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Trattato di funambolismo

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Ho letto un libro davvero particolare, che mi ha emozionato: Trattato di Funambolismo, di Philippe Petit.

Lui, Petit, negli anni settanta ha cominciato a volteggiare clandestinamente su un filo ad altezze incredibili, senza rete né imbragature. Ha teso un cavo tra le Torri Gemelle, ed è passato da una all’altra, nel cielo, a quattrocento metri di altezza. Senza perdere l’eleganza né il sorriso.

Ha attraversato cascate immense, si è esibito su cattedrali altissime, laghi, grattacieli, monumenti. Perché? Per amore. Per amore di se stesso, della perfezione, del gioco, della sfida. Della vita, insomma, nonostante rischiasse la morte ogni volta.

Vi copio la prefazione di Werner Herzog, che spiega il libro, e il personaggio, molto meglio di me. “Ecco un libro di consigli per quelli che, un giorno, oseranno l’impossibile: camminare diritti incontro al cielo e raggiungere le stelle. Esso mostra l’arte di colmare e illuminare il Vuoto, un vuoto tra due torri, due orli di precipizio, due pianeti, o lo spazio fra il cuore e lo spirito. Un filo collega ciò che sarebbe rimasto separato per sempre nella solitudine. (…)

Ecco un libro sulla paura e la solitudine, un libro sul sogno e la poesia, sulle altezze crudeli e le nobili audacie, sull’equilibrio maestoso e l’immobilità d’un altro mondo, sulla caduta e la morte. Esso evoca un’estasi che sonnecchia nel profondo di ciascuno, uno stato interiore magnifico, come una luce nascosta.

Ti rendo omaggio, Philippe, Uomo Fragile del Filo, Imperatore dell’Aria. Come Fitzcarraldo, sei tanto raro e prodigioso che più non si potrebbe: un Conquistador dell’Inutile. E m’inchino con rispetto profondo.”

Sulle sue imprese meravigliose ci sono dei documentari altrettanto meravigliosi. Uno è Man on Wire, che ho visto su Sky qualche mese fa, magari lo trovate sul web. Il libro non è un romanzo, è davvero un trattato, molto tecnico, sul funambolismo. Ma si legge in un soffio, e forse aiuta tra le righe, mie mogliastre, Donne Fragili del Filo, a raggiungere le stelle.

7 commenti

  1. 1.

    volendo si possono inserire i sottotitoli in italiano usando questo indirizzo :
    http://www.podnapisi.net/man-on-wire-2008-sottotitoli-p481158

    Comunque il filmato è straordinario… grazie a te, mogliastrina …

  2. 2.

    Grazie, super-Carla-stra! :-)

  3. 3.

  4. 4.

    Guarda, io sono una che al terzo gradino della scala vomita per le vertigini. Eppure un giorno, siccome volevo assolutamente montare delle veneziane nel mio nuovo studio e le volevo subito subitissimo, sono salita a cinque metri di altezza, con veneziane, trapano e tasselli, e le ho montate. L’entusiasmo, o l’amore, che è un po’ la stessa cosa, fanno miracoli.
    Comunque secondo me prima dovresti procurarti il video, Man on Wire. Poi il libro te lo godi di più. Una volta tanto è meglio vedere il film prima di leggere il libro.

  5. 5.

    Mi viene da vomitare solo a guardare la foto…. Gasp!! Però mi attira questo libro, se riesco ad attenermi al significato simbolico e a non pensare cosa dev’essere guardare giù…. Giuro, mi si strizzano le gengive al solo pensiero.

  6. 6.

    :) molto suggestivo…

  7. 7.

    Ecco!é la seconda volta che sento parlare di questo libro, mi sa che dovrò proprio prenderlo!Qualche settimana fa Philippe Petit era nel salotto di Fabio Fazio a presentare questo libro.Sono rimasta rapita dalle sue parole, dal suo sorriso, e dal suo modo di interpretare la vita. Durante l’intervista hanno mostrato anche delle foto di Petit durante le sue imprese, inutile dire che erano bellissime e molto suggestive. Hai proprio ragione Mogliastra, la condizione in cui siamo tutte noi assomiglia molto a quella di un funanbolo, sempre in bilico su un filo sottile, sospeso tra cielo e terra.

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