel pollaio di campagna dei cugini, per favore, intervenite. E, dato che la mogliastra l’avete sposata per ultima, prendete le parti di quest’ultima.

Altra cosa: se la vostra ex vi chiede di vedervi, voi due da soli, evitate accuratamente  le seguenti date:14 febbraio, 31 dicembre e il compleanno della vostra attuale moglie. Se invece la ex vi propone per esempio il 6 gennaio, accettate con entusiasmo.

Quando parlate con la ex al telefono e c’è nei pressi vostra moglie, evitate di ingobbirvi sul cellulare rivolgendovi con insistenza alla vostra clavicola sinistra, e non lasciatevi sfuggire infelici frasi di commiato tipo: ciao patatina. Altrimenti siete fritti.

(Dipinto di Chagall)

 

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Natale col botto?

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Siete sopravvissute al Natale allargato, mogliastre? Partite a razzo per gli Aperitivi delle Matrigne, lunedì 5 gennaio, ore 18,30  ai Classici del Caffè in via Foppa, 4 a Milano.

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