Il neurone eremita

Si parla di: uomini

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C’era una volta un neurone, né vecchio né giovane, che viveva da eremita in un luogo grigio e tortuoso. Era solo, irrimediabilmente solo, e se gridava con la vocina in falsetto: c’è nessunooooo? non gli rispondeva nemmeno una particella di sodio.

Il neurone eremita andava avanti e indietro per quei luoghi, con le mani annodate dietro la schiena, facendo grandi circonvoluzioni e lasciando delle tracce circolari sul terreno peggio di Paperone quando pensa a come sconfiggere la Banda Bassotti.

Un giorno il neurone, che nonostante fosse un po’ lesso si annoiava lo stesso, decise di uscire dall’eremitaggio e fare una gita nei dintorni. Cammina cammina cammina, si trovò davanti a una caverna molto cavernosa. C’è nessunooooo? ripetè con la sua vocina da spot. Goooooooaaaaal, gli rispose un coro di voci decisamente da osteria. Come goal, disse tra sé il neurone eremita, ‘cazzo c’entra goal?

Ma una luce azzurrognola attrasse la sua debilitata attenzione. E lì, intorno a un televisore microscopico, che oggigiorno con la nanotecnologia si fan  miracoli, c’era un gruppetto, anzi una miliardata di personaggini con la coda, tutti con accanto una lattina di birra, e addosso un’espressione bolsa. Alla nano-tivù c’era una partita di calcio, e i piccoli spermatozoi la stavano guardando con concentrazione assoluta, agitando le codine per l’emozione.

Ma uno di loro, il più frenetico, si sedette per sbaglio sul nano-telecomando, spostando il canale su un programma culturale. Aaaaaaagh, urlarono gli spermatozoi furibondi. Adesso tu, spermatozoo dal culo maldestro, ti togli subito dai coglioni e te ne vai di corsa qua fuori a fecondare un ovulo, così molli il telecomando a chi lo sa usare, capito?

Lo spermatozoo dal culo maldestro si avviò lemme lemme a sinistra, verso l’uscita, lì incontrò un ovulo, e, senza mica troppa convinzione, lo fecondò, bisbigliando tra sé: gooooal.

A quel punto il neurone eremita, avvilito, decise di tornarsene lassù tra la maceria grigia, nella solitudine più nera. Se almeno avessi un altro neurone con cui guardare le partite, o magari una neuroncina con cui riprodurmi, così poi saremmo in tanti neuroni e ci faremmo compagnia, pensava tra sé.

Poi si battè una mano sulla fronte, dimenticando lì per lì che i neuroni non hanno fronti né tantomeno mani per batterle, e si disse: ah già, questo mi è vietato. Io sono un neurone maschile, quindi costretto, per l’eternità, a rimanere solo.

Ma poi si ricordò che lo stipendio era buono e il lavoro da svolgere davvero leggero. Così, con un sonoro rutto, hop, risalì tutto tronfio nella testa del soggetto maschile a lui assegnato.

Grazie a Ilaria per l’espressione “neurone eremita” che mi ha fatto venire in mente questa storiella.

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Ti piace? A cosa serve?

Si parla di: libri, uomini

Cuore di pietra

Ti piace? E gli uomini invariabilmente rispondono: a cosa serve?

Se una cosa non serve a fare qualche altra cosa, per loro non esiste. Altri esempi?

Nuovo taglio di capelli che ci è costato un milione di attacchi di panico, un miliardo di crisi di identità e un bot di tachicadia: ah, bene, così si rinforzano.

Mobili di casa spostati e risistemati cartavetrando fino all’erosione completa delle mani e in seguito debitamente riverniciati con sangue di recupero: a meno che non siamo intervenute su tivù, divano o telecomando, azione non pervenuta.

Un’enorme ciotola di gerani che, nel trasportarla, ci ha interrato tutte e ventiquattro le vertebre fino a ridurci all’altezza di un gremlin. Commento: ah. E, nel fortunato caso di partner logorroico, si può sperare in un: però adesso chissà quante formiche ci arrivano.

Gli orecchini poi sono come il mantello di Harry Potter: hanno il dono dell’invisibilità. Due candelabri nuovi in scala 1:1 appesi ai nostri lobi hanno il magico potere di non essere notati, nonostante gli scampanellii da stadio e i lobi da aborigeno.

Leggendo il libro “Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere”, tutto questo si spiega. Ma non credevo che, per vivere con un uomo, ci volesse un manuale di astronomia.

 

http://librioro.rcslibri.corriere.it/librioro/libro/0318_gli_uomini_vengono_da_marte_le_gray.html

 

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