Rotola gomitolo

Si parla di: Pensieri da Mogliastra, uomini

Questa sera, mercoledì allargato, me ne stavo di qua in camera mia a cazzeggiare sul web, quando ho sentito, di là in soggiorno, gli allargati che sghignazzavano come pazzi. Controllato che il gatto fosse in salvo e non oggetto di pubblico ludibrio, (sono passati i tempi in cui pensavo di essere io, la matrigna, l’oggetto di scherno di qualunque celia), sono andata in soggiorno a vedere il motivo di cotante risate. Paperissima in tivù.

Dei ragazzi, maschi sui vent’anni, giocano a pallone. Il pallone poi, con un calcio troppo forte, vola via e cade in un fosso. Stacco. Due ragazzi tengono per i piedi, sopra al fosso, un terzo, che, a testa in giù e penzoloni, cerca di recuperare con le braccia l’agognato pallone. Tenta che ti ritenta, a un certo punto urla sìiiiiii, e butta il pallone fuori dal fosso.

Ora, capisco l’istinto predatorio di qualunque animale che, vedendo un oggetto in fuga è costretto a inseguirlo, per leggi naturali e biologiche al di sopra della sua capacità di discernimento, ma, dico, i due ragazzi, appena visto il pallone, non hanno mica teso le braccia per afferrarlo, lasciando quindi precipitare nel fosso, badabùm, a testa in giù, il volonteroso amico acchiappapalloni che tenevano per i piedi?

Care mogliastre, io, non so com’è, (lo so, lo so) ma ho pensato subito ai nostri compagni. Alle nostre relazioni allargate dove, l’istinto predatorio, ha la meglio su tutto.

L’uomo, per esempio, come un pallone, scappa fuori dalla rete matrimoniale (in quanto probabilmente palleggiato con imperizia per anni)?

Istinto predatorio della sua ex, che deve per forza inseguirlo, guardacaso fin sotto la tana della nuova compagna.

La donna, sempre per esempio, si arrabbia e si allontana dal marito, per l’ennesima dimenticanza di anniversario/compleanno/serata a due programmata da un mese?

Istinto predatorio dell’uomo, che, vedendola fuggire, non resiste e, come un gatto a cui venga tirato un gomitolo, la insegue a balzelloni, fino a riprendersela. Per poi, beatamente, dimenticare il motivo per cui lei era fuggita, pur facendosi, nei rari barlumi di coscienza, parecchie domande di stampo metafisco sulla forza motoria dei gomitoli.

Un ultimo esempio? Mentre i nostri uomini ci tengono per le delicate seppur scattanti caviglie da puledre, lì sopra la fossa dei leoni della famiglia ricostituita, ecco che passa in zona, sotto le mentite spoglie di un pallone che noi stesse abbiamo faticosamente recuperato, chessò, la loro figlia adolescente che sta per darla via al fidanzatino.

Istinto predatorio, e, badabùm, mollano le nostre caviglie e si lanciano sulla palloncina in felpa rosa, leggings firmati, e dienneà gemellato. Per poi, sudati e scarmigliati e forse rinsaviti, tornare giù nel fosso a cercarci, perché la ninfetta giustamente è uscita col fauno, e ora loro si sentono soli e senza più niente da inseguire.

Morale: a parte che in amore vince chi fugge, e questa la sapevamo già, a parte esercitarci con i gomitoli, a parte tutto, che fare? Be’, ricordarsi che gli uomini, gli esemplari di sesso maschile intendo, hanno parecchi difetti, ma proprio parecchissimi, tra cui questo del pallone e dell’istinto predatorio, ma hanno anche dei pregi. Ognuna di noi sa quali siano quelli del maschio prescelto. Ma, ecco, ricordiamoci anche dei nostri, di pregi, che sono tantissimi. E, quando c’è da far scattare l’istinto predatorio nei nostri maschi, non facciamoci prendere dall’insicurezza affettiva, ma scappiamo, scappiamo verso i nostri spazi, i nostri interessi, le nostre amicizie, facciamo le gomitolesse, e stiamo sicure, ma sicure-sicure che loro ci seguiranno, e di corsa.

Ma, soprattutto, facciamolo per noi stesse.

Scappare ogni tanto fuori dal campo di calcio, come quel pallone di Paperissima, fa bene alla pelle, all’umore, e alla relazione. Fare le gomitolesse, non solo ci rende più seducenti, ma ci regala tanto di quel tempo per noi, un tempo libero da pensierastri, che vale davvero la pena di inziare a rotolare, prima magari timidamente, e poi travolgentemente, verso noi stesse.

