Ci sono cose, cose pratiche, concrete, che, nel loro piccolo, aiutano molto la vita quotidiana di una matrigna (e in realtà di ogni donna). Propongo di uscire per un attimo dai massimi sistemi, e dedicarci ai minimi.
Allora, alcune di queste cose, o si hanno grazie al fattore principale, detto Fattore Culo, o si può cercare di ottenerle, o di cambiare le priorità. Oppure, purtroppo, non si hanno e basta. Tipo: grazie al F.C., una casa con due bagni aiuta moltissimo, insieme magari a uno studio dove rifugiarsi, soprattutto nei primi tempi del matrignato, quando si ha bisogno di respirare tanta aria fresca in silenzio. O anche per espletare i, uhm, doveri coniugali, in santa pace e con un lieve, beato senso di trasgressione. (Per queste cose vanno bene anche il box o la cantina, comunque).
Un’altra cosa, sempre dovuta al sopracitato Fattore Culo, è quella di disporre, ogni tanto, di una collaboratrice familiare. Anche questo aiuta a non commettere omicidi inter-familiari, e fregarsene delle briciole e/o delle braciole sul divano.
Spesso, anche un livello di cultura e di consapevolezza alti, tra tutti i familiari e gli ex familiari, aiuta. Ma non è detto, ci sono situazioni in cui il livello culturale è altissimo, e la stronzaggine altrettanto. O viceversa. Lo stesso, ovviamente, per la stabilità economica.

Però, ci sono anche cose che non hanno a che fare con il Fattore Culo ma solo con il Fattore Ingegno, che danno sicuramente una mano a sopravvivere, e che hanno un impatto economico minimo. Un esempio per tutti? Be’, i tappi per le orecchie, quelli di cera perché quelli di gommapiuma a mio parere, a parte l’inquietante colore giallino, funzionano meno. I figliastri, o il proprio marito, guardano programmi inguardabili in tivù a un livello di decibel da stadio? Invece di urlare a nostra volta il solito, inascoltato, abbassaaaaaaaaa, tanto vale appallottolare, scaldandoli con il calore della mano, i tappi di cera, e hop, sembra di essere in un monastero zen. Anche le cuffie per l’ascolto di tivù, stereo etc sono utili, e di ‘sti tempi le regalano coi punti al super, ma il problema è farli indossare sul caro, familiare capino di legno massello. Quindi, tanto vale indossare noialtre i rosei tappi di cera e amen.
Un’altra cosa furbetta, anche se assolutamente impopolare, sono i lucchetti. Sempre al super ne vendono di graziosissimi, colorati, piccoli, e con combinazione per non dover girare con le tasche tintinnanti piene di chiavi come carcerieri. Il cassetto delle pashime, lo vogliamo tenere fuori dall’altrui portata? Certo, occorre una sana linea di educazione parentale o parentastrale, ma, nel frattempo, un piccolo lucchettino blu, blu come il cielo, aiuta il nostro sistema nervoso, reso un po’ fragile dalla convivenza.
Il nostro computer, se abbiamo la fortuna di averne uno personale, ce lo vogliamo tenere stretto? Hop-là, una bella password richiesta all’accensione, e siamo a posto. (E’ una procedura facile, ci sono riuscita persino io).
Il telefono di casa è sempre occupato da adolescenti giustamente logorroici? C’è Skype, e si può persino eliminare la linea fissa. Oppure ci sono i cellulari di ognuno, con scheda prepagata, così i piccoli imparano ad amministrarsi. (Ci vorranno una quarantina d’anni, lo so, ma poi impareranno. O si fanno richiamare da amici più abbienti). Oppure, semplicemente, visto che ci si vede così poco, invece di stare al telefono, si sta tutti insieme a chiacchierare. Alla peggio, i nostri bei tappi di cera di cui sopra, si possono riutilizzare anche in questo caso.
L’importante insomma è non delegare tutto al nostro sovraccaricato fegato, ma ricordarsi di affidarci anche agli oggetti, che il loro lavoro salva-fegato lo sanno fare.

