Il 18 gennaio la vostra Mogliastra di fiducia vi aspetta alla libreria milanese Centofiori per una presentazione, questa volta allargata, del suo libro “Di matrigna ce n’è una sola”.
L’invito, in quanto allargato, è rivolto a chiunque abbia dai 13 ai 113 anni, di qualunque sesso e situazione anagrafica, e che giaccia nella deprecabile condizione di non aver ancora letto il suddetto libro.
Oltre a “Di matrigna ce n’è una sola”, in libreria saranno disponibili gli introvabili “Mogliastre” e “Uova di matrigna” (anche nella mirabolante versione audiolibro).

Martedì 18 gennaio, ore 18.30, libreria Centofiori, piazzale Dateo, 5 – Milano

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donne-di-pancia-blog.jpgMie mogliastre, siccome mi sa che siamo tutte donne che ragionano più con la pancia che con la testa, festeggiamo questa nostra bellissima caratteristica il 13 febbraio, proprio il giorno prima del famigerato san Valentino -così ci togliamo il pensiero- e troviamoci tutte a Milano per ballare con le danzatrici del ventre di Jamila Zaki. Ci sarà un aperitivo, un breve spettacolo di Jamila in cui potremmo essere coinvolte, (da cui l’aperitivo a non indifferente tasso alcolico) e la presentazione del libro Mogliastre. Alle 19, in via Bergognone, 24. 

P.S. Invece, i nostri soliti Aperitivi delle Matrigne si terranno lunedì 1 febbraio. 

 

OOOOOPS: ATTENZIONE, FORSE QUESTO EVENTO DANZANTE DEL 13 FEBBRAIO E’ SOSPESO. VI INFORMO AL PIU’ PRESTO. SCUSATE. :-( ((

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11 dicembre, Torino

Si parla di: Club delle matrigne

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L’11 dicembre, come sapete, ci saranno: l’inaugurazione del Club delle Matrigne -sezione torinese -  e la prima presentazione del libro Mogliastre, manuale semiserio per seconde mogli e matrigne.

Quello che  forse non sapete è che dopo l’evento (alla libreria Coop di Torino, in piazza Castello, 113 alle 18) andremo in un bellissimo posto da harem come quello nella foto, per cenare tutte insieme.

Io direi che, se non è per il Club, se non è per il libro, almeno per la cena vale la pena di venire a Torino, no?

Presenti all’evento: la Mogliastra sottoscritta nonché fondatrice del Club delle Matrigne italiano nonché autrice del libro citato, e le sue splendide delegate torinesi Iria e Francesca.

Secondo me, anche solo per conoscere loro vale la pena di venire a Torino.

 

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Più libri, più liberi: Fiera della Piccola e Media Editoria, Roma, Palazzo Congressi EUR, dal 5 all’8 dicembre. Il libri Mogliastre e Uova di Matrigna, entrambi editi da ExCogita, saranno disponibili nella Bibliolibreria.  

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colpo-di-scena.jpgNel 2007 ho scritto il mio primo libro, Uova di Matrigna. Un pamphlet ironico, ma a tratti cattivello, sulla vita di una mogliastra. Una delle mie due figliastre, a cui l’avevo fatto leggere ancora prima di pubblicarlo, non l’aveva gradito un granché. (Cosa che mi ha confessato mesi e mesi dopo, ma l’avevo capito benissimo dalla faccia).

Ora, a distanza di tre anni e passa, colpo di scena: la stessa figliastra ha scelto un brano di Uova di Matrigna per un esercizio al suo corso di teatro. Lo sta imparando a memoria, (a memoria, sì) mentre io gongolo come un tacchino o come uno dei sette nani, per poi recitarlo, come monologo, davanti ai suoi compagni di corso.

Mi ha detto che, ora che è più grande, ha capito tutte le paturnie, i disagi, i pianti e le gelosie di cui raccontavo nel libro. Ora, ha aggiunto, come donna ti capisco un po’ di più. Prima ero troppo figlia per capirti. Alleluja, già che siamo in periodo pre-natalizio.

Ovviamente la cosa mi ha fatto un piacere immenso, e mi dà un filo di speranza sulla possibilità che noi mogliastre riusciamo a comunicare anche con chi, mogliastra, non lo è. Certo, se non si guadagnano i gradi sul campo, non si riuscirà mai a provare fino in fondo la serie di orrori che proviamo noi, però, insomma, come si dice, uno su mille ce la fa.

E poi, volete mettere, la soddisfazione di sentirla recitare per tutta la casa le mie parolastre crudelastre?

 

(Dipinto di Magritte)

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gianduiotta-la-mela.jpgMie mogliastre, novità in vista. Io, che conosco Torino solo per i gianduiotti, ho trovato le delegate perfette per esportare nella città nocciolata gli Aperitivi delle Matrigne.

L’11 dicembre ci sarà, a Torino appunto, la presentazione degli Aperitivi, insieme, già che ci siamo, alla presentazione del libro Mogliastre.

