Prendiamo una pozione magica, tipo quella di Alice nel Paese delle Meraviglie, e rimpiccioliamoci di un bel po’ di centimetri, avendo cura di lasciare che la testa e gli occhi rimangano piuttosto grandi. Togliamoci anche, con un’altra pozione magica che poi brevetteremo e ci renderà milionarie, un cinque o sei ettolitri di cellulite dalle cosce, e appiattiamoci le tette (senza protestare tanto è un esperimento temporaneo). Stiracchiamo le corde vocali fino a ottenere una vocina più acuta, e, hop-là, eccoci trasformate in bambine.

Ora, con l’agevole sistema del teletrasporto, o con una pozione magica per chi soffre di cinetosi, fiondiamoci in casa di un papà (nostro) e della sua nuova compagna, presi in prestito per l’occasione. Noleggiamo anche, già che siamo in ballo, un’altra bambina, più o meno della nostra età, figlia della nostra matrigna e di un altro uomo che non è il nostro papà. Poi, giusto per aggiungere un po’ di pepe all’esperimento, aggiungiamo un pargoletto di un paio d’anni, figlio di papà e della matrigna.

Ora, si dia inizio alle danze.

E’ mattina presto, noi ci svegliamo in un letto di quelli che sembrano un cassetto, rasoterra, sotto il letto della nostra sorellastra. Eh sì, perché lei abita in quella casa sempre, visto che c’è la sua mamma, e ha un letto vero. Noi abitiamo lì solo qualche volta, perché la nostra mamma vive con noi da un’altra parte, quindi il letto è un po’ finto, quasi quasi tra un po’ ci viene il gatto a farci la pipì scambiandolo per la sua cassettina. E la cameretta è tutta sua, della sorellastra, anche se papà e matrigna dicono che è di tutte e due. Mica vero. I peluche sono i suoi, i vestiti sono i suoi, noi abbiamo lì  giusto un paio di mutande di ricambio e poco altro.

Iniziano i lavori lavaggio e striraggio prima di andare a scuola. La sorellastra viene aiutata dalla sua mamma a vestirsi e pettinarsi. Anche noi, certo, ma ci viene un po’ il magone a pensare che magari la matrigna fa le trecce fatte bene a lei, e fatte male a noi. Non è vero, ma il sospetto ci uccide un po’, in fondo siamo bambine, e, alla prima ciocca che scappa dalle nostre trecce, ci monta un istinto vampiresco peggio che in Twilight.

Nel frattempo, il fratellastrino, quello piccolo, fa il simpatico con noi. Veramente lo fa un po’ di più con la sorellastra, perché loro due vivono insieme tutti i giorni, e invece noi no e quindi gli siamo un po’ meno simpatiche. E anche lì, ci spunta un dentone canino dalla gelosia. Bau.

Dopo la scuola, arriva il pomeriggio. La sorellastra ha invitato una sua compagna di classe a casa, per la precisione la sua amica del cuore. E noi siamo lì come delle pere cotte, che ci sentiamo escluse. - Ma perché non inviti anche tu una tua amica – dice la matrigna. Perché, uno: non ci abbiamo pensato; due: la cameretta è già occupata da queste qua; tre: non ci sono i nostri giochi e noi cosa facciamo vedere alla nostra amica del cuore? (Quattro: ci piacerebbe che la nostra amica ci vedesse con nostra madre, non con la matrigna che poi bisogna spiegare per ore l’albero genealogico. Ma questo, alla matrigna, non lo diciamo).

Dopidiché, arriva l’ora di cena. Ovvero, la Babele educativa. Per esempio: a casa nostra, la mamma  non ci fa apparecchiare, forse perché, non avendo più il papà in casa, vuole viziarci un po’ per compensare. (Errore! NdM) Ma, in casa di papà e matrigna, i bambini devono aiutare ad apparecchiare. Eccheppalle. A noi, la mamma, se ne abbiamo voglia, per cena ci fa un panino col Philadelphia e via, qui invece ci tocca mangiare il minestrone. Ecchestrapalle.

E intanto, anche la nostra sorellastra non è mica contenta nemmeno lei, perché il nostro papà le dice: mangia le verdure, ma si vede che non è convinto, e la sua mamma si vede che vorrebbe ucciderlo. L’unico che fa un po’ quello che gli pare è il piccolino. Certo, lui vive sempre sia con la sua mamma che con il suo papà, e in più, con la scusa che è piccolo, viene viziato. Grrrrrr. E snif.

