Ondine – il segreto del mare

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Questa sera io e la mia figliastra sedicenne abbiamo visto (su mia insistenza, lei voleva vedere una roba terrificante sulle fotomodelle) il bel film “Ondine-il segreto del mare” di Neil Jordan, con quello strafigo di Colin Farrell.

Strafigo a parte, è una storia in cui, incredibilmente, sia il patrigno che la matrigna ci fanno una gran bella figura.

Lui, Colin, è un pescatore single, strafigo (insisto), divorziato, con una bambina malata ma molto sveglia e un’ex moglie terrificante e anche bruttacchiona, risposata, per fortuna, con un tipo coi capelli rossi.

A un certo punto il pescatore pesca letteralmente nella sua rete una strafiga (chi si somiglia si piglia), si innamorano, e, dopo tutta una serie di traversie che non vi sto a raccontare, i due si sposano felicemente e romanticissimamente, anche grazie alla bambina che apprezza molto Ondine, la neomatrigna pescata nella rete del papi.

La matrigna Ondine è buona, fa persino una magia (non si capisce se è magia o casualità, ma tant’è) per cui la bambina guarisce, anche se ci rimette le penne il patrigno che le dona un rene, e insomma, l’oscar della bontà va alla matrigna-sirena, il secondo oscar al patrigno defunto, e poi, va be’, il papà è bravino ma fa dei pasticci, mentre l’ ex moglie è decisamente perfida e non ne fa una giusta in tutti i 111 minuti di proiezione.

Il film è del 2009, e mi sembra un ulteriore segnale che qualcosa stia cambiando, nella percezione delle matrigne e dei patrigni e delle famiglie ricostituite in genere. Certo, ehm,  è classificato tra i film di genere “fantastico”, però, insomma, dai, non stiamo a sottilizzare.

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