Avevo studiato, e anche insegnato anni dopo, che “il marketing è quell’attività che trasforma le aspettative del consumatore in impulsi operativi per l’azienda”. Mi ricordo un mio allievo, Teo, che questa frase non riusciva proprio a impararla. Chissà se Teo, nel frattempo, è diventato il marito di una matrigna. Perché Teo dovrebbe capirlo, adesso, questo concetto, se per caso ha divorziato e ha rimesso su casa con la nuova compagna.

Leggo infatti su Repubblica di qualche giorno fa che designer e mobilieri si stanno adeguando al dilagare di divorzi e di famiglie ricostituite, e che quindi costruiscono mobili con un nuovo concetto, seguendo appunto le esigenze dei nuovi consumatori, come dettano le regole del marketing che Teo non capiva.

L’articolo racconta che è cambiata l’idea di casa. “In un paese in cui un matrimonio dura in media tre anni e mezzo (gasp, NdM) è assurdo comprarsi dei mobili costosi e ingombranti”. Insomma, i nuovi mobili sono pensati per essere, anche loro, separati e ricostituiti.

Un po’ mi dispiace, perché ai mobili ci si affeziona parecchio, però fa anche piacere vedere che, lentissimamente, anche il marketing si sta adeguando alla nostra realtà. E mi dispiace ancora di più, ma, se si adegua il marketing, quindi se ci son di mezzo i grandi giochi dell’economia, più della metà della fatica è fatta. Buon per noi. E per tutti i Tei che ci hanno scelte.

Rossella Calabrò

106 commenti

  1. 1.

    Madò Beautiful, che tatto! No, niente, non ce la fanno!

  2. 2.

    Sì, hanno i neuroni diversi da noi, gli opy, non ce n’è.

  3. 3.

    d’accordissimo con te, new entry, fossero state sue e dell’ado le avrei sbriciolate seduta stante (ma l’opy per primo non me lo farebbe mai, uno sgarbo del genere). ma l’ex moglie è un’altra storia, remota e inoffensiva. resta comunque da parte mia lo stupore nel constatare che, per un uomo, una tazza è solo una tazza.

  4. 4.

    che finezza…. sono supergrezzi, n’ce sta ninet’a fa’…

  5. 5.

    cazzo (e scusa il francesismo…) come sono diversi gli uomini rispetto a noi….forse in noi c’è la capacità di vedere sempre le cose “più profondamente”…(magari ci facciamo troppe “paturnie mentali), gli uomini sono PIU’ PRATICI….con quelle tazzine da te probabilmente il tuo opi avra pensato: che bel regalo che avevo ricevuto…me le riprendo…comunque se ti può consolare una volta anche il mio opy (che ha il pollice verde), in cantina dell’ado, aveva trovato un loro vecchio vaso…e mi ha detto : Perchè non lo teniamo noi…è bello? e io ho risposto: no grazie…non mi sembra una buona idea…

  6. 6.

    @biancanera 97: “loro pensano che un accappatoio è solo un accappatoio”.
    sì, gli uomini tendenzialmente non danno alle cose lo stesso significato simbolico che gli diamo noi.
    per esempio.
    la ex moglie dell’opy, qualche tempo fa, va a vivere all’estero e prima di partire organizza un party di addio barra mercatino dell’usato per liberarsi dei mobili e di tutte le cianfrusaglie che ha per casa.
    N.B. la ex moglie dell’opy non è la mamma dell’astrina, la mamma dell’astrina viene dopo, e dopo ancora vengo io. sì, lo so, l’opy è uno che si dà da fare.
    beh, l’opy va al partymercato e torna con 6 bellissime tazze da tè, che mi regala, omettendo un dettaglio per lui insignificante, e che salterà fuori per caso a distanza di mesi: le tazze facevano parte della loro lista nozze.
    e alla mia domanda: “ma senti un po’, non ti sembra di cattivo gusto regalarmi un dono delle tue nozze con quella che, tre lustri e tre donne fa, doveva essere la donna della tua vita?”, la sua risposta è stata: “tu dici? non ci ho proprio pensato, quando le ho (ri)viste me le sono immaginate qui a casa tua, erano perfette, e me le sono (ri)prese”.
    appunto.

  7. 7.

    Sissi matrigna saggia è. :-)

  8. 8.

    scusate i refusi…

  9. 9.

    secondo me è una questione di diversa sensibilità…che dipende dall’individuo e non dal sesso…per esempio il mio opy, è molto sensibile e attento, ma tante cose non le riusciva ( e anche adesso) a capire perchè abbiamo una sensibilità diversa..la mia strategia è stata quella di aprirgli gli occhi..fargli capire in mille modi che certi suoi atteggiamenti mi ferivano o potevano ferirmi…
    episodio 1: arrivano suocerastra e cognatastra: comunico con anticipo che eventuali cene con ado in cui lui si anche presente non sarebbero da me ben accolte. lui ringrazia per avreglelo detto e fatto riflettere in anticipo…
    episodio 2: si aspetta firma della separazione per poter io dormire a casa nostra anche le sere che ci sono i bambini…passa il primo anno tranquillamente…poi comincia mia insofferenza …cominciano discussioni, chaicchierate, litigi, musi…per fargli capitre il mio malessere (con molta fatica)…alla fine dopo circa due mesi e mezzo (lunghissimi)..capisce e cocordiamo che dopo due settimane, cmq vada la separzione io dormirò a casa anche con bimbi…beh ha funzionato….
    a furia di insistere e fare capire alla fine secondo me qualche risultato si ottiene…
    poi invece magari parlo con mia sorella che sarebbe donna e quando mi chiede come va con gi astrini, le rispondo che uno si fa avvicinare anche fisicamente (accetta le carezze e ei bacini) e invece l’altro (che pare sia più legatoalla madre( sistematicamente si sottrae)…l’unica cosa che mi dice è che lo capisce perchè suo figlio è così attaccato a lei che vuole sentire solo la sua pelle … ecco secondo voi mia sorella… nei panni di chi si è messa?
    insomma..al di là di questi esempi che detti così possono sembrare banali…secondo me in generale…la differenza la fa il grado di sensibilità che abbiamo e/o al quale veniamo guidati pian pianino da chi in qule momento può darci una mano e farci vedere le cose con altri occhi…

  10. 10.

    @Juliette e Mastra: alla fine credo si sia trattato della solita coglioneria maschile. Si vede che sono appena tornata da paris ? :P
    Loro pensano che un accappatoio è solo un accappatoio. Che serve solo ad asciugare e punto. ‘Ste finezze psicologiche non faranno mai parte del loro mondo. Non perché sono opi. Ma perché son maschi.
    La questione della targhetta è finita quando io gli ho detto: “Vabbè basta ora”.
    HO dovuto dirgli che non me ne fregava e così è finita la storia.
    La targhetta è ancora lì e veramente non lo dico per gelosia. Solo fatico a capire perché il sesso considerato irrazionale sia il nostro.
    Per il resto chissene.
    Se arriva posta per la dama la metto dritta nel tagliacarte.
    ;P

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