Ta dàmmmm, ora della televisione. Matrigna e papà si acciambellano sul divano. La nostra sorellastra, che ha diritti di parentela diretta ma non esclusiva con la sua mamma, le si controacciambella addosso. Noi ci appiccichiamo al papà, che è nostro, anche se in comproprietà col poppante. Ma arriva il piccoletto, e fa saltare il banco. Pfffffffffff. Fanculo a tutti, ce ne andremmo in camera nostra, se fosse nostra per davvero. Ci viene voglia di telefonare alla mamma, ma la mamma, quando noi non ci siamo, esce sempre, e, o il cellulare è spento, o ci risponde un po’ frettolosamente. Si vede che sta organizzando un’altra famiglia allargata anche a casa nostra, così non è più solo nostra nemmeno lei. Né la casa, né la mamma. Come quella cosa delle case in multiproprietà a Charm. Uffa.

Vabbe’, tanto tra un po’ è ora di andare a dormire. Riapriamo il cassetto che fa finta di essere un letto, e ci sentiamo come la Piccola Fiammiferaia, il Brutto Anatroccolo, Cenerentola, Biancaneve, tutti quelli lì messi insieme.

Di là, intanto, sul lettone, il piccoletto gorgheggia felice con la sua mamma privata e il suo privato papà. E a noi viene un po’ voglia di piangere.

Ok, mogliastre, ecco qua la pozione per tornare grandi. POF.

Però, non dimentichiamoci di questo piccolo esperimentastro in cui abbiamo vissuto da piccolastre.

404 commenti

  1. 1.

    Fiordiprimavera: io credo che voi abbiate fatto bene. Poi, sarà il tempo a sbrogliare le matasse. O a ingarbugliarle ancora di più. Ma di solito le sbroglia. :-)

  2. 2.

    Vi aggiorno: mercoledì scorso ho chiesto all’opy di fare, per una volta, come gli suggerivo io, né più né meno, visto che altri metodi si sono rivelati inconcludenti, anzi, controproducenti…volevo che i suoi genitori (dei quali per ora non sto a raccontarvi) sentissero, che si rendessero conto, che sentissero con le loro orecchie che io non ho fatto nulla di male a questi ragazzi, quindi a cena con i due figli a casa dei suoi genitori l’opy ha detto ai figli che le vacanze estive si faranno al mare TUTTI INSIEME, che io e lui siamo una famiglia e non mi lascia a casa con la bimba per portare via loro, che si sta tutti insieme, la ragazzina ha detto che per lei va bene, il ragazzo ha ribadito che lui non verrà, su richiesta di tutti i presenti ha specificato che si annoia, che non sa cosa fare, che non gli va, che non ha amici, ecc., gli è stato detto sia dall’opy che dai nonni che così non va bene, che la sorella più piccola un giorno non saprà nemmeno chi è, ecc., ha ribadito che non viene, poi l’opy (sempre su mia richiesta) ha chiesto a entrambi che cosa gli ho fatto io per avercela così con me, se li ho mai maltrattati, fisicamente o psicologicamente, se gli ho mai urlato dietro, insomma, cosa gli ho fatto…hanno risposto entrambi che non gli ho fatto nulla, che non è successo niente di particolare ma la ragazzina ha detto che comunque si comporti le sembra di sbagliare sempre (senza capire, glielo concedo perché è una bambina) che mi ha portato a non poterne più e quindi forse alla fine è proprio così, lui ha detto che in generale l’atmosfera da noi è pesante e non ha motivo di pensare che l’aria da noi sia cambiata in meglio (sì è cambiata eccome da quando lui non ci porta più il suo malumore e il suo muso….), un giorno si renderanno conto di quanta responsabilità hanno avuto in tutto questo…

  3. 3.

    Grazie Lucy, e grazie Mogliastra.
    Parto dalla cosa più facile: sì, andiamo in casa, casa dell’opy, ovvero dei genitori dell’opy, dotata di lavastoviglie, lavatrice, pizzeria a portata di piedi e stabilimento balneare già prenotato da Pasqua con cabina privata, per non doversi sbattere più di tanto, ERO stava previdente, prima che il maschio non venisse più da noi, prima che la situazione precipitasse del tutto.
    Mogliastra, parole sante, in questi due anni ho ripetuto all’opy, innumerevoli volte, che i figli sono figli e i genitori genitori, allora parlavo da figlia, ora parlo da mamma, ma il risultato non cambia, i genitori, finché si può, devono indicare la strada, prendere le decisioni (per intenderci, per me non esiste che lui abbia chiesto ai figli se vengono con noi al mare, non sono un generale ma secondo me l’approccio doveva essere “ad agosto andiamo al mare”), spero di riuscire a farmi capire…e invece questa morbidezza ha creato tanti tanti problemi, motivo per cui la mia “rigidità” risalta ancora di più.
    Ho parlato con questi ragazzi tante, tante, tante volte, tutti e quattro intorno al tavolo mi sono sentita più una psicologa che una compagna del padre, ho fatto più volte ammenda per il mio carattere un po’ difficile, dicendo che ognuno è fatto a suo modo, ma che io non ce l’ho con loro, che voglio solo un po’ di serenità, che non sono io la causa della rottura dei loro genitori visto che il padre nel frattempo aveva avuto un’altra relazione, ma questo loro lo sanno benissimo. Il maschio ad un certo punto, dopo essere stato sgridato per un brutto comportamento, non è più venuto, la femmina gli va dietro, quando la mia bimba la cercava per giocare con lei si scansava, quasi schifata, per non farsi TOCCARE (davvero, toccare…). Io davvero non so più che cosa fare, se non, appunto, dire all’opy che si va al mare, per il quieto vivere, e se le cose proprio non andranno cercheremo di ignorarci (del resto loro al mare hanno amici e li vedremo poco). Ora la mia bimba capisce tutto, se mi vede piangere piange anche lei, e io voglio solo la sua serenità.