242 commenti

  1. 1.

    “sono amica del papa’ ” … sempre detto io, che certe amicizie portano sulla cattiva strada …. :D
    benvenuta, persona sperduta… qui siamo tutte in cerca di molliche di pane per ritrovare la strada verso noi stesse… ;)

  2. 2.

    Laura76, benarrivata sul blog! :-) (Scusa, il tuo commento è apparso solo adesso, è un periodo che i commenti qui sono poco gestibili)
    Cosa sei? Sei una PERSONA, Laura76, una persona in fase di transizione nel tuo ruolo sociale e familiare, e con un’ipersensibilità (se so qualcosa…) che da una parte ti aiuta ad avere rapporti affettivi di grandissimo valore, da una parte ti ammazza. Ma il fatto di essere “pre-matrigna” secondo me non è certo la causa di questo disagio, senz’altro complica le cose, ma non è il vero problema. Secondo me devi trovare la tua vera posizione dentro di te, e poi, ma solo poi, cercherai quella all’interno della famigliastra. Ma il tuo compagno che dice? TI aiuta o, come spesso succede, non ce la fa a capire?
    Un abbraccio, ti aspettiamo con i prossimi post. (Ah, se scrivi sull’ultimo articolo, in genere, è più facile essere letta). :-)

  3. 3.

    ciao
    sono amica del papa’ da quasi due anni.due astrini di 8 e 6 anni e mezzo davvero carini.io ho una sensibilita’ paurosa e un’adorazione per i bambini in generale che ha fatto si che fin da subito mi sono calata in questo ruolo con molta dedizione ed entusiasmo.errore gravissimo ora mi ritrovo due bimbastri molto affezionati (in certi momenti regala grandi soddisfazioni questo rapporto), un senso di responsabilita’ nei loro confronti che mi fa sentire in colpa ogni volta che desidero dei momenti solo con il loro papa’ tant’e’ che io e lui facciamo i “genitore” e l’ex moglie con il nuovo compagno e’ in continua luna di miele.sono esausta come si fa a gestire la situazione attenuando i sensi di colpa??noi stiamo con loro tutte le settimane dal giovedi’ sera alla domenica sera con una pausa di una volta al mese dal sabato pomeriggio alla domenica sera…………..ho 35 anni vivo da sola ho la mia indipendenza vorrei tanto un figlio mio che secondo me potrebbe darmi una giusta visione delle cose perche’ ora faccio tanto ma davvero tanto ma loro giustamente quando vedono la mamma che li considera quando davvero non ha nient’alto da fare io mi sento una nullita’…non riesco a trovare la mia vera posizione in tutta questa storia…non sono piu’ fidanzata…non sono mamma…non sono moglie…cosa sono???help me

  4. 4.

    Ascoltiamo la zia Carlastra, che è donna di cuore, di cervello, e di buon senso. :-)

  5. 5.

    hhaahha, e chi non si sente più stupida, almeno quel 100.000 volte o giù di lì … ?
    dai dai… chiudiamola, ma per conto mio c’è stata un’ondata pazzesca di permalosite acuta. Che poi guarda, se ve lo dico io che sono permalosissima… davvero , avendo la pazienza di rileggere tutto, è stato uno sclero collettivo che non aveva senso di esistere. “Attaccata” è un parolone e ripeto, a questo punto sono state attaccate più persone su più fronti… quindi non facciamola più grossa di quella che è perchè non ne vale la pena. Credo che nessuno avesse intnezioni realmente bellicose… !
    Come già detto in altre sedi, i problemi reali sono ben altri.
    (esprimiti… e cerca di non pensarci , credo che nessuno si debba fare colpe personali, se nel suo intimo sa di avercela messa tutta … e tu lo sai . ok ? ) abbraccio ( e basta)…

  6. 6.

    carla e poi per me finisce qui: a me pare di vedere che più di tutte se la sia presa Mogliastra, così occhio e croce. Patrizia è stata attaccata da più fronti e non lo si può negare, poi lei magari esprime tutto quello che sente, altre invece lo fanno in privato. Io non ce l’ho con nessuno, mi sono sentita poco libera di esprimere una mia opinione e l’ho detto. non me la sono presa, ci mancherebbe, anche perchè nessuno mi ha offesa e io nemmeno. Per me è un momento di merda e faccio poco testo in quanto a delicatezza e me ne dispiaccio, so che quando sarò più serena mi sentirò stupida. Un abbraccio collettivo.