E non sto dicendo, perché vi sento già protestare, che dobbiamo prenderci più tempo per noi, perché il tempo, quello oggettivo, è pochissimo per tutte. Parlo di un tempo interiore, di un’attenzione verso di noi, verso chi siamo davvero, verso, scusate, la nostra luce. Perché anche i gomitoli luccicano. Bum. Oggi l’ho sparata grossa, eh, mie mogliastre?

64 commenti

  1. 1.

    Mogliastra cara.
    Sto.
    Un po’ più LEGGERA (eh si)
    Un po’ più TRISTE (ma leggera, non so se l’ho detto già)
    Un po’ AGITATA (per il ritorno all’ovile. Sarà emotivamente tosto).
    Un po’ SOLA (ma sono gomitolo di cachemere, non voglio scordarmelo)
    Un po’.

    Lui sta:
    Un po’ PANICATO
    Un po’ DECISO
    Un po’ più LEGGERO (eh si, anche lui)
    Un po’ più SOLO

    Io pronta a rivolare. Più leggera.
    Ma mi piaceva avere un aereo con qualcuno dentro…

  2. 2.

    Noooo, Babele, smatrignata, sgomitolata, sgattaiolata? E come stai? ♥

  3. 3.

    Mogliastra e sorrelline,
    buonasera!
    Torno, dopo un bel po’ di tempo.
    Ho fatto la gomitola fino in fondo e ho lasciato l’ovile per un po’, allontanandomi da opy e i suoi casini non gestiti da lui e non gestiti da me (mi prendo le mie responsabilità, prima di tornare un magnifico gomitolo di cachemire).
    Il mio opy in realtà mi ha lasciata sgomitolare via, ma si vede che doveva andare così.
    Sono una ex matrigna che rinizia a vivere la sua libertà.
    Ma sabato torno da lui, gomitol gomitol, a rimpacchettare la mia vita.
    Come dire, lui ha mollato la presa, distratto, io sono sgomitolata via, e lui non ha più trovato il bandolo da tirare.
    Succede…
    Vi aggionerò sul resto, ma intanto ci tenevo a mandarvi un gran abbraccio, perchè siete tutte delle gran donne.
    Non dimenticatevelo mai.
    Baci

  4. 4.

    :D haahhahahaha iris…muoRo…

  5. 5.

    Iris: :-D

  6. 6.

    glielo auguro tanto a leo, almeno quello…

  7. 7.

    Lucy: magari era una malattia venerea. ;-)

  8. 8.

    Ho sbagliato casa, scusate :-( . Copio e incollo di là

  9. 9.

    Poche case. Tre, con i miei genitori, due mie. Ricordo un grande tappeto, nel soggiorno, sotto il quale da piccola nascondevo fogli e 45 giri in vinile (erano gli anni settanta), lo stesso tappeto sul quale da adolescente mi sedevo, la schiena alla poltrona, per leggere. Poi, nella terza casa il tappeto è scomparso. Non ho mai avuto una casa che fosse solo mia. La mia prima casa è stata un piccolo blilocale alla periferia nord di Milano, acquistata con l’opy. E lì il tappeto è ricomparso, preso in prestito e mai restituito, per festeggiare con l’opy il rogito della nostra casa spoglia, da arredare, coi muri che recavano i segni di chiodi e altre vite, ma già nostra e piena di promesse. Abbiamo trascorso lì tre anni, io, l’opy, l’astra, lì sono nati i nostri primi due figli, lì ho pianto tanto, tantissimo, in ogni stanza, lì ho amato con la stessa intensità le persone che mi stavano accanto e la mia vita. E adesso questa, di sicuro la più grande e la più bella, la casa in cui far crescere una famiglia, in cui la famiglia è cresciuta con l’arrivo del terzo bimbo. E’ una casa disordinata, caotica a volte, dove gli oggetti non hanno un posto, dove le cose scompaiono e ricompaiono a loro piacimento. Amavo la quiete e l’ordine e sono circondata dal caos. In un certo senso è una casa che mi rappresenta.

  10. 10.

    SantaCleopatra quanto è vera ‘sta cosa del gomitolo!!! E quanto la sottovalutiamo…vale più di mille parole e discorsoni pregni di significati e valore…MADDECHE!!! un bel gomitolo morbidone…alle volte non serve manco farlo srotolare…appena lo vedono lì…allonatanarsi leeeeentamente….gli si avvicinano e ci girano intono un pochino..una zampettina repentinamente lo tocca per esser certo che il gomitolo si fosse mosso…poi…un’altra rotolatina e…viaaaaaa…..inizia la corsa…!!! :-D

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