  4. 4.

    :-) Sono esperta di vacanze affollate. Vi ho mai raccontato di quella con figlio di nove mesi, astra di cinque anni, gravidanza in atto, con relative nausee, e suoceri? Gli Addams a me fanno un baffo!

  5. 5.

    Grazie, Lucy, per il post super-pragmatico. Parole santissime. :-)

  6. 6.

    Fiordiprimavere, benvenuta tra le matrigne. La Mogliastra ti ha suggerito tutte le cose sagge da tentare. Io ti darò dei suggerimenti pratici: se andate in vacanza in cinque, con una bimba poco più che neonata e due adolescenti ombrosi, non lasciare niente all’improvvisazione, ma fate in modo che possa essere una vacanza in cui ci siano anche dei momenti di relax. Se andate in albergo è facile, se invece vi trovate in un bell’appartamento fronte mare e agli adulti sono riservate le varie incombenze (cucinare, lavare, fare la spesa … ), dubito che troverete le forze per riprendere in mano i discorsi interrotti. Cerca di avere almeno un aiuto domestico, o accontentatevi di due pizze servite a domicilio. Parola mia, il microonde e la rosticceria pronta contribuiscono alla pace familiare. ;-)

  7. 7.

    Fiordiprimavera, intanto un abbraccio forte. Poi: secondo me queste vacanze insieme le dovete fare. I ragazzini sono piccoli e devono fare quello che dicono i genitori, non esiste che decidano loro cosa fare. E queste vacanze potrebbero servire per ricostruire quello che si è smagliato in questo periodo. Loro sono adolescenti, è abbastanza normale che abbiano reazioni così scombinate, dobbiamo ricordarci, secondo me, che queste sono dettate (di solito) dal disagio, dalla gelosia, dal dolore, non dalla cattiveria. (Poi, ci sono anche bambini cattivi, eh, mica son tutti santi). E, guarda, in questo caso ha ragione mammina loro, queste due settimane tuo marito se li deve tenere, eccome. E, insieme, voi due, potete tentare di ammorbidire il problema. I primi giorni saranno, con ogni probabilità, disastrosi, ma poi potrebbero rivelarsi davvero utili per ricucire. Da quello che scrivi secondo me tu hai tutta la consapevolezza e la generosità per ottenere dei buoni risultati. Non mi pronuncio sull’opy, perché alla fine son sempre le donne che tengono in piedi i rapporti. Gli opy possono essere mannari o no, (e cito Beautiful che diceva, più o meno, che dietro a una mogliastra serena c’è sempre un bravo opy), ma non sono il massimo nelle questioni emotive.
    Un’altra cosa: secondo me i tuoi astrini sono abbastanza grandi per poterli prendere a quattr’occhi, uno per volta, e, col cuore in mano, chiedere loro cosa c’è che non va, dichiarando che TU stai soffrendo, che TU vuoi capire, che TU vuoi loro bene. TU, non tu e il padre, perché secondo me puntando su un rapporto individuale e non di coppia loro si sentirebbero meno esclusi ma un po’ complici, o protagonisti, e il dialogo si semplificherebbe. Insomma, come si dice, potresti provare a fare di un problema -le vacanze – un’opportunità. E magari ci riesci davvero. :-) Ancora un abbraccio.

  8. 8.