  7. 7.

    mi ci vedo bene anche io, nei panni di opone, anche a me piace il genere … ( ma vah! :) )

    @ Patri : mi sa che te la stai prendendo troppo senza grandi motivi. Così eh, detto proprio con occhio esterno. Non ho visto ma posso assicurarti che se la conoscessi non lo vedresti nemmeno tu, questa intenzione bieca nel ferirti… E’ una persona graziosa, Tarta. Il riferimento era proprio al fatto che “l’essere o venire feriti” può arrivare da ovunque, anche da dove meno te lo aspetti.

    Mi sa che gli animi si devono calmare un po’. Tutto qui… E’ quello che si è cercato di dire fin dall’inizio: di smorzare invece di infervorare… Se una comincia con un argomento spinoso o deprimente, i toni dovrebbero essere un po’ “equilibrati” … che ci sia quella che dà ragione, quella che è solidale, quella che dà manforte e quella che si deprime a sua volta… Ma che magari ci sia anche chi dice qualcosa di un po’ più positiveggiante, se no si precipita nel baratro. Non erano GIUDIZI UNIVERSALI su chissà chi e chissà cosa : men che meno verso le singole, rispettabili esperienze : quindi né verso Ari Nè verso te, né verso ilaria.
    Ma se ve la siete presa così tanto, e sul personale, manco qui non si volesse più ascoltare LA VOSTRA VOCE (cosa che nessuna, ribadisco NESSUNA vuole, siete bene accette da tutte e molti post ve lo hanno dimostrato) , da amica, vi chiedo di farvi una domanda e di darvi una risposta.

    E mi spiace ravanare, ma ragazze … autoanalisi… su.

  8. 8.

    Se rinasci, uomo, Carlastra, fammi un fischio. Io poi saprò ricambiare facendoti altro. Ah, già che ci siamo, nella rinascita, prendi un po’ le sembianze del tuo opone, che a me quel genere lì sai che piace, un po’ Seventies. ;-)
    Patrizia Cadau: ben arrivata sul blog, la tenutaria ha fatto clic sul tasto di WordPress e ora sei autorizzata a postare commenti. ;-) (Ricordatevi, mogliastre, che se cambiate nick, WordPress vi legge come nuove arrivate e non vi pubblica automaticamente come al solito finché io non vedo il commento e clicco sul tasto. Mollotutto, anche tu, ricordati che se ti trasformi in Evviva non verrai pubblicata subito, ma solo appena io passo di lì e ti vedo e clicco.)

  9. 9.

    Ariella, di cuore, grazie.

  10. 10.

    @173 si ti ho dedicato quel post, perchè godevi di maggiore visibilità e perchè è simile nell’atteggiamento di tante. Non ti ho insultato, l’ho concluso dicendo che mi creava imbarazzo perchè mi semrava un atteggiamento giudicante fine a se stesso, detto questo mi sono chiarita in pvt ,credo, in FB. resta quella bruttissima allusione a mia figlia, (non a caso NDR) che tu puoi tranquillamente scrivere sapendo di essere immune da un trattamento analogo visto che di te non so una pippa. E usare un fatto personale per fare male a qualcuno è gravissimo. A proposito di ottimismo. Un ultima cosa. Interverrò d’ora in poi, se mi andrà e se andrà alla titolare, spogliandomi di questo assurdo nomignolo e usando il mio nome. Non me ne fotte dell’anonimato, e sono una donna libera. Posso usare il mio nome qui, come la mia faccia, ovunque.

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