Non abbiamo ancora trovato la sede ideale, non abbiamo ancora stabilito gli altri appuntamenti, ma, insomma, stiamo per partire davvero. Intanto: save the date, e incrociamo le ditastre.

Ah, se tra di voi, su questo blog, ci sono mogliastre torinesi, mi scrivano alla posta del Club così le inserisco nella mailing list torinese. 

Aggiungo, a qualche giorno da questo post, il link all’articolo di Vera Schiavazzi uscito oggi su la Repubblica nelle pagine torinesi. 

http://torino.repubblica.it/dettaglio/le-seconde-mogli-alla-conquista-di-torino/1749905

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cucu.jpgMie mogliastre,  eccomi qua,  ai Classici del Caffè, nella video-recensione del libro Mogliastre. 

Sì, lo so, il libro l’ho scritto io, e la recensione la faccio sempre  io. Ma, come si dice,  chi fa da sé fa per tre.

Un po’ come nelle  famiglie  allargate, che si è sempre  in tre, tale e quale alla trinità: io tu e mammà.

 

 

 

 (Regia di Luca Allodi, art direction di Deborah Messina)

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Tra pochi giorni, mie mogliastre, uscirà il mio secondo librastro. Indovinate come si intitola? Mogliastre. Non per mancanza di fantasiastra, spero, ma perché è in parte tratto da questo blog.

Dopo Uova di Matrigna, scritto quando ero molto, molto arrabbiata, mi è venuta voglia di scrivere questo libro forse più costruttivo, una specie di manuale sullo stile del leggendario Manuale delle Giovani Marmotte.

Sparo sempre le mie cazzate, eh, niente paura, anzi forse ancora più che in Uova di Matrigna, ma forse qualche suggerimento utile sono riuscita a mettercelo. O perlomeno ci ho provato.

Sarà sempre edito da ExCogita, sarà sempre praticamente introvabile in libreria, sarà sempre reperibile on-line o, per chi abita a Milano e dintorni, direttamente al caffè-libreria I Classici del Caffè, luogo di incontro degli Aperitivi delle Matrigne.

Non so, a me sembra che sia divertente, se poi magari vi è anche utile, sono ancora più contenta.

 

Mogliastre. Manuale semiserio per seconde mogli e matrigne. Di Rossella Calabrò.

Dal 31 ottobre, irreperibile in ogni libreria. 

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Irene è bella. Irene è buona. Irene è intelligente. Irene sa un sacco di cose,  e poi è sensibile,  e leale. Eppure, Irene ha qualcosa che non va.

Quando le parli, non te ne accorgi  mica, di questa cosa che non va. Sa ascoltare con attenzione,  sa dirti le cose che ti fanno sentire bene,  sa farti passare i brutti pensieri facendoti ridere fino alla lacrime. Che ce le avevi già, le lacrime, ma queste qui sono nuove, vengono da un’altra parte e sono carine e tiepide. Irene sa anche abbracciarti forte e non dirti niente, perché è niente che vuoi sentirti dire. Irene sa cos’è l’i-pod, il nintendo, le bratz, i roller. Eppure, Irene ha qualcosa che non va.

Irene sa giocare,  sa disegnare, sa fare le facce. Inventa un sacco di parole  che fanno ridere. Aggiusta gli oggetti  facendo le voci dei pezzi rotti, che pian piano guariscono con lei. Irene ha i capelli lunghi, Irene sa dare una buonanotte  ogni notte diversa, di quelle che poi quando diventi grande te le ricordi tutte. Eppure, sì, Irene ha proprio qualcosa che non va.

Anche se, certo,  quando cucina fa dei pasticci tremendi, cambia gli ingredienti, non segue le ricette, non rispetta le dosi. Ma non è questo. Irene, se piangi di notte, ti sente anche da un’altra casa. Irene, se le racconti un sogno, non lo dirà a nessuno. E, se ti svegli con un sorriso,  lei lo sa già. Eppure Irene, Irene ha qualcosa che proprio non va.

A volte Irene capisce i colori come solo i piccoli sanno fare,  e conosce la morbidezza della pancia di un gatto fino a diventare morbida come lui. Irene  odia i carciofi, e vivrebbe dentro una scatola di biscotti al cioccolato. Irene, quando si è sposata col mio papà, mi ha fatto fare la damigella d’onore e abbiamo scelto insieme un vestito bellissimo e io poi davanti a tutti col mio vestito bellissimo ho portato gli anelli d’oro agli sposi. Eppure, Irene, ha senz’altro qualcosa  che non va.

Irene non ha figli, non li ha voluti.

E la mamma dice che questa cosa non va. Che una che non ha fatto dei bambini non li può capire. Che è una persona che ha qualcosa che non va.

Irene ha qualcosa che non va. Ma a me, questa cosa che non va, mi piace un sacco. 

 (Dipinto di Magritte, particolare)

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