    Grazie La Mogliastra, allora lo faccio qui :-) è da tanto che vi leggo e che vorrei scrivere e proprio oggi è un giorno particolarmente difficile per me (e scusatemi se ancora non posso destreggiarmi con i vostri termini) e credo che sia il momento giusto per raccontarmi.
    Da due anni e qualche mese sono la compagna di un uomo divorziato con due figli che oggi hanno 16 (il maschio) e quasi 11 anni (la femmina) e insieme abbiamo una bimba di 15 mesi. Quando l’ho conosciuto io ero sposata, lui già separato e in procinto di chiedere il divorzio e viveva solo. Io e il mio ex marito dopo pochi mesi ci siamo lasciati, io sono rimasta da sola nel nostro appartamento e ho avviato in modo ufficiale la relazione con il mio compagno, restando incinta dopo pochissimo tempo. Nel frattempo avevo conosciuto i suoi figli, il maschio da subito ostile, la femmina, con moltissimi problemi relazionali e alimentari, letteralmente innamorata di me. Mi sono presa cura di lei come una mamma, con me ha iniziato a mangiare tantissime cose, a scoprire il sapore degli alimenti e dell’affetto. Tralascio molti dettagli per non dilungarmi troppo, arrivo a quando abbiamo dato loro l’annuncio della mia gravidanza, il maschio nel frattempo si era un po’ ammorbidito, ma poco, lui all’inizio non riusciva a capacitarsi di una sorella, che sarebbe nata di lì a qualche mese, con 15 anni meno di lui, la femmina apparentemente contenta. E lì sono iniziati i guai: la bambina ha iniziato a diventare insolente, faceva la maestrina, si chiudeva in se stesso, peggiorando sempre di più. Io sin dall’inizio le ho tentate tutte, parlando da subito con il loro padre, esponendo i possibili rischi di questa gelosia, ma mi sentivo dire che le cose sarebbero migliorate con l’arrivo della piccola. Come da mie aspettative le cose sono peggiorate con la bambina, chiusa in se stessa, quando arrivava a casa nostra non guardava la sorella, non la considerava e se lo faceva era con odio, con me c’è stato un allontanamento progressivo ma costante, io mi sono sentita tradita, sono stata “picconata” come dico io durante tutta la gravidanza e nel post parto (nel frattempo mi ero trasferita a casa del mio compagno, un posto lontano da dove abitavo io prima e dalla mia famiglia). Più volte ho parlato con entrambi davanti al padre per cercare di rendere l’atmosfera rilassata, spiegando che la mia bimba merita almeno il rispetto, se non l’amore. Il padre, come mi pare di capire la media dei padri divorziati, non ha mai preso in mano la situazione, mai alzato la voce nemmeno quando li vedeva comportarsi male a casa nostra, mai fatto nulla, sempre lasciato a me questo compito, che in breve mi ha fatto diventare, ovviamente, la strega cattiva. Nel giro di un anno dalla nascita di mia figlia il maschio non è più voluto venire da noi (e non gli è stato fatto niente), raccontando in giro che non lo si interrompe sempre quando vuole parlare col padre, e non è vero, ora sono cinque mesi che non vede mia figlia, la femmina veniva ma con un’ostilità e una chiusura tali da far decidere al mio compagno, una volta traslocato finalmente in città, vicini al lavoro e al nostro quotidiano, di vedere i figli altrove, modificando gli incontri per il quieto vivere. Inutile dire che con la ex moglie preferisce avere a che fare il meno possibile, e quindi non le ha parlato mai dei problemi che c’erano a casa nostra, di come si comportavano da noi i suoi figli, lasciandole evidentemente pensare che l’unica strega fossi io.
    Da mesi a me è crollato il mondo addosso, vedere che lui non fa niente per proteggermi mi ha via via fatto raffreddare, diventare nervosa, cambiare, lui dice che per me e la nostra bimba c’è sempre ma non si rende conto che avrei avuto bisogno di un altro tipo di protezione, lui è IL buono della situazione. Ora i suoi figli non vogliono venire al mare con noi per le due settimane di vacanze estive e a questo punto l’ex moglie si è imposta dicendo che passi tutto ma che queste due settimane se li deve tenere, che il problema è nostro e di risolvercelo, che i figli con lui vogliono stare (quindi è a me che si riferiva) e quindi…..
    Naturalmente tutto questo non è che una goccia nel mare di questi due anni di problemi, io so di aver dato tanto a questi ragazzi, di averle tentate tutte, di essermi spesa al cento per cento, di aver acceso diecimila allarmi quando le cose si mettevano male, e questi sono i risultati.
    Sono stanca, stanca, stanca, mi verrebbe voglia di mollare tutto e via, poi guardo il mio compagno, guardo la nostra bimba e tutto cambia, ma sono allo stremo e ho bisogno di tanto aiuto.

  9. 9.

    Un ben arrivata dalla tenutaria del blog, Fiordiprimavera. :-) Non c’è una sezione del blog dove presentarsi, quindi va benissimo qua. (In questo periodo i commenti sono sotto moderazione, quindi non ti vedrai apparire subito subitissimo, ma magari dopo un’oretta.) Rinnovo il benvenuto. :-)

  10. 10.

    Mi scuso da subito con tutte, ma esiste una sezione del blog in cui presentarsi o si commenta direttamente